English   Español   Français


If you wish to receive regularly the news from the Jesuit Curia, send an email with the subject "Subscribe"


Newslink


  • Versione Italiana
  • Archive of newsletters before March 2009
  • Headlines from the Social Apostolate


  • Jesuit news online


  • Jesuits in Africa
  • Jesuits in Canada and USA
  • Noticias de la CPAL-SJ
  • Jesuits in Europe
  • Jesuits in Asia Pacific
  • Jesuits in South Asia


    Dispatches from JRS

    a twice monthly news bulletin from the JRS International Office |More»


    In All Things

    the editorial blog from America magazine | More »


    Thinking Faith

    the online journal of the British province | More »


    Eureka Street

    public affairs, international relations, the arts and theology; from Australia | More »


    Ecology amd Jesuits in Communication

    Seeks to sustain a greater awareness of Jesuit people in ecology and advocacy efforts
    | More »


  • PDF

    Vol. XVII, No. 4 19 febbraio 2013

    Padre Generale

     

    Dimissioni di Benedetto XVI.  Subito dopo l'annuncio della rinuncia di Benedetto XVI, il Padre Generale ha indirizzato una breve lettera a tutta la Compagnia nella quale dice tra l'altro: "Siamo profondamente grati per la fiducia e l'ispirazione che Papa Benedetto ci ha dato durante gli anni del suo pontificato. Nello spirito del quarto voto che unisce in maniera particolare la Compagnia di Gesù al Romano Pontefice, preghiamo per Papa Benedetto XVI e rinnoviamo il nostro impegno per la missione che ha affidato alla Compagnia. Infine, insieme con tutta la Chiesa, preghiamo in modo speciale affinché lo Spirito Santo sia luce e guida nella ricerca e nella scelta di un nuovo Successore di Pietro".

     


    Dalla Curia

     

    Gli ultimi due anni hanno visto lo sviluppo, all'interno della Compagnia di Gesù, di quelle che chiamiamo Reti Globali di Advocacy Ignaziana (Global Ignatian Advocacy Networks-GIAN). Le cinque reti esistenti sono incentrate su Ecologia, Diritto all'istruzione, Gestione delle risorse naturali e minerarie, Migrazione, e Pace e diritti umani. Il numero 110 di Promotio Iustitiae è interamente dedicato alle Reti Globali di Advocacy Ignaziana. Insieme ad altri articoli, raccoglie le memorie ufficiali di queste reti, vale a dire, una sintesi del lavoro che stanno portando avanti, e dei loro piani per il futuro. Scaricare la pubblicazione completa in formato PDF su: http://www.sjweb.info/documents/sjs/pjnew/PJ110ITA.pdf

     

    Ufficio per lo sviluppo. Con la recente visita a Cuba, dal 7 al 17 febbraio, l'incaricato dell'Economato Generale per lo sviluppo delle risorse ha cominciato ad assistere il secondo gruppo di Province e Regioni per la costituzione dei loro uffici per lo sviluppo. Le Province e le Regioni di questo gruppo sono: Cuba, Zimbabwe, Timor Est, Brasile-Amazzonia, Lituania e Lettonia. Questa assistenza durerà fino a giugno 2014. Con il primo gruppo dei progetti pilota (flagship projects) è iniziata la seconda fase di assistenza online che andrà avanti per dodici mesi. Le Province e le Regioni di questo gruppo sono: Filippine, Indonesia, Madhya Pradesh, Malta e Africa Orientale. Queste dieci Province e Regioni costituiscono l'8,8% di tutti i gesuiti, l'11,95% dei novizi e il 16,85% dei giovani gesuiti in formazione (dati del 2011).

     


    Dalle Province

     

    AFRICA: 30 anni di conversione

    In che modo la Chiesa cattolica ha risposto all'AIDS nei 30 trascorsi dal momento della sua scoperta? Questa la domanda che ha tenuto impegnata per tre giorni la conferenza che si è tenuta  dal 20 al 22 gennaio scorso presso il St Joseph's Theological Institute di Cedara, in Sud Africa. La conferenza era stata organizzata dall'AJAN (African Jesuit AIDS Network) in collaborazione con l'ufficio per l'AIDS della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Sud Africa. La risposta all'AIDS, in Africa come nel resto del mondo, mostra come la Chiesa abbia imparato ad essere accogliente. Dopo i timori iniziali, questi sono stati 30 anni di conversione per discernere e scoprire come offrire risposte ispirate al Vangelo alle sfide poste dall'HIV/AIDS. Durante la conferenza del Sud Africa sono stati identificati diversi tipi di risposte: i già esistenti apostolati classici della Chiesa (ospedali, cliniche, scuole, parrocchie) sono stati riconfermati ed ampliati, e nel frattempo ne sono stati lanciati e sviluppati di nuovi. L'attività ha interessato documentazione, ricerca, riflessione teologica basata sull'esperienza, sviluppo della spiritualità e sensibilizzazione dei media. In Africa, gran parte di questa attività è stata condotta fin dal 2002 dall'AJAN, e la recente conferenza al St Joseph's è un altro passo importante nella ricerca storica e teologica. A differenza di altre organizzazioni, la Chiesa non ha avuto bisogno di "andare in aiuto". Al contrario, il popolo di Dio può testimoniare con gratitudine che "la Chiesa era già con noi prima dell'AIDS; la Chiesa è generosamente con noi nel perdurare dell'AIDS e sarà sicuramente con noi dopo l'AIDS". Per ulteriori informazioni: www.jesuitaids.net

     

    AUSTRALIA: Nuova scuola urbana per aborigeni

    Alla fine di gennaio una scuola elementare urbana esclusivamente per gli aborigeni, è stata aperta a Redfern (Sydney). Il Redfern Jarjum College era da 25 anni il sogno di Ailsa Gillett, avvocato e volontaria della comunità dei gesuiti, che dirige un servizio di colazioni gratuite e altre iniziative di solidarietà per i figli degli aborigeni alla periferia della città. "Vedevo un po' dappertutto, dice, questi magnifici ragazzi, pieni di vita e di talento, che per una serie di ragioni erano privi di educazione". Sponsorizzata all'inizio dal St Aloysius College, una delle scuole secondarie dei gesuiti a Sydney, dove la signora Gillet lavora come assistente esecutivo, la scuola è sorta grazie al sostegno del Catholic Block Grant Authority, dell'arcidiocesi di Sydney e al contributo della comunità dei gesuiti. Sono stati necessari 2,8 milioni di dollari australiani per ristrutturare l'edificio della scuola, situato vicino alla chiesa cattolica di San Vincenzo De' Paoli in Via Redfern e che un tempo era famoso come alloggio dei senza fissa dimora. La preside, Beatrice Sheen, aborigena anche lei, ha detto di considerare "un privilegio e un onore" l'aver  aiutato a sviluppare questa scuola e i suoi programmi nel corso degli ultimi due anni.

     

    CINA: Le memorie di Jin Luxian

    Jin Luxian è da molti considerato una delle figure più controverse della Cina. Educato dai gesuiti, entrò nella Compagnia di Gesù e fu ordinato sacerdote nel 1945 continuando poi i suoi studi in Europa. Nel 1951 prese la pericolosa decisione di tornare nell'appena costituita Repubblica Popolare Cinese. Divenne così uno delle migliaia di cattolici che hanno sofferto la persecuzione. Condannato per attività contro-rivoluzionarie e per tradimento, rimase in prigione per 27 anni e fu liberato solo nel 1982. La sua decisione di accettare l'invito del governo a riassumere il suo ruolo precedente come rettore del Seminario di Shanghai e in seguito come vescovo della stessa città senza l'approvazione di Roma, scandalizzò molti cattolici. Adesso, oltre trent'anni dopo, ancora in servizio come vescovo e considerato una delle figure più eminenti della Chiesa cattolica in Cina, Jin racconta le sue esperienze durante gli anni della formazione facendoci comprendere la fede e la morale che lo hanno sostenuto negli anni turbolenti della fine del secolo ventesimo. Nel suo volume di memorie (ora pubblicato in inglese dalla Hong Kong University Press, con il titolo: The Memoirs of Jin Luxian; volume primo: Learning and Relearning (1916-1982), Jin ricorda la sua fanciullezza e la sua educazione, il suo ingresso nella Compagnia di Gesù e la sua formazione al sacerdozio, il suo rientro in Cina, la sua prigionia e, infine, la sua liberazione e il ritorno a Shanghai.

     

    COLOMBIA: Centro di studi interculturali

    Il Centro di Studi Interculturali dell'Universidad Javeriana di Cali si è collocato al primo posto al Premio Ricerca e Innovazione per l'Interculturalità della Cattedra Interculturale "Córdoba, Ciudad de Encuentro" dell'Università di Cordoba in Spagna. Il premio intende stimolare la riflessione sul lavoro orientato all'interculturalità che si sta sviluppando in istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo. I 15 finalisti selezionati provenivano da Italia, Spagna, Colombia e Marocco. Il primo posto nella categoria innovazione, la principale del premio, è stato assegnato, ex-aequo, a due realtà colombiane: l'opera di mediazione interculturale svolta dal Centro di Studi Interculturali dell'Universidad Javeriana di Cali e al corso di laurea in Pedagogia della Madre Terra presentato dall'Università di Antioquia. Nel discorso di consegna dei premi è stato sottolineato che "entrambe le esperienze contribuiscono alla comprensione dei gruppi sociali che compongono la società colombiana, al progresso della pace sociale e allo sviluppo di un modello accademico alternativo, assegnando un ruolo chiave alla cultura dei popoli autoctoni delle aree in questione, fornendo un esempio innovativo di intervento interculturale per tutta la comunità internazionale". Particolare risalto è stato dato all'esperienza del Centro di Studi Interculturali per la sua opera di mediazione in un contesto di conflitti sociali e di violenza come quello colombiano.

     

    ITALIA: Un Premio a ricordo del card. Martini

    Il 15 febbraio, anniversario della nascita del Cardinale Carlo Maria Martini, la diocesi di Milano ha annunciato l'istituzione di un Premio Internazionale per rendere omaggio alla sua memoria. L'attuale arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, spiega i motivi di questa iniziativa: "Siamo chiamati a custodire l'eredità di fede di colui che è stato arcivescovo della nostra Chiesa: egli si struggeva per non perdere nessuno e nulla (cfr. Gv 6, 39). Egli, che viveva eucaristicamente nella fede della risurrezione, ha sempre cercato di abbracciare tutto l'uomo e tutti gli uomini. Lo ha potuto fare proprio perché era ben radicato nella certezza incrollabile che Gesù Cristo, con la Sua morte e risurrezione, è perennemente offerto alla libertà di ognuno. Per questo l'arcidiocesi di Milano istituisce la prima edizione del Premio Internazionale Martini: affinché la memoria del carissimo vescovo non si riduca a ricordi parziali, ma sia sempre accolta e vissuta per tutto il suo valore: una straordinaria testimonianza di Cristo Risorto, Verbo eterno del Padre". Il premio è articolato in due sezioni: lo studio e la conoscenza del pensiero e della figura del cardinale Martini; oppure, lo sviluppo del fecondo rapporto tra Bibbia e cultura, nei suoi vari ambiti: arte, letteratura, filosofia, scienza, economia, politica, religioni, spettacolo, ecc. Per i dettagli, le norme e l'iscrizione al concorso consultare il sito: www.martiniaward.it

     

    TAIWAN: Formazione per i vescovi

    Un workshop di tre giorni su "come affrontare i Media" è stato organizzato in gennaio dal Kuangchi Program Service (KPS) gestito dai gesuiti della Provincia Cinese a Taipei, in risposta ad un invito della Conferenza Regionale dei vescovi di Taiwan. Al workshop, che si è tenuto nella nuova sede della Conferenza Episcopale a Taipei, oltre al segretario della Conferenza hanno preso parte vescovi e loro rappresentanti diocesani per un totale di 15 partecipanti. La sessione aveva due obiettivi: indicare ai vescovi di Taiwan come utilizzare in maniera più efficace i mezzi di comunicazione e fornire loro le competenze e le procedure utili in caso di emergenza nelle loro diocesi. L'incontro è stato simile a quello che il KPS aveva tenuto nel 2012 per la diocesi di Hualien, ma questa volta l'attenzione si è concentrata essenzialmente sul ruolo del vescovo. I vescovi sono stati esortati a seguire il consiglio del compianto cardinale Paul Shan che riteneva utile lo svolgimento regolare di tali seminari. E' stato anche proposto che i vescovi e gli altri vertici ecclesiastici si avvalgano delle organizzazioni professionali che offrono borse di studio al personale religioso, allo scopo di migliorare le loro capacità di comunicazione e di presentazione.

     

    TIMOR EST: La realizzazione di un sogno

    Dopo anni di discussioni e di discernimento con la cerimonia di inaugurazione del 14 luglio scorso è stato avviata la costruzione del Colégio Santo Inácio de Loiola. Ad ogni incontro con l'architetto, i costruttori e i consulenti, il gesuita australiano P. Quyen Vu premeva su un punto: "Dal 7 gennaio 2013 abbiamo bisogno dell'edificio". Ricordava loro che l'inizio delle lezioni era previsto per il 15 gennaio. Non sono mancati i contrattempi, ma la mattina del 14 gennaio i gesuiti hanno preso in consegna il primo fabbricato. Il 15 gennaio di buon mattino sono giunti i gesuiti e gli insegnanti. La messa era prevista per le 8.30 del mattino ma alle 7.30 molti studenti erano già arrivati. Per i gesuiti di Timor-Leste, questo giorno ha segnato la realizzazione di un sogno coltivato per dieci lunghi anni: avere nel proprio paese un apostolato educativo per servire le necessità della popolazione. Il sistema scolastico di Timor Est è carente come pure il numero di insegnanti qualificati. Dopo la messa è stato illustrato agli studenti cosa sarebbe stata per loro la scuola. "Questa scuola preparerà i giovani a diventare le persone di cui la Chiesa e il paese hanno bisogno. Per preparare persone che si prendono cura del paese dobbiamo fornire la migliore qualità di educazione possibile", ha dichiarato il direttore della scuola, P. Plinio do Rosario Gusmao dos Reis Martins, S.J. Le parrocchie e le scuole della Compagnia australiane sono le maggiori sostenitrici del progetto Instituto de Educação Jesuíta, che alla fine sarà composto dal Colégio Santo Inácio de Loiola e dalla scuola di formazione per insegnanti Colégio de São João de Brito. Per maggiori informazioni: www.educacao-jesuita.tl.

     

    USA: Progetto Ecologico Internazionale

    Il "Progetto Ecologico Internazionale" (IJEP) è un progetto di collaborazione di tre anni tra la Loyola University di Chicago e gli studiosi delle istituzioni dei gesuiti nel mondo per creare un Living Textbook (una specie di libro di testo) online che affronti una serie selezionata di sfide sull'ambiente da una prospettiva integrata scientifica, morale e spirituale. Questo Living Textbook sarà utilizzato dai professori e dagli studenti nei programmi di scienza dell'ambiente negli istituti di educazione superiore e nelle scuole secondarie dirette dai gesuiti nel mondo. Il IJEP è nato come risposta del Segretariato per l'Educazione Superiore alla sfida lanciata dal Padre Generale Adolfo Nicolás alla Compagnia di Gesù per rafforzare l'impegno nei confronti dell'ambiente come gesto di gratitudine a Dio per il mondo naturale. Nella lettera del 16 settembre 2011 ai gesuiti egli faceva riferimento al documento del Segretariato per la Giustizia e l'Ecologia: Ricomporre un mondo frantumato. Alla luce delle attuali serie sfide sull'ambiente, la quarta raccomandazione di quel documento chiedeva alle istituti di educazione superiore di "impegnare gli studenti in un'educazione trasformante". Un'altra raccomandazione insisteva specificamente sulla necessità di sviluppare dei programmi capaci di offrire materiale di un certo livello sul problema dell'ambiente. Per maggiori informazioni: www.luc.edu/ijep

     

    USA: Una nuova frontiera, salvare la terra

    Il gesuita Padre John Surette, della Provincia del New England (USA), nutre un sogno per la Compagnia di Gesù. In risposta alla richiesta del Padre Generale Adolfo Nicolás ai gesuiti di esplorare "quelle frontiere geografiche e spirituali dove altri non arrivano o hanno difficoltà ad arrivare", Padre Surette guarda a una frontiera alle porte di casa, il pianeta Terra. Scrive: "Le foreste si restringono, le falde acquifere si estinguono, i terreni sono mangiati dall'erosione, la pesca diminuisce, i fiumi si disseccano, i ghiacciai si sciolgono, la barriera corallina si sbriciola, gli oceani diventano sempre più acidi, l'atmosfera si riscalda, le specie animali e vegetali vanno verso l'estinzione e i figli di ogni genere nascono sempre più di frequente malati. In tutto questo e in qualcosa di più ancora stiamo raggiungendo i limiti di tolleranza della terra". Gesuita da 55 anni, il Padre ha speso gli ultimi 22 dando ritiri e tenendo seminari sulla eco-spiritualità. Egli considera la Terra come uno dei temi più importanti di oggi: "Ciò che sta capitando alla Terra, scrive ancora, è di un ordine di grandezza superiore a tutti gli altri attuali temi riguardanti la giustizia sociale". Ed è convinto che i gesuiti sono chiamati a dare una risposta religiosa al destino della Terra. Ma "ciò richiede che ci muoviamo al di la di ogni remora e che ci incamminiamo verso il futuro con speranza, coraggio e determinazione".  

     

    ZIMBABWE: Arrupe College apre ai laici

    L'Arrupe College, l'Istituto di filosofia e teologia della Compagnia di Gesù ad Harare (Zimbabwe), per la prima volta ha aperto le porte ai laici che intendono acquisire una formazione di base in teologia e letteratura. Le lezioni, iniziate il 19 gennaio, continueranno ogni sabato per altre nove settimane. "Come comunità ci siamo chiesti di cosa hanno bisogno le persone e questa è la nostra risposta ai loro desideri", ha dichiarato P. Daka, S.J., decano dell'Istituto. Per ora i corsi proposti sono Amicizia e letteratura inglese. Il corso Amicizia comprende vari moduli come introduzione alla Teologia e alla Mariologia. La risposta dei fedeli dell'area di Harare è stata positiva e l'Arrupe sta proseguendo nell'individuazione delle necessità per poter rispondere di conseguenza. Un'iniziativa simile è gestita anche dal Holy Trinity College al Wadzanai Trainining Centre (Nazareth House) di Harare. Il programma al Wadzanai è già nella sua seconda fase, dopo che il primo gruppo di allievi si è diplomato lo scorso anno. Nel paese è stata molto lodata l'attività dei due Istituti, l'Arrupe e l'Holy Trinity, che hanno deciso di aprire le porte agli assetati di teologia in un'epoca in cui si è esposti ad ogni tipo di falsa dottrina attraverso internet e altri strumenti mediatici.