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    Vol. XVII, No. 20 20 settembre 2013

    Nomine

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - il Padre Frédéric Fornos, della Provincia di Francia, Direttore generale Delegato dell'Apostolato della Preghiera e del Movimento Eucaristico Giovanile, in sostituzione del P. Claudio Barriga. Il Padre Frédéric è nato nel 1968, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 2004. Entrerà in carica nel corso del 2014.

     


    Dalle Province

     

    AFRICA: Per formare "leaders"

    Il JESAM, la conferenza dei superiori maggiori dell'Assistenza dell'Africa e Madagascar, ha appena concluso un Leadership Development Colloquium (Colloquio di Sviluppo della Leadership) al quale hanno partecipato trenta gesuiti e 12 partners laici di tutte le province e regioni dell'Assistenza. Il Colloquio, progettato da un team di coordinatori, provenienti da Africa, India e Stati Uniti d'America, con la partecipazione del P. Fernando Franco S.J., è costituito da tre settimane di lavoro intenso e sarà completato da due periodi successivi di sei mesi. Durante questi due periodi ci sarà uno scambio di collaborazione alla pari e la messa in pratica delle competenze acquisite da ciascuno. I partecipanti sono arrivati da ogni parte del continente all'Institut de Théologie de la Compagnie de Jésus di Abidjan dove sono stati accolti dalla comunità. Il P. Ferdinand Muhigirwa ha guidato le sessioni introduttive e l'organizzazione dell'incontro fino allo svolgimento dei vari seminari di studio: alla ricerca di leaders in Africa, guidato da P. Agbonkhianmeghe Orobator; leadership ignaziana, con Chris Lowney;  consapevolezza di sé, sociale e organizzativa, con i PP. Jimmy Dhabi e David McCallum. Il P. Fernando Franco ha messo a disposizione la sua esperienza nel lavoro di pianificazione strategica. I partecipanti sono partiti alla fine dei sei giorni di lavoro stanchi ma entusiasti e impazienti di partecipare alla prossima settimana di incontri che si terrà a Nairobi nel marzo 2014 e alla settimana finale a Manresa nel settembre 2014. L'integrazione tra leaders ignaziani gesuiti e laici continua ad essere una benedizione per tutti.

     

    AMERICA LATINA: Incontro sulla comunicazione

    Dal 26 al 30 agosto 2013 si è tenuto a Manaus, in Brasile, il VI incontro dei delegati provinciali per la Comunicazione organizzato dal Dipartimento della Comunicazione della CPAL (Conferenza dei Provinciali Gesuiti dell'America Latina). Dieci delegati, insieme al presidente della CPAL e a un rappresentante della redazione spagnola della Radio Vaticana, hanno preso in esame le prospettive del settore, come servizio alla missione dei gesuiti in America Latina e nei Caraibi. Al termine dell'incontro sono state indicate le linee guida principali per orientare il lavoro in proposito. "In primo luogo, si segnala la grande importanza dell'informazione e della comunicazione nelle nostre società; importanza accentuata grazie allo sviluppo continuo delle nuove tecnologie dell'informazione e comunicazione, mezzi da cui non possiamo prescindere ma che dobbiamo imparare ad usare, con criteri di discernimento, nel servizio della missione della Compagnia universale. In secondo luogo, ci siamo impegnati a rafforzare gli uffici di comunicazione delle Province e Regioni (...). A partire da ciò sarà possibile l'organizzazione e il coordinamento del settore come anche il flusso di comunicazioni all'interno e all'esterno delle Province. In terzo luogo, appoggiamo il lavoro in rete. La costruzione di reti apostoliche e di una rete di comunicazione darà visibilità alla vita, ai bisogni e ai sogni di quelle persone che intendiamo servire nella fede e nella giustizia (...). Il nostro impatto sui grandi problemi sociali, politici, economici e di altra natura sarà più chiaro attraverso l'azione coordinata in rete".

     

    AUSTRALIA: Dichiarazione su rifugiati e richiedenti asilo

    Il 25 agosto il Provinciale dell'Australia ha pubblicato una dichiarazione sui rifugiati e i richiedenti asilo. Vi leggiamo tra l'altro: "E' necessario che gli australiani la smettano di essere indifferenti alla disperazione di chi è in cerca di asilo e guardare a loro come esseri umani al pari di noi, bisognosi del nostro aiuto. Prima di andare in Brasile per la Giornata Mondiale dei Giovani, Papa Francesco ha visitato il centro di accoglienza di Lampedusa, in Italia, un'isola dove rifugiati dal Nord-Africa sbarcano per cercare asilo in Europa. Molti di loro muoiono durante la traversata. Il Papa ha detto: Chi piange la morte di questi fratelli e sorelle?(...) In questo mondo globalizzato siamo caduti in una globalizzata indifferenza! Le parole del Papa ci riguardano direttamente nel momento in cui stiamo aspettando le elezioni nelle quali i maggiori partiti politici fanno a gara nella ricerca di una dura politica nei confronti dei richiedenti asilo. Stiamo commettendo lo stesso errore di Adamo ed Eva, che erano persuasi di essere come Dio e quindi i giudici finali del bene e del male. La maggioranza degli australiani sono persuasi che dobbiamo essere i padroni assoluti della nostra terra e che dobbiamo pagare qualunque prezzo pur di porre fine agli sbarchi. Ci dicono di essere duri e per essere duri dobbiamo diventare più indifferenti. Non siamo padroni della vita e della morte e gli altri hanno gli stessi diritti che non possiamo ignorare. Dio è il Signore della creazione e il padrone anche delle nostre vite. La gente che ammassiamo come ignoti richiedenti asilo, hanno ciascuno un volto come il nostro, una vita come la nostra. Sanguinano come noi, ridono come noi, si rattristano come noi. Ci sono dati da Dio come fratelli e sorelle". Per il testo completo vedi: www.jesuit.org.au

     

    BRASILE: Papa Francesco, l'ambiente e gli indigeni

    Alla recente Giornata della Gioventù di Rio de Janeiro, in Brasile, Papa Francesco ha inviato numerosi messaggi non solo per la comunità cattolica, ma anche per l'umanità intera. Tra questi ce n'è uno con un significato tutto speciale. Papa Francesco ha chiesto "rispetto e protezione per l'intero creato che Dio ha affidato all'uomo, perché esso non sia sfruttato indiscriminatamente ma piuttosto trasformato in un giardino". Il Papa ha anche richiamato l'attenzione al documento dei vescovi dell'America Latina e dei Caraibi del 2007, che egli stesso aveva steso, e che parla dei pericoli per l'ambiente amazzonico e per la sua popolazione indigena. Il documento sottolinea che "le comunità dei nativi sono state praticamente escluse dalle decisioni sul patrimonio della biodiversità e della natura. La natura è stata e continua ad essere sotto assalto". Queste parole sono state pronunciate alla presenza di numerosi gruppi indigeni della regione amazzonica. Essi sperano che il Papa possa aiutarli a proteggere quelle terre che il governo ha dichiarato "riserve" a loro destinate, ma che contadini e allevatori continuano a invadere tagliando alberi e pascolando le greggi. Secondo il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, ci sono circa 370 milioni di popolazioni indigene in circa 70 nazioni del mondo. La popolazione indigena ammonta al 5% della popolazione mondiale, ma costituisce il 15% dei poveri del mondo. Al di là delle parole e dell'incoraggiamento di Papa Francesco, dobbiamo renderci conto che i popoli indigeni hanno un ruolo chiave nella nostra comune sopravvivenza.   

     

    COLOMBIA: Acqua per finanziare opere sociali ed educative

    I gesuiti colombiani hanno dato recentemente vita ad una nuova iniziativa, la commercializzazione dell'acqua Amar y Servir, presentata al pubblico dalla Fundación Amar y Servir presso la Facoltà di Scienze della Pontificia Università Javeriana. Erano presenti circa 1500 studenti, professori e collaboratori della comunità javeriana che hanno potuto degustare l'acqua e conoscere il progetto. Scopo dell'iniziativa è appoggiare l'opera sociale ed educativa della Compagnia di Gesù in Colombia attraverso la vendita della nuova marca di acqua della cui produzione, imbottigliamento e distribuzione si occuperà una ditta nota per gli alti standard di qualità dei suoi prodotti. L'acqua verrà commercializzata in bottiglie di plastica di 600 ml e il ricavato della vendita servirà per progetti di sostegno alle famiglie sfollate a causa della guerriglia, per la formazione degli agricoltori, per programmi educativi destinati ai più poveri.

     

    INDIA: Aggrediti dei missionari cattolici

    Aggrediti, insultati e picchiati da circa 150 persone: è accaduto a un gesuita e a due suore che lavorano con i tribali santal nella missione cattolica di Karon (Jharkhand). L'attacco è avvenuto il 18 agosto. A scatenare la collera del gruppo è stata la morte di un bambino di 7 anni, che alloggiava nell'ostello gestito dalla missione. Tuttavia, i gesuiti della Provincia di Dumka-Raiganj - che gestiscono la missione - sospettano il coinvolgimento di gruppi fondamentalisti indù che hanno fatto leva sul dolore dei genitori. Il 2 agosto scorso un bambino ha iniziato ad accusare forti dolori allo stomaco. E' stato portato subito all'ospedale locale, dove purtroppo è deceduto. Sacerdoti e suore hanno riportato il corpo nel villaggio natale del piccolo, che si trova nel distretto di Chittaranjan (West Bengal). "Arrabbiati per quanto accaduto, ha detto Padre Panimegam, direttore della missione, gli abitanti hanno dapprima trattenuto i cattolici, per poi lasciarli andare. Ma il 18 agosto si sono presentate alla missione circa 150 persone, inclusi i genitori del bambino. Poco dopo il padre si è avvicinato e mi ha schiaffeggiato. Altri hanno iniziato a rompere i vetri delle finestre e a distruggere suppellettili. Le donne del gruppo, circa 60, hanno attaccato Suor Sahaya, che è la preside della scuola della missione e l'hanno picchiata e con lei, anche un'altra suora". L'intervento della polizia ha disperso la gente. "Perdono i miei aggressori, ha detto Padre Panimegam, e con la grazia di Dio e del suo Spirito continuerò a servire questa comunità santal attraverso la missione educativa dei gesuiti".

     

    INGHILTERRA: Per conoscere i gesuiti

    Dopo il successo dello scorso anno i gesuiti hanno programmato tre ulteriori appuntamenti su Explore Jesuit Life per il prossimo autunno. Oltre a presentare in maniera generale la storia della Compagnia di Gesù, le giornate hanno lo scopo di incoraggiare ipartecipanti a prendere in considerazione la possibilità di una vocazione alla Compagnia. Il primo incontro si terrà l'ultimo weekend di settembre presso la Loyola Hall di Merseyside. Nei tre giorni verrà presentata la vita di Sant'Ignazio di Loyola con l'invito ad esaminare le caratteristiche del modo di agire dei gesuiti che scaturisce dalla sua vita e dalla sua esperienza. Ci sarà anche la possibilità di pregare attraverso la contemplazione e l'esame di coscienza, con alcune riflessioni sulla particolare missione dei gesuiti nella Chiesa. "Il weekend offrirà, oltre a una varietà di informazioni, anche l'idea di ciò che i gesuiti d'oggi hanno ereditato attraverso la vita di Sant'Ignazio", ha dichiarato P. Matthew Power, S.J., promotore delle vocazioni per la Provincia inglese. "Che tu sia semplicemente curioso di conoscere la vita dei gesuiti e vuoi saperne di più, o se stai iniziando a chiederti se potresti o meno avere una vocazione alla Compagnia, l'incontro ti permetterà di vedere come è la vita all'interno dell'Ordine e di parlare di come i gesuiti cercano di contribuire alla vita della Chiesa e al mondo". Gli altri due incontri si terranno a Londra il 2 novembre e a Edimburgo il 23 novembre. Per saperne di più: www.jesuit.org.uk/latest/130703a.htm

     

    ITALIA: La Fondazione Cardinal Martini

    In occasione del primo anniversario della morte del cardinale Carlo Maria Martini, la Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, in collaborazione con l'arcidiocesi di Milano, ha  dato vita alla Fondazione Carlo Maria Martini. Il 30 agosto, durante un'udienza privata, la Fondazione è stata presentata a Papa Francesco. "La  memoria dei padri è un atto di giustizia - ha detto Papa Francesco - e Martini è stato un padre per tutta la Chiesa". Tra le altre cose il Papa ha ricordato con grande gratitudine e stima la sua figura definendolo "profeta e uomo di discernimento e di pace". La Fondazione, come si legge nel sito, si propone di ricordare il cardinale Martini "promovendo la conoscenza e lo studio della sua vita e delle sue opere, e di tenere vivo lo spirito che ha animato il suo impegno, favorendo l'esperienza della Parola di Dio nel contesto della cultura contemporanea", con un'attenzione particolare al "dialogo ecumenico, interreligioso, con la società civile e con i non credenti, unitamente all'approfondimento del rapporto indissolubile tra fede, giustizia e cultura". La Fondazione vuole inoltre promuovere "lo studio della Sacra Scrittura con un taglio che metta in gioco anche altre discipline, tra cui la spiritualità e le scienze sociali, collaborare a progetti formativi e pastorali che valorizzino la pedagogia ignaziana, soprattutto rivolti ai giovani", nonché "sostenere l'approfondimento del significato e la diffusione della pratica degli Esercizi Spirituali". Per maggiori informazioni: www.fondazionecarlomariamartini.it

     

    ROMA: Visita del Papa al Centro Astalli

    Il 10 settembre pomeriggio Papa Francesco ha visitato il Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, fondato nel 1981 per l'accoglienza dei rifugiati, in risposta all'appello di Padre Arrupe, allora Superiore Generale della Compagnia di Gesù. Per il Centro Astalli è stato un momento di grande gioia. Papa Francesco è arrivato durante l'orario in cui tutti i giorni una fila di oltre 400 richiedenti asilo e rifugiati aspettano di poter consumare un pasto caldo. È stato un incontro toccante e intenso. Il Pontefice ha salutato con affetto e semplicità le persone che erano in fila in attesa sulla strada, poi è entrato a salutare gli altri rifugiati e si è intrattenuto con loro. Si è informato sulle loro vite dedicando a ciascuno un momento individuale. È giunto poi nella Chiesa del Gesù dove lo attendevano 350 rifugiati e 300 volontari dei centri d'accoglienza e dei servizi che il Centro Astalli gestisce a Roma. P. Giovanni La Manna S.J., presidente del Centro, gli ha rivolto un saluto a nome di tutti i presenti, a cui è seguita la testimonianza di due rifugiati:  Carol, dalla Siria: "Sono un'insegnante, i giovani e i bambini per tanti anni sono stata la mia ragione di vita. Ho sempre pensato che l'insegnamento e l'educazione fossero una via per la pace. Ma oggi ogni strada di pace e di libertà nel mio Paese sembra essere stata cancellata per sempre"; e Adam, sudanese del Darfur: "Il viaggio che noi affrontiamo per chiedere asilo in Europa è un crimine contro l'umanità. Eravamo in 170 sulla barca che dalla Libia ci ha portato in Italia. Ognuno di noi ha pagato 1200 dollari per affrontare il mare. Molti di noi hanno pagato il biglietto per incontrare la morte. Santità la sua voce è forte. Tutti l'ascoltano. Ci aiuti. Faccia fermare questo massacro. Chiedere asilo non può essere un tragico modo di perdere la vita". Il Papa ha pronunciato poi un discorso intenso e appassionato basato su tre parole che sono la sintesi della missione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati: "Accompagnare, servire, difendere". Ha pronunciato quelle tre parole, le ha spiegate, le ha rese attuali e vive con la forza e la concretezza che lo caratterizzano. Ha concluso con un monito alla Chiesa, alla Sua Chiesa: "Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore chiama a vivere con generosità e coraggio l'accoglienza nei conventi vuoti. Certo non è qualcosa di semplice, ci vogliono criterio, responsabilità, ma ci vuole anche coraggio".

     

    SPAGNA: "Pietre Vive" a Santiago di Compostella

    Più di 300.000 pellegrini arrivano ogni anno alla cattedrale di Santiago di Compostella,  soprattutto durante l'estate. Molti di loro sono giovani. In ricerca di Dio, in ricerca di una nuova vita. Il Cammino di Santiago è diventato in questi ultimi decenni l'autostrada spirituale più popolata e post-moderna d'Europa. Quest'anno, i pellegrini che sono entrati nella cattedrale dal 18 luglio al 18 agosto hanno trovato dei giovani volontari in maglietta verde con un logo suggestivo:  Pietre Vive. E' il nome di una rete di gruppi giovanili ignaziani che in più di dodici città europee trasformano le visite  turistiche in esperienze spirituali. A Santiago le Pietre Vive hanno spiegato ai pellegrini la storia e i simboli del luogo dove sono entrati. I pellegrini hanno potuto così "abbracciare l'apostolo" e venerare le reliquie con una consapevolezza in più di che cos'è nella nostra fede la comunione dei santi e la sacralità del corpo. Hanno potuto anche ammirare il famoso "Portico della Gloria" con degli strumenti in più per decifrare questa "liturgia fatta pietra". Ma soprattutto le Pietre Vive hanno invitato i pellegrini a sostare un'ora in silenzio per "fare memoria" del loro pellegrinaggio. Una breve introduzione "ignaziana" ha permesso al pellegrino di chiedersi: "Cosa mi ha detto il Signore in questo cammino?". Dopo l'ora di silenzio, i gruppi di pellegrini, distribuiti in circoli linguistici, hanno fatto una condivisione spirituale del loro percorso. Per coloro che ne hanno espresso il desiderio, è stato possibile fermarsi ancora due giorni in silenzio nella residenza universitaria dei gesuiti di Santiago (Colegio Mayor San Agustìn), che il suo direttore, P. Jorge Vazquez S.J., ha trasformato in "casa di esercizi estiva". Sono una cinquantina i volontari di Pietre Vive (gesuiti e giovani laici di 7 diversi paesi) che durante l'estate si sono impegnati in questa iniziativa di "nuova evangelizzazione". Vedi: http://pietrevive.wordpress.com

     

    ZAMBIA: Premio alla parrocchia di Chikuni

    La parrocchia dei gesuiti di Chikuni ha ricevuto il primo premio a un concorso annuale di eccellenza per il lavoro svolto in aiuto ai sieropositivi e ai malati di AIDS per renderli economicamente autosufficienti. Il premio è stato istituito all'inizio di quest'anno dall'AJAN, la "Rete dei Gesuiti Africani contro l'AIDS", e dal JESAM, la "Conferenza dei Gesuiti dell'Africa e del Madagascar". Lo scopo è di identificare, premiare e condividere le migliori iniziative tra i progetti contro l'AIDS promossi dai gesuiti. Il risultato del concorso è stato annunciato dal P. Michael Lewis, S.J., presidente del JESAM, che si è anche congratulato con il P. Kelly Michelo, S.J., direttore del programma di  Chikuni, per il suo infaticabile lavoro. Il programma della parrocchia di Chikuni, nello Zambia meridionale, è stato inserito nella categoria: "Assistenza ai colpiti dall'AIDS e alle loro famiglie". Sono stati sette i progetti candidati al premio di quest'anno e hanno rappresentato una vasta gamma di iniziative. "Tutti i  progetti - ha detto P. Lewis - hanno sottolineato l'impegno, la creatività, la professionalità e la perseveranza". Da lungo tempo i gesuiti hanno cercato di rispondere alle sfide dell'HIV/AIDS in Africa, ma solo nel 2002 il JESAM ne ha fatto una priorità dando vita all'AJAN (African Jesuit AIDS Network) per coordinare la lotta contro questa pandemia. Per ulteriori informazioni vedi: www.ajanweb.org