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    Vol. XVII, No. 2 5 febbraio 2013

    Dalla Curia

     

    Dal 4 al 7 febbraio, la Commissione Interprovinciale Permanente (CIP) si incontra in Curia Generalizia. Questo gruppo di otto superiori maggiori si riunisce annualmente con il Padre Generale ed il suo Delegato per le Case Romane per discutere la missione della Compagnia universale a Roma. Tra gli argomenti all'ordine del giorno quest'anno sono: l'importanza per la Chiesa delle istituzioni pontificie della Compagnia, il reclutamento dei gesuiti per servire in esse, il rafforzamento della collaborazione per migliorare l'efficacia della loro missione. Verranno discusse anche la vita e la formazione dei giovani gesuiti in queste istituzioni. Il CIP formula raccomandazioni al Padre Generale e valuta la loro realizzazione negli anni successivi.

     


    Dalle Province

     

    AFRICA: Ricerca teologica

    Agbonkhianmeghe E. Orobator, S.J., Provinciale della Provincia dell'Africa Orientale, ha ricevuto di recente un consistente finanziamento da una Fondazione europea per una ricerca teologica a livello di tutto il continente africano. Il progetto, dal titolo: Theological Colloquium on Church, Religion and Society in Africa (TCCRSA), durerà dal 2013 al 2016. Il TCCRSA è un progetto di ricerca teologica pluriennale per creare e sostenere una nuova metodologia innovativa e un  processo di studio e riflessione teologica al servizio della Chiesa africana e di quella universale. In questi anni il TCCRSA riunirà un gruppo di studiosi cattolici africani che lavorano nel campo della teologia, o che usano fonti teologiche o etiche della Chiesa cattolica nel loro lavoro accademico, per identificare, analizzare, studiare e individuare un'ampia panoramica di problemi riguardanti la Chiesa e la società africane. Il Colloquium, nel corso dei tre anni, pubblicherà tre volumi sulla Chiesa, la religione e la società in Africa. Il primo Colloquium è in programma per l'agosto 2013 a Nairobi (Kenya).

     

    ALBANIA: Formazione dei docenti

    Il Progetto "Formazione dei docenti delle scuole superiori albanesi in una prospettiva europea" è frutto della collaborazione congiunta del MAGIS (l'Organizzazione Non-Governativa dei gesuiti italiani)) e della Fondazione Emanuel. E'iniziato nell'aprile del 2011 ed ha una durata di 3 anni. Controparte locale del progetto è l'Associazione dei Gesuiti in Albania, la quale collabora mettendo a disposizione gli ambienti della scuola Atë Pjetër Meshkalla di Scutari, per lo svolgimento dei seminari di formazione per i docenti, garantendo il coordinamento delle diverse attività che il progetto prevede. "Questa iniziativa - scrive il P. Lello Lanzilli, direttore della scuola di Scutari - si propone di contribuire a migliorare l'offerta educativa fornita dalla scuola albanese, attraverso una qualificazione di 1080 docenti di scuola media superiore, mirata a un approfondimento della loro formazione pedagogico-didattica, utilizzando una collaborazione stretta fra mondo accademico (università italiane e albanesi) e pratica scolastica. Il progetto prevede anche un'attività di informazione e di sensibilizzazione sulle problematiche legate alle dipendenze, estesa anche a circa 12.000 alunni di 60 licei presenti su tutto il territorio albanese". I seminari formativi per i docenti coprono lo spazio di un week-end. La metodologia di lavoro prevede sia lezioni che attività di laboratorio. Per maggiori informazioni, vedere la voce "educazione" in: www.magisitalia.org   

     

    AMERICA LATINA: Coordinatore della Rete Indigena

    Il P. Pablo Castro, della Provincia cilena, è stato nominato Coordinatore della Rete Indigena. Nella lettera di nomina, il P. Jorge Cela, Presidente della CPAL (la Conferenza dei Provinciali dell'America Latina), scrive: "Come sapete, l'apostolato indigeno è una delle priorità della CPAL. Abbiamo scelto come nostra prima priorità la riflessione, l'appoggio, l'accompagnamento e la vicinanza con gli esclusi, tra i quali si fa espressamente riferimento ai popoli indigeni. Ci auguriamo che la rete dell'apostolato indigeno ci aiuti a soddisfare tale priorità. Per questo il responsabile del coordinamento della rete ha un gran peso sulla nostra presenza in America Latina. Ha il compito di animare e accompagnare i nostri confratelli impegnati tra gli indigeni, metterli in contatto con i centri di riflessione che li possono aiutare a comprendere meglio la loro missione e con i quali possono collaborare affinché il loro lavoro sia più efficace. Ma tutto deve cominciare dalla vicinanza con coloro che serviamo facendoci vicino e fratello".

     

    BRASILE: I gesuiti dell'Amazzonia e gli Haitiani

    Sono circa 30 gli immigrati haitiani di cui si prende cura ogni giorno il Projeto Pró-Haiti, creato dai Padri gesuiti all'inizio dello scorso anno a Manaus. Il progetto fa capo al Centro dei Diritti Umani dell'arcidiocesi di Manaus ed è realizzato nella parrocchia São Geraldo con il coordinamento del Padre Paulo Barausse. Poiché in città non esiste una rappresentanza consolare di quel paese, Pró-Haiti lavora in collaborazione con il Consolato haitiano di Brasilia ed è l'unica istituzione della regione che assiste gli immigrati nelle pratiche urgenti come emissione di passaporti, registrazione consolare e invio di documentazione. Poiché i nuovi arrivati, molti dei quali vittime di abusi e privazioni durante il viaggio verso il Brasile, hanno bisogno praticamente di tutto, Pró-Haiti offre anche assistenza giuridica e orientamento su programmi sanitari, educativi, di lavoro e giustizia. In molti casi si fornisce anche sostegno psicologico e lezioni di portoghese. "Tutto è offerto gratuitamente attraverso un team di persone qualificate e la nostra opera è già un punto di riferimento nella regione. Ci occupiamo di circa 200 persone alla settimana", dice P. Barausse. Nato a febbraio 2012, Pró-Haiti ha acquisito un'importanza fondamentale dopo il terremoto che ha devastato il paese nel 2010, poiché l'Amazzonia, data la vicinanza geografica, è diventata una via verso la salvezza per centinaia di senzatetto haitiani. Nel suo impegno giornaliero a Manaus il P. Barausse è aiutato da religiosi e religiose scalabriniane e di altre congregazioni che accolgono le ondate di haitiani che arrivano dal Perù e dalla Bolivia. 

     

    CONGO RDC: Gara di solidarietà

    La guerra e il caos in uno dei paesi più desolati del mondo hanno stimolato una interessante iniziativa da parte della Procura delle Missioni della Provincia Irlandese (Irish Jesuit Mission Office). Si tratta del collegamento di tutte le Procure delle Missioni dei gesuiti d'Europa in uno sforzo comune per affrontare la sfida del caos in Congo, in particolare nella Provincia orientale del Nord Kivu, vittima di una crisi sociale, politica, economica e umanitaria che aumenta anno dopo anno, a causa della piaga di bande armate regionali, nazionali e locali. Si stima che dopo la violenta ribellione dell'aprile 2012 gli sfollati siano circa mezzo milione. Il 20 novembre scorso, un gruppo chiamato M23 (dalla data in marzo in cui è stato fondato) ha attaccato e catturato le città di Goma e Sake. Durante l'occupazione i terroristi hanno preso possesso e danneggiato seriamente le scuole e dato fuoco a scrivanie e attrezzature. Secondo una prima valutazione del JRS (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati), unica agenzia impegnata nella zona a livello di educazione secondaria, sono almeno 12 le scuole secondarie le cui aule e impianti sono da ristrutturare e da riarredare. Il budget iniziale per questa prima fase del progetto è di € 38,000 e comprende anche kit scolastici per alunni e insegnanti. Per gli aiuti il JRS ha fatto appello alla Rete Xavier (Xavier Network) la rete di coordinamento di tutte le ONG e Procure missionarie europee. Martin Curry, S.J., responsabile dei programmi della Procura delle Missioni ha fatto appello a Misean Cara che ha approvato un contributo di €15.000 dal loro fondo per le emergenze. La somma verrà utilizzata per rimettere in piedi due delle dieci aule inserite nella prima fase del progetto. Saranno anche distribuiti kit scolastici a 2.000 alunni di secondo grado e a 100 insegnanti. Altri fondi sono stati stanziati da Alboan (Bilbao),  Entreculturas (Madrid), la Procura delle Missioni dell'Austria (Vienna), Magis Italia, Jesuit Missions (Londra) e Jesuitenmission (Norimberga). Per saperne di più: http://jesuitcommunicationcentre.newsweaver.com/wa89y7c22tscrgk5yv5rzb?email=true&a=2&p=30952035&t=20449835   

     

    FILIPPINE: Morte di un grande comunicatore

    Dopo 70 anni di servizio nelle Filippine il gesuita americano P. James Reuter è morto recentemente all'età di 96 anni. Era ben conosciuto nel paese per l'uso dei moderni mezzi di comunicazione, musica, teatro e cinema per la predicazione del Vangelo. I vescovi delle Filippine lo hanno descritto come "un grande comunicatore della Buona Novella di Gesù". Mons. Arturo Bastes, vescovo di Sorsogon, lo ricorda come "un sacerdote molto devoto ed esemplare", mentre il presidente Benigno Aquino ha detto di lui: "Ci uniamo alla Compagnia di Gesù delle Filippine, alle generazioni di alunni dell'Ateneo de Manila University e agli uomini e alle donne dei mezzi di comunicazione, delle arti e delle lettere che piangono la perdita di un uomo di fede, di buon umore e di eloquenza". Il comunicato del presidente continua parlando di lui come "un amico, un mentore, un confessore e un consigliere di generazioni di filippini, sia in pubblico che in privato".  P. Reuter, come direttore dell'ufficio nazionale dei mezzi di comunicazione, ha aiutato ad organizzare l'UNDA/ASIA, l'Associazione Cattolica Internazionale per la Radio e la Televisione. E' stato anche uno dei fondatori della Federazione Filippina dei Radio-Trasmettitori, che unisce 41 stazioni radio a livello nazionale. Nel 1981 Giovanni Paolo II gli rese omaggio per "il suo grande servizio alla Chiesa nel campo dei mezzi di comunicazione". In seguito ricevette anche la medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, la più alta onorificenza pontificia concessa a un individuo per il suo "esemplare servizio alla Chiesa e alla Santa Sede". Nel 1989 gli fu assegnato il Ramon Magsaysay Award, per il giornalismo, la letteratura e la creatività nell'arte della comunicazione, un riconoscimento che può essere considerato l'equivalente asiatico del Premio Nobel.

     

    SPAGNA: La Cattedra di Bioetica di Comillas

    La Cattedra di Bioetica della Pontificia Università di Comillas, fondata da Javier Gafo, ha compiuto in gennaio 25 anni di vita. Il titolare della cattedra, Javier de la Torre Díaz, in una dichiarazione alla rivista Vida Nueva, ha sottolineato il carattere pionieristico dell'iniziativa: "La cattedra è stata per l'Università e per la Chiesa un forum di dialogo interdisciplinare serio su questioni di bioetica. In effetti, la sua nascita è legata alla richiesta fatta nel 1986 dalla Conferenza Episcopale di creare un forum universitario su tali temi. La necessità di abbordare questioni complesse come l'aborto, le tecniche di procreazione medicalmente assistita, la clonazione o l'eutanasia ha fatto sì che in questi 25 anni fossimo molto rigorosi nell'integrare nell'analisi le voci del diritto, filosofia, teologia, medicina, biologia, ecc.". Per Javier de la Torre, i principali contributi della Cattedra sono tre: insegnamento, ricerca e pubblicazioni. Riguardo all'insegnamento si sottolinea un master che in 15 anni di vita ha formato quasi 200 bioeticisti; mentre nel campo della ricerca si segnalano gli oltre 35 seminari interdisciplinari organizzati. "Ma forse la cosa più importante - dice ancora de la Torre - è che la cattedra è diventata il centro europeo con il maggior numero di pubblicazioni sulla bioetica, con più di 80 libri divisi in quattro collane. Pubblicazioni che sono un riferimento per tutta la bioetica di lingua spagnola e hanno un grande influsso in America Latina". Per saperne di più: http://www.upcomillas.es/centros/cent_cat_bio_index.aspx.

     

    TAIWAN: Si converte filmando il Vangelo

    Si è fatto battezzare il 6 gennaio, festa dell'Epifania, perché è la festa in cui Gesù «si manifesta» all'umanità, e per uno che per tutta la vita ha lavorato nella comunicazione «è davvero un giorno importante». Così il regista taiwanese Jiang Zhiming, 56 anni, spiega i motivi della sua conversione al cattolicesimo. Jiang proviene da una famiglia di tradizioni buddhiste. Il desiderio di diventare cristiano è cresciuto in lui dirigendo una trasmissione sul Vangelo del giorno, messa in onda dal Kuangqi Program Service dei gesuiti di Taipei. "Filmando il Vangelo del giorno ho sentito molti racconti di come tante persone hanno imparato a conoscere e seguire Gesù. Riprendere con la cinepresa non è mai stato per me qualcosa di neutro, ho sempre avuto una reazione, di accordo o di disaccordo, con chi veniva in tv, ma non ho mai ignorato nessun ospite, come se si trattasse solo di un lavoro di routine. Per questo chi viene a parlare di Gesù e a testimoniarlo assume ancora più rilevanza". Altro elemento che ha avvicinato Jiang Zhiming a Gesù è l'aver contratto una grave malattia. "L'esperienza e le sessioni di chemioterapia hanno stravolto ogni cosa: dieta, stile di vita, ritmo di lavoro, esercizio fisico. Con l'aiuto di mia moglie, degli amici e dei compagni di lavoro, ho affrontato la malattia, ho lottato e ho vinto. Avevo lasciato tutti gli impegni di lavoro tranne proprio il Vangelo del giorno. Perché sentivo che oltre all'appoggio fisico mi serviva quello spirituale, qualcosa che mi desse una speranza profonda".

     

    USA: Alunni dei gesuiti nel Congresso

    Fra i 535 membri del 113° Congresso degli Stati Uniti che hanno prestato giuramento il 3 gennaio scorso, 52 sono alunni di collegi e università dei gesuiti e costituiscono quasi il 10 per cento del totale. 11 di loro sono al Senato e 41 alla Camera dei Rappresentanti. Attualmente sono 14 le istituzioni della Compagnia di Gesù rappresentate nel Congresso. La Georgetown University ne ha il maggior numero con 21, seguita dal Boston College con 7 e dalla Fordham con 5. Il College of the Holy Cross ne ha 4, la Creighton University 3. La Loyola University di Chicago, la St. Peter University di Jersey City e l'University of Detroit Mercy ne hanno due. Altre istituzioni ne hanno uno. "Siamo orgogliosi che circa il 10 per cento del Congresso sia formato da ex-alunni dei nostri Collegi e Università - ha detto P. Gregory Lucey, S.J., presidente dell'Associazione dei Collegi e Università dei Gesuiti (AJCU) - e siamo loro grati per la leadership. Ci auguriamo di rafforzare in futuro le eccellenti relazioni di lavoro che già esistono con i vecchi membri del Congresso e di stringere buono rapporti con i nuovi". Il presidente Barack Obama ha anche nominato in posizioni chiave numerosi ex-alunni di istituzioni della Compagnia. Per avere una lista completa di questi alunni cliccare su: Association of Jesuit Colleges and Universities.

     


    Novità su SJWEB

     

    - Un nuovo video di una conversazione con il P. Etienne N. Degrez, S.J.  che lascia la curia dopo nove anni di servizio come Socio del Delegato del P. Generale per le Case Internazionali di Roma (DIR).  Cliccare sul link seguente:  http://www.sjweb.info/video/VideoShow.cfm?VideoID=19  o sull'icona di YouTube sulla nostra homepage: http://www.sjweb.info/

     

    - Sulla homepage della nostra pagina web, sotto "ad usum nostrorum" è stata aggiunta una sezione dedicata alla condivisione in rete. Chi vuole essere informato degli aggiornamenti deve cliccare sull'icona RSS e copiare l'URL della pagina xml feed sul proprio RSS Feed Reader.