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    Vol. XVI, No. 4 06 marzo 2012

    Padre Generale

     

    Visita del Padre Generale in Asia Meridionale. Il Padre Lisbert, Assistente del Padre Generale per l'Asia Meridionale, scrive dall'India: "La Conferenza dei gesuiti dell'Asia Meridionale e tre delle Province tribali dello stato del  Jharkhand, Jamshedpur, Ranchi e Hazaribag, hanno vissuto la gioiosa esperienza della presenza del Padre Generale Adolfo Nicolás durante le due settimane della sua visita in Asia Meridionale. Quello che segue non è un resoconto di quei giorni. La mia intenzione è sottolineare due temi che il Padre Generale ha proposto in diverse occasioni e credo abbiano una rilevanza particolare per i gesuiti dell'Asia Meridionale.

    L'aspetto forse messo più in risalto è quello dell'importanza che i nostri ministeri siano sostenuti da uno studio serio e dalla ricerca. Senza questa ricerca, che dà profondità e apre orizzonti creativi, la nostra risposta alle sfide della missione sarà probabilmente banale, anche se la nostra azione farà molto del bene. A questo proposito, il P. Nicolás ha posto l'accento sul fatto che stiamo sovraccaricando i nostri uomini più validi. La nostra tendenza ad espanderci e ad assumerci nuove responsabilità, senza cercare il modo di trasferire ad altri quelle già esistenti, porta i nostri uomini migliori a farsi carico di numerosi compiti, con la conseguenza che nessuno di essi è svolto veramente in profondità. Una volta giudicati carenti in profondità, saremo giudicati carenti anche in credibilità.

    Un altro aspetto che il P. Generale ha sottolineato ripetutamente è la piena comprensione del nostro ruolo nella missione divina, da Dio condivisa con la Compagnia nella e per mezzo della Chiesa. Lo ha evidenziato nelle sue riflessioni sul magis, il richiamo all'eccellenza che deve permeare tutte le nostre forme di apostolato. L'eccellenza a cui tendiamo non è essere riconosciuti come i migliori (la scuola migliore, la parrocchia migliore, il miglior centro pastorale). Piuttosto, saremo eccellenti nella misura in cui, come il lievito, il nostro servizio di alta qualità arricchisce il servizio nelle scuole, parrocchie o in qualsiasi altra opera. 

    Tuttavia, più che le molte preziose osservazioni condivise nelle omelie e nei discorsi, ciò che sarà maggiormente ricordata è la semplicità con cui il Padre Generale ha trasmesso le sue profonde intuizioni e il suo costante parlare dal cuore. Quando il Padre Generale ci spinge a cercare la profondità, sa benissimo di cosa parla.  

    E ora una parola su ciò che penso abbia impressionato maggiormente il Padre Nicolás durante la sua breve visita. Ha vissuto in prima persona l'enorme diversità che caratterizza la nostra Assistenza. Già entro i limiti di queste tre Province tribali si è confrontato con una sconcertante varietà di lingue e culture. Ma alla base di questa diversità ha potuto notare l'unità: gli indigeni, le ragazze in particolare, ballano tenendosi per mano fino a formare una catena. Il Padre Generale ha trovato questa usanza estremamente significativa, come espressione di un'unione che egli spera permei tutte le nostre attività.

    Un'altra esperienza da sottolineare è stato il gran numero di gesuiti in formazione che il Padre Generale ha incontrato in queste tre Province. Il messaggio che ha rivolto loro è sempre stato: siate profondamente coscienti della grande missione alla quale siete stati chiamati. Grande, in quanto missione di Dio. Preparatevi perciò ricercando, durante la vostra formazione, profondità (spirituale, intellettuale, umana), creatività e vita nello spirito, e siate aperti a collaborare con tutti perché noi siamo "la minima Compagnia di Gesù" e in quanto tali inadeguati a rispondere da soli ad una missione così grande. E un messaggio analogo lo ha rivolto ai gesuiti già formati: senza il continuo aggiornamento professionale e la crescita in saggezza e spessore spirituale, non porteremo nessun contributo utile alla missione di Dio.

    Il Padre Generale è tornato a Roma ma la fragranza della sua presenza e della sua saggia guida è rimasto in molte menti e in molti cuori, ed è incoraggiamento e stimolo ad amare e servire la Sua Divina Maestà in tutte le cose". 

     


    Dalla Curia

     

    Ufficio per lo Sviluppo. L'Ufficio della Curia Generalizia per lo Sviluppo delle Risorse informa che nel mese di marzo si terranno le riunioni annuali degli Uffici per Sviluppo della Conferenza dell'Asia-Pacifico (Manila, Filippine, dal 10 al 14 marzo) e dell'Africa e Madagascar (Nairobi, Kenya, dal 13 al 16 marzo). Per le due riunioni hanno assicurato la loro partecipazione venti Province e Regioni. Ambedue le riunioni sono un'opportunità per esaminare lo stato di avanzamento dei progetti in corso nelle Province delle Filippine, Indonesia e Africa Orientale. A Nairobi si terrà inoltre, nei giorni 21 e 22 dello stesso mese di marzo, un seminario con i superiori e i direttori delle opere sulla spiritualità della raccolta dei fondi per lo sviluppo. Questo seminario è la continuazione di quello che si è svolto nel novembre scorso sulla formulazione, l'esecuzione e la rendicontazione dei progetti con finanziamento internazionale. Questo seminario sarà guidato dall'Ufficio per lo Sviluppo  delle Risorse della Curia di Roma.

     


    Dalle Province

     

    CANADA: Il Messaggero del Sacro Cuore

    Nel 1966 il gesuita P. Frederick Power fu nominato direttore della più antica rivista cattolica canadese. Aveva 42 anni e non immaginava che 46 anni dopo ne sarebbe stato ancora al timone. Infatti sotto la sua direzione a febbraio è stato dato alle stampe il 500mo numero del Canadian Messenger of the Sacred Heart. P. Power compirà 88 anni in maggio ma ha dichiarato di non prevedere di lasciare la rivista, che viene pubblicata ininterrottamente da 121 anni. Nato nel 1891, il periodico non accetta pubblicità e non è sovvenzionato da nessuno, compresa la Compagnia di Gesù. Dal 1968 è il Messaggero del Sacro Cuore ufficiale per il Canada e gli Stati Uniti. "Continuiamo ad esistere mantenendo i costi bassi grazie agli abbonamenti e donazioni", ha detto P. Power. Tuttavia una spiegazione più completa la si può trovare in una lettera ricevuta nel 1990 in occasione del centenario di vita della rivista. Così scriveva mons. Thomas Fulton,

    ex-vescovo di St. Catharines: "Il segreto della longevità della rivista risiede in una formula collaudata. Il Messaggero parla alle persone, con un linguaggio comprensibile, di questioni rilevanti per la loro vita in un contesto di fede e devozione. In termini odierni, è un notevole strumento di evangelizzazione e comunicazione sociale". Il diffuso uso di Internet oggi rappresenta la più grande minaccia per la carta stampata, eppure Power applaude alle nuove tecnologie (ha fondato un sito web, ww.sacredheartcanada.ca), ed incoraggia la comunità religiosa e i suoi comunicatori ad accoglierle positivamente.

     

    INDIA: Case per le vittime delle inondazioni

    Grazie all'opera dei gesuiti 127 famiglie rimaste senza casa alla fine del 2009 in seguito alle terribili inondazioni che colpirono lo stato del Karnataka, hanno nuovamente un tetto. La costruzione delle case, nel distretto di Raichur, è stata possibile grazie alla generosità delle residenze dei gesuiti di tutto il Karnataka che hanno contribuito al progetto in misura del 90% mentre altre donazioni hanno coperto il restante 10%. I beneficiari sono in prevalenza famiglie provenienti dalle classi più svantaggiate della società indiana. Ogni casa è costata 150,000 rupie, l'equivalente di circa 2400,00 €, ed è composta da una cucina e due stanze. Durante la cerimonia di consegna degli appartamenti Hampayya Nayak, un funzionario locale che vi ha presenziato in rappresentanza del governo, ha elogiato i gesuiti per la loro opera in favore dei bisognosi e ha dichiarato: "Voglio lodare l'impegno dei gesuiti per i poveri. Con la loro opera hanno mostrato alle persone dove veramente si trova Dio".  

     

    INDIA: Premio a Radio Sarang

    In una recente cerimonia a New Delhi Radio Sarang ha ottenuto il secondo posto per il miglior programma per la promozione della cultura locale. Era la prima edizione del premio nazionale per le radio comunitarie istituito dal Ministero per l'Informazione del governo indiano. E'questa la prima volta che il Ministero istituisce un premio per riconoscere e promuovere le migliori attività radiofoniche comunitarie del paese. Il concorso è suddiviso in cinque categorie: migliori programmi nella promozione della cultura locale, contenuti creativi e innovativi, sostenibilità, programma tematico, e la sezione di impegno comunitario. Radio Sarang si è aggiudicato il premio nella categoria "migliori programmi nella promozione della cultura locale" per i suoi servizi in lingua beary. Si tratta di un talk show al quale partecipano donne beary di Mangalore. Durante il programma le donne discutono di AIDS e sieropositività, le sue cause e il ruolo delle persone nella prevenzione, ecc. La lingua beary è parlata da un ristretto gruppo di musulmani di Mangalore. Radio Sarang, emittente radiofonica nata il 23 settembre 2009 e gestita dai gesuiti del St. Aloysius College di Mangalore, nel Sud dell'India, è impegnata ad allargare la sua audience offrendo programmi orientati verso le comunità in lingue locali.

     

    ITALIA: Il cinese a scuola

    Sono cominciati i corsi di cinese promossi dall'Istituto Sociale di Torino (uno dei sei collegi della rete di scuole dei gesuiti italiani) e dalla Fondazione Italia Cina. L'iniziativa presentata alla città il 31 gennaio dal Rettore P. Vitangelo Denora, dal sindaco di Torino, Piero Fassino, ex-alunno del Sociale, dal Presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti e dal responsabile della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina, Francesco Boggio Ferraris, ha visto l'adesione di quasi 70 alunni, suddivisi in cinque classi: due classi Xiauxue (scuola primaria), una classe Zhongxue (scuola secondaria di primo grado), una classe Gaozhong (licei) e una classe Gaozhong (adulti). L'obiettivo è quello di favorire l'integrazione tra Italia e Cina attraverso l'apprendimento di quella che oggi è la lingua più parlata al mondo e di accompagnare, in particolare i ragazzi, a essere protagonisti del mondo del futuro cogliendo la sfida di aprirsi ai nuovi orizzonti globali che la nostra epoca ci presenta. Continuando la tradizione di P. Matteo Ricci il Sociale si propone alla città di Torino come laboratorio di formazione che vive di relazioni internazionali, inserito in una società sempre più multiculturale. I corsi sono tenuti da docenti qualificati, italiani e madrelingua, della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina.

     

    MESSICO: Incursione dell'esercito

    La comunità dei gesuiti di San Judas Tadeo e il Centro de Derechos Humanos Juan Gerardi di Torreón hanno riferito di un'incursione dell'esercito nella parrocchia e nel centro. Questi atti sono stati considerati un ulteriore tentativo di intimidazione nei confronti degli attivisti che hanno giudicato in maniera critica gli eccessi del governo messicano nel giro di vite contro il crimine organizzato. Il gesuita Padre José Castilla Plasencia, parroco della Parrocchia di San Judas Tadeo e direttore del Centro de Derechos Humanos Juan Gerardi, raccontando dell'incursione del 9 febbraio ha riferito che ha avuto luogo senza permesso e sulla base di una fonte anonima che denunciava la presenza di droga negli edifici. "Questi atti, ha commentato il P. Castilla sul  quotidiano El Norte di Monterrey, sono un chiaro attacco e cercano di inviare un messaggio di intimidazione contro i difensori dei diritti umani".  Le persone che lavorano nel campo dei diritti umani, tra cui i sacerdoti cattolici che proteggono i migranti senza documenti, sono stati oggetto di incursioni della polizia e dell'esercito, insieme ad attacchi da parte di malintenzionati. Negli ultimi quattro anni la parrocchia e i centri diocesani per i diritti umani a Ciudad Juárez, Saltillo e Torreón sono stati assaltati o derubati. I sacerdoti, compresi il Padre Alejandro Solalinde nello stato di Oaxaca e il francescano Padre Tomas González Castillo nello stato di Tabasco, sono stati accusati di traffico umano per la loro opera a favore dei migranti senza documenti.

     

    USA: Premio Martin Luther King Jr.

    Il gesuita Padre Kevin Wildes, presidente della Loyola University di New Orleans, e sei membri della locale comunità sono stati recentemente premiati con il Martin Luther King Jr. Jazz Award per il loro impegno nella diffusione dello spirito e della visione di Martin Luther King Jr. Scopo del premio è onorare coloro che nel corso dell'anno hanno contribuito ad arricchire la loro comunità, promuovendo la sensibilizzazione culturale attraverso la musica e l'arte, e favorendo opportunità economiche nel rispetto dei principi della non-violenza. Il P. Wildes nel luglio scorso è stato nominato membro della Commissione per il Servizio Civile di New Orleans. L'incarico conferma il suo lungo impegno al servizio della città. Dopo l'uragano Katrina egli ha svolto un ruolo fondamentale nell'istituzione della commissione di revisione etica della città e nella creazione di un ufficio indipendente dell'ispettorato generale. Attualmente fa parte della commissione pubblica per la rete dei trasporti. "Sono sempre fermamente convinto dell'importanza del servizio pubblico, e le sfide del dopo-Katrina lo rendono oggi ancora più attuale", ha detto il P. Wildes, aggiungendo: "I cittadini di New Orleans chiedono, giustamente, di vivere in una città il cui governo sia trasparente, efficiente e giusto. Sono onorato di poter contribuire a questa sfida".

     

    USA: Educatori a convegno

    Un centinaio di esperti ed educatori gesuiti da tutto il mondo si dal 5 all'8 marzo sono riuniti alla Regis University di Denver, in Colorado, per discutere il futuro del Jesuit Commons - Higher Education at the Margins - Jc-Hem ("Educazione superiore ai margini"). Si tratta di una nuova iniziativa di educazione superiore a distanza rivolta ai rifugiati lanciata due anni fa dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) in collaborazione con 13 atenei della Compagnia di Gesù, tra i quali appunto la Regis University. Ispirato a una positiva esperienza realizzata dall'Università cattolica dell'Australia a favore dei rifugiati birmani, il progetto del Jc-Hem prevede corsi superiori a distanza basati sull'utilizzo del computer e di Internet. I corsi sinora avviati hanno coinvolto i rifugiati di tre campi in Kenya (Kakuma) Malawi (Dzaleka) e Siria (Aleppo). L'idea è di mettere a disposizione dei rifugiati la straordinaria rete di servizi sociali ed educativi della Compagnia di Gesù presenti in più di 100 Paesi nel mondo. La conferenza alla Regis University servirà essenzialmente a fare il punto su quanto realizzato e a studiare nuovi progetti. Alla quattro-giorni interverrà anche Vincent Cochetel, rappresentante regionale dell'Alto Commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR). Moderatore sarà lo scrittore Paul Nakai.

     


    Gesuitica

     

    Irlanda: Gesuiti e Ebrei. "Nella nostra scuola solo gli ebrei diventano gesuiti". Scriveva così verso il 1590 il direttore di una scuola della Compagnia a Cordova, in Spagna raccontando le difficoltà che incontrava nel promuovere le vocazioni tra i suoi studenti. Perché? "Quelli con la vocazione sacerdotale, entrano nel monastero dominicano di San Pablo che, dicono, è una comunità di "Caballeros", mentre nelle nostre scuole solo gli ebrei diventano gesuiti. Il pregiudizio su questo punto è così forte che ogni volta che qualcuno ha il coraggio di unirsi a noi, è guardato come colui che ha ricevuto il san benito (la tunica gialla che l'Inquisizione imponeva ai falsi convertiti dall'ebraismo)". La lettera illustra un capitolo della storia delle relazioni tra Gesuiti ed Ebrei. Ignazio di Loyola resistette alle pressioni dei nobili ispanici che davano valore al limpio sangre (sangue puro) nei gesuiti e storcevano il naso nei confronti dei cosiddetti "nuovi cristiani", convertiti dall'ebraismo o dall'Islam. Così scrisse al Provinciale spagnolo: "Se come conseguenza dell'atteggiamento della corte o del re lei ritenga impossibile ammettere convertiti in Spagna, li mandi qui fintanto che siano di buon carattere: a Roma non ci facciamo problemi sulle origini di un uomo, ma solo sulle sue qualità". Diego Lainez, successore di Ignazio come generale dei Gesuiti, era di origini ebraiche, come anche alcuni dei primi gesuiti migliori. Quattro secoli dopo, Ebrei (non convertiti, questa volta) e Gesuiti si sono ritrovati insieme come vittime della persecuzione nazista. Lo storico Lapomarda elenca 152 gesuiti vittime dei nazisti, uccisi durante l'Olocausto, sia nei campi di concentramento o morti come conseguenza della prigionia (Irish Jesuit News).

     


    Novità su SJWEB

     

    Due nuove serie di diapositive sulla visita del Padre Generale in India (Jamshedpur, Ranchi e Hazaribag), dal 15 febbraio al 1 marzo. Cliccare su: "sjweb Media".