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    Vol. XVII, N. 7 20 marzo 2013

    Padre Generale

     

    VISITA A PAPA FRANCESCO IL 17 MARZO 2013

     

    Questo il resoconto del P. Generale.

    "Su invito personale di Papa Francesco alle 17,30 mi sono recato alla Casa Santa Marta, la residenza dove alloggiavano i cardinali presenti al conclave. Lui era all'ingresso e mi ha ricevuto con il consueto abbraccio in uso tra i gesuiti. Su sua richiesta sono state scattate alcune foto e alle mie scuse per non conoscere il protocollo ha insistito che tenessi con lui l'atteggiamento che ho con ogni altro gesuita, dandogli del "tu", così da non preoccuparmi dei titoli di Santità o Santo Padre.

    Gli ho offerto tutte le risorse di cui dispone la Compagnia, dato che nella sua nuova posizione avrà bisogno di consigli, idee, persone, ecc. Mi ha mostrato la sua gratitudine e all'invito a visitarci in Curia e pranzare con noi ha risposto che lo farà con piacere.

    C'è stata piena comunione di intenti su parecchi dei temi discussi e sono convinto che lavoreremo molto bene insieme al servizio della Chiesa in nome del Vangelo.

    L'incontro è stato caratterizzato da serenità, gioia e comprensione reciproca sul passato, il presente e il futuro. Ho lasciato Santa Marta con la convinzione che varrà la pena collaborare pienamente con Lui nella Vigna del Signore. Alla fine mi ha aiutato ad indossare il cappotto e mi ha accompagnato alla porta. Là ho ricevuto un paio di saluti supplementari dalle Guardie Svizzere. Di nuovo un abbraccio, un bel modo di incontrare e congedare un amico".

     

    Case ed opere interprovinciali di Roma (DIR).  In una lettera dell'8 marzo scorso il Padre Generale invita tutta la Compagnia "a riflettere e pregare su un'importante frontiera per la nostra missione universale: le case e le opere interprovinciali romane".

    "Molti di voi sanno che nel corso dei secoli i Papi hanno affidato molte missioni alla Compagnia, tra queste ci sono 12 istituzioni pontificie attualmente affidate alla Compagnia in Roma. Qui vorrei attirare la vostra particolare attenzione alla Pontificia Università Gregoriana, al Pontificio Istituto Biblico, al Pontificio Istituto Orientale e ai due collegi (il Bellarmino e il Gesù) dove risiedono i gesuiti che studiano in queste istituzioni. Invito tutti i gesuiti di tutte le Province e Regioni a considerare queste istituzioni come una comune missione e responsabilità. Ancora di più, vorrei chiedere che tutti i gesuiti guardino a queste istituzioni come una priorità tra le priorità delle forme di apostolato della Compagnia di Gesù, per usare le parole usate dal  Pontefice emerito Benedetto XVI nella sua visita all'Università Gregoriana nel 2006".

    Dopo aver accennato ai segni di speranza e di sviluppo della Chiesa, la lettera prosegue: "Sono convinto che tra i molti modi in cui serviamo la Chiesa, uno dei migliori è attraverso istituzioni che formano i leader della Chiesa universale, persone che aiuteranno a guidare la Chiesa perché diventi sempre di più ciò a cui è chiamata ad essere da Cristo: l'umile serva dell'umanità, il sacramento della compassione e della misericordia di Cristo nel mondo, un annunciatore ispirato della Buona Notizia. Ed è proprio per queste grandi possibilità che le case e le opere di Roma ci offrono per contribuire al rinnovamento della Chiesa universale che la C.G. 35, Padre Kolvenbach e io stesso abbiamo insistito che queste istituzioni romane siano una preferenza apostolica universale di tutta la Compagnia"

    P. Nicolás richiama poi il lavoro svolto dalla Gregoriana, dal Biblico e dall'Orientale e le opportunità che tali istituzioni offrono al clero diocesano di tutto il mondo e ai nostri scolastici che risiedono al Gesù e al Bellarmino e che in questo modo sperimentano "la cattolicità della Chiesa" e costruiscono "una rete internazionale di amicizie e di collaborazione". Perciò "è un privilegio per la Compagnia che il Romano Pontefice ci dia questa grande opportunità di servire il permanente rinnovamento della Chiesa universale. Quindi domando a tutta la Compagnia di accogliere la missione delle istituzioni romane con gioia e generosità. Questo potrà anche richiedere una trasformazione del cuore e della mente tra alcuni di noi nei riguardi di queste opere". E conclude: "Per tutte queste ragioni sollecito i Superiori Maggiori di continuare ad inviare alcuni tra i migliori uomini della Compagnia per essere professori e amministratori delle nostre istituzioni romane, anche se ciò comporta un sacrificio da parte di Province e Regioni. Inoltre, in vista del nostro futuro servizio alla Chiesa, sollecito pure che un sempre maggior numero dei nostri gesuiti che hanno talento siano inviati a studiare in queste istituzioni e a fare la loro formazione nelle comunità del Gesù e del Bellarmino".

     


    Dalle Province

     

    ALBANIA: Progetto-memoria per le scuole

    "Non dimenticare, affinché non si ripeta", è il titolo di un interessante progetto promosso dall'arcidiocesi di Scutari-Pult e dalla Commissione 'Giustizia e Pace' dell'Albania, in collaborazione con Renovabis e con la Fondazione 'Massimiliano Kolbe', che ha visto protagonisti gli alunni e le alunne delle classi XIIA e XIID (due classi della maturità) del Liceo P. Pjetër Meshkalla, diretto dai gesuiti a Scutari, in Albania. Il progetto ha grande importanza e valenza formativa per gli studenti che si stanno preparando alla maturità e alla vita, consentendo loro di conoscere un triste, drammatico e doloroso periodo storico, quello comunista, che molti vorrebbero dimenticare. La conoscenza del passato aiuta le nuove generazioni ad acquistare la consapevolezza e il desiderio di impegnarsi perché certe atrocità e privazioni di diritti non si ripetano mai più in nessuna parte del mondo e vivano promuovendo valori di giustizia e pace. Il progetto si è articolato in diversi momenti, l'ultimo dei quali è stato il 5 febbraio scorso, quando una rappresentanza degli studenti ha preso parte al secondo giorno della conferenza, tenutasi a Tirana, dal titolo: Sul passato comunista in Albania. In questa circostanza alcuni alunni hanno condiviso le loro impressioni con molti degli ex-prigionieri presenti in sala. Le impressioni, particolarmente sentite e toccanti, hanno trasmesso non solo vicinanza, ma anche desiderio di conoscere la storia dell'Albania raccontata dalle voci di coloro che hanno sofferto, al fine di vederla con altri occhi e di integrarla con le informazioni già ricevute. Per maggiori informazioni http://www.gesuitinews.it/2013/02/19/scutari.

     

    BURUNDI: Incontro sull'AIDS in Africa

    I partecipanti a un recente incontro sull' advocacy (difesa legale), organizzato dalla Rete dei Gesuiti Africani contro l'AIDS (AJAN) ha ribadito la convinzione che i programmi contro questa malattia devono essere accompagnati e coordinati da iniziative di advocacy a livello regionale. Diciassette persone, gesuiti e loro collaboratori, si sono riuniti dal 2 al 5 marzo presso il centro spirituale Emmaus di Bujumbura, in Burundi, per discutere dei piani compartecipati di  advocacy in tre settori: l'accesso alle cure, gli orfani e bambini vulnerabili, la violenza sessuale o di altro tipo. I partecipanti, provenienti da dieci paesi dell'Africa sub-sahariana, sono tutti impegnati in qualche modo con i malati o i sieropositivi di HIV/AIDS e lavorano per evitare un ulteriore diffondersi della malattia. Alla riunione erano presenti anche quattro rappresentanti del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) che hanno parlato della loro esperienza e messo a disposizione le loro competenze. In un animato dibattito sono stati identificati alcuni temi specifici in cui si desidera operare. Sono stati proposti dettagliati ma realistici piani per l'azione nei prossimi due o tre anni. L'AJAN spera di implementare questi piani in collaborazione con il JRS e con i centri sociali dei gesuiti in Africa e Madagascar.

     

    KENYA: Protezione per i vulnerabili

    In un assolato mattino di fine febbraio, la sala della chiesa di S. Theresa a Eastleigh di Nairobi, si anima via via che la gente lentamente arriva. Una folla mista di uomini e donne, ciascuno con una piccola borsa, aspetta l'ultimo appuntamento dell'iniziativa del Jesuit Refugee Service (JRS) per i rifugiati urbani titolari di piccole attività nella capitale kenyota. I 45 beneficiari del Progetto Urbano del JRS hanno ricevuto cibo e assistenza materiale affinché fosse assicurata una rete di protezione che consentisse loro di investire in piccole attività imprenditoriali generatrici di reddito, le cosiddette IGA. L'iniziativa, della durata di quattro mesi, è stata lanciata dopo che uno studio condotto dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dal Consiglio Danese per i Rifugiati nel maggio 2012, ha mostrato che le IGA gestite da rifugiati a Nairobi non crescevano. L'indagine ha rivelato, infatti, che tutto quello che le persone guadagnavano veniva utilizzato per far fronte a bisogni primari di sopravvivenza e non veniva reinvestito in attività produttive. Raccomandava, dunque, che i rifugiati ricevessero cibo e aiuti materiali per quattro mesi, dando loro così la possibilità di investire i loro guadagni in piccole attività produttrici di reddito. L'integrazione nella comunità locale era un altro elemento chiave del programma. Dal momento che i rifugiati urbani vivono in mezzo ai kenyoti, in comunità spesso molto marginalizzate, l'inclusione di cinque kenyoti nel gruppo ha rafforzato i legami tra comunità locale e comunità dei rifugiati, aiutando a combattere l'idea che i rifugiati siano favoriti rispetto ai locali. Per maggiori informazioni: www.jrs.net (dispatches, n. 334).

     

    POLONIA: Il Jesuit Social Volunteering

    Si è appena concluso il primo anno di vita dei Volontari Sociali della Compagnia ("Jezuicki Wolontariat Spoleczny" - JWS). L'idea centrale è quella di prendersi cura dei rifugiati che si trovano sul territorio polacco. La Polonia non è un sogno per i rifugiati ma per molti di loro è l'unico posto dove stare in Europa. Hanno due scelte: restare in Polonia o essere estradati. E questa situazione fa crescere il numero di persone che vogliono rimanere nel Paese. La maggioranza dei profughi proviene dall'Africa. Vivono nei campi all'aperto costruiti nei dintorni di Varsavia. Sebbene i bisogni primari siano soddisfatti dalle organizzazioni governative, i rifugiati sono completamente dimenticati, senza alcuna cura e aiuto. Questo vuoto è la piattaforma di base di JWS. Con l'aiuto di studenti volontari è possibile creare un sistema di supporto a coloro che stanno aspettando il permesso per restare in Polonia. Ognuno di loro è affiancato da un compagno polacco (in genere uno studente) che gli insegna la lingua e lo aiuta ad affrontare i problemi quotidiani: salute, ricerca un alloggio, di lavoro, di indumenti adatti alla stagione. A Narbutta Street (sede della residenza dei gesuiti) è stato creato uno spazio dove possono incontrarsi, seguire le lezioni di polacco, partecipare alla Messa, usufruire dell'accesso a internet, ecc. A livello internazionale ci sono due gruppi che si stanno preparando per il volontariato nelle missioni dei gesuiti. Uno è costituito da studenti provenienti da tutta la Polonia. Si preparano a costruire un "centro di apprendimento" in Nepal. Il secondo gruppo si sta preparando per una vacanza di volontariato in Kirghizistan. La maggior parte di questi studenti proviene dalle cappellanie dei gruppi studenteschi dei gesuiti.

     

    SPAGNA: Le Javieradas 2013

    Circa 50.000 pellegrini hanno partecipato alle Javieradas di quest'anno che si sono tenute il weekend del 9-10 marzo e il sabato 16 con lo slogan "Andate e ammaestrate tutte le genti". Più di 500 volontari, 300 uomini della Guardia Civile e 195 della Polizia Provinciale hanno vigilato sul tranquillo svolgimento della manifestazione. La Javierada è il pellegrinaggio che si svolge dal 1940 al Castello di Javier (Navarra, Spagna) dove è nato di San Francesco Saverio, uno dei santi patroni della regione. Attualmente il pellegrinaggio si svolge in due edizioni. La prima, nella quale da tutti i paesi della Navarra i pellegrini partono in direzione del Castello, si tiene la prima domenica tra il 4 e il 12 di marzo e la seconda, più breve, il sabato dopo. Anche quest'anno Javier ha accolto due pellegrinaggi, il primo il 10 marzo con una Via Crucis partita da Sangüesa alle 8 del mattino e una messa, alle 10, nel piazzale antistante il Castello. Il secondo pellegrinaggio si è svolto il 16 marzo, ma in questa seconda edizione la Via Crucis si è svolta alle 15 e la messa alle 17. Inoltre dal 7 al 9 di marzo si è tenuta la Javierada de la Ribera che si è unita al resto dei pellegrini delle altre zone della regione nel pomeriggio del 9 e la mattina del 10. Tra le novità dell'edizione di quest'anno è da segnalare la mostra sul pellegrinaggio ospitata a Pamplona nel Palacio Condestable fino al 20 marzo. Inoltre quest'anno alla Javierada era presente la Croce dei giovani della Giornata Mondiale della Gioventù e la reliquia di San Giovanni d'Avila. E per la prima volta è stata pubblicata una guida del pellegrino con orari, servizi e altre informazioni utili.

     


    Gesuitica

     

    Spagna: nuovo master in Spiritualità Ignaziana. Nel prossimo anno accademico 2013-2014, all'Università Pontificia di Comillas (Madrid) verrà inaugurato Ignatiana, un master monografico da 60 crediti sulla spiritualità ignaziana. È composto da sette moduli, che è possibile frequentare anche singolarmente, per un totale di 60 crediti. Il master offre una visione d'insieme delle origini (la storia, la teologia e la spiritualità ignaziane) così come delle principali sfide che deve affrontare nel mondo attuale la via iniziata da Ignazio di Loyola: leadership ignaziana, fede-giustizia-cultura, formazione dei laici, rete apostolica ignaziana, adattamenti degli Esercizi Spirituali a diversi contesti, inculturazione della spiritualità ignaziana, e così di seguito. Avvalendosi di un gruppo di professori specializzati in diversi temi ignaziani e con una buona biblioteca di facile accesso, l'Università Pontificia di Comillas, nel suo campus di Cantoblanco, accoglie questo nuovo master per offrire un servizio alla Compagnia di Gesù e a tanti gruppi di laici, religiosi e religiose di ispirazione ignaziana che desiderano approfondire la ricchezza del carisma nato nel XVI secolo con Sant'Ignazio e i suoi primi compagni. Ulteriori informazioni su www.upcomillas.es/masterignatiana.