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    Vol. XVII, No. 09 05 aprile 2013

    Padre Generale

     

    Con Papa Francesco all'inizio del suo pontificato: è il titolo della lettera che il 24 marzo il Padre Generale ha indirizzato a tutta la Compagnia, sottolineando che "è' un fatto evidente che la Chiesa intera stia guardando e ascoltando, con grandi aspettative, i gesti e le parole del nuovo Papa. Constatiamo, in modo molto palpabile, un clima di speranza. Vi è stato un incrocio perfetto fra questa speranza e il nome di Francesco che il Papa ha scelto, come profezia del rinnovamento e riforma che la Chiesa stessa desidera da parte di noi tutti!". Ricordando poi l'incontro personale del 17 marzo, aggiunge: "Papa Francesco si sente profondamente gesuita e lo ha manifestato in diverse occasioni durante questi ultimi giorni. Ne ritroviamo un segno evidente nello stemma papale, oltre che nella lettera con cui, in spirito così fraterno, ha risposto lo scorso 16 marzo a quella che gli avevo inviato il giorno 14". La lettera riafferma poi l'adesione della Compagnia al nuovo Papa: "La Compagnia continua a essere unita al Santo Padre nella persona di Papa Francesco, che consideriamo nostro Superiore. Davanti alle complesse questioni e problemi che dovrà affrontare, noi gesuiti, suoi fratelli, dobbiamo riaffermare la nostra adesione al Santo Padre e offrirgli, incondizionatamente, tutte le nostre risorse e tutto il nostro aiuto, sia sul piano teologico che scientifico, amministrativo e spirituale". Quindi conclude: "Solo con questo atteggiamento potremo collaborare all'edificazione di una Chiesa "povera e per i poveri", che cresca ogni giorno di più secondo il cuore di Dio e del suo  Figlio Gesù. Senza il minimo trionfalismo, intendiamo rendere esplicita, con rinnovato slancio e fervore, la vicinanza della Compagnia al nostro fratello Francesco. E' questa l'occasione di rispondere alla sua richiesta: pregare per lui e con lui. Come amici nel Signore, desideriamo vivamente accompagnarlo nel suo cammino di Croce e di Vita e, conformemente alla nostra spiritualità ecclesiale, vogliamo metterci a sua disposizione con quel senso di gioia e di fiducia che la Chiesa intera sta vivendo".

     

    Visita in Germania. Dal 4 fino al 6 di aprile il P. Generale sta facendo una visita ai confratelli della Provincia di Germania, riuniti per un simposio a Vierzehnheiligen, un luogo di pellegrinaggi. La sera del 4 e la mattina del 5 aprile sono stati dedicati a incontri e scambi tra il Padre Generale e i confratelli. Nella celebrazione dell'Eucaristia tre gesuiti  hanno emesso gli ultimi voti nelle mani di P. Generale: il Padre Martin Müller, il Fratel Markus Pillat e il Padre Ngyuen Ngoc The. La sera del 5 di aprile il P. Generale si è incontrato con i giovani gesuiti in formazione nel Berchmanskolleg, a Monaco. La mattina del 6 è stata dedicata a un incontro con i collaboratori laici dalle varie  opere apostoliche della Compagnia di Gesù in Germania. Prima dell'Eucaristia domenicale a S. Michael, la chiesa dei gesuiti a Monaco, ha potuto  pregare presso la tomba del Beato Rupert Mayer nella Bürgersaalkirche, vicino S. Michael. Ambedue queste famose chiese si trovano nella zona pedonale al centro di Monaco.

     

    Visita alla Provincia di Zambia-Malawi e alla Regione del Mozambico. Dopo un breve soggiorno in Germania (4-6 aprile) il Padre Generale si trasferirà direttamente nell'Africa australe dove parteciperà alla riunione del JESAM, la Conferenza dei Superiori Maggiori dell'Africa e Madagascar, che si terrà a Lusaka (Zambia) dall'8 al 13 aprile prossimi. Sarà la prima visita del Padre Generale alla Provincia dello Zambia-Malawi. Dopo la riunione del JESAM, le giornate del 14 e 15 aprile il Padre Nicolás le dedicherà alla visita di alcune importanti opere della Provincia, come la missione di Chikuni, oltre alle visite di protocollo all'arcivescovo di Lusaka e al Nunzio. Il 16 aprile si recherà a Lilongwe, in Malawi, dove resterà fino al 17. Dal 18 al 21 visiterà la regione dipendente del Mozambico, precisamente Tete, Beira e la città di Maputo. Anche qui visiterà alcune opere della Compagnia e incontrerà i gesuiti e i vescovi locali. Durante la riunione del JESAM si parlerà della ristrutturazione delle Province e Regioni dell'Africa, delle case e opere comuni e della lettera del Padre Generale sulla solidarietà nella formazione dei gesuiti. Il programma del viaggio è molto intenso e le comunità aspettano con gioia di incontrarsi con il Padre Generale e di condividere con lui le celebrazioni eucaristiche, oltre alle gioie e speranze del loro impegno in mezzo alle sfide quotidiane.

     


    Dalle Province

     

    INTERNAZIONALE: Acqua per tutti e la risposta dei gesuiti

    Nel dicembre del 2010 l'Assemblea Generale dell'ONU ha dichiarato il 2013 Anno Internazionale della Cooperazione nel Settore Idrico e il 22 marzo Giornata Mondiale dell'Acqua. Questa Giornata mette l'accento sull'aspetto specifico dell'acqua dolce per attirare l'attenzione sui benefici della cooperazione nella gestione delle acque. Tutti i sistemi idrici sono estremamente complessi, sia quelli di gestione a livello locale o nazionale che i bacini fluviali condivisi a livello internazionale o come parti del naturale ciclo idrologico. La gestione di questi sistemi richiede numerosi attori, dagli utenti ai manager fino agli esperti di diversi settori e ai responsabili delle decisioni finali. La cooperazione è fondamentale non solo per garantire una distribuzione dell'acqua equa e sostenibile, ma anche per promuovere e mantenere relazioni pacifiche all'interno e tra le comunità. Padre Adolfo Nicolas, facendo riferimento al documento Ricomporre un mondo frantumato, ha esortato i gesuiti e le istituzioni a interpretare il nostro rapporto con l'ambiente sia a livello ecologico che sacro, chiedendo maggiore responsabilità e riconciliazione. Negli incontri con la Global Ignatian Advocacy Network (GIAN), presieduta dal P. Patxi Alvarez, S.J., l'acqua è considerata una priorità specifica per la collaborazione nell'ambito della Rete Ecologica (Ecology Network). Le sei Conferenze dei gesuiti, tramite l'Apostolato Sociale, stanno studiando come muoversi con tali particolari preoccupazioni a livello globale. Il P. José Ignacio García coordina le discussioni nella Rete Ecologica mentre cominciano ad emergere le esperienze provenienti dalle diverse regioni.

     

    AMERICA LATINA: La voce dei Provinciali e il nuovo Papa

    Buena Voz ha raccolto le dichiarazioni di tre Padri Provinciali della Compagnia di Gesù in America Latina che hanno espresso il loro parere sull'elezione di Jorge Mario Bergoglio a nuovo Papa, il suo impatto, le aspettative e il significato che ha per loro il fatto che un gesuita sia la massima autorità della Chiesa Cattolica. Convergente, nelle parole dei tre Provinciali, è la percezione di identificazione del Papa Francesco con i poveri e la sua intenzione di avviare un pontificato per loro. Inoltre sono d'accordo nell'affermare che la sua proposta sarà trasmettere questo atteggiamento a tutta la Chiesa, affinché sia semplice e lontana dallo sfarzo e degli sperperi. Per Alejandro Tilve, Provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina e Uruguay, il nome Francesco ha uno scopo unico e diverso da tutto quello che è stato detto in questi giorni: "Trascendere i confini di ogni congregazione religiosa ed essere universale". Ricorda che Bergoglio è un "uomo di Chiesa incline alle necessità degli altri, austero, devoto e di governo". Francisco de Roux, Provinciale della Colombia, da parte sua ha parlato della reazione della Compagnia di Gesù di fronte all'elezione di Fancesco: "abbiamo accolto la nomina con discrezione, senza atteggiamento di trionfo. Ci metteremo al servizio di questo Papa, come di tutti gli altri". Per De Roux il fatto che il Papa sia gesuita determina alcuni tratti in comune con tutti gli altri gesuiti: "Non si cerca prestigio, fama né potere, ma la semplicità, come Gesù Cristo. Nel suo stile, il Papa è un fedele gesuita". Per Miguel Cruzado, Provinciale del Perù, la scelta del nome Francesco implica una prospettiva che ha quattro dimensioni: "Primo, i piedi scalzi; secondo, il Vangelo: Francesco non voleva molte regole per il suo Ordine, ma voleva che la regola fosse il Vangelo; terzo, la missione di Francesco fu ricostruire una Chiesa in rovina, Francesco significa qualcuno che ricostruisce le mura ferite della Chiesa; quarto, è una tradizione di amore per la vita, la natura, è uno sguardo positivo verso la creazione".

     

    INDIA: Gesuiti per la giustizia sociale

    Dal 15 al 17 marzo trenta gesuiti insieme ad alcuni collaboratori e leaders laici hanno partecipato ad un seminario di tre giorni che si è tenuto a New Delhi presso l'Indian Social Institute. Il tema dell'incontro era: "Il nostro impegno per la nazione in divenire". Il P. Edward Mudavassery, Provinciale dell'Asia Meridionale, ha dichiarato che la regione "sta cambiando molto velocemente e abbiamo bisogno di rispondere rapidamente e in modo adeguato per offrire un impegno di azione sociale in una cornice che dia risposte appropriate alle sfide attuali". I più colpiti sono i dalits (gli oppressi), gli indigeni, i contadini, le tribù nomadi, i nullatenenti rurali e i poveri dei ghetti urbani. Anche le donne hanno molto sofferto tra le comunità emarginate. Il crescente divario tra ricchi e poveri ha bloccato lo sviluppo e la giustizia. Nel documento finale si legge: "Sfratti e trasferimenti hanno causato il caos. Il sistema di gestione della giustizia criminale non è riuscito a risolvere i problemi di sicurezza delle minoranze". Parte della strategia del JESA (Jesuits in Social Action), organizzatore del Convegno, sarà tessere alleanze, costruire reti e fare coalizioni con forze laiche, oltre a sostenere azioni di massa per richiamare l'attenzione e fare pressione sul sistema di governo politico. Il piano di azione comprende anche lo sviluppo di un sistema di monitoraggio delle istituzioni statali per la trasparenza e responsabilità nelle prestazioni.

     

    SLOVENIA: Programma Internazionale di Volontariato

    Da alcuni anni i gesuiti sloveni insieme ai loro collaboratori laici si dedicano alla formazione dei giovani impegnati in un progetto internazionale di volontariato chiamato Pota (Modi). Scopo principale del progetto è offrire ai giovani una formazione e un'esperienza basata sui valori del Vangelo, giustizia, solidarietà e corresponsabilità globale. Il programma è nato dal desiderio dei giovani di costruire un mondo migliore incentrato sul dialogo interculturale e interreligioso e sul servizio ai poveri. Ogni anno Pota organizza dalle sei alle otto spedizioni in località diverse dove si svolge l'azione di volontariato. Le destinazioni coprono tutto il mondo: India, Madagascar, Angola , Brasile, Perù, Bolivia, Vietnam, Sud Africa, Kirghizistan, Albania, Ucraina. Il volontariato si sviluppa anche a livello locale e comprende il lavoro con l'etnia rom.

     

    SUD AFRICA: Contro l'abuso, la crudeltà e lo stupro

    Prendendo spunto dalle accuse su un giornale domenicale contro un docente dell'università di Witwatersrand (WITS) che avrebbe violentato alcuni studenti, il gesuita Padre Russell Pollitt, parroco della Holy Trinity Church di Johannesburg, ha esortato i suoi parrocchiani a "prendere posizione contro l'abuso, la crudeltà e lo stupro" in Sud Africa. Holy Trinity è la chiesa cattolica degli studenti e dello staff della WITS, un'università pubblica situata nell'area Nord di Johannesburg. Il P. Pollitt ha scritto una lettera aperta nella quale ringrazia le vittime di questi crimini che si sono fatti avanti e hanno riposto fiducia in lui come parroco."Non riesco ad immaginare il dolore, la pena e il danno che avete sofferto", scrive aggiungendo che, anche se incompetente in materia, può tuttavia ascoltare e indirizzare le vittime verso persone in grado di aiutare. "Vi posso offrire un luogo dove parlare, sentirvi al sicuro, e il sostegno della Chiesa attraverso la preghiera e i sacramenti della salvezza", continua nella sua lettera. La parrocchia di Holy Trinity, in collaborazione con una scuola locale, ha lanciato l'iniziativa Kwanele Kwanele ("abbastanza è abbastanza!") per esprimere la sua posizione contro gli abusi sessuali, la crudeltà e lo stupro. "Chiederemo ai nostri parrocchiani di impegnarsi in una promessa dopo ogni messa, quando le magliette Kwanele Kwanele saranno messe in vendita", ha detto P. Pollitt. "Incoraggeremo le persone a prendere le t-shirts e indossarle il venerdì. Il cambiamento inizia da noi e non dal governo o altre autorità". 

     

    VATICANO: Lo stemma di Papa Francesco

    Papa Francesco ha scelto il motto Miserando atque eligendo, che significa "umile ma scelto" e, letteralmente, in latino: "Avere misericordia scegliendolo". E' un motto che il Papa aveva già scelto da vescovo. E' tratto da un'omelia di Beda il Venerabile sul Vangelo di San Matteo e la sua chiamata: "Gesù vide un uomo al banco delle imposte e avendone misericordia lo scelse come apostolo dicendogli: Seguimi". Questa omelia, centrata sulla misericordia divina, che viene utilizzata nella Liturgia delle Ore della festa di San Matteo Apostolo, ha assunto un significato particolare nella vita del Papa e nel suo cammino spirituale. Infatti fu nel giorno della festa di San Matteo del 1953 che il giovane diciassettenne Jorge Bergoglio fu toccato dalla misericordia di Dio e sentì la chiamata alla vita religiosa sulle orme di Sant'Ignazio di Loyola. Oltre il motto, lo stemma ha lo scudo blu, sormontato dalla mitra e dalle chiavi papali. Al centro dello scudo l'emblema dei gesuiti, un sole raggiante con le tre lettere che richiamano il nome e la missione salvifica di Cristo. In basso altri due simboli: a sinistra la stella fiammeggiante che simboleggia Maria e a destra il fiore di nardo che rappresenta Giuseppe, il suo Sposo.