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    Vol. XVI, No. 8 4 maggio 2012

    Dalla Curia

     

    La Commissione Internazionale per l'Educazione Superiore dei Gesuiti si è riunita a Roma dal 2 al 4 Maggio 2012. L'incontro annuale rappresenta un'opportunità per i sei rappresentanti regionali, il Segretario per l'Educazione Superiore ed altri consulenti, per esaminare congiuntamente gli sviluppi relativi all'anno trascorso nel campo dell'educazione superiore ed apostolato intellettuale. I temi di discussione includono lo sviluppo dell'educazione superiore in Africa, l'educazione per la sostenibilità e giustizia, collaborazioni in partnership sociali per programmi business, pianificazione di commemorazioni varie, incluso l'anniversario della Restaurazione della Compagnia (1814-2014). La Commissione Internazionale riceve in questa sede i rapporti sullo sviluppo di Jesuit Commons e del progetto con il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) per la diffusione dell'educazione superiore in vari campi che appunto ospitano i rifugiati. L'incontro annuale è anche un'occasione per valutare tendenze ed orientamenti strategici così come per incoraggiare la collaborazione tra le Conferenze e tra le istituzioni della Compagnia di Gesù.

     

    Dal 30 aprile al 12 maggio si svolge presso la Curia Generalizia un Colloquio dei nuovi Provinciali di lingua inglese nominati durante l'ultimo anno. Scopo dell'incontro è fare una riflessione di gruppo, con la partecipazione del Padre Generale, su importanti temi del governo delle Province, quali, ad esempio, il rendiconto di coscienza e l'accompagnamento personale, l'animazione comunitaria, l'inserimento nella realtà della Chiesa locale, la missione alle frontiere e la collaborazione interprovinciale e internazionale. Il colloquio serve anche a far conoscere ai nuovi superiori maggiori i diversi uffici e servizi della Curia Generalizia, per avere un contatto personale con i collaboratori del Padre Generale nel governo della Compagnia universale, quali il segretario, il procuratore generale, l'economo generale, i segretariati, il JRS in favore dei rifugiati, e per conoscere le diverse case internazionali di Roma con i loro problemi. Il colloquio ha sempre un carattere internazionale. A questo vi partecipano 18 nuovi Superiori Maggiori provenienti da sei Conferenze della Compagnia. Al termine, i Provinciali visiteranno e celebreranno l'Eucaristia alle Camerette di S. Ignazio, come segno di impegno concreto con il carisma e la missione della Compagnia.

     


    Dalle Province

     

    BRASILE: Il "Padre Bicicletta" corre ancora a 93 anni

    Il gesuita Padre Harold Rahm ha compreso, tanto tempo fa, il valore di stare accanto alla gente. A El Paso, la prima destinazione nel Texas, sua terra natale, P. Rahm celebrava la Messa nell'ambiente di lavoro della gente, recitava il rosario agli angoli delle strade e svolgeva il suo ministero con i più poveri. E andava in bicicletta, parlando con la gente, giocando con i ragazzi di strada, lottando per eliminare le bande di giovani malviventi. Nei 14 anni passati ad El Paso P. Rahm era conosciuto come il "Padre Bicicletta", e dice di aver imparato a lavorare con la gente e con i laici. El Paso era allora dominata dalle gang di giovani e così lui con i suoi collaboratori lavorarono nelle scuole, fondarono club e dettero vita a un centro giovanile. Negli ultimi cinquant'anni il Padre ha usato le stesse tecniche per avvicinare gli abbandonati, i poveri, i drogati e i disperati del Brasile, dove attualmente vive e lavora. P. Rahm, che oggi ha 93 anni, passa i suoi giorni dando ritiri spirituali basati sullo "Yoga cristiano" per aiutare la gente a meditare e a cercare l'unione con Dio. "Cerco di fare la mia piccola parte, dice, per servire i poveri e quelli che sono nel bisogno, sia finanziariamente che spiritualmente". Vedi: www.padreharoldo.org.br.

     

    FILIPPINE: Alta moda dalla discarica

    Una recente sfilata di moda si è svolta con grande successo nel quartiere degli affari di Manila, con la presentazione in passerella di borsette dai vivaci colori e di stili differenti facenti parte dell'ultima collezione del famoso stilista Rajo Laurel. Le borsette di alta moda hanno percorso un lungo cammino a partire dalle loro umili origini. Si tratta infatti di oggetti provenienti da vecchi stracci gettati in una delle più grandi discariche delle Filippine. La trasformazione da spazzatura a ricchezza è cominciata cinque anni fa grazie all'idea di un giovane gesuita, P. Xavier Alpasa, che era stato inviato nella parrocchia vicino alla discarica di Payatas, nella zona nord-orientale di Manila. Circa 60.000 persone vivono ai margini di essa. P. Xavier dice che svolgendo il suo ministero in questa povera comunità osservò lo sfruttamento che prosperava intorno alla discarica. Le donne compravano brandelli di stoffa da coloro che cercavano tra i rifiuti e ne facevano dei piccoli tappeti che vendevano per pochi soldi. "Gli intermediari, dice P. Alpasa, compravano questi manufatti per nove pesos (due centesimi di euro) per poi rivenderli nei supermercati a circa un euro. E allora mi sono domandato come mai tutto il guadagno andasse agli intermediari, mentre alle donne andava quasi niente". E così P. Alpasa ha assunto il ruolo di intermediario organizzando all'inizio una fiera di beneficenza. Visto che i prodotti andavano a ruba, è riuscito a convincere Rajo Laurel a rendere questi prodotti più appetibili sul mercato. 

     

    INDIA: I gesuiti per i poveri

    Secondo le direttive della Suprema Corte dell'India a partire dal 2001, il governo indiano ha iniziato molti progetti di aiuto alimentare per i poveri, in particolare attraverso un sistema di distribuzione pubblica, chiamato PDS. Tuttavia con il criterio di classificare la gente secondo le categoria del "Sopra la linea di povertà" (APL) e "Sotto la linea di povertà"  (BPL), la grande maggioranza dei poveri e dei miseri lavoratori delle piantagioni di tè nel Nord del Bengala Occidentale, sono inclusi nella categoria APL, e quindi esclusi dagli aiuti. E questo nonostante la paga da fame di 85-90 rupie (poco più di un euro) al giorno e solamente per sei giorni la settimana. Di qui la malnutrizione, problemi di salute, disoccupazione, sommosse, migrazione forzata e aumento del traffico umano. Per mettere in rilievo le lamentele dei lavoratori del tè e dei contadini del Bengala Occidentale, è stata organizzata una manifestazione a Siliguri, con il patrocinio dell'organizzazione "Campagna per il Diritto al Cibo nel Bengala Occidentale". Vi hanno partecipato più di 2500 persone  provenienti da Darjeeling, Jalpaiguri e altri distretti della regione. I Padri gesuiti Shiju Mathew, Pascal Xalxo e Joe Victor hanno lavorato molto per il successo di questa campagna, assumendo rispettivamente il ruolo di economo, animatore e segretario. E' stato per loro interessante lavorare in rete con tante ONG (organizzazioni non governative) laiche, sindacalisti e anche con alcuni religiosi più sensibili nel reclamare il diritto al cibo, con la partecipazione anche della signora Anuradha Talwar, consigliere della Corte Suprema per il PDS.

     

    INGHILTERRA: La maratona di "Jesuit Missions"

    Mark, un ex-alunno dello Stonyhurst College, la scuola dei gesuiti nel Lancashire, frequenta il primo anno di economia e politica all'università di Bath. Ha corso il 22 aprile nella Maratona di Jesuit Missions (l'ufficio per le Missioni dei gesuiti inglesi), che sostiene numerosi validi progetti nei paesi in via di sviluppo. La raccolta di fondi fatta da Mark è specificamente destinata al Progetto Limpopo, in Sud-Africa. "Il Progetto Limpopo, spiega Mark, offre un sostanziale aiuto e assistenza a molti immigranti dello Zimbabwe che sono scappati dal loro paese come perseguitati politici". Lo scorso anno la Jesuit Missions Marathon fruttò poco meno di 61.000,000 €. Quest'anno, con 30 maratoneti, l'obiettivo era di superare i 90.000,00 €. Tutti i maratoneti hanno una qualche relazione con i gesuiti e con Jesuit Missions. "In Georgetown, Guyana, dice il direttore, il programma dei gesuiti per la riabilitazione di drogati offre una nuova importante possibilità a queste persone, offrendo loro direzione, cibo, alloggio e l'assistenza per la ricerca di un lavoro". Jesuit Missions offre anche borse di studio che danno la possibilità ai ragazzi poveri ma intelligenti, di frequentare la St Aloysius' Secondary School a Kibera, in Kenya, e la St Peter's School a Kubatana, nello Zimbabwe. Per maggiori informazioni: www.jesuit.org.uk/latest/120417.htm.

     

    ITALIA: Incontro mondiale delle famiglie

    «Benedetto ti aspettiamo a Milano». Così seimila ragazzi della diocesi ambrosiana hanno salutato il Papa, l'11 aprile scorso, prima dell'udienza generale del mercoledì, quando il Santo Padre ha benedetto e consegnato a monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012, l'icona simbolo del VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Si tratta di un mosaico realizzato dal gesuita Marko Rupnik, artista e teologo. L'artista, di origine slovena, è il direttore dell'Atelier del Centro Aletti di Roma. Luogo di studi e ricerche, «cantiere comunitario» del Pontificio Istituto Orientale, l'Atelier opera cercando di tenere unite liturgia, arte e vita spirituale, per privilegiare il dialogo interculturale tra Oriente e Occidente. Reso famoso da Giovanni Paolo II, che gli commissionò la cappella Redemptoris Mater, in Vaticano, Padre Rupnik raffigura come simbolo dell'incontro, che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, la Sacra Famiglia, modello per le famiglie cristiane di oggi che vivono la santità del matrimonio e il dono dell'essere genitori. Ultimamente il P. Rupnik con la sua équipe ha rinnovato anche la cappella della Curia Generalizia di Roma con un mosaico raffigurante l'Annunciazione.

     

    ITALIA: Pellegrinaggio giovanile ignaziano

    La Pastorale Giovanile dei Gesuiti d'Italia ha organizzato un Pellegrinaggio Giovanile Ignaziano a piedi verso Roma. Il pellegrinaggio dal titolo "Vi sarò propizio a Roma", ha voluto aiutare i giovani a conoscere la storia di Sant'Ignazio di Loyola. L'esperienza si è tenuta da venerdì 27 aprile a martedì 1° maggio 2012. Sono stati invitati i giovani interessati, a partire dal quarto anno di scuola superiore fino ai 30 anni. Attraverso due antiche vie di pellegrinaggio, una da Viterbo (lungo la via Francigena, dal Nord) e l'altra da Formia (lungo la via Appia, dal Sud), ripercorrendo le strade percorse anche da Ignazio di Loyola, sono giunti  il 1° maggio alla chiesa del Gesù di Roma. Durante la mattinata il gruppo di Pietre Vive (giovani desiderosi di annunciare il Vangelo attraverso l'arte), ha aiutato i pellegrini a riscoprire i tesori spirituali della chiesa madre della Compagnia di Gesù e alcuni giovani gesuiti li hanno accompagnati a visitare le camere d'Ignazio. A conclusione delle visite, è stata celebrata l'Eucarestia presieduta dal Padre Generale, con gli ultimi voti di due gesuiti della Provincia d'Italia.

     

    NEPAL: Giubileo della Compagnia di Gesù

    I sessanta anni della presenza dei gesuiti in Nepal sarà commemorata con una grande celebrazione presso la St. Xavier's School di Jawalakhel, a Kathmandu, il 6 maggio, al termine di tre giorni di assemblea dei gesuiti di questa Regione. L'invito che ricevette il P. Marshall D. Moran nel 1950 dal governo del Nepal di aprire una scuola fu il primo passo per i gesuiti e per la Chiesa cattolica per entrare nel "proibito regno indù". Il 6 giugno 1951 ci fu lo storico sbarco dei primi tre gesuiti della Provincia di Patna (India), inviati alla nuova Missione. Erano i Padri Ed Saxton, Frank Murphy e Moran. Da allora le Province di Chicago e Patna sono stati i principali sostenitori, con le risorse economiche e il personale, della Compagnia di Gesù in Nepal, mentre altri gesuiti provenienti dall'India, dal Giappone e dal Nord-America si aggiunsero negli anni seguenti per lavorare in questo paese. Benché l'educazione fosse il principale impegno della Compagnia in Nepal, i gesuiti si occuparono anche del settore sociale e pastorale. Gli studi dei Padri John Locke, Lud Stiller e Cap Miller, sulla religione, storia e antropologia nepalesi costituiscono ancora oggi un valido materiale di riferimento per universitari e studiosi. Prendendo atto che tra i 26,6 milioni di nepalesi oltre il 70%  non ricevevano un'educazione adeguata, i gesuiti hanno esteso la loro azione all'Est, all'Ovest e alle comunità himalayane del Nord-Ovest di Kathmandu. Il Jesuit Refugee Service, insieme con la Caritas Nepal, si occupa dell'educazione di migliaia di profughi bhutanesi che si trovano nel paese. La Chiesa cattolica in Nepal, con i suoi circa 7.000 fedeli, è stata eretta a Vicariato Apostolico con a capo il gesuita P. Antony Sharma. Il numero totale dei gesuiti in Nepal sono 70, inclusi 30 giovani in formazione e 5 che lavorano fuori della Regione.

     

    SPAGNA: Quinto centenario di Diego Laínez

    Il 21 aprile scorso a Almazán (Soria), luogo di nascita di Diego Laínez, secondo Generale della Compagnia di Gesù, si è tenuta la cerimonia di apertura del V Centenario della sua nascita. Il programma degli eventi si sviluppa tra Almazán, Soria e Madrid e comprende conferenze, una mostra, una tavola rotonda e cerimonie eucaristiche commemorative. Laínez fu uno dei grandi gesuiti della prima generazione ma la sua figura è rimasta un po' in ombra, tra Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Borgia, rispettivamente primo e terzo Generale della Compagnia di Gesù. La celebrazione del 21 aprile è iniziata con una solenne eucaristia nella Chiesa di San Pedro de Almazán, presieduta dal vescovo di Osma-Soria, Gerardo Melgar Viciosa. Poi nella scuola pubblica che porta il nome di Laínez ed è ubicata sul terreno della casa dove nacque, è stata scoperta una targa commemorativa. Erano presenti il sindaco di Almazán e, in rappresentanza del Padre Generale, il Padre Joaquín Barrero, assistente dell'Europa Meridionale. La cerimonia si è conclusa con un'offerta floreale e di vino tipico e una visita guidata alla località. Il 25 maggio nell'aula magna Tirso de Molina a Soria è prevista una tavola rotonda sulla figura di Diego Laínez. Le celebrazioni si concluderanno in ottobre. Per ulteriori informazioni: www.jesuitas.es.

     

    TIMOR EST: Nuovo presidente, vecchie sfide

    La Repubblica di Timor Est, la nazione più giovane dell'Asia, ha il suo nuovo presidente: si tratta di Taur Matan Ruak. Le elezioni "sono state caratterizzate da trasparenza e tranquillità, senza tensioni e violenza. La situazione nel paese è stabilizzata e questo è un buon segnale per il futuro", dice all'Agenzia Fides il gesuita Bernard Hyacinth Arputhasamy S.J., direttore del Jesuit Refugee Service Asia-Pacifico, che opera da diversi anni a Timor Est. Egli ricorda che "il presidente non ha poteri esecutivi, e dunque le prossime elezioni generali, previste fra luglio e settembre, saranno più importanti per quanto riguarda le politiche da mettere in atto per il futuro della nazione". Fra le sfide che Timor Est deve affrontare P. Bernard nota: "Speriamo nel buon governo che aiuti a sviluppare settori come istruzione, sicurezza alimentare, infrastrutture, benessere. Il tasso di povertà e disoccupazione a Timor Est è molto alto: urgono un piano a breve termine e uno a lungo o termine per migliorare la vita della popolazione". Timor Est celebra quest'anno i dieci anni di indipendenza (ottenuta dall'Indonesia nel 2002) e si prepara a un anno di transizione, dato che le forze di pace dell'ONU hanno in programma di lasciare il paese dopo sei anni di missione. La Chiesa ha sempre affermato di voler contribuire alla crescita e allo sviluppo della nazione. I gesuiti lavorano a Timor Est nel campo dell'educazione, dell'animazione pastorale, nell'assistenza ai rifugiati. Dirigono anche un centro di produzione di audiovisivi (cfr. Bollettino, n. 2, febbraio 2012). 

     


    Novità su SJWEB

     

    Un podcast (in inglese) con il Eugène Didier Goussikindey,S. J., Provinciale della Provincia dell'Africa Occidentale. Cliccare su "Jesuit Voices".