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    Archivio: newsletters successive a marzo 2009


    Vol. XVIII, No. 28 19 dicembre 2014

    PADRE GENERALE

    Una nuova Conferenza. Il 3 dicembre, festa di San Francesco Saverio, il Padre Generale ha approvato la costituzione di una nuova Conferenza che comprende i Provinciali del Canada e degli Stati Uniti. Si chiamerà "Conferenza dei Gesuiti del Canada e degli Stati Uniti". Padre Timothy Kesicki ne sarà il primo Presidente.


    Zimbabwe-Mozambico. Il 6 dicembre scorso la Regione del Mozambico, dipendente dal Portogallo, è stata soppressa e i suoi membri, comunità e opere sono state integrate nella Provincia dello Zimbabwe, che ora si chiamerà Provincia dello Zimbabwe-Mozambico (ZIM).

    NOMINE

     

    Papa Francesco ha nominato:  

     

    - Il Padre Pietro Bovati (ITA), Segretario della Pontificia Commissione Biblica.

     

    DALLE PROVINCE

     

    ASIA MERIDIONALE: Contributo all'educazione

    P. Felix Raj S.J., decano del St. Francis Xavier College di Kolkata (India), in una recente intervista rilasciata all'Agenzia Fides, ha ricordato il fondamentale contributo dei gesuiti all'educazione e al bene comune in tutte le nazioni dell'Asia Meridionale. "Attraverso l'educazione e la ricerca, ha detto, i gesuiti svolgono ancora un ruolo cruciale nel formare il carattere delle nazioni asiatiche: la loro visione e missione ha formato uomini e donne, leaders, filosofi, pensatori, educatori e politici che hanno speso la loro vita per il bene comune dei loro paesi di appartenenza". Ed ha poi ricordato che la prima istituzione educativa dei gesuiti nel mondo è iniziata proprio nell'Asia Meridionale con il Collegio San Paolo di Goa, nel 1544. Oggi la rete educativa in questa regione conta 387 scuole elementari e secondarie, 16 scuole superiori e 50 collegi universitari. "L'educazione è lo strumento principale per lo sviluppo integrale della famiglia umana. Per questa ragione l'apostolato dell'educazione è centrale nella missione della Compagnia di Gesù fin dai suoi inizi ed è essenziale in Asia. I gesuiti dell'Asia Meridionale sono stati pionieri nell'educazione dei poveri delle zone rurali, dei dalit (oppressi) e dei tribali. Aprendo le loro istituzioni a tutti, indipendentemente da casta, credo, lingua e sesso, essi hanno svolto un salutare e armonioso influsso nelle nazioni di questo subcontinente".  

     

    COLOMBIA: Giovani costruttori di pace

    Un gruppo di giovani "Costruttori di Pace" facenti parte del settore della prevenzione per la trasformazione delle dinamiche violente del Servicio Jesuita a Refugiados-Colombia (JRS) rivolto all'accompagnamento di bambini, bambine, giovani e adolescenti nella regione del Magdalena Medio, si sono fatti presenti con la comunità di Puente Sogamoso, borgata di Puerto Wilches (Santander) allo scopo di intavolare un dialogo. Camminando attraverso la cittadina i giovani si sono avvicinati a passanti e venditori per far loro alcune domande, tra cui: Quando fu fondata la cittadina? Quanti anni ha? Come era la località agli inizi? Quali sono i piatti tipici? Quali sono le fonti di occupazione? Attraverso le risposte ricevute dalla comunità i giovani hanno individuato la presenza nel passato di diversi gruppi armati che secondo gli abitanti hanno condizionato la vita della borgata. Allo stesso modo, i giovani si sono resi conto che l'economia locale fa riferimento a dinamiche regionali di occupazione non formale per il sostentamento quotidiano delle famiglie. Mentre alcuni abitanti venivano intervistati, altri, spinti dalla curiosità, si sono avvicinati offrendo commenti ed aneddoti. Tra risate, storie di vita, miti di fantasmi, streghe e ricordi di celebrazioni si è raggiunto l'obiettivo del workshop, quello di permettere al gruppo di Jóvenes Constructores de Paz di conoscere la storia e gli usi degli abitanti di Puente Sogamoso e di sensibilizzarsi nei confronti del territorio e di tutta la regione del Magdalena Medio.

     

    MYANMAR: 500 anni di cristianesimo

    Una moltitudine di gente dalle più remote zone del Myanmar è arrivata a Yangon per celebrare i 500 anni di cristianesimo nel paese. Secondo P. Chinnappan Amalraj S.J., delegato per la Missione dei gesuiti del Myanmar, è stato occupato ogni spazio libero intorno alle chiese, alle sale di riunioni e perfino ai templi indù. P. Joseph Aik Maung S.J., ordinato nel maggio scorso, ha guidato un gruppo di Kachins provenienti dalle diocesi dell'estremo Nord. P. Aik Maung è uno dei tre gesuiti originari del paese. "Né la guerra, né la distanza hanno scoraggiato i Kachins dall'intraprendere questo lungo cammino della durata di quasi due intere giornate, attraversando fiumi e montagne. C'è una sinfonia di colori per le via di Yangon", ha detto P. Amalraj, aggiungendo: "In una magnifica manifestazione di solidarietà cristiana i cattolici della capitale hanno sfamato queste migliaia di persone". Nei tre giorni del giubileo, cominciato il 21 novembre, P. Amalraj ha riflettuto sulla tormentata storia dei gesuiti in Myanmar e sul significato di questo giubileo per la Compagnia di Gesù. Benché l'interesse dei gesuiti per il Myanmar risalga a S. Francesco Saverio, la loro storia contemporanea in questo paese è cominciata alla fine degli anni Cinquanta e all'inizio dei Sessanta del secolo scorso, quando ai gesuiti della Provincia del Maryland fu chiesto di dirigere il nuovo seminario nazionale. Ma furono costretti a lasciare il paese cinque anni dopo quando la dittatura socialista chiuse le porte a ogni contatto con gli stranieri. Negli anni Novanta numerosi vescovi, già alunni dei gesuiti del Maryland, chiesero personalmente al P. Kolvenbach il ritorno dei gesuiti nel paese. Vi tornarono, infatti, nel 1998 e da allora hanno iniziato numerose opere apostoliche e aperto anche un noviziato. Ci sono attualmente 32 gesuiti in Myanmar, la maggior parte dei quali sono giovani in formazione, impegnati nell'apostolato o negli studi all'estero.  

     

    ROMA: Pozzo e il Corridoio di S. Ignazio

    Sono molto numerosi i pellegrini che a Roma visitano le "Camerette" di S. Ignazio, a fianco della Chiesa del Gesù, che fanno parte dell'antica Casa Professa dei gesuiti e dove S. Ignazio visse gli ultimi anni della sua vita. Ma sono pochi quelli che si soffermano ad osservare e apprezzare il corridoio antistante affrescato dal gesuita Andrea Pozzo (1642-1709). Questo capolavoro artistico è stato messo in evidenza da una pubblicazione curata dalla  professoressa Lydia Salviucci Insolera e pubblicata dall'Editore Artemide, presentata a Roma all'inizio di dicembre. Si tratta di un volume ricco di illustrazioni che evidenzia l'arte pittorica del Pozzo nella quale "l'artificio, l'inganno visivo, la meraviglia sono raggiunti attraverso una sofisticata abilità tecnica". "Quello che più affascina del corridoio, scrive Lydia Salviucci Insolera, è l'ingegnosa capacità del Pozzo di essere riuscito ad organizzare un gioco illusionistico che si snoda in una serie di effetti trompe-l'oeil che ingannano l'occhio del visitatore senza interruzione: questi non rimane semplice osservatore ma, ammirando gli affreschi, ne rimane coinvolto interiormente". Per maggiori informazioni: www.artemide-edizioni.it (Architettura e Urbanistica).

     

    SPAGNA: 75 anni della Facoltà di Teologia di Granada

    Il 3 dicembre, festa di San Francesco Saverio, la facoltà di teologia di Granada, istituzione universitaria ecclesiastica affidata alla Compagnia di Gesù, ha celebrato una messa di ringraziamento per i suoi 75 anni di attività come facoltà canonica. I festeggiamenti per l'anniversario si protraggono da diversi mesi. Dal 10 aprile al 14 luglio si è tenuta la mostra "La huella de los jesuitas". Lo scorso 8 novembre, nella sede dell'università, si è svolta la Giornata sulla vita consacrata. Il 2 dicembre nell'auditorium della Facoltà di Diritto, antica sede del Collegio di San Paolo della Compagnia di Gesù, si è tenuta la presentazione dell'ordo accademico. Ed è in preparazione un numero commemorativo della rivista Proyección. Inoltre nel prossimo giugno la facoltà ospiterà l'incontro dei presidi di teologia e filosofia delle università europee della Compagnia di Gesù. Il corpo docente è composto da membri di diverse congregazioni e della diocesi, laici compresi. In comunione con tutta la Chiesa e in dialogo con la società, in particolare quella andalusa, la facoltà ha come impegno primario la riflessione sulla fede, illuminando attraverso il Vangelo la ricerca di risposte alle grandi sfide del nostro tempo. Oggi è l'unica istituzione teologica della Spagna del Sud ad avere lo status accademico di facoltà canonica. Svolge il proprio compito in tre aree: la ricerca (nel campo delle scienze teologiche e del dialogo con le altre istituzioni scientifiche), l'insegnamento (per coloro che si preparano al sacerdozio, religiosi, religiose e laici in generale), e le attività di sviluppo (attraverso le quali è presente nei diversi ambienti della società e della cultura).

     

    SUD SUDAN: La speranza nonostante le inondazioni

    Nelle ultime settimane la regione di Maban, nel Sud Sudan, dove si trovano alcuni confratelli gesuiti, è stata colpita da violente inondazioni con conseguenti gravi danni alle coltivazioni e alle infrastrutture. Una circostanza che si aggiunge alle difficoltà che devono affrontare gli oltre 127.000 rifugiati nei campi profughi di questa zona dell'Alto Nilo, come le violenze scoppiate lo scorso agosto che hanno costretto all'evacuazione degli operatori umanitari. Nonostante ciò le organizzazioni umanitarie, che già hanno potuto riprendere le loro attività, si dimostrano fiduciose, in particolare circa il rientro a scuola della maggior parte dei ragazzi, cosa che contribuisce a diffondere nel campo un senso di normalità. "Dopo tre accordi di pace falliti in questi ultimi mesi, scrive il gesuita Paul Vidal, i leader dell'Africa Orientale continuano a premere in favore di un accordo di pace duraturo. Coloro che soffrono di più sono i civili e i profughi travolti da una violenza senza senso. Se non si raggiunge un compromesso tra gruppi armati e leader politici, i civili innocenti e i rifugiati continueranno ad essere condannati ad una vita precaria. La gente vive alla giornata, come può, cosciente che la violenza, le inondazioni e la carestia potrebbero essere ancora dietro l'angolo e investire le poche speranze e le energie rimaste nel vivere ogni giorno, aggrappata alle sue gioie e dolori".

     

    USA: Missione nella "Città del Peccato"

    Che dovrebbe fare un gesuita nella "città del peccato"? E' questo uno dei soprannomi dati a Las Vegas (USA) dove gente da tutto il mondo arriva per giocare d'azzardo, divertirsi e fare shopping di lusso. Il gesuita Max Oliva, laureato alla University of California a Berkeley, si rivolge a uomini d'affari e professionisti, uomini e donne, parlando loro della spiritualità ignaziana e dell'etica nel mercato globale. Oliva è autore di sei libri. Uno di questi, Beatitudes for the Workplace ("Beatitudini per il posto di lavoro"), analizza otto virtù e il loro effetto sulla vita personale e professionale di uomini e donne: saggezza, integrità, onestà, compassione, giustizia, perdono, generosità e coraggio. Nel suo precedente incarico a Calgary, in Canada, guidava ritiri per uomini d'affari, ritiri che chiamava "Commuter Retreats". Li descrive ampiamente nel primo capitolo del suo libro sulle beatitudini. P. Oliva incontra anche coloro che hanno passato del tempo in prigione, in particolare per crimini legati alla droga, abuso di alcool e furto. Le sue esortazioni su onestà e integrità sono così stimolanti che alcuni hanno deciso di cambiare vita, chiamandosi "compagni per la missione" e mettendosi in comunicazione con persone di Las Vegas che sono senza casa e lottano per dipendenze di vario genere come hanno fatto loro. P. Oliva pubblica online ogni mese una newsletter intitolata "Spiritualità e Etica". Per maggiori informazioni: www.ethicsinthemarketplace.com

    1814-2014 RICOSTITUZIONE DELLA COMPAGNIA

     

    Slovenia. Simposio per i 200 anni della Ricostituzione della Compagnia. La Provincia di Slovenia ha organizzato il 20 novembre scorso un simposio scientifico in occasione dei 200 anni della Ricostituzione della Compagnia sul tema: Dalla soppressione al Papa. Numerosa la partecipazione e grande anche l'interesse dei mezzi di comunicazione. Ciò è dovuto alla scelta degli esperti che hanno trattato una vasta gamma di argomenti. Il Provinciale, P. Iva Bresciani, ha dato il benvenuto ai presenti e ha introdotto il tema con un'ottima relazione sulle ragioni della soppressione: La Compagnia di Gesù nella tempesta dell'Illuminismo. C'è stata poi un'interessante presentazione della vita e del lavoro di Gabriel Gruber, il superiore generale della Compagnia che visse e lavorò a Ljubljana durante la soppressione: Gruber e i suoi maestri. Una terza relazione si è soffermata sul ritorno dei gesuiti nel territorio della Slovenia dopo la Ricostituzione. Il pomeriggio è stato dedicato all'attività missionaria della ricostituita Compagnia in Slovenia: la Missione del Bengala, i gesuiti sloveni e i movimento dei laici, la storia del St. Joseph di Ljubljana, i gesuiti sloveni e l'apostolato degli Esercizi Spirituali. Un altro tema che non poteva essere trascurato è stata l'esperienza della persecuzione dei gesuiti sloveni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il simposio si è concluso con un breve programma culturale, la lettura di poesie di gesuiti e la Messa.

    GESUITICA

     

    S. Ignazio raccoglitore di fondi. Per circa 500 anni il lavoro dei gesuiti nei posti di frontiera della Chiesa è stato sostenuto dalle offerte e dai lasciti dei fedeli, sempre generosi e lungimiranti. Questi benefattori sono parte integrante della lunga storia dei gesuiti al servizio della Chiesa. S. Ignazio è stato un abile raccoglitore di fondi, riconoscente verso i benefattori che permettevano alla Compagnia di crescere e prosperare rapidamente. L'unico viaggio fatto in Inghilterra fu per raccogliere fondi e si rallegrò per la grande generosità che vi trovò. S. Ignazio è famoso come il più prolifico corrispondente del XVI secolo. Oltre 800 delle lettere che ci sono rimaste riguardano finanze, raccolta di fondi e richieste di aiuto. Ha voluto con insistenza che i gesuiti gli scrivessero regolarmente per poter poi far conoscere queste lettere ai benefattori della Compagnia. S. Ignazio ha imparato molto dagli imprenditori. Mentre disapprovava quelli che lavoravano per il solo guadagno economico, ha sempre ammirato il loro assiduo lavoro, la loro determinazione e l'abilità nella gestione dei prodotti, dei mercati e degli aspetti finanziari per avere il massimo rendimento ed evitare la perdita di risorse preziose. Comprese bene che i benefattori vogliono sapere che le loro offerte sono usate con saggezza. Ha voluto che i gesuiti adottassero gli stessi metodi per la gestione e la comunicazione, e talvolta li ha rimproverati portando l'esempio del duro lavoro proprio di questi commercianti. S. Ignazio onorava e rispettava tutti coloro che lo aiutavano e faceva di tutto per contraccambiare la gentilezza dei suoi amici e collaboratori per quanto era in suo potere. La sua corrispondenza con i gesuiti è ricca di istruzioni a questo proposito. Infine, S. Ignazio era meticoloso nel manifestare gratitudine non solo a Dio attraverso il quotidiano esame di coscienza, ma anche ai benefattori e ai collaborator (Jesuits in Britain, 03/12/14).

    AVVISO

    Mentre auguriamo a tutti i nostri lettori e amici un sereno Natale

    e un Nuovo Anno ricco di gioia e di pace,

    informiamo che il prossimo bollettino uscirà a metà gennaio 2015.

    Dall'inizio di febbraio il servizio riprenderà il suo ritmo quindicinale.

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