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    Vol. XVI, No. 2 6 febbraio 2012

    Padre Generale

     

    Visita in Vietnam. In occasione del suo viaggio in Australia per partecipare all'Assemblea della JCAP, la Conferenza dei Superiori Maggiori dell'Asia Pacifico (cfr. Bollettino n. 1 del 17 gennaio), il Padre Generale ha fatto una sosta in Vietnam per incontrare i gesuiti di questa giovane Provincia in rapida crescita dopo tante sofferenze. I tre giorni sono stati di grande incoraggiamento e fitti di incontri: con gli scolastici, i fratelli, i novizi, i candidati alla Compagnia, i consultori della Provincia con il rettore dello scolasticato, i malati e gli anziani dell'infermeria, ecc. Scrive il P. Daniel Huang, Assistente per l'Asia-Pacifico che accompagna il P. Nicolás in questo viaggio: "Il Padre Generale ha avuto un dialogo fruttuoso con i giovani in formazione della Provincia vietnamita.  Li ha esortati e sfidati a servire non solo il Vietnam ma la missione universale della Compagnia e ad approfondire lo spirito di Sant'Ignazio nella loro vita (...).  Dei circa 160 membri della Provincia, più di 100 sono in formazione". Un momento importante è stata la celebrazione eucaristica con tutti i gesuiti che hanno avuto la possibilità di intervenire, seguita da un fraterno incontro conviviale. Non è mancato, come sempre in questi viaggi, l'incontro e la celebrazione eucaristica con i collaboratori e amici della Compagnia. Cordiale e fraterna anche la visita al cardinale arcivescovo di Ho Chi Minh, Jean-Baptiste Pham Minh Man, buon amico della Compagnia. La visita del Padre Generale ha coinciso con il Têt, la celebrazione del nuovo anno lunare, che è la festa più importante in Vietnam.

     


    Dalla Curia

     

    Jesuit Refugee Service: Piano strategico 2012-2015. Il Padre Generale Adolfo Nicolás ha approvato recentemente il Piano Strategico 2012-2015 del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS). Il Piano è il risultato di un'approfondita consultazione tra direttori regionali, membri del consiglio amministrativo e personale dell'ufficio internazionale. Il documento offre una serie di strategie ispiratrici e stimolanti per tutte le dieci regioni de JRS che si avvarranno di esso per sviluppare i loro piani strategici regionali e e quelli per l'azione annuale. Scaturito dalla missione di accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati e degli sfollati forzati, il Piano evidenzia l'identità del JRS come organizzazione cattolica e opera della Compagnia di Gesù. Ispirato da profondi valori, il JRS ha deciso di perseguire nei prossimi quattro anni i seguenti obiettivi:  1. Compassione per chi è ai margini della società; 2. Radicati nella fede e attivi nella giustizia; 3. Accendere la speranza attraverso l'educazione; 4. Un JRS più forte e unito, che si basa sui valori della sussidiarietà e della partecipazione. Nella prefazione il Padre Generale ha definito il Piano Strategico un documento creativo, stimolante e impegnativo che richiederà dedizione e notevole rischio. Ha espresso anche la sua gioia perché in questo documento "pieno di fervore cristiano e visione ignaziana... vediamo la fede, la giustizia e la collaborazione unite ancora una volta in una sola visione unitaria".  Il testo completo si può trovare sul sito web del JRS: www.jrs.net.

     


    Nomine

     

    Padre Generale ha nominato:

     

    - P. Fratern Masawe Consigliere Generale e Assistente Regionale per l'Africa (AFR) in sostituzione del P. Jean Roger Ndombi. Dopo essere stato Provinciale dell'Africa Orientale e Presidente del JESAM, Padre Masawe sta facendo adesso in anno sabbatico. Il cambiamento avrà luogo in settembre prossimo. Padre Fratern è nato nel 1956, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1978 ed è stato ordinato nel 1987.

     


    Dalle Province

     

    CAMBOGIA: Continuare a servire i più poveri tra i poveri

    Banteay Prieb, il centro di formazione istituito dal Servizio dei Gesuiti della Cambogia per i cambogiani mutilati a causa della guerra o delle mine, ha festeggiato recentemente il suo 20° anniversario, continuando ad essere fedele alla sua missione di servire i più poveri tra i poveri. Il Centro della Colomba (come viene chiamato per la colomba che caratterizza il suo stemma), si trova in un ex prigione e campo di sterminio dei Khmer Rossi, trasformato oggi in luogo di pace, giustizia e riconciliazione. All'inizio gli ospiti erano ex-soldati disabili dei quattro diversi gruppi di opposizione che si sono ritrovati insieme a Banteay Prieb. Dopo la rabbia e la paura iniziali la realtà della comune condizione di disabili li ha lentamente condotti sulla strada della riconciliazione. Oggi che la Cambogia ha ritrovato la pace e le vittime della guerra sono diminuite il centro si occupa principalmente di disabili a causa di incidenti o della poliomielite. Questi ultimi sono considerati dal centro le vittime indirette della guerra in quanto hanno contratto la malattia quando erano piccoli e non furono vaccinati a causa dei lunghi anni di guerra civile. Tutto a Banteay Prieb è in funzione della realizzazione della pace: personale, familiare, comunitaria e nazionale, e le parole khmer integrate nel logo tra le ali della colomba significano: "tutto per la pace". Maggiori informazioni su: www.banteayprieb.org

     

    CINA: Onore al discepolo di Matteo Ricci

    Il vescovo di Shanghai mons. Aloysius Jin Luxian, in occasione del capodanno cinese del Drago (23 gennaio), ha scritto una lettera pastorale dal titolo Xu Guangqi: Un uomo per tutte le stagioni.  In essa invita i fedeli a seguire l'esempio di Paul Xu Guangqi, il primo cattolico della città e di cui la diocesi sta promuovendo la causa di beatificazione. Descrivendo se stesso come "un vecchio fan" di Xu (1562-1633), l'eminente prelato gesuita novantacinquenne ha esortato i cattolici a rispettare, commemorare e diffondere la conoscenza di questo uomo saggio in occasione del 450mo anniversario dalla nascita che ricorre proprio nel 2012. Xu, studioso e funzionario imperiale che collaborò con P. Matteo Ricci (1552-1610) aveva un carattere aperto e mite ma "non per questo disposto a compromessi sulla sua fede e meno determinato nell'evangelizzazione. Durante i primi difficili anni della Chiesa in Cina, Xu aveva insistito nel seguire fedelmente il principio di Padre Ricci di rispettare la cultura cinese e mantenere un approccio cauto per proteggere la comunità cattolica". Allo stesso tempo, prosegue il vescovo, "aveva profuso un grande impegno nello spiegare la fede cattolica all'imperatore e proponendosi come modello di buon cattolico e leale suddito".  Secondo mons. Jin, il quartiere di Xujiahui a Shanghai, sviluppatosi attorno al cimitero dove Xu fu sepolto, è divenuto il luogo dove la moderna cultura cinese si è sviluppata e diffusa.

     

    COSTA D'AVORIO: Hillary Clinton visita il CERAP

    In occasione di un viaggio in Costa d'Avorio il 17 gennaio scorso, il Segretario di Stato Americano Hillary Rodham Clinton ha fatto visita al CERAP, il centro di azione e di ricerca per la pace che la Compagnia di Gesù gestisce ad Abidjan. Nel suo discorso il Segretario di Stato americano tra le altre cose ha detto:  "Sappiamo quanto sia difficile superare le differenze e lavorare per la riconciliazione... Il vostro paese e tutti gli ivoriani possono superare le differenze che hanno, per troppo tempo, impedito il progresso della nazione.  Le nostre differenze politiche, o etniche o religiose non sono così importanti quanto la nostra comune umanità... Ognuno ha un ruolo nel decidere se il futuro sarà pacifico o no. Che tu sia presidente di un paese, ministro o imam, giovane uomo o giovane donna, ogni persona può decidere se continuare ad odiare o iniziare a vivere e lavorare assieme".  Proseguendo nel suo discorso la Clinton ha citato espressamente l'opera svolta dal CERAP con il programma Search for Common Ground e ha detto: "E' la nostra speranza e la nostra preghiera che il lavoro che si sta facendo qui contribuirà a costruire una nuova, forte, pacifica, prospera Costa d'Avorio per i suoi giovani e per i bambini a venire".  Nato nel 2002 dalla riconversione dell'INADES, l'istituto per lo sviluppo economico  e sociale dell'Africa, che la Compagnia di Gesù aveva fondato nel 1962, il CERAP nel 2005 è stato ufficialmente riconosciuto come struttura privata di insegnamento superiore. Suddiviso in quattro dipartimenti si propone di formare studenti che abbiano la vocazione di esercitare funzioni di responsabilità in Africa Occidentale nell'ambito di strutture private e pubbliche, nazionali ed internazionali.

     

    INDIA: Assaltato un collegio dei gesuiti

    Il non aver esposto la bandiera indiana durante le celebrazioni per la festa della repubblica è stato il motivo dell'attacco che un gruppo di estremisti indù il 27 gennaio ha sferrato contro il St. Joseph College ad Anekal, 40 km. a sud di Bangalore, nel Karnataka. Gli estremisti hanno attaccato il collegio sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta e, su insistenza della folla, ha preso in custodia il preside P. Melwin Mendonca, trattenendolo nel locale comando per nove ore nella speranza che questo potesse calmare le acque. Diversi alunni e insegnanti del collegio che cercavano di proteggerlo sono stati malmenati. I gesuiti lavorano ad Anekal da più di 40 anni e dal 2010 hanno aperto le porte del St. Joseph's Pre-University College ai ceti poveri della società. Dei 378 studenti che frequentano l'istituto 220 sono dalits e 60 indigeni. Secondo il P. Mendonca il vero motivo dell'attacco non è la bandiera, che in realtà era visibile all'interno del campus, ma la scelta dell'istituto di offrire un'educazione ai diseredati.  Per questo il collegio in un solo anno ha ricevuto otto volte la visita dagli estremisti  indù con l'invito a chiudere l'istituto, invito che i gesuiti hanno ignorato. Negli anni recenti ad Anekal si sono registrati parecchi attacchi contro i cristiani. E' del 1999 l'attacco a un gruppo di studenti del St. Joseph College da parte di un gruppo di estremisti , seguito poco dopo dall'accoltellamento di uno giovane scolastico gesuita. Nel 2011 più di mille sono stati gli attacchi contro persone o luoghi cristiani nel Karnataka. 

     

    ITALIA: Dieci anni di Fe y Alegría

    Il Movimento Fe y Alegría (Fede e Gioia) venne fondato a Caracas (Venezuela), dal gesuita José María Vélaz, con lo scopo di offrire un percorso formativo ai cittadini più sfavoriti socialmente. Presto si diffuse in tutta l'America Latina ed attualmente è presente in 17 paesi, oltre all'Africa ed all'Europa dove svolge una funzione importante in relazione alla popolazione migrante. In considerazione dei cambiamenti sociali dovuti alla forte immigrazione e con il desiderio di offrire ai migranti ecuadoriani la possibilità di accedere ad un percorso formativo, le sorelle Pilar e Narcisa Soria, con i Padri gesuiti e con il benestare di Padre Kolvenbach, attivarono la macchina organizzativa che permise di inaugurare, il 16 settembre 2001, la prima sede di Fé y Alegría a Roma, cui seguirono le sedi di Milano e Genova. In questi anni circa 1.500 studenti hanno studiato in questa istituzione, molti dei quali conseguendo il diploma. E questo grazie alla collaborazione tra la comunità dei gesuiti e le altre comunità religiose, i docenti ecuadoriani e latinoamericani ed il gruppo degli studenti che permettono a questo sogno di continuare ad esistere e crescere. Fé y Alegría offre inoltre un servizio di formazione nelle carceri per i detenuti ecuadoriani, con lo scopo di costruire con gli stessi un percorso alternativo di reinserimento sociale. Promuove anche diversi altri servizi socio-educativi e sportivi tesi a rafforzare lo sviluppo culturale dell'essere umano, l'uguaglianza dei diritti tra le persone ed il dialogo interculturale.

     

    NEPAL: Ordinazione di un sacerdote nepalese

    Il gesuita P. Samuel Simick, 32 anni, di etnia nepalese, è stato ordinato il 31 dicembre scorso nella parrocchia di Maheshpur, una delle più povere del Nepal, a 600 chilometri ad est di Kathmandu, dal Vicario Apostolico del Nepal, il gesuita mons. Anthony Sharma. Si va ad aggiungere agli altri tre sacerdoti, un diocesano e due gesuiti, che erano stati ordinati lo scorso anno sempre da mons. Sharma. La cerimonia, concelebrata da due dozzine di sacerdoti, si è tenuta alla Moran Memorial School, immersa tra le piantagioni di tè. Per l'occasione dall'India sono giunte la famiglia e gli amici del neo sacerdote, oltre a più di 500 cattolici nepalesi che hanno partecipato alla cerimonia nonostante una serie di scioperi dei trasporti che hanno colpito il paese in quegli stessi giorni. L'ordinazione di Padre Simick fa salire a 68 il numero dei sacerdoti che operano in Nepal, otto dei quali ordinati da mons. Sharma da quando è diventato Vicario Apostolico nel 2007.

     

    SUD SUDAN: I passi incerti del nuovo Stato

    Lo scorso anno il Natale era stato celebrato con euforia e speranza, con il referendum per l'indipendenza del Sud Sudan fissato per il 9 gennaio. Con il voto quasi unanime a favore e il Sud Sudan separato dal Nord e indipendente dal 9 luglio, l'emozione continua anche se è chiaro che la costruzione di una nazione richiede molta dedizione e impegno. E il nuovo anno porta con sé molte ansie: gli irriducibili del Nord continuano ad opporsi all'indipendenza del Sud e scatenano scontri in molte zone di confine. Tra i motivi c'è naturalmente il petrolio e la spartizione delle risorse, ma il regime islamico non accetta di perdere il controllo sulla vasta comunità cristiana e le etnie locali del Sud. La "Primavera Araba" è viva in tutta l'Africa... i dittatori e i loro sostenitori sono riluttanti a lasciare il potere. La pressione internazionale è fondamentale se vogliamo evitare un ritorno alla guerra aperta. Questo è attualmente il contesto e il panorama del Sud Sudan. "La nota positiva è, scrive il P. Mike Schultheis S.J., che siamo al quarto anno di vita dell'Università Cattolica del Sud Sudan con più di 500 studenti. Il 12 maggio è la data fissata per la laurea dei primi studenti. A Juba circa 400 studenti studiano nella Facoltà di Belle Arti e Scienze Sociali; a Wau, 350 miglia a Nord-Ovest, 120 studenti sono iscritti alla Facoltà di Scienze Agrarie e Ambientali. Il bambino è nato e continua a crescere, anche se i suoi passi spesso sembrano incerti e barcollanti".

     

    TIMOR EST: Produzione di audiovisivi

    La missione della Casa de Produção Audiovisual  (CPA) è condividere la speranza attraverso i racconti. La prima casa di produzione audiovisiva senza scopo di lucro di Timor Est, produttrice di stimolanti e popolari storie audiovisive, è stata l'apripista nello sviluppo di audiovisivi di qualità nel  paese. CPA è ampiamente riconosciuta e sostenuta sia dalla popolazione che da partner governativi e non, sia nel paese che all'estero. I suoi programmi sono rivolti alla gente comune, in particolare ai giovani. Il team è composto da 15 persone entusiaste e creative, ciascuna con un suo ruolo nella produzione, sceneggiatura, videografia, animazione, editing e grafica. L'organizzazione necessita di una direzione creativa e affidabile per poter ispirare e nutrire continuamente le competenze e le energie del suo team. Quella di Timor Est è una società fragile, post-conflitto, emersa da un passato di violenza e con tutte le sfide che tale situazione porta con sé. CPA svolge un ruolo importante nel documentare e coltivare le competenze culturali e musicali locali e nel sottolineare il desiderio della gente per un futuro di pace. La Casa de Produção Audiovisual è stata fondata dalla Fundaçao Companhia de Jesus em Timor Leste nel 2002. I gesuiti non esercitano un rigoroso controllo editoriale sulla CPA ma chiedono che sia fedele alla sua missione, attenta alla qualità e che svolga un ruolo nella formazione dei giovani.