English   Español   Français


If you wish to receive regularly the news from the Jesuit Curia, send an email with the subject "Subscribe"


Newslink


  • Versione Italiana
  • Archive of newsletters before March 2009
  • Headlines from the Social Apostolate


  • Jesuit news online


  • Jesuits in Africa
  • Jesuits in Canada and USA
  • Noticias de la CPAL-SJ
  • Jesuits in Europe
  • Jesuits in Asia Pacific
  • Jesuits in South Asia


    Mirada Global online review

    politics, economy, culture and religion from a Latin American perspective. More »


    Dispatches from JRS

    a twice monthly news bulletin from the JRS International Office |More»


    In All Things

    the editorial blog from America magazine | More »


    Thinking Faith

    the online journal of the British province | More »


    Eureka Street

    public affairs, international relations, the arts and theology; from Australia | More »


    Ecology amd Jesuits in Communication

    Seeks to sustain a greater awareness of Jesuit people in ecology and advocacy efforts
    | More »


  • PDF

    Cp70-7 13 luglio 2012

    Da Nairobi

    Comunicato n. 07

      

    Questo è stato il giorno della votazione sulla necessità o meno di convocare una Congregazione Generale. I Procuratori, con voto segreto, hanno deciso a grandissima maggioranza che non è necessario convocare una Congregazione Generale.

     

    Dopo questo adempimento statutario, la giornata di oggi è stata dedicata completamente all'Assistenza dell'Africa e Madagascar ed è cominciata con una tavola rotonda. Vi  hanno preso parte: il Padre Agbonkhianmeghe E. Orobator, Provinciale della Provincia dell'Africa Orientale, che ha trattato il tema: "Tradizioni religiose e fede: sfide e opportunità per l'evangelizzazione"; il P. Paul Beré, professore al teologato della Compagnia di Gesù ad Abidjan, in Costa d'Avorio, che si è soffermato sul tema: "Riconciliazione, giustizia e pace: uno sguardo ai cambiamenti socio-economici e politici in Africa"; il P. Michael Lewis, Presidente del JESAM (la Conferenza dei Gesuiti dell'Africa e del Madagascar), che ha parlato su: "L'Africa e la Compagnia di Gesù a livello universale".  

     

    Il P. Orobator ha aperto il suo intervento con una citazione di Molefi Kete sottolineando che l'Africa rimane il più incompreso di tutti i continenti e accenna agli stereotipi ampiamente diffusi nel mondo occidentale. Passa quindi a descrivere quattro lezioni e due sfide. Le quattro lezioni sono: ripensare l'Africa da una diversa prospettiva; l'Africa come continente profondamente religioso; l'Africa come portatrice di molteplici valori religiosi; la religione in Africa come fenomeno vivo.  Le due sfide: le tensioni religiose e la religione di fronte al sottosviluppo. E conclude: "Sulla base dei dati a nostra disposizione è chiaro che il centro di gravità del cristianesimo si sta drammaticamente spostando dal Nord al Sud, cioè dall'Europa e dal Nord-America, all'Africa, all'Asia e all'America Latina".

     

    P. Beré ha iniziato tracciando un panorama della situazione dell'Africa oggi e dei cambiamenti politici, economici e sociali che hanno caratterizzato il continente nello spazio di una generazione. E' passato poi ai temi specifici del suo intervento, che sono di estrema attualità e urgenza. "La Chiesa e la Compagnia di Gesù, ha detto tra l'altro, possono contribuire molto alla redenzione dell'Africa e dell'umanità a lungo termine, offrendo delle risposte alle sfide della riconcliazione, della giustizia e della pace".

     

    P. Lewis, dopo aver chiarito alcuni punti riguardanti l'Africa come preferenza della Compagnia universale, ha sottolineato la diversità del continente con la molteplicità delle sue culture, ciò che rende difficile parlare di un'unica identità africana. Ha enumerato quindi una serie di problemi, tra i quali l'erosione delle identità nazionali; la globalizzazione, che vista all'inizio anche

    dalla Chiesa e dalla Compagnia come un'opportunità,  si è rivelata invece come un'ulteriore fonte di emarginazione e di povertà; la visione di quello che doveva essere un "villaggio globale" che si è trasformata in competizione  sfociata spesso in "esplosione di tribalismo, chovinismo etico, ristretti nazionalismi e intolleranza religiosa"; scontri culturali; ecc. In questo panorama si inserisce l'azione apostolica della Compagnia che abbraccia numerosi campi, in particolare quello dell'educazione a tutti i livelli e la formazione professionale, la preferenza per i poveri, concepita non solo come

     

    assistenza ma anche formazione attraverso i numerosi centri sociali. P. Lewis conclude il suo intervento dicendo: "Vorrei che tornaste a casa con l'idea che l'Africa è una realtà fortemente complessa e bella, una realtà che si sta sviluppando in modi diversi tra le sue numerose e differenti popolazioni, e che la Compagnia in Africa è presente con il popolo, e allo steso tempo si sente parte della Compagnia universale".

     

    Dopo questi ampi contributi si è aperto un interessante dibattito che ha riguardato l'uno o l'altro dei problemi affrontati nelle relazioni.

     

    Nel pomeriggio i lavori si sono trasferiti ai gruppi di studio per Assistenza con la partecipazione in ogni gruppo di almeno uno dei Procuratori africani. A conclusione di tutto, la celebrazione eucaristica in stile africano che ha coronato una giornata ricca di ispirazione e di spunti di riflessione.