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    Vol. XVI, No.18 5 novembre 2012

    Dalla Curia

     

    L'incontro del Jesuit Commons a Roma. Nel 2010 Jesuit Commons, un tentativo di collaborazione tra le reti dei gesuiti nel campo dell'educazione e del servizio sociale, insieme al  Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), ha dato vita al JC: HEM (Jesuit Commons: Higher Education at the Margins), un progetto pilota che ha già offerto l'educazione superiore online a oltre mille studenti rifugiati in Kenya, Malawi e Siria. La collaborazione locale è data dal personale del JRS con lezioni e materiale offerto online dal personale accademico delle istituzioni educative dei gesuiti degli Stati Uniti. Dal 5 al 7 novembre il JC: HEM terrà il suo incontro annuale presso la Curia Generalizia di Roma. I tre giorni di lavoro saranno centrati sulla revisione delle attività del 2012, sulla nomina di un comitato accademico, sulla predisposizione del piano di azione per il 2013 e sulle possibilità di espansione dell'attività. Nel corso dell'incontro i partecipanti esamineranno le proposte di estendere il lavoro all'Afghanistan e allo Sri Lanka, in collaborazione con le università dei gesuiti dell'India, e al Ciad, con l'aiuto dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). L'incontro prenderà anche in esame i modi per incoraggiare altre università dei gesuiti a rispondere ai bisogni per l'educazione superiore di tante persone disperse che vivono ai margini della società.

     

    Segretariato per la Giustizia Sociale e l'ecologia. Dal 10 al 14 di novembre si raduneranno a Roma i leader delle cinque reti globali dell'advocacy ignaziana (GIAN) che riguardano i seguenti temi: pace e diritti umani, ecologia, diritto all'educazione, migrazioni e gestione delle  risorse naturali e minerarie. Negli  ultimi due anni queste reti hanno elaborato un documento programmatico sul tema di cui ognuna si occupa, hanno fato un mappatura interna dei lavori che la Compagnia svolge in questi campi e hanno raggiunto un accordo sul piano futuro di sviluppo delle reti stesse. Nel prossimo raduno valuteranno il percorso già fatto e cercheranno di individuare i modi per portare avanti le iniziative di ciascuna delle reti.


    Dalle Province

     

    AFRICA DEL NORD: Il dialogo di vita

    Nel suo intervento al Sinodo  mons. Paul Desfarges, vescovo di Costantina e Ippona, nell'Africa del Nord, ha sottolineato l'importanza del dialogo di vita, dicendo tra l'altro: "La situazione-limite delle nostre Chiese del Maghreb, molto minoritarie, straniere quanto alla grandissima maggioranza dei loro membri, Chiese in e per popolazioni islamiche, ci riporta all'essenziale: il dialogo di vita (...). Per noi, non esiste dialogo interreligioso che non sia dialogo di vita, e il dialogo di vita si fa tutt'uno con il dialogo di Dio con l'umanità. Questo dialogo di vita testimonia  che la salvezza è all'opera; esso è mediazione, o sacramento, della salvezza di Dio (...). Nel dialogo, e grazie al dialogo della vita, viene già annunciata una buona notizia. In un sorriso, in una stretta di mano, nella condivisione di una tazza di caffè o di the, ci diciamo l'un l'altro: sono felice della tua vita. Perché la Chiesa non porta soltanto una Buona Notizia su Dio, ma anche una Buona Notizia sull'uomo. Questi incontri sono la prima evangelizzazione, perché dicono la Buona Notizia della fraternità universale. Quanti musulmani sono stati segnati dall'incontro con un/una collega di studio, proveniente dal Sub-Sahara, da un dirigente d'azienda, o da un compagno di lavoro filippino, coreano o altro, in un cantiere! Così pure, molti dei nostri fedeli (all'estero, operai in cantieri internazionali, studenti sub-sahariani, emigranti ...), una volta superate le asprezze, talora rudi, dei primi tempi di incontro con dei musulmani, fanno un'esperienza di rinnovamento della loro vita di fede. Il dialogo interreligioso, perciò, noi lo viviamo anzitutto come un incontro di umanità, un incontro umano fra credenti: siamo seduti, gli uni e gli altri, allo stesso tavolo. La nostra testimonianza prende la forma della Lavanda dei piedi. Entro questo dialogo di vita vengono a trovarsi le altre forme del dialogo: dialogo spirituale, dialogo teologico, dialogo nella collaborazione a compiti comuni.

     

    COLOMBIA: Premio Chirac al P. Francisco de Roux

    Il gesuita P. Francisco de Roux, attualmente Provinciale dei gesuiti della Colombia, è il vincitore del premio annuale della Fondazione Chirac, in Francia, che viene assegnato a quanti si sono distinti nella prevenzione dei conflitti. Titolare di un dottorato in economia all'università di Parigi e anche alla London School of Economics, P. de Roux ha scelto, una volta terminati gli studi, di rientrare nel suo paese, andando a lavorare nella zona di Magdalena Medio, una delle più violente e povere della Colombia, dove ha fondato un "Programma per la pace e lo sviluppo".  E' stato minacciato dalla guerriglia delle FARC per il suo impegno a favore della partecipazione popolare alla democrazia e la sua lotta per la giustizia. Nel 2001 aveva anche vinto il Premio per i Diritti Umani (Human Rights Award).

     

    COLOMBIA: I gesuiti appoggiano i negoziati di pace

    Il processo di pace per tentare di porre fine a 48 anni di conflitto in Colombia è una "opportunità straordinaria": ne è convinto Padre Francisco de Roux, Provinciale dei gesuiti in Colombia, a proposito dei negoziati di pace iniziati il 18 ottobre ad Oslo (Norvegia) tra la delegazione del governo colombiano e quella delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). I negoziati proseguiranno all'Avana il 15 novembre, dove si sono svolti gli incontri preliminari. Padre de Roux ricorda il recente invito dell'episcopato colombiano a pregare per la pace - lanciato da mons. Rubén Salazar, presidente della Conferenza Episcopale della Colombia l'11 ottobre scorso - e assicura l'appoggio dei gesuiti al processo. Ne parleranno nelle loro università, collegi, parrocchie, centri sociali, mezzi di comunicazione. "È il momento di far valere la nostra autorità morale e la credibilità personale e collettiva - afferma P. De Roux - per mantenere vivo l'appello alla pace, per sostenere coloro che perdono la speranza, per far comprendere le difficoltà del cammino agli scettici. Questa volontà esplicita di appoggiare in privato e in pubblico i colloqui tra le parti è necessaria, perché il processo potrebbe incontrare ostacoli sia per interessi favorevoli alla soluzione armata, sia per carenze umane all'interno dei negoziati".

     

    EUROPA: Campane d'Europa

    Il 15 ottobre è stato presentato ai Padri del Sinodo dei Vescovi il film Bells of Europe - Campane d'Europa sul tema dei rapporti fra cristianesimo, cultura europea e futuro del continente. Il film presenta estratti di una serie di eccezionali interviste originali con le maggiori personalità religiose cristiane, il Papa Benedetto XVI, il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca di Mosca Kirill, l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, l'ex Presidente della federazione delle Chiese Evangeliche in Germania Huber e altre personalità della politica e della cultura. Il filo unificante del film è dato dal suono delle campane dei diversi angoli del continente e dalla fusione di una campana nell'antica fonderia di Agnone. La colonna sonora è realizzata con musiche del famoso compositore estone Arvo Pärt, che è pure intervistato e spiega come sia stato ispirato dal tintinnio delle campane. Realizzato dal Centro Televisivo Vaticano in base a un'idea del Padre Germano Marani, del Pontificio Istituto Russicum di Roma, con il supporto di diverse altre istituzioni, fra cui la Fondazione La Gregoriana, il film è ora a disposizione di RAI-Cinema, che ne detiene i diritti per la diffusione televisiva e in video.

     

    INDIA: Gli studenti contro le radiazioni

    Gli studenti del Xavier Institute of Engineering, Mumbai, hanno dato inizio ad una campagna per stimolare la consapevolezza dell'opinione pubblica sugli effetti delle radiazioni delle antenne mobili della città di Mumbai. Così uno dei principali quotidiani anglofoni cittadini, The Hindustan Times, ha presentato l'impegno degli studenti: "Attraverso i forum sui social network e i blog, i festival universitari e i seminari, gli studenti vogliono fare pressione sui gruppi di governo affinché prendano coscienza dei pericoli dei presunti alti livelli di radiazione emessi dalle antenne mobili". Lo Xavier Institute of Engineering di Mumbai è la prima scuola di ingegneria della Compagnia di Gesù in Asia Meridionale e offre corsi di laurea di primo livello in tre settori: ingegneria informatica, ingegneria e tecnologia elettronica e ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni. Secondo P. John-Rose, S.J. vicedirettore del Xavier Institute, il limite consentito per le emissioni di radiazioni delle antenne mobili è di 450 milliwatts per metro quadrato. Ma solo nella città di Mumbai ci sono almeno 1830 antenne mobili illegali le cui radiazioni superano i 9.2 Watt per metro quadrato. "E' una delle iniziative prese dai gesuiti della Provincia di Bombay in risposta all'esortazione del Padre Generale Ricomporre un mondo frantumato", dice Padre John-Rose commentando quanto stanno facendo gli studenti contro le radiazioni. http://www.hindustantimes.com/India-news/Mumbai/Students-take-up-fight-against-radiation/Article1-943331.aspx.

     

    ITALIA: Premio internazionale "Matteo Ricci"

    Il premio internazionale Matteo Ricci, promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Italia), quest'anno è stato conferito il 23 ottobre a Fra' Matthew Festing, Gran Maestro dell'Ordine di Malta. In occasione del conferimento Festing ha pronunciato una Lectio Cathedrae Magistralis sul tema: "La carità come base della vita umana civilizzata. In che modo l'Ordine di Malta può svolgere il suo ruolo". Il premio è stato istituito nel 1998 dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica, sotto la presidenza di Alberto Quadrio Curzio, in memoria del missionario gesuita vissuto tra il XVI e XVII secolo. L'edizione di quest'anno è stata vinta da Fra' Matthew Festing per "aver orientato e stimolato le molteplici attività dell'Ordine, sempre cristianamente orientate ai valori della solidarietà, del rispetto e della tutela della persona, del sostegno ai deboli e agli indifesi. Valori che trovano concreta attuazione nelle azioni a carattere umanitario che l'Ordine porta avanti attualmente in oltre 120 paesi del mondo".

     

    MALAWI: Una nuova scuola per i poveri

    La Provincia dello Zambia-Malawi ha scelto di far sua l'"opzione per i poveri" aprendo una scuola con convitto per 500 studenti a Kasungu, un'area rurale del Malawi. La Loyola Jesuit Secondary School (LJSS)  funzionerà in cooperazione con il governo che si farà carico dei salari degli insegnanti e del resto del personale. Ciò significa che le rette saranno più basse e più accessibili alle famiglie di reddito modesto. In Malawi, meno del 35% dei giovani frequenta la scuola secondaria e meno del 40% di loro termina i quattro anni di scuola con la promozione. Le statistiche relative alle ragazze sono ancor più basse. Il P. Emmanuel Mumba, Provinciale dello Zambia-Malawi, ha sottolineato i motivi che hanno portato alla decisione di aprire la scuola. Ha evidenziato quanto i gesuiti siano interessati ad abbracciare l'"opzione per i poveri" in risposta alle necessità del paese per una educazione secondaria di qualità accessibile agli studenti di tutte le classi sociali. L'iscrizione alla scuola non sarà riservata solo ai cattolici ma fin dall'inizio metterà in risalto l'ambiente cattolico e l'ethos dei gesuiti. Così la visione e la missione della Compagnia di Gesù sottolineeranno l'impegno per l'apprendimento il cui scopo non è soltanto guadagnarsi da vivere ma trasformare la società malawiana con i valori della fede che promuove la giustizia. Per maggiori informazioni sulla scuola visita il sito web:  www.loyola-malawi.org

     

    SPAGNA: Omaggio a Ruiz de Montoya

    Il 16 ottobre a Madrid, in occasione della riedizione del libro: Arte, vocabulario, tesoro y catecismo de la lengua guaranì, la Real Academia de la Lengua (R.A.E.) ha reso omaggio, con una lezione magistrale, al gesuita P. Antonio Ruiz de Montoya, pioniere della linguistica guaranì, che arrivò nelle Riduzioni del Paraguay nei primi decenni del Seicento. La "lezione" è stata tenuta dal P. Bartomeu Melià, grande studioso di Ruiz de Montoya, che ha illustrato la vita e l'opera del grande missionario. Nato a Lima (Perù) nel 1585, Antonio Ruiz de Montoya entrò nella Compagnia di Gesù nel 1606 e, ancora novizio, fu inviato in Paraguay proprio mentre in quella regione stavano nascendo le Riduzioni, un originale sistema con cui erano strutturate le missioni dei gesuiti  in Paraguay e in altri paesi dell'America Latina. Si trattava di piccoli centri autosufficienti creati per l'evangelizzazione e per la protezione delle popolazioni indigene dai cosiddetti Paulisti o cacciatori di indios provenienti dalla città di San Paolo del Brasile. De Montoya fu tra i primi a tradurre diversi libri in guaraní, la lingua della popolazione locale della quale raccontò anche le persecuzioni. Il conferenziere, P. Bartomeu Meliá, è anch'egli un gesuita, arrivato in Paraguay nel 1954. E' scrittore, ricercatore e etno-linguista che ha dedicato tutta la sua vita alla difesa degli indigeni. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Bartolomeo Las Casas.  

     

    USA: Premiata la Kino Border Initiative

    La Kino Border Initiative (KBI), una iniziativa apostolica di frontiera della Compagnia di Gesù a Nogales, Arizona (USA) e Nogales, Sonora (Messico), è stata recentemente premiata per il suo lavoro con i migranti.  "C'è un sacco di stampa negativa riguardo il confine USA-Messico, e credo che questi premi focalizzino l'attenzione sui programmi positivi e sugli sforzi che si stanno facendo al confine e sulle persone che ci vivono e ci lavorano - ha detto Padre Sean Carroll, direttore esecutivo di KBI. - E' un vero e proprio riconoscimento del nostro staff e del lavoro che stiamo portando avanti". La KBI è stata una delle quattro organizzazioni a ricevere un premio per la cooperazione binazionale e l'innovazione lungo il confine USA-Messico. Scopo del premio è onorare "storie di successo" nella collaborazione locale e statale tra gli Stati Uniti e il Messico. La KBI è stata fondata nel 2009 da sei organizzazioni: le Province di California e del Messico della Compagnia di Gesù, il Jesuit Refugee Service/USA, le Suore Missionarie dell'Eucaristia, la diocesi di Tucson e l'arcidiocesi di Hermosillo. Attualmente quattro gesuiti lavorano al KBI, due della Provincia di California e due della Provincia del Messico, impegnati i diversi settori. Oltre all'educazione e alla difesa legale, KBI si occupa anche di assistenza umanitaria. "Fin dalla sua fondazione, il gruppo ha fornito cibo, alloggio, pronto soccorso e sostegno pastorale a migliaia di migranti. Per noi è una grande benedizione offrire questi servizi", ha dichiarato il Padre Carroll. Per saperne di più sulle opportunità educative e di volontariato visita il sito: http://www.kinoborderinitiative.org


    Novità su SJWEB

     

    Un Video con P. Jean Roger Ndombi, già Assistente Regionale per l'Africa e il Madagascar, sulla sua esperienza negli anni passati alla Curia Generalizia di Roma.Vedi su: http://www.sjweb.info/video/VideoShow.cfm?VideoID=15  oppure clicca sull'icona "Video" della pagina di apertura del web della Curia.

     

    Un Video con una conversazione tra P. Paul Beré, esperto al recente Sinodo dei vescovi, e il P. Anthony da Silva, del Segretariato per la Collaborazione con gli Altri. Vedi su: http://www.sjweb.info/video/VideoShow.cfm?VideoID=15, oppure clicca sull'icona "Video" della pagina di apertura del web della Curia.