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    Vol. XVII, No. 5 5 marzo 2013

    Dalla Curia

     

    Riunione del JRS sul Medio Oriente, Nord Africa ed Europa. Il 21 e 22 febbraio i rappresentanti del JRS (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati) per la Siria, Bruxelles, Berlino, Malta e Italia si sono riuniti a Roma con i membri della sede centrale per fare il punto della situazione in merito alle attuali crisi in Siria e in Mali che creano gravi problemi a molte nazioni europee. Mentre il numero dei rifugiati e degli sfollati del Medio Oriente negli ultimi anni è drammaticamente aumentato a causa dei violenti conflitti in Iraq e Siria, anche la regione del Sahel, che si estende dal Mali ad Ovest fino al Ciad e al Sudan ad Est, è diventata una zona altrettanto esplosiva. Povertà, mancanza di sviluppo, desertificazione, nonché l'influsso di gruppi islamici estremisti e di ribelli ben armati, sono tutti fattori di destabilizzazione del Sahel. Inoltre il Sahara è diventato un'importante via di traffico, sia di esseri umani dall'Africa all'Europa, che di droga dal Sudamerica all'Europa.

    Il personale del JRS in Medio Oriente assiste attualmente i rifugiati e gli sfollati in Siria, Giordania, Turchia e Libano; e nel Sahel lavora con i rifugiati del Darfur in Sudan e Ciad. Dal Mali già hanno cominciato ad arrivare a Roma diversi rifugiati che vengono assistiti dal Centro Astalli. Sebbene un aumento del flusso di rifugiati verso l'Europa fosse stato predetto da tempo, governi e capitali europee sembrano incapaci di rispondere in maniera umana e non hanno alcuna politica coerente per offrire una protezione ai bisognosi che bussano alle porte.

    Per rispondere alla crisi in Siria, il team del JRS di Aleppo ha iniziato a coordinare gruppi di volontari di tutte le diverse tradizioni religiose e fazioni politiche per alleviare insieme le sofferenze di decine di migliaia di persone. Il JRS ritiene che questo importante gruppo di persone e il loro appello per un cambiamento pacifico sia spesso ignorato dalla stampa internazionale e dai governi del mondo. L'incontro di Roma ha permesso di iniziare a definire gli obiettivi e le strategie da mettere in atto per una comune campagna di difesa nelle capitali europee che possa dare voce a questa "storia" alternativa di pace e riconciliazione.

     

    Dal 4 al 16 marzo si svolge presso la Curia Generalizia un Colloquio dei nuovi Provinciali di  lingua inglese nominati durante l'ultimo anno. Scopo dell'incontro è fare una riflessione di gruppo, con la partecipazione del Padre Generale, su importanti temi del governo delle Province, quali, ad esempio, il rendiconto di coscienza e l'accompagnamento personale, l'animazione comunitaria, l'inserimento nella realtà della Chiesa locale, la missione alle frontiere e la collaborazione interprovinciale e internazionale. Il Padre Generale parlerà delle sfide e dei nuovi orientamenti della Compagnia, mentre nei gruppi di studio verrà approfondito il discorso del P. Nicolás a Nairobi, lo scorso anno, sul De Statu Societatis. Il colloquio servirà anche a far conoscere ai nuovi superiori maggiori i diversi uffici e servizi della Curia Generalizia, per avere un contatto personale con i collaboratori del Padre Generale nel governo della Compagnia universale, quali il segretario, il procuratore generale, l'economo generale, i segretariati, il JRS in favore dei rifugiati, e per conoscere le diverse case internazionali di Roma con i loro problemi. A questo incontro vi partecipano 14 nuovi Superiori Maggiori provenienti dalle varie Conferenze della Compagnia.

     


    Dalle Province

     

    AUSTRALIA: Quarant'anni con gli Aborigeni

    Quarant'anni dopo il ristabilimento della missione tra gli indigeni a Balgo, P. Steven Curtin, S.J., Provinciale dell'Australia, ha riaffermato l'importanza dell'impegno dei gesuiti per l'apostolato indigeno. Per celebrare l'anniversario e incoraggiare i gesuiti a continuare ad approfondire il loro impegno in questo settore, il mese scorso è stata spedita una lettera a tutta la Provincia. In essa il P. Curtin scrive tra l'altro: "Quarant'anni fa in questi giorni, l'allora Provinciale P. Peter Kelly, decise di inviare Pat Mullins e Brian McCoy in missione tra i Balgo come parte del loro periodo di magistero. Si trattava di una decisione nuova e stimolante per la nostra Provincia. Quando abbiamo lasciato la missione del Daly River nel 1899 per circa settant'anni ci siamo allontanati dal nostro apostolato con gli Aborigeni e gli isolani di Torres Strait. Dal 1973, alcuni gesuiti hanno ripreso a vivere e lavorare con gli Aborigeni australiani e gli isolani di Torres Strait e a tessere legami significativi con altri gesuiti e popolazioni indigene nell'Assistenza dell'Asia-Pacifico, in America del Nord e altrove. Come Provincia siamo fortunati di avere oggi alcuni Aborigeni nei nostri vari apostolati e anche di aver creato diverse iniziative che coinvolgono la creazione e lo sviluppo di relazioni con loro e le loro comunità. Allo stesso tempo, è ovvio che i gesuiti che hanno iniziato tutto ciò diventino anziani e non siano sostituiti da elementi più giovani. Incoraggiante è il fatto che un numero sempre maggiore di nostri colleghi laici esprimono interesse e impegno verso questo apostolato". Per il testo completo della lettera vedi: www.express.org.au

     

    COLOMBIA: Conservazione dell'Amazzonia Andina

    La Pontificia Università Javeriana dei Gesuiti di Bogotà opererà in collaborazione con l'Università Internazionale della Florida e l'Università dell'Amazzonia in un progetto per la conservazione e il rafforzamento istituzionale nella zona pedemontana amazzonica della Colombia. Il progetto, dal titolo Strengthening local capacity for prioritizing conservation research and action in the Colombian Andean-Amazon: A networked approach (rafforzamento della capacità locale per lo studio e l'attuazione della conservazione nell'Amazzonia andina colombiana: un approccio in rete), è stato approvato dalla Iniziativa per la Conservazione nell'Amazzonia Andina (ICAA). Obiettivo principale della proposta di collaborazione è il rafforzamento dei programmi di educazione superiore al fine di consolidare i processi che rafforzano le strategie di conservazione di questa importante regione colombiana. Una regione con una straordinaria diversità biologica e culturale ancora poco studiata studio e sottoposta a forti processi di trasformazione del suo ambiente. L'interazione tra i diversi programmi accademici delle università che partecipano a questa iniziativa, cosi come con il settore pubblico e privato attraverso le diverse attività contemplate nel programma di base per i due anni e mezzo, rafforzeranno sicuramente la missione istituzionale dell'Università Javeriana sulla consapevolezza della corretta gestione delle risorse naturali oltre ad aumentare e favorire la presenza dell'Università a livello regionale e locale.

     

    COLOMBIA: Cura delle malattie metaboliche

    Da ora in poi le persone che in Colombia soffrono di malattie del metabolismo rare, difficili da diagnosticare e curare, possono contare sull'appoggio multidisciplinare degli specialisti della Clínica de Errores Innatos del Metabolismo, un nuovo servizio dell'Ospedale Universitario S. Ignazio, inaugurato di recente a Bogotà. Prima di aprire questa clinica interdisciplinare, l'Ospedale S. Ignazio e l'Università Javeriana hanno studiato e fatto ricerche sulle malattie del metabolismo attraverso l'Instituto de Errores Innatos del Metabolismo e dell'Istituto di Genetica. "Seguendo la tendenza dei paesi di medicina avanzata, noi crediamo che la forma migliore per garantire una diagnosi precoce e una cura efficace sia l'affrontare queste malattie genetiche da una prospettiva multidisciplinare", ha spiegato Julio Cesar Castellanos, direttore dell'Ospedale S. Ignazio. La nuova clinica eviterà al paziente di  peregrinare per anni da uno specialista all'altro, visto che può contare in un gruppo di professionisti che si dedicano allo studio di questo settore con l'aiuto di una tecnologia innovativa per eseguire quei complessi esami di laboratorio che richiede la diagnosi di tali malattie, classificate come rare per la loro scarsa frequenza. Il nome di Errores Innatos del Metabolismo (EIM) fa riferimento a un migliaio di malattie genetiche differenti i cui sintomi possono colpire numerosi organi e funzioni e che hanno una grave incidenza sulla qualità della vita del paziente e della sua famiglia.

     

    ITALIA: Cento anni di pubblicazioni

    In questo anno 2013 si compiono cento anni di attività editoriale del Pontificio Istituto Biblico, di cui  trenta insieme alla Pontificia Università Gregoriana. Come si ricorderà, nel 2009 il Pontificio Istituto Biblico ha festeggiato il centenario della fondazione, avvenuta il 7 maggio 1909. L'Istituto ha contribuito in modo significativo, nel corso di un secolo, alla ricerca scientifica biblica attraverso l'insegnamento delle discipline bibliche e, come ha sottolineato Benedetto XVI, "attraverso la pubblicazione di qualificati studi e di riviste specializzate" (Udienza al Pontificio Istituto Biblico del 26 ottobre 2009). L'attività di pubblicazione degli studi e delle ricerche esegetiche, attraverso le collane e le riviste scientifiche, iniziò a definirsi quale vera e propria attività editoriale con la figura di Padre Alberto Vaccari, che ne fu il primo moderatore, dal 1913 al 1920. Con il1913 possiamo, dunque, datare l'avvio di un coordinamento editoriale delle pubblicazioni scientifiche dei professori dell'Istituto, mediante la nascita della collana Scripta Pontificii Instituti Biblici (oltre cento volumi, dal 1913 fino al 1964). Con il P. José Antonio Esquivel, in carica dal 1981 al 1984, furono abbinati i servizi delle pubblicazioni e delle librerie dell'Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1983, presso il Biblico, è stata così costituita l'Editrice PUG-PIB che dal 2009 ha assunto il marchio GBPress - Gregorian & Biblical Press, quale settore univoco per i servizi editoriali e di stampa per i due istituti e per la gestione della libreria presso la Gregoriana, a cui si aggiunge una sede distaccata, specializzata sull'Oriente Cristiano, presso il Pontificio Istituto Orientale. Un'attività editoriale che ha all'attivo oltre 1.600 titoli e 7 riviste scientifiche di livello internazionale, 3 annuali e quattro trimestrali. Vedere: www.biblico.it

     

    ITALIA: Matteo Ricci, un passo avanti

    Matteo Ricci, il gesuita italiano che ebbe un ruolo fondamentale nell'introduzione del cristianesimo in Cina, l'11 maggio farà un ulteriore passo ufficiale verso la santità. Il 9 febbraio Mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, ha annunciato la conclusione del processo diocesano per la beatificazione del gesuita. L'iter era iniziato nel 1984, quando il Ricci era stato dichiarato "servo di Dio" ma in seguito la causa subì un periodo di stallo. Il "processo" fu riaperto da Giuliodori nel 2010, durante le celebrazioni per il 400mo anniversario della morte di Ricci. Secondo la legge ecclesiastica, Giuliodori formò un tribunale incaricato di ascoltare le testimonianze e di raccogliere informazioni  per appurare se Ricci, durante la sua vita e dopo la morte, fosse considerato un uomo santo e se ancora esiste una devozione verso di lui. Il Postulatore della causa è il gesuita P. Tony Witwer.  Il tribunale sarà ufficialmente sciolto il 11 maggio e tutta la documentazione spedita a Roma, alla Congregazione per le Cause dei Santi, dove sarà esaminata da storici, teologi e cardinali. Nato a Macerata nel 1552, Ricci morì a Beijing nel 1610. Durante il suo soggiorno in Cina, divenne il primo occidentale ad essere invitato nella Città Proibita, fu consigliere di corte per l'Europa e la sua cultura, e ottenne dall'Imperatore protezione ed appoggio.

     

    MESSICO: Imparare dal popolo Maya

    Il P. José Javier Avilés Arriola, S.J., Vicario per la Giustizia e la Pace della diocesi di San Cristóbal de las Casas, nel Chiapas (Messico), scrive: "Gli dei Maya crearono l'uomo e la donna perché vivessero in armonia con la natura e con tutto ciò che li circondava. Il Popol Vuh (il libro maya della creazione) dice 'Tutto era sospeso, tutto era calmo e silenzioso; tutto era ancora immobile e lo spazio del cielo era vuoto... I creatori parlarono tra loro, meditarono e deliberarono, decisero e confermarono... Pianificarono la creazione: la nascita della vita e la creazione dell'uomo e della donna'. Il messaggio è simile all'inizio degli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola: 'L'uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore e, mediante questo, salvare la propria anima. Le altre cose sopra la faccia della terra sono create per l'uomo perché lo aiutino a conseguire il fine per cui è stato creato'. Oggi, il mondo che rifiuta il Vangelo, predica valori che conducono la maggior parte della gente alla povertà: individualismo, consumismo, l'accumulo di capitali e di ricchezze  da parte di pochi. Le popolazioni maya percorrono una via diversa. Marginalizzati e discriminati, offrono tuttavia una ricchezza di valori simili a quelli del Vangelo, attraverso i quali Dio si manifesta (...). Noi gesuiti, che abbiamo lavorato per più di cinquant'anni nel Nord dello stato del Chiapas, siamo quotidianamente testimoni della presenza di Dio tra il popolo maya. Per gli Tzeltales (il gruppo etnico più numeroso, discendente dai Maya), la Vida Buena (la "buona vita") consiste nel creare armonia tra gli individui, la famiglia e la comunità, con la natura e con Dio. Creare armonia è un valore fondamentale. I valori degli Tzeltales non sono solo principi, ma uno stile di vita che porta ai valori evangelici".

     

    NEPAL: Rifugiati in cerca di un futuro migliore

    Mentre la popolazione dei campi di rifugiati si riduce e gli sforzi di reinsediamento internazionale proseguono, il JRS (Jesuit Refugee Service) celebra il reinsediamento di massa dal Nepal. Lasciano il paese 75.000 Bhutanesi per iniziare una nuova vita con le loro famiglie. Dopo aver vissuto anni di conflitto culturale e di oppressione governativa nel Bhutan, le famiglie di lingua nepalese cominciarono a fuggire in Nepal nei primi anni Novanta e per molti di loro il sogno di una nuova vita inizia a concretizzarsi solo adesso. "Questo è il sogno del JRS e della Caritas che si avvera. Siamo veramente felici di vederli partire e di veder chiudere i campi", ha detto P. S. Amal, S.J., direttore JRS per il Nepal. Più di 63.000 rifugiati sono stati reinsediati negli Stati Uniti mentre altri sono andati in Australia, Canada, New Zealand e Europa. "La prima notte in Nepal sono scoppiato in lacrime. Immaginate, senza un letto, né materasso, né coperte e nemmeno un cuscino, e soprattutto non ci sentivamo al sicuro. Abbiamo dormito su tavole di legno. Immaginate di dover attendere che gli altri abbiano finito di cucinare e di mangiare per avere in prestito i loro utensili. Ci siamo sentiti come mendicanti", ha detto Prahlad Dahal, ex dipendente della Caritas reinsediato con la famiglia in Australia.  Il Padre P.S. Amal ha dichiarato che poiché non ci sono programmi per i rifugiati che scelgono di rimanere in Nepal, il JRS e altre agenzie partner stanno lavorando congiuntamente per vedere cosa si può fare. Per esempio, alcuni gruppi  stanno lavorando con il Dipartimento per l'Educazione in Nepal per garantire ai rifugiati l'accesso alle scuole e alle università. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) si è offerto di finanziare un nuovo programma di sviluppo per offrire una combinazione di formazione professionale, borse di studio e prestiti di piccole dimensioni, per aiutare i rifugiati a diventare autosufficienti. Ma si attende ancora l'approvazione del governo.

     

    USA: Chiude il Woodstock Theological Center

    Il Woodstock Theological Center, nel campus della Georgetown University a Washington, chiuderà alla fine di giugno. Le grandi trasformazioni vissute negli ultimi quarant'anni hanno modificato il contesto e il modo di condurre la riflessione teologica, che richiede una nuova prospettiva per portare avanti questo importante servizio della Chiesa. Recentemente, i gesuiti delle Province americane si sono impegnati in una revisione strategica del modo migliore per affrontare le sfide e le priorità della missione della Compagnia nel 21° secolo. Il Padre Reese, senior fellow di Woodstock, ha detto che la decisione di chiudere il Centro è il risultato di "un processo andato avanti per mesi". Ma Woodstock non scomparirà. La sua biblioteca, nei locali della Georgetown, rimarrà aperta. "Stiamo vedendo se la Georgetown sarà disponibile ad acquisire alcuni programmi che avevamo sovvenzionato. In ogni caso le pubblicazioni e i  documenti che Woodstock ha preparato sono là a disposizione di tutti", ha aggiunto P. Reese. Il sito del Centro è consultabile all'indirizzo: www.woodstockcenter.org

     


    Gesuitica

     

    Il Conclave. I cardinali gesuiti viventi sono attualmente sei, ma solo uno di essi parteciperà al prossimo Conclave, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires (Argentina). L'altro avente diritto a partecipare, il cardinale Julius Riyadi Darmaatmadja, arcivescovo emerito di Jakarta (Indonesia), è impossibilitato ad intervenire a causa della malferma salute. Da una statistica preparata dalla Pontificia Università Gregoriana risulta che sono 57 i cardinali ex-alunni delle nostre istituzioni pontificie di Roma, in particolare della Gregoriana e del Biblico (il 49,6% dei cardinali elettori). Due di essi sono stati anche professori alla Gregoriana, il cardinal Timothy Michael Dolan e il cardinal Walter Kasper.