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    Vol. XV, No. 20 07 novembre 2011

    Padre Generale

     

    Servizio ai giovani. Il Padre Generale ha scritto una lettera a tutti i Superiori Maggiori nella quale offre una sintesi delle lettere ex-officio 2011, cioè le lettere annuali che gli arrivano da tutte le Province su temi che egli stesso indica di anno in anno. Lo scorso anno aveva chiesto informazioni sul lavoro dei gesuiti con i giovani. "Dio ha molto a che fare con i giovani e la loro gioia - così inizia la lettera. - Molti di noi ancora conoscono a memoria la vecchia risposta latina all'inizio della Messa: Ad Deum qui laetificat iuventutem meam ("Mi avvicino a Dio che dà gioia alla mia giovinezza").  Lo scorso agosto 2011 a Loyola, dove ho incontrato migliaia di giovani di tutto il mondo che partecipavano al programma del MAGIS che ha preceduto la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, ho sperimentato profondamente la verità di queste parole. Là, sotto gli occhi di tutti, c'era la gioia semplice dei giovani: contagiosa, inspiegabile, abbondante. Non potevi non vederla. Né il calore del sole estivo, né la pioggia improvvisa potevano alterare quella felicità. Sentivo che Dio doveva essere vicinissimo (...). Le lettere ex-officio del 2011, focalizzate sull'apostolato della Compagnia con i giovani, mi hanno offerto molte informazioni preziose e allo stesso tempo consolanti sulle tante cose buone che i gesuiti e i nostri collaboratori stanno facendo per servire i giovani e la loro più profonda gioia. Allo stesso tempo le lettere hanno sollevato preoccupazioni e domande". Tra le preoccupazioni il Padre Generale ricorda il lavoro dei gesuiti con i giovani soprattutto nel campo dell'educazione, richiamando però il pericolo di essere più coinvolti in problemi amministrativi trascurando le opportunità "per i contatti personali e le relazioni che sono sempre state al centro dell'educazione dei gesuiti".  Tra gli interrogativi figurano quelli riguardanti le relazioni tra la Chiesa e i giovani, i problemi della lingua e della cultura e di come i gesuiti possono essere "ponte reale tra i giovani e la Chiesa". 

    Dopo l'analisi della situazione, P. Nicolás condivide "alcune riflessioni personali su quello che i gesuiti possono fare oggi in questo importante campo di apostolato con i giovani".  Le riflessioni riguardano tre punti in particolare: 1) "I giovani sanno che non rimarranno giovani per sempre. E' per questo che sembra che abbiano fretta di sfruttare al meglio la loro giovinezza. Dobbiamo capirlo e collaborare con loro in questa avventura". E dopo aver indicato alcuni modi di procedere su questa linea, conclude: "Dobbiamo chiederci inoltre: quale è la qualità della nostra presenza tra i giovani che sono poveri, esclusi, o vulnerabili, i giovani che hanno più bisogno? Mi chiedo se ogni Provincia possa programmare in modo tale da avere almeno il 20% delle risorse (uomini, strutture e finanze) riservate per questi giovani emarginati". 2) Il secondo grande servizio ai giovani "è quello di facilitare il loro discernimento. I giovani hanno difficoltà a prendere decisioni fondate... La nostra prima preoccupazione sarà di aiutarli a diventare liberi". 3) Infine, "i giovani adulti hanno bisogno di essere accompagnati spiritualmente anche dopo gli anni degli studi, e questa è una sfida seria per noi gesuiti". Quindi la lettera conclude: "Nel leggere e riflettere con il mio Consiglio sulle lettere annuali di quest'anno, sono cresciuto nella convinzione che il Signore sta chiamando tutta la Compagnia a prestare maggiore attenzione al servizio dei giovani. Possedere istituzioni di successo non ci esime dal discernere se stiamo offrendo il migliore servizio possibile che il Signore ci chiama a dare in questo momento e se l'accompagnamento che i giovani ricevono da noi è sufficiente".

     

    Visita in Spagna. Portando avanti il piano per visitare tutte le Province di Spagna nell'attuale processo di unificazione (2016), il Padre Generale visita in questi giorni (7-10 novembre) la Provincia Betica. Le tappe principali saranno: Las Palmas, nelle Isole Canarie, Granada e Siviglia. Scopo principale della visita è incontrarsi con i gesuiti e i loro collaboratori, approfittando anche per prendere contatto diretto con alcune delle principali opere apostoliche. Nelle Canarie, oltre alla comunità dei gesuiti, visiterà il Collegio S. Ignazio e il Centro Loyola, come pure Radio ECCA, l'emittente radiofonica culturale che ha esteso la sua azione  e il suo influsso ben al di fuori della Gran Canaria (sono circa 100.000 i suoi alunni). Al centro della visita di Granada sarà la facoltà di teologia, mentre a Siviglia si incontrerà con i responsabili della Fondazione ETEA di Cordoba, un'istituzione della Compagnia di Gesù a livello universitario fondata nel 1963 come Escuela Superior de Técnica Empresarial Agrícola. In questa occasione il Padre Nicolás discuterà anche il progetto della trasformazione di ETEA in Universidad Loyola Andalucía (Università Loyola di Andalusia). Sempre a Siviglia, incontrerà i collaboratori laici della Provincia e i direttori delle scuole della Fondazione SAFA ("Sagrada Familia"), che raggruppa 27 collegi con 20.760 alunni, sparsi in città e dintorni e destinati a giovani di famiglie meno abbienti; e della Fundación Loyola, che raggruppa quattro collegi (2 a Malaga, uno a Siviglia e uno a Las Palmas), con un totale di oltre 7.000 alunni. Il rientro a Roma è previsto per il 10 novembre sera. 


    Nomine

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - Il Padre Augustinus Sugiyo Pitoyo Superiore Regionale della Regione Dipendente della Thailandia. Padre Augustinus, fino ad ora superiore della Loyola House di Samphran, è nato nel 1963, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1983, ed è stato ordinato sacerdote nel 1995.

     

    - Il P. Vicente Palotti Zorzo nuovo Provinciale della Provincia del Brasile Meridionale. Il Padre Vicente Palotti, fino ad ora rettore della comunità Nossa Senhora da Estrada di Belo Horizonte, è nato nel 1965, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.


    Dalle Province

     

    AUSTRALIA: Uno spazio per l'ospitalità

    Il Campion Centre di Spiritualità Ignaziana di Melbourne ha ospitato il 24 e 25 settembre un incontro interconfessionale che aveva come tema di riflessione l'ospitalità e l'accoglienza. Vi hanno partecipato giovani musulmani e giovani cristiani, tra cui due scolastici gesuiti. Scopo dell'incontro, organizzato dal Magis insieme all'ufficio di Melbourne del Centro Al Ghazzali di Sydney, era condividere con gli altri la propria esperienza di fede. Un imam e un gesuita impegnato in attività interconfessionali si sono occupati dello svolgimento dell'evento, caratterizzato da preghiere, scambi di idee ed esperienze e una grande gioia. Tra le considerazioni emerse tra i partecipanti alla fine dell'incontro la più comune è stata la scoperta di quante similitudini esistano tra la Bibbia e il Corano. "Ho imparato che Dio parla a tutti i popoli con un linguaggio simile", ha detto Daniel McCabe, uno studente di Adelaide impegnato nel Magis e che ha continuato: "Leggere i passi del Corano è stata per me una nuova esperienza di preghiera. Ho scoperto di avere molto più in comune con i musulmani di quanto non immaginassi". Magis e il Centro Al Ghazzali stanno lavorando in collaborazione per promuovere l'amicizia interconfessionale e il servizio alla comunità.

     

    BRASILE: Assemblea della CPAL

    Si è tenuta a Bahia, in Brasile, dal 18 al 22 ottobre, la 23° Assemblea della CPAL, la Conferenza dei Superiori Maggiori dell'America Latina e dei Caraibi. Erano presenti 19 Superiori Maggiori, i due assistenti regionali e i rappresentanti di Haiti e Giamaica, che si sono occupati dei numerosi temi in agenda. Tra questi anche la conclusione del discernimento necessario per offrire al Padre Generale una rosa di nomi tra cui scegliere il nuovo Presidente della CPAL. Si è poi discusso sui "criteri per la selezione dei candidati" tramite un documento presentato dal P. Armando Raffo e scaturito dalla lettera del P. Generale sull'argomento. Altri temi trattati sono stati la presentazione di una proposta del Servicio Jesuita a Migrantes (SJM) e del Servicio Jesuita a Refugiados (SJR) per concretizzare la prima priorità del Progetto Apostolico Comune (PAC) relativo a migranti, rifugiati e sfollati; l'integrazione in una rete di SJM e SJR; la relazione sulla situazione di Haiti e Cuba; una giornata di formazione permanente su "castità e violazione dei limiti"; le esperienze delle Province che hanno avuto le loro Congregazioni Provinciali.  Si è poi proceduto al rinnovo di alcuni membri del Consiglio della CPAL. In programma anche la visita del Colegio Antonio Vieira e l'incontro con gli alunni del collegio notturno gratuito, la visita del centro storico di Bahia e la cena con l'arcivescovo di Salvador Dom Murilo Krieger.

     

    FILIPPINE: 50 anni dell'Istituto Pastorale

    L'EAPI di Manila celebra quest'anno il suo cinquantenario da quando è stato ribattezzato East Asian Pastoral Institute (Istituto Pastorale dell'Asia Orientale) nel 1961. In realtà l'EAPI nasce nel 1955 ad opera del P. Joannes B. Hofinger, S.J. con il nome di Istituto di Apologetica Missionaria e cambierà nome nel 1961. Il primo corso iniziò con 34 studenti, mentre cinquant'anni dopo, l'EAPI ne conta più di 5.000 ex allievi. L'anniversario è stato caratterizzato da una settimana di celebrazioni che si sono tenute dal 26 al 30 di settembre con manifestazioni sportive, mostre e presentazioni culturali e un giorno di ritiro spirituale. La celebrazione del cinquantesimo anniversario è stata anche l'occasione per guardare al futuro dato che l'EAPI continua la sua evoluzione e la sua crescita nel servizio alle Chiese locali impegnate a far fronte ai cambiamenti causati dalla globalizzazione. Bisogna sostenere i laici nei loro sforzi di partecipazione piena alla Chiesa. Allo stesso modo, il clero e i religiosi esprimono il loro bisogno di rinnovamento teologico e spirituale che li sostenga nel loro apostolato. Alla conclusione della celebrazione, il P. Arthur Leger, direttore dell'EAPI, ha detto: "Oggi lo Spirito di Gesù continua a riversare i Suoi doni, e in particolar modo la gioia, su di noi, guidandoci verso il futuro. Ci invita inoltre a un nuovo ascolto delle Scritture nelle nostre culture locali di modo che possiamo risultare credibili trasmettitori della parola di perdono davanti al mondo che anela alla gioia spirituale. Siamo invitati a diffondere e proclamare il messaggio di salvezza in modo nuovo, continuando ad andare avanti, di modo che 'la nostra gioia possa essere completa' (1 Gv 1:4)".

     

    ITALIA: I cento anni del Seminario Campano

    Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha aperto il 19 ottobre le celebrazioni per il centenario del Pontificio Seminario Interregionale Campano, diretto dai gesuiti a  Posillipo (Napoli), presiedendo l'Eucaristia concelebrata dai vescovi firmatari della Convenzione con la Compagnia di Gesù e dai formatori delle varie diocesi, a cui appartengono i seminaristi. Era il 29 aprile del 1912 quando fu inaugurato il nuovo Pontificio Seminario Campano, nato dall'incontro tra la sollecitudine del Papa San Pio X per il Meridione e lo spirito di rinnovata comunione tra i vescovi della Campania, che desideravano rilanciare la formazione dei futuri sacerdoti delle Chiese locali. I vescovi campani hanno indirizzato una lettera di indizione di un anno giubilare per il centenario che, affermano, "non vuole essere un'occasione di ridondante auto-celebrazione né di sterile commemorazione. Invitiamo, invece, ad accogliere quest'anno come un dono prezioso della Provvidenza che apra gli animi alla gratitudine, suscitando una memoria viva di tutto il cammino che il Signore Dio ci ha fatto percorrere in questi anni come singoli, come comunità educante, come comunità ecclesiali diocesane".

     

    ITALIA: Giulio Aleni in Cina e a Milano

    Giulio Aleni, nato a Brescia nel 1582 e morto a Yanping (Cina) nel 1649 è ancora vivo nella memoria di molti. Gesuita, missionario, astronomo, letterato, geografo e matematico, arrivò in Cina nel 1610, l'anno della morte del confratello Matteo Ricci, del quale seguì le orme in un processo di inculturazione che lo portò ad adottare abbigliamento e abitudini cinesi e ad imparare la lingua così bene da scrivere in cinese ben 25 libri, utili per la sua opera di missionario e per far conoscere la Cina in Europa. Scrisse una Vita di Gesù pubblicata a Pechino e ristampata più volte. E' autore anche di un mappamondo, ispirato a quelli del suo maestro Matteo Ricci. A Brescia, dove è attivo un Centro di studi e ricerche che porta il suo nome, la sua figura è stata ricordata di recente in vari convegni e nel 2009 è stato pubblicato in italiano il primo volume di un progetto che prevede la pubblicazione di tutte le sue opere. Il 16 ottobre, poi, nel Quartiere Sarpi di Milano, popolato da numerosi cinesi, è stato inaugurato il "Centro Culturale Italo-Cinese Giulio Aleni", diretto da don Liu Enci, un giovane sacerdote cinese. Qui i cinesi possono studiare italiano e gli italiani il cinese.

     

    KENYA: Una scuola per i bambini vittime dell'HIV/AIDS

    Più di un milione di persone vivono a Kibera, la comunità di baraccati di Nairobi, di cui 30.000 bambini resi orfani dall'epidemia di HIV/AIDS. Il Padre gesuita Terry Charlton è il cofondatore della St. Aloysius Gonzaga, una scuola superiore cattolica, unica nel suo genere, progettata specificamente per le giovani vittime dell'HIV/AIDS nella baraccopoli di Kibera. Nel 2001, visitando le persone colpite dall'AIDS, Charlton sentiva una costante preoccupazione per i figli dei malati, soprattutto per la loro istruzione. "In Kenya, è possibile trovare scuole elementari gratuite, ma tutte le scuole superiori, comprese quelle pubbliche, sono a pagamento. Il costo di esse è molto al di sopra delle possibilità di queste persone che non possono migliorare le loro condizione di vita a causa della loro malattia, né sono in grado di svolgere dei lavori o di mantenersi. Pertanto, nel 2003, la nostra scuola ha deciso di finanziare 12 figli di malati di AIDS per il primo anno della scuola superiore", ha detto P. Charlton. E così, per aiutare ancora di più i bambini in questa situazione, ha aperto una scuola per 25 studenti nel 2004. Grazie al sostegno di molte persone da tutte le parti del mondo, oltre a un finanziamento da parte del governo degli Stati Uniti di 600.000 dollari, è stata aperta una scuola che ora accoglie più di 280 studenti.

     

    SPAGNA: "Crisi prolungata, solidarietà rafforzata"

    Nel contesto attuale, in vista delle elezioni generali e dell'inizio di una nuova legislatura, l'apostolato sociale della Compagnia di Gesù in Spagna, e le opere che ne fanno parte, hanno considerato opportuno presentare il documento "Crisi prolungata, solidarietà rafforzata", nato dalla propria esperienza con gruppi di persone escluse dalla società e dal lavoro svolto nella cooperazione internazionale allo sviluppo. In esso si presenta una sintesi delle riflessioni ed analisi realizzate negli ultimi anni insieme ad una raccolta di principi ispirati alla dottrina sociale della Chiesa e alla spiritualità ignaziana, che possono costituire un riferimento per la necessaria revisione delle politiche sociali del paese. Più concretamente, formulano sette proposte di base per una revisione delle politiche sociali nel loro insieme, sviluppandole in quattro aree specifiche: lotta contro l'esclusione sociale, in particolare di giovani e minori; immigrazione; cooperazione internazionale e fiscalità. Tra l'altro, raccomandano: l'incremento della spesa per la protezione sociale nell'attuale contesto di crisi; una politica di immigrazione che faciliti il ricongiungimento familiare; una politica fiscale più equa e progressiva e che combatta in maniera efficace l'evasione fiscale e un miglioramento del sistema di cooperazione internazionale. 

     

    TAIWAN: Sessant'anni dall'arrivo dei Gesuiti

    La prima casa dei gesuiti a Taiwan fu aperta il 14 dicembre del 1951 dopo un anno di ricerche e preparativi. Fu intitolata Beda Tsang Hall in onore di Padre Beda Chang (Tsang) Cheng-ming,  S.J., morto martire per la fede cattolica proprio l'11 novembre 1952 in una prigione di Shanghai. L'idea di avere dei gesuiti a Taiwan nacque nel 1950, quando il P. Paul O'Brien, S.J., vice-visitatore delle missioni cinesi, di passaggio a New York si recò a far visita all'arcivescovo di Nanchino in esilio, mons. Paul Yu Pin, il quale insistette sul fatto che era opportuno inviare dei gesuiti a Taiwan. Nel giugno 1950 il colloquio fu riferito dal P. O'Brien al P. Generale J.B. Janssens, che consentì di inviare qualche gesuita a "Formosa" ammonendo però il P. O'Brien di attendere l'occasione adatta. Fu in quel tempo che il prof. Ignatius Ying Ch'ien-li, un fervente cattolico, nel 1951 preside del dipartimento di lingue straniere alla National Taiwan University, seppe che il P. Edward Murphy era stato esiliato dai comunisti cinesi e lo invitò, insieme ad altri gesuiti stranieri, ad insegnare alla National Taiwan University. Il P. Murphy informò il P. O' Brien, che iniziò a guardarsi intorno finché, alla fine di settembre 1951, sbarcò a Taipei diventando di fatto il primo gesuita della restaurata Compagnia a mettere piede in terra taiwanese. Dopo i necessari rilievi e accordi, il Padre Edward Murphy fu il primo gesuita al quale il P. O'Brien affidò il compito di iniziare l'opera apostolica ed accademica a Taiwan. Pochi giorni dopo il suo arrivo P. Murphy contattò il prof. Ying e la National Taiwan University mise a disposizione dei professori gesuiti una residenza, una casa in stile giapponese sufficiente per una famiglia di cinque persone. Ricavata una cappella dalla trasformazione del salotto e della sala da pranzo, il 14 dicembre 1951 la casa, col nome di Beda Tsang Hall, divenne ufficialmente la prima residenza dei gesuiti a Taiwan.

     

    UNGHERIA: La Casa del Dialogo

    Iniziativa unica e pionieristica in Europa, quattro Roma University Halls ((per "Roma" si intende il popolo dei "Rom", detti anche zingari, ndr) hanno aperto loro succursali in varie sedi ungheresi con il supporto e la collaborazione di quattro chiese cristiane e del governo. Fautori di questa nuova  iniziativa ecumenica, scaturita dalle esperienze pastorali dell'ultimo periodo, sono stati i gesuiti ungheresi. Inoltre, il Jesuit Roma College in Budapest conta circa 30 studenti universitari romani, che usufruiscono di borse di studio offerte dal governo. Uno staff composto da cinque persone, tra cui un gesuita, collabora nell'accompagnamento degli studenti. Il 2011 segna anche il 20° anniversario del qualificato St Ignatius University Hall. Oltre a frequentare le diverse università, gli studenti dell'istituto universitario partecipano a seminari e conferenze organizzate dallo stesso. Hanno così l'opportunità di apprendere il modo di pensare democratico, l'assunzione di responsabilità nella società e possono sperimentare un fecondo lavoro di squadra. Il 2011 segna anche una tappa miliare: il trasloco nell'appena ristrutturato centro dei gesuiti nel cuore di Budapest: la House of Dialogue. Il Cardinale Arcivescovo Erdö lo ha inaugurato sottolineando che un istituto universitario cristiano è un luogo dove ricercare la Verità. La ristrutturata House of Dialogue, che ospita all'interno delle sue mura vari istituti e programmi della Compagnia, è divenuta una dei centri culturali e spirituali cristiani più importanti di Budapest. Tutto ciò contribuisce a ricordare con riconoscenza il 450° anniversario della prima presenza dei gesuiti, presenza segnata dalla fondazione del nostro primo collegio.


    Avviso

     

    Da questo numero in poi, troverete sul sito web (www.sjweb.info), sia la versione completa del Bolletino, che la versione stampa. Quest'ultima sostituisce la versione in Adobe-pdf.