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    Vol. XVI, N. 11 5 giugno 2012

    Dalla Curia

     

    Riunione dei Direttori Regionali del JRS.  Le giornate dal 25 maggio al 1 giugno sono state molto intense per l'Ufficio Internazionale del Jesuit Refugee Service a Roma. Presso la Curia si è tenuta la riunione dei direttori regionali delle 10 aree in cui è suddiviso il JRS, con il Direttore Internazionale, P. Peter Balleis, per esaminare le possibili strategie di azione in merito al piano strategico 2012-2015. Il gruppo di direttori si è focalizzato su come costruire "un JRS più forte e più unito", sviluppando norme di governo e di amministrazione più coerenti, basate sui valori di sussidiarietà e partecipazione che riflettano trasparenza e responsabilità. Tra i temi specifici affrontati il prosieguo della messa in atto di politiche di risorse umane, la creazione di una strategia internazionale di reperimento fondi e i progetti per la prosecuzione del recente seminario di Bangkok sul rifugiato urbano e l'incontro dello scorso febbraio a Roma sull'advocacy e la comunicazione. Durante la riunione annuale il senior managament team dei dieci direttori regionali e il direttore internazionale si sono incontrati anche con i membri del consiglio amministrativo del JRS con il Padre Generale per discutere della maniera in cui il JRS può promuovere una buona comunicazione con le Province e le Conferenze dei Provinciali. Prima della riunione dei direttori regionali, i cinque nuovi direttori regionali hanno partecipato ad una settimana di orientamento con il personale dell'Ufficio Internazionale del JRS.

     

    La Commissione Internazionale per l'Apostolato dell'Educazione (ICAJE) si riunirà a Roma, presso la Curia Generalizia, dal 7 al 9 giugno. Questo incontro annuale offre l'opportunità ai sei delegati regionali e al segretario per l'educazione secondaria e pre-secondaria di trovarsi insieme, condividere la situazione sull'educazione portata avanti dai gesuiti, valutare i programmi e programmare i progetti che aiutino a realizzare l'importante compito di una rete globale. Durante l'incontro ciascun delegato presenterà un rapporto regionale sullo sviluppo dell'educazione. Si discuterà e si farà una revisione anche su alcuni argomenti educativi richiamati di recente dal Padre Generale. L'agenda prevede anche il programma e le aspettative del prossimo colloquio internazionale sull'educazione secondaria (ICJSE), che si terrà a Boston; la necessità di un nuovo documento sull'educazione che affronti la nostra missione e identità, e la possibilità di un accordo di partenariato tra la International Baccalaureate Organization e la Compagnia. L'incontro è un'opportunità unica per dare un contributo al rinnovamento dell'apostolato educativo dei gesuiti, che è un altro importante obiettivo della Commissione.

     


    Nomine

     

    Il Padre Generale ha nominato:

    - Il Padre Susaimanickam Arul  Superiore Regionale della Regione di Ko0hima (India). Il Padre Susaimanickam,  attualmente rettore Superiore del Holy Family Centre di Pfuitsero, è nato nel 1957, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.

     


    Dalle Province

     

    ALBANIA: Onorificenza al Padre Valentini

    Il 7 maggio 2012 il presidente della Repubblica Albanese, Bamir Topi, ha conferito la massima onorificenza dell'Ordine di Gjergi Kastrioti (Giorgio Castriota)-Scanderberg alla memoria del P. Giuseppe Valentini S.I., «che dedicò la sua vita - come dice la motivazione - all'Albania, dando un contributo essenziale all'approfondimento di argomenti relativi all'etnicità albanese, alla sua cultura e alla sua storia», considerandolo di fatto uno dei fondatori dell'albanologia. La cerimonia si è svolta nel Palazzo della Presidenza della Repubblica, a Tirana, alla presenza del Nunzio, del Presidente della Conferenza Episcopale, della comunità dei gesuiti di Tirana e di molti intellettuali albanesi che sono stati i promotori dell'iniziativa. Ha ritirato il premio, a nome della Provincia d'Italia, il P. Gian Paolo Salvini, direttore emerito della Civiltà Cattolica, che con P. Valentini ha vissuto vari anni a Milano. Il P. Giuseppe Valentini, nato a Padova nel 1900 e morto a Milano nel 1979, arrivò in Albania nel 1922 e vi rimase, a Scutari, sino al 1943, quando dovette fuggire dopo la condanna a morte pronunciata contro di lui dal regime comunista. Studiò a fondo la lingua e la cultura albanese, che fece conoscere con innumerevoli scritti, con un metodo missionario che richiama per molti aspetti quello di Matteo Ricci in Cina, esercitando il suo apostolato, come costruttore di ponti tra culture diverse, forte solo della fede e della cultura. Molte delle sue opere in albanese sono state già ripubblicate in 20 volumi. Si calcola che ne seguiranno altri 40 per completarne l'opera omnia. Si occupò anche del mondo bizantino come pure dell'influenza veneziana in terra albanese. Ne sono testimonianza i 22 volumi di Acta Albaniae Venetae. Rientrato in Italia insegnò all'Istituto Orientale di Roma, e divenne poi ordinario di lingua e letteratura albanese all'università di Palermo. A Milano fu il primo direttore della rivista Letture, pubblicata dai gesuiti di San Fedele, carica che rivestì sino alla morte.

     

    BURUNDI: Per la promozione della donna

    Aiutare le donne del Burundi a diventare protagoniste delle loro comunità: è questo l'obiettivo del progetto lanciato in questi giorni nel Paese africano dal Jesuit Refugee Service (JRS). L'idea, portata avanti insieme alla diocesi di Rutana, coinvolge la zona di Kibimba e vede la creazione di un Centro didattico in cui le donne, giovani e meno giovani, possono frequentare corsi di alfabetizzazione, educazione civica, tecniche agricole e allevamento. E grazie alla partecipazione femminile, lo staff del JRS mira a promuovere la sicurezza alimentare dell'intera popolazione e a rafforzare i rapporti tra le comunità locali e gli ex rifugiati, tornati in Burundi dopo anni di esilio in Tanzania. "Le donne sono la forza motrice della famiglia - spiega Herman Nakintije, direttore del progetto. - Se vogliamo davvero perseguire lo sviluppo della società, dobbiamo concentrare i nostri sforzi proprio sulle donne: insegnando loro a leggere e scrivere, migliorando le loro tecniche di coltivazione della terra e di allevamento del bestiame, noi le aiuteremo ad offrire un'educazione migliore ai loro figli e a produrre un cibo migliore per sfamare le loro famiglie". Riservato a circa 150 donne di Kibimba, il centro didattico è dotato di terre, stalle e pollai per permettere alle partecipanti ai corsi di imparare praticamente sul campo le tecniche agricole e di allevamento.

     

    CINA: Nuovo Direttore del Beijng Center

    Il 1 agosto 2012 il gesuita francese Thierry Meynard subentrerà come nuovo direttore internazionale del Beijing Center di Pechino, al P. Roberto Ribeiro, S.J. che in quella data terminerà i suoi tre anni di incarico. "In questi anni ho visto crescere il Beijing Center come un posto privilegiato per l'insegnamento e la ricerca sulla Cina", ha dichiarato il P. Meynard che dal 2006 insegna nella Sun Yat-sen University di Guangzhou ed è attualmente professore nella Facoltà di Filosofia. E poi ha continuato: "Il Centro ha offerto a centinaia di studenti un'approfondita conoscenza della lingua, cultura e società cinese e gli studenti del Beijing oggi lavorano in Cina nei più svariati campi. Continueremo la nostra missione di offrire una formazione rigorosa per la comprensione della Cina e di promuovere scambi accademici tra la Cina e il resto del mondo". Il P. Meynard è arrivato in Cina per la prima volta nel 1988 e porta con sé la vasta esperienza del suo lavoro nel campo dell'educazione superiore e della vita in Cina, della comprensione della cultura cinese e del contatto tra questa e la cultura occidentale. Il Beijing Center è stato fondato nel 1988 dal gesuita P. Ron Anton che lo ha diretto per un decennio passando poi il testimone al P. Ribeiro. Concepito inizialmente come un programma standard di studi all'estero, il Centro si è sviluppato ed esteso negli ambiti più inaspettati, con borse di studio, pubblicazioni, e un ricco menù di programmi. Mette le sue risorse a disposizione degli studenti, degli studiosi che vogliono esplorare la storia e la cultura cinese in rapporto con le altre culture, e dei professionisti che cercano di capire e costruire relazioni con la Cina contemporanea. Per maggiori informazioni: www.thebeijingcenter.org

     

    EGITTO: Un gesuita ha scoperto il Nilo

    Richard Francis Burton e soprattutto John Hanning Speke sono passati alla storia come gli scopritori, nel 1858, delle sorgenti del Nilo, che collocarono nel Lago Vittoria. Ma, in realtà, due secoli prima un gesuita spagnolo, Pedro Páez, aveva già scoperto quale era la fonte principale di uno dei più grandi fiumi del mondo. Marco Tosatti, giornalista italiano, ne parla nella presentazione del libro dello scrittore spagnolo Fernando Paz, Antes que Nadie.  Paz nel suo libro dedica un capitolo all'eroismo del gesuita madrileno, che anticipò di due secoli lo svelamento di uno dei grandi miti della storia. Burton e Speke infatti scoprirono l'origine del Nilo Bianco nel lago Vittoria, ma in un fiume quello che conta è il flusso idrico, e in questo caso è il Nilo Blu che porta l'80 per cento delle acque, e che trattiene quelle del Nilo Bianco fino a Omdurman, imbrigliandole. E sono queste le acque che incontrò Padre Páez. Páez nacque nel 1654 a Olmeda de la Cebolla, Spagna, studiò a Coimbra, divenne sacerdote a Goa, e iniziò un viaggio per giungere sulla costa somala. Un'odissea che lo portò a vivere ogni genere di avventure: paludismo, pirati, cattura da parte dei turchi, torture e carcere, e infine vendita come schiavo a un sultano dello Yemen. E poi la traversata a piedi nudi del deserto, cibandosi di cavallette. Páez percorse e descrisse zone come il deserto di Hadramaut e Rub-al-Khali, della cui scoperta due secoli più tardi altri europei presero il merito. Nel 1603 partì per evangelizzare l'Etiopia, facendosi chiamare Abdullah. Restò in Abissinia venti anni, e un giorno, accompagnando il re in una passeggiata a cavallo scoprì le fonti del Nilo. Era il 21 aprile del 1618.

     

    INDIA: Formazione dei tribali all'elettronica

    Studenti di origine tribale dell'India, del Bangladesh, del Nepal hanno seguito un corso per la produzione di video tenuto dal Lievens' Institute of Film and Electronic Media (LIFE), l'istituto per la formazione nei mezzi di comunicazione diretto dai gesuiti di Ranchi, capitale dello stato indiano del Jharkhand. Il corso, della durata di 15 giorni con il rilascio di un diploma finale, comprendeva vari aspetti della formazione nei processi di comunicazione e di produzione, dalla sceneggiatura alla cinematografia, dalle luci al suono e alla produzione online. Il corso aveva un orientamento pratico e gli studenti hanno lavorato in piccoli gruppi producendo notiziari e brevi filmati. Alla fine si è tenuta una sessione in diretta nella quale gli studenti hanno usato le attrezzature dello studio per dar vita a dibattiti sulla situazione delle popolazioni tribali nel Jharkhand. Rituraj Sapkota, l'animatore del corso, ha detto che in questo breve tempo si è coperto un programma che  generalmente viene svolto in 4-5 mesi. Ed ha aggiunto che gli studenti hanno acquisito nuovi concetti e capacità nonostante che molti di loro conoscessero in precedenza poco o niente della comunicazione o produzione. I gesuiti della Provincia di Ranchi hanno avviato questo istituto un anno fa, intestandolo a Costantino Lievens, apostolo di questa regione.

     

    INDIA: Movimento dei lavoratori immigrati in Kerala

    Padre Martin Puthussery S.J., originario del Kerala, ma membro della Provincia di Calcutta, è tornato in Kerala nel luglio 2011 per occuparsi dei lavoratori immigrati. Migliaia di poveri di origine tamulica, bengalese, dell'Orissa e del Bihar arrivano nel ricco stato del Kerala in cerca di lavoro. Molti di questi immigrati sono guardati con sospetto dai locali e considerati sporchi e possibili criminali. Alcuni di loro, sospettati di terrorismo, finiscono in prigione. E' il caso di Kora che il P. Puthussery ha tirato fuori di prigione e aiutato a tornare nel Bengala Occidentale, da cui proveniva. P. Puthussery parla bene il malayalam, la sua lingua madre, e il bengalese e questo gli facilita il lavoro di mediazione tra i locali e gli immigrati. I tribunali del Kerala gli chiedono spesso aiuto come interprete nel corso degli interrogatori degli immigrati dalle regioni dell'Est. Insieme a due suore ha dato recentemente vita al Migrant Workers' Movement ("Movimento dei Lavoratori Immigrati") nella città di Ernakulam che offre aiuto legale agli immigrati. Il progetto costituisce una grande sfida e comporta una enorme massa di lavoro. "Ufficialmente, dice il P. Puthussery, ci sono oggi in Kerala 1,3 milioni di lavoratori immigrati, ma le statistiche non ufficiali parlano di circa tre milioni, di cui il 40% provengono dagli impoveriti distretti del Bengala Occidentale". 

     

    ITALIA: Incontro di civiltà

    Il 10 maggio scorso si è aperta a Macerata, presso la Biblioteca Mozzi Borgetti, una mostra dal titolo: "Incontro di civiltà. Matteo Ricci Ambasciatore d'Europa nella Cina dei Ming". La mostra propone una narrazione sintetica, per documenti e immagini, del primo incontro significativo tra civiltà cinese ed europea in età moderna, realizzato dal Padre Matteo Ricci e dalla Compagnia di Gesù. Di qui il titolo generale della mostra: Un incontro di civiltà. Quell'incontro ebbe come suo iniziatore e ispiratore ideale Matteo Ricci, ricevuto il 24 gennaio 1601 nella corte imperiale di Pechino quale "ambasciatore d'Europa". Ricci stesso aveva attribuito una dimensione europea alla sua missione, firmandosi spesso con il titolo "l'Europeo Matteo Ricci". Questa mostra si propone  una funzione informativa e documentaria sulla vicenda storica di Ricci e della sua missione: un'introduzione sintetica sul personaggio e sulla sua opera destinata al grande pubblico.

     

    ITALIA: Prezioso ritrovamento

    A Modica, in Sicilia, centinaia di libri della biblioteca dei gesuiti sono stati portati alla luce e recuperati. Si tratta di un patrimonio inestimabile sia dal punto di vista della documentazione storica sia per capire il contesto culturale di cinque secoli fa. I libri sono stati trovati in alcuni scantinati del Palazzo degli Studi, dove sono stati conservati per anni senza che nessuno ne avesse conoscenza. E' stato in parte il caso, ed in massima parte la determinazione di alcuni docenti del Liceo "Campailla", a consentire di recuperare e restituire alla comunità un patrimonio di grande valore. Si tratta di circa 500 libri, pubblicati tra il 500 ed il 700. Sono testi di diritto canonico, teologia, filosofia morale, quaresimali, prediche e sermoni. Tutti riportano il timbro dei Cappuccini e sono il lascito dei Gesuiti che proprio nel palazzo, oggi sede del liceo classico, avevano la loro residenza e il loro centro di studi. Gli autori sono in gran parte membri dell'Ordine ed i contenuti fanno capire l'indirizzo culturale, filosofico e morale di quei secoli. Ci sono anche dei classici latini con volumi oggi introvabili. Tra le cose interessanti e curiose, un testo su "La controversia sul consumo di una tazza di cioccolato in Quaresima". Si tratta di una disputa filosofica tra domenicani, francescani e gesuiti sul consumo del cioccolato. Disputa comprensibile in una città come Modica dove il cioccolato si produce.

     

    SPAGNA: Un giornale magico

    L'Università di Deusto ha lanciato El Diario Tomorrow, rivista che invita a partecipare scrivendo l'attualità in chiave positiva. El Diario Tomorrow è un giornale magico, con le notizie del futuro. I partecipanti scelgono una notizia attuale e la riscrivono immaginando come sarà tra alcuni anni. La regola è lanciare messaggi positivi, perché di negativi già ne abbiamo ogni giorno. I partecipanti che riscrivono la notizia su questo giornale virtuale la possono poi condividere attraverso i social network. L'obiettivo è offrire un segnale positivo e ottimista alla situazione e al clima generato dalla crisi e dalle notizie negative, ponendo i giovani al centro come protagonisti. Un invito a "cambiare il mondo" riscrivendo la realtà e immaginando un futuro migliore. Questa nuova iniziativa è aperta a persone tra i 16 e i 100 anni. Diario Tomorrow premierà chi dimostrerà il maggiore impegno con un biglietto Interrail per girare l'Europa insieme a tre amici. Vincitore risulterà l'autore della notizia che alla data del 10 giugno 2012 avrà ricevuto il maggior numero di "mi piace" sulla pagina web del Diario Tomorrow. Le qualità principali per partecipare alla competizione sono: essere positivi, arguzia e senso dell'humour. Per saperne di più: www.eldiariotomorrow.com

     


    Novità su SJWEB

     

    Una serie di diapositive sul viaggio del Padre Generale in Romania (19-21 maggio). Cliccare su http://www.sjweb.info/ss/index.cfm oppure su slideshows della nostra pagina web.