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    Vol. XVI, N. 13 13 settembre 2012

    Dalla Curia


    Morte di due cardinali. Nello spazio di pochi giorni la Compagnia di Gesù ha perduto due cardinali. Il cardinale Paul Shan Kuo-hsi, è morto in ospedale a Taipei (Taiwan), il 22 agosto scorso dopo sei anni di lotta contro il tumore. Era nato a Puyang (Cina continentale) il 3 dicembre 1923, era entrato nella Compagnia di Gesù a Pechino nel 1946 e ordinato sacerdote a Taiwan nel 1955. Era stato vescovo di Hualien e poi Kaohsiung, sempre nell'isola di Taiwan. Il cardinale Carlo Maria Martini, defunto a Gallarate (Varese) il 31 agosto dopo anni di lotta contro il morbo di Parkinson. Era nato nel 1927, entrato nella Compagnia di Gesù nel 1944 e ordinato sacerdote nel 1952. Biblista di fama internazionale, era stato arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002.


    Dal 5 all'8 settembre si sono riuniti in Curia i membri del Segretariato per le relazioni interreligiose e l'ecumenismo.  Su richiesta del Padre Generale ogni componente del Segretariato ha presentato un resoconto che rispondeva alle seguenti domande: 1. Nell'area di sua competenza quali sono stati quest'anno gli eventi di maggior rilevanza? 2. Quali sono le sfide più grandi incontrate? 3. Quali sono state le principali tendenze emerse riguardo all'ecumenismo e/o al dialogo interreligioso? Il Padre Generale aveva anche chiesto che ogni partecipante raccogliesse informazioni su episodi di persecuzione o violenza a sfondo religioso avvenuti nell'area di competenza di ciascuno. Erano presenti all'incontro i Padri Jean-Pierre Sonnet (Ebraismo), Xavier Albò (Religioni Indigene Americane), Thomas Rausch (Chiese Protestanti), Christian Troll (Islam), Milan Zust (Ortodossia), Mpay Kemboly (Religioni Tradizionali Africane), Nöel Sheth (Induismo) e Aloysius Pieris (Buddhismo) che ha partecipato attraverso video-conferenza. Oltre agli scambi con il P. Generale sugli argomenti citati nei resoconti, il gruppo ha fatto visita al Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, dove è stato calorosamente accolto dal cardinale Kurt Koch, e dal vescovo mons. Brian Farrell.  Il cardinale Koch ha espresso il suo apprezzamento per quanto la Compagnia ha fatto al servizio dell'ecumenismo ed ha condiviso con il gruppo le sue preoccupazioni e le sue priorità. I membri del Segretariato si sono recati anche al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso dove hanno incontrato P. Miguel Angel Ayuso Guixot, che ha sottolineato la fiducia e la speranza che la Compagnia continui e anzi rafforzi il suo impegno nella collaborazione al dialogo interreligioso, in particolare attraverso la preparazione di futuri leaders in questo campo. A intervalli regolari tutti i membri del gruppo invieranno al Padre Generale aggiornamenti su eventi importanti e tendenze emergenti nei propri campi di azione in attesa del prossimo incontro previsto per settembre 2013.

     

    Incontro dei Presidenti delle Conferenze dei Provinciali. Secondo il decreto della 34ª Congregazione Generale su La collaborazione interprovinciale e sopraprovinciale (n. 21), i Presidenti delle Conferenze incontrano ogni anno con il Padre Generale (a) per sviluppare la loro sensibilità al carattere universale della Compagnia, (b) per acquisire una migliore comprensione delle priorità globali della Compagnia, e (c) per lavorare con il Padre Generale per individuare e incoraggiare ulteriori sviluppi nella cooperazione a livello regionale e globale. I temi dell'incontro di quest'anno, che si terrà dal 17 al 20 settembre, includono l'Apostolato intellettuale; l'attuazione della lettera del Padre Generale su Il rinnovamento delle strutture provinciali per il servizio della missione universale; la vita comunitaria nella Compagnia al giorno d'oggi; la pianificazione per la sostenibilità finanziaria dei programmi di formazione della Compagnia. I Presidenti, durante il loro soggiorno a Roma, avranno anche diverse opportunità per promuovere la comunicazione e la collaborazione tra loro e tra le loro rispettive Conferenze.

     

    L'Ufficio Internazionale dell'Apostolato della Preghiera (AP) di Roma ha pubblicato un documento in risposta alla richiesta del Padre Adolfo Nicolás di procedere ad una ri-creazione di quest'opera apostolica. Si tratta di quasi 60 pagine frutto di due anni di consultazioni e discernimento che propongono l'AP come "un cammino del cuore al servizio del mondo".  Il documento (in inglese e spagnolo e in traduzione francese) presenta le linee guida per fare dell'AP un utile percorso spirituale per gli uomini e le donne di oggi. Gli interessati possono scaricarne il testo da www.apostleshipofprayer.net  nella sezione "Documenti".

     


    Nomine

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - Padre Chukwuyenum Afiawari (ANW) rettore dell'Arrupe College di Harare (Zimbabwe). Padre Chuks Afiawari è stato per qualche mese a Roma come Segretario dell'Assistenza dell'Africa. E' nato bel 1964, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 2000.

     

    - Padre John K. Ghansah (ANW) rettore dell'Hekima College di Nairobi (Kenya). Padre Ghansah era finora maestro dei novizi della Provincia dell'Africa Nord-Occidentale. E' nato bel 1963, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.

     

    - Padre Ambrose Vedam (GUJ), Socio del Delegato della DIR (Case Internazionali di Roma). Il P. Ambrose, finora direttore del Jeevan Darshan Pastoral Centre di Vadodara, è nato 1959, è entrato nella Compagnia nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.

     

    - Padre Marius Talos primo Superiore Regionale di Romania (ROM), decidendo di trasformare la Provincia di Romania in Regione Indipendente di Romania. I rispettivi decreti di erezione della nuova Regione Indipendente e della nomina del primo Superiore Regionale sono stati firmati l'8 settembre ed entreranno in vigore contemporaneamente il 27 settembre,  il giorno dell'anniversario della prima approvazione della Compagnia. Il P. Mario è nato nel 1970, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1995 ed è stato ordinato sacerdote nel 2004.

     

    - Padre Alejandro Tilve Provinciale della Provincia Argentina-Uruguay (ARU). Alejandro, finora rettore del Colegio del Sagrado Corazón di Montevideo, è nato nel 1956, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

     


    Dalle Province

     

    ASIA PACIFICO: Rapporto per il 2012

    La Conferenza dei gesuiti dell'Asia Pacifico (JCAP) ha pubblicato un rapporto annuale di 16 pagine dal semplice titolo: Gesuiti nell'Asia Pacifico 2012. Il documento inizia con una relazione del presidente, P. Mark Raper, sulla Conferenza nel 2011 e contiene articoli sulle quattro aree prioritarie della Conferenza stessa: la formazione dei gesuiti, il progetto educativo in Timor Est, l'ambiente e le migrazioni. Termina poi con una breve descrizione della Conferenza. La prima parte esamina in dettaglio il documento sulla formazione intitolato "Profilo di un gesuita formato in Asia Pacifico" e su come la Loyola School of Theology porta avanti la sua missione nel campo della formazione. "La visione di un istituto educativo" approfondisce la funzione dell'Instituto de Educação Jesuíta, il progetto che a Timor Est dovrà comprendere l'educazione universitaria e quella secondaria. Il "senso sacro dell'ecologia", la terza priorità, considera il modo di procedere riguardo all'ambiente come un'introduzione all'azione per la riconciliazione con la creazione, secondo le linee preparate dal gruppo speciale sull'ecologia. Per quanto riguarda le migrazioni è stato indicato lo Yiutsari, il centro dei gesuiti per i lavoratori migranti della Corea del Sud, come il modello dei numerosi impegni dei gesuiti con i migranti nell'Asia Pacifico.  

     

    AUSTRALIA: Arriva la reliquia del Saverio

    La più significativa reliquia di San Francesco Saverio, il braccio con cui battezzò migliaia di persone e che è conservato a Roma nella Chiesa del Gesù, è in visita in Australia come parte dell'Anno della Grazia che si sta celebrando nel Paese. Con il supporto dei vescovi australiani, l'arcidiocesi di Sydney ha organizzato il tour della reliquia di uno dei santi patroni dell'Australia, invitando la Compagnia a parteciparvi. Il Provinciale dei gesuiti australiani, Padre Steve Curtin, ha fortemente incoraggiato questa partecipazione confidando nel fatto che essa offre una valida opportunità per presentare la nostra storia e la nostra spiritualità ad un vasto pubblico con il quale potremmo ampliare i contatti in vista della promozione delle vocazioni. Il P. Robin Koning si è impegnato nella preparazione di materiale liturgico, catechetico e di preghiera. Mons. Peter Andrew Comensoli, vescovo ausiliare di Sidney e principale organizzatore della visita, nella sua lettera ai vescovi ha scritto: "Considerato il significato missionario di San Francesco Saverio per la Chiesa in Australia, come anche la sua importanza per i gesuiti, e l'evidente legame spirituale con l'Anno della Grazia, è mia speranza che la reliquia sia accolta con entusiasmo". La reliquia è giunta a Sydney il 16 settembre e dopo alcuni giorni di sosta in questa città ha iniziato un viaggio in senso orario attraverso quasi tutte le diocesi del Paese, con una permanenza di circa tre giorni in ognuna di esse.  Tornerà a Sydney, nella Cattedrale di St. Mary, il 3 dicembre prima di fare rientro a Roma. Il Provinciale ha scritto: "La visita ha il potenziale per avere un grande impatto sulla vita della Chiesa australiana e sul ruolo della Compagnia di Gesù all'interno della Chiesa locale". 

     

    BOLIVIA: Giornate internazionali sulle Missioni dei gesuiti

    Le Giornate Internazionali sulle Missioni dei Gesuiti compiono quest'anno trenta anni di vita. Il primo evento ebbe luogo nella città di Resistencia (Chaco-Argentina). In seguito venne organizzato ogni due anni in paesi diversi: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La XIV Giornata della serie si è svolta dal 7 al 10 agosto in Bolivia, a San Ignacio de Velasco (antica Missione di San Ignazio di Loyola). Con il passare del tempo, senza abbandonare la problematica originaria delle Missioni dei gesuiti della Provincia del Paraguay, le Giornate hanno aperto nuovi spazi, altri tempi e altre esperienze missionarie in America e nel mondo. La XIV Giornata, con il triplice tema della Memoria, del Patrimonio e della Cultura Viva, hanno voluto proseguire nello studio di questa importantissima tradizione dei popoli latinoamericani e della missione della Chiesa. E' la prima volta che queste Giornate si svolgono nelle regioni missionarie della Bolivia. La regione della Chiquitania si caratterizza per mantenere viva la cultura ereditata dalle missioni gesuitiche, come pure per restaurare e valorizzare il patrimonio dei gesuiti. La memoria delle antiche missioni della Compagnia di Gesù tra i Ciquitos e il suo patrimonio sono vive ancora oggi come uno dei pochi, e nello stesso tempo singolari esempi preservati nel continente. Queste Giornate internazionali aiutano a mantenere viva la memoria dell'impressionante opera educativa, evangelizzatrice e civilizzatrice delle Missioni dei gesuiti tra i diversi popoli indigeni dell'America Latina, la cui distruzione fu una catastrofe che impedì uno sviluppo integrale dei popoli latinoamericani e che impoverì la cristianità indiana.

     

    INDONESIA: Successo del film su mons. Soegijapranata

    Gli indonesiani hanno affollato le sale cinematografiche di tutto il paese per vedere Soegija, il film sulla vita di mons. Albertus Magnus Soegijapranata S.J., il primo vescovo cattolico locale dell'Indonesia (cfr. il nostro Bollettino n. 17 del 20 settembre 2011). Il film è stato prodotto dallo Studio Audio Visual Puskat (SAV) dei gesuiti di Jogyakarta. Mons. Soegijapranata venne formato fin da ragazzo dai missionari gesuiti olandesi a Muntilan (Giava Centrale) tra il 1909 e il 1919. Si fece cattolico nel 1910 ed entrò nella Compagnia di Gesù nel 1920. Venti anni dopo divenne il primo vescovo locale dell'Indonesia. Un decreto del Presidente lo dichiarò eroe nazionale tre giorni dopo la morte. Egli è molto conosciuto tra i fedeli per la sua famosa espressione: "Cento per cento cattolico, cento per cento indonesiano". Il regista, Garin Nugroho, un musulmano, ha spiegato: "Soegija cerca di approfondire problemi che non sono stati ancora affrontati con decisione dai nostri governanti. La molteplicità delle culture è uno dei nostri problemi e il film indica come sia importante per la nostra situazione attuale". Tre gesuiti hanno fatto parte dell'équipe che ha prodotto il film, i Padri Y. Iswarahadi, Murti Hadi Wijayanto e Budi Subanar. "La produzione di Soegija è una riflessione su nazione, umanità e fede", ha detto P. Iswarahadi, che è anche direttore del SAV. "Per quanto riguarda la nazione, vogliamo imparare da mons. Soegijapranata come lottare per il benessere, la pace, l'unità e l'indipendenza del paese. Per l'umanità, vogliamo imparare da lui come lavorare per la dignità di coloro che soffrono. Per la fede, vogliamo imparare a inserire più profondamente la fede nelle nostre vite e nella nazione e non limitarla solo ai nostri interessi e a quelli dei nostri amici e della nostra famiglia".

     

    ITALIA: La Radiotelevisione italiana su Matteo Ricci

    Matteo Ricci continua a fare storia. Il 13 agosto, infatti, Raiuno, il primo canale della televisione italiana, ha mandato in onda il documentario: Nel cuore della Cina. Matteo Ricci. Negli stessi giorni il documentario è stato trasmesso anche nella Cina continentale dalla rete televisiva cinese CCTV. Il film, diretto da Duilio Giammaria, è stato prodotto dalla RAI in collaborazione con il Ministero degli Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Marche. La visione del film verrà riproposta dalla televisione in autunno nella rubrica Rai-Storia. Questa produzione fa parte delle numerose iniziative che sono state promosse in questi ultimi anni per ricordare la straordinaria figura del missionario gesuita, che fu il primo a stabilire un solido ponte culturale tra Occidente e Cina. Nel Cuore della Cina attraversa i luoghi in Italia, da Macerata a Roma, fino alla prima tappa in Oriente a Goa, e poi al remoto porto di Macao porta della Cina. Tappe ripercorse sulle tracce dell'avventura e del viaggio di Matteo Ricci ma anche per raccontare la realtà della Cina contemporanea. E' un percorso di storie del passato e del presente per riunire quello che i due Paesi sapevano e sanno l'uno dell'altro, per descrivere quello che hanno acquisito e scambiato nel passato e nel presente.

     

    SLOVACCHIA: Incontro della "Jungmann Society"

    Nel Seminario Maggiore di Nitra (Slovacchia) si è svolto il sesto incontro biennale della Jungmann Society, una 'rete' fra gesuiti che insegnano nelle Facoltà o hanno impegni apostolici diretti, e sono quindi particolarmente coinvolti nello studio e nella promozione della vita liturgica nella Compagnia e nei suoi ministeri. L'iniziativa è nata a Roma nel 2002, ed è proseguita, ogni due anni, a Bangkok (Thailandia), Fortaleza (Brasile), Montserrat (Spagna), Tampa (Florida) e ora Nitra. Hanno partecipato a questo sesto incontro 48 gesuiti, da 23 Province e da tutti i cinque continenti, più 8 invitati da diversi paesi. Il tema fondamentale è stato Preaching the Word ("Predicare la Parola"), con sei conferenze e diversi gruppi di studio linguistici.E' stato ripreso stabilmente anche il tema della formazione liturgica negli anni dello scolasticato, e quello di una formazione permanente. Molto partecipate e intense le celebrazioni quotidiane delle Lodi e dell'Eucaristia. Il prossimo incontro sarà nel 2014, in Messico. Si può consultare il sito della Jungmann Society: www.jungmannsociety.org    

     

    SPAGNA: Esposizione sulle "Riduzioni del Paraguay"

    Il 28 giugno scorso nel Santuario di Javier in Navarra è stata inaugurata la mostra permanente su Le Riduzioni gesuitiche del Paraguay: un'avventura affascinante che persiste nel tempo, che ricorda uno degli aspetti più affascinanti dell'evangelizzazione delle Americhe: l'esperienza delle riduzioni gesuitiche. La mostra è una vasta esposizione di materiale fotografico, pannelli esplicativi e tre bei plastici delle Riduzioni di San Ignacio Miní (1610, Argentina), Santos Mártires del Japón (1639, Argentina), e Jesús de Tavarengué (1685, Paraguay). Sono presenti anche delle riproduzioni in larga scala di alcuni portali delle Riduzioni. La mostra, diretta dal gesuita Enrique Climent, era stata organizzata per i giovani che nell'agosto dello scorso anno parteciparono a Madrid alle Giornate Mondiali della Gioventù con il Papa. Adesso rimarrà in modo permanente nel Santuario di Javier per poter essere visitata dalle migliaia di pellegrini che visitano il luogo. Non si poteva scegliere posto migliore per una mostra sull'opera missionaria della Compagnia di Gesù in uno dei momenti più affascinanti della sua storia. Lo spirito missionario della Compagnia ebbe origine proprio qui, in questo castello che vide nascere il primo di una lunga lista di gesuiti missionari: San Francesco Saverio.

     

    SUD AFRICA: I gesuiti e l'impegno sociale

    Un incontro storico si è svolto in agosto presso la Holy Trinity Church di Braamfontein, in Johannesburg: i gesuiti e i loro collaboratori nelle varie opere apostoliche della Compagnia di Gesù di Johannesburg si sono riuniti per condividere ciò che fanno e per trovare una risposta più coordinata al loro impegno nel campo dell'apostolato sociale. Erano presenti le quattro opere apostoliche più importanti dei gesuiti nell'area di Johannesburg, e cioè: la parrocchia di San Martino di Soweto, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), la parrocchia della Trinità di Braamfontein, e il Jesuit Institute South Africa. Si spera che questo incontro aiuterà a rispondere meglio ai sempre più numerosi problemi sociali con cui la Compagnia deve confrontarsi in questa zona. "In Johannesburg abbiamo la possibilità di una diretta azione sociale per e con i poveri, grazie al S. Martino di Soweto, al Servizio per i Rifugiati e alla Chiesa della Trinità nel centro della città - ha detto il P. Russell Pollitt S.J., cappellano all'università di Witwatersrand. - Abbiamo esaminato in che modo il Jesuit Institute può aiutare e sostenere il nostro lavoro sul campo attraverso la ricerca e le pubblicazioni. Siamo convinti che insieme possiamo fare molto di più per dare una risposta alle tante persone che richiedono il nostro aiuto".

     

    TIMOR EST: Onorato per essere rimasto con gli oppressi

    Il gesuita portoghese Padre José Alves Martíns è stato uno dei sei religiosi premiati dal neo-eletto presidente Taur Matan Ruak in occasione del decimo anniversario della riconquistata indipendenza di Timor Est. Il presidente, il 22 maggio scorso, ha assegnato loro la Medalha de Mérito de Dom Marito da Costa Lópes per il contributo da loro dato durante la lotta per l'indipendenza nei 24 anni di occupazione indonesiana, dal 1975 al 1999. P. Martíns è missionario a Timor Est da 38 anni. In questo tempo ha accompagnato il popolo di Timor nelle sofferenze e nelle lotte durante l'invasione e l'occupazione indonesiana. Nei mesi precedenti l'invasione a molti seminaristi e religiosi era stata offerta la possibilità di lasciare il paese. Anche ai gesuiti, nel settembre 1975, quando l'Indonesia aveva cominciato ad attaccare i confini del paese, era stata data la stessa possibilità. P. Martíns, anche se aveva espresso ai suoi superiori il desiderio di lasciare, tuttavia non si sentiva in pace. In quel momento di desolazione chiese consiglio a un confratello più anziano, il P. Bernard Gouin. Il P. Bernard gli disse: "Ma perché vuoi andare a Darwin (Australia)? In momenti e situazione come questa i gesuiti devono essere gli ultimi a partire!". Seguendo questo consiglio si ritirò a pregare. E nella preghiera trovò la conferma della sua vocazione reale, essere missionario in mezzo alla popolazione in lotta. Così inviò una lettera ai superiori dicendo che non avrebbe seguito i confratelli a Darwin. E rimase con il popolo. Una decisione di cui non si è mai pentito.     

     

     USA: Colloquio Internazionale sulla Scuola Secondaria dei gesuiti

    Per la prima volta nella storia i responsabili dell'educazione secondaria dei gesuiti di tutto il mondo sono stati invitati a un Colloquio Internazionale sull'Educazione Secondaria dei Gesuiti (ICJSE) a Boston. Per cinque giorni, dal 29 luglio al 2 di agosto, oltre 300 responsabili di altrettante scuole si sono scambiati idee e hanno esaminato la missione e l'identità come gesuiti. Particolare attenzione è stata rivolta a due finalità: 1) Formare una rete globale per rispondere insieme alle sfide che l'ultima Congregazione Generale e lo stesso Padre Generale ci hanno chiesto di affrontare, specialmente quella di diventare una più efficiente rete apostolica globale. 2) Riflettere insieme sull'identità e la missione come gesuiti oggi perché attraverso una comprensione comune possiamo essere più efficaci e più creativi nel riconoscere e rispondere alle nostre frontiere apostoliche. Il Colloquio Internazionale è stato ospitato dalla Boston College High School, mentre i lavori si sono svolti presso il Boston College. Alla fine è stata unanimemente approvata una "dichiarazione di intenti" (vision statement) che si può consultare in: http://www.icjse.org