English   Español   Français


If you wish to receive regularly the news from the Jesuit Curia, send an email with the subject "Subscribe"


Newslink


  • Versione Italiana
  • Archive of newsletters before March 2009
  • Headlines from the Social Apostolate


  • Jesuit news online


  • Jesuits in Africa
  • Jesuits in Canada and USA
  • Noticias de la CPAL-SJ
  • Jesuits in Europe
  • Jesuits in Asia Pacific
  • Jesuits in South Asia


    Dispatches from JRS

    a twice monthly news bulletin from the JRS International Office |More»


    In All Things

    the editorial blog from America magazine | More »


    Thinking Faith

    the online journal of the British province | More »


    Eureka Street

    public affairs, international relations, the arts and theology; from Australia | More »


    Ecology amd Jesuits in Communication

    Seeks to sustain a greater awareness of Jesuit people in ecology and advocacy efforts
    | More »


  • PDF

    Vol. XVII, No. 23 25 ottobre 2013

    Dalla Curia

     

    Dichiarazione dei Provinciali gesuiti d'Europa e Medio Oriente e dell'Africa e Madagascar

     

    Migrazione e asilo oggi - "Non possiamo porre limiti alla nostra preoccupazione"

     

    Roma, venerdì 25 ottobre 2013

     

    Nelle ultime settimane abbiamo visto tutti le terribili sofferenze in cui versano i rifugiati gli immigrati e le loro famiglie, rese ancora più drammatiche nella recente tragedia di Lampedusa. Negli ultimi vent'anni sono morti a migliaia nel tentativo di raggiungere l'Europa. Durante la sua visita a Lampedusa, Papa Francesco ha espresso compassione, indignazione e dolore per le disperate sofferenze degli immigrati. Noi, Provinciali e Superiori Maggiori della Compagnia di Gesù d'Europa e Medio Oriente e dell'Africa e Madagascar rappresentiamo più di 6.000 gesuiti che vivono in questi due continenti. Ci uniamo al Papa nel suo interessamento e nella sua preoccupazione per i migranti che vanno incontro a enormi rischi alla ricerca di una vita migliore e per fuggire da situazioni in cui rischiano la vita nei loro paesi di origine. Facciamo  questa dichiarazione perché crediamo sia un momento di emergenza per la nostra società di fronte a questa grave questione morale.

     

    Salvare vite, un basilare imperativo morale

    I motivi che generano flussi migratori e di rifugiati sono complessi. Tra i più significativi si annoverano: guerre, persecuzioni, instabilità economica, catastrofi ambientali e stati non più in grado di provvedere alle loro popolazioni. Qualunque siano i motivi, la tragedia di Lampedusa ci mostra che siamo tutti richiamati al nostro basilare dovere umano di salvare delle vite. Non possiamo sottrarci a questo imperativo morale.

     

    Fermare la fornitura di armi all'Africa

    L'Europa deve accettare la sua parte di responsabilità nei flussi migratori globali. Molti stati europei o le loro corporazioni forniscono armi all'Africa, spesso segretamente. Le forniture di armi alimentano conflitti che, a loro volta, portano a flussi migratori. Il nostro mondo è così interconnesso che non possiamo porre il confine delle nostre preoccupazioni al Mediterraneo.

     

    L'Accordo di Dublino

    Molti paesi europei sono ospitali con coloro che cercano asilo. Ma l'"Accordo di Dublino", che stabilisce che i primi paesi di arrivo abbiano la responsabilità di occuparsi delle richieste di asilo, non facilita un'equa condivisione dei flussi dei richiedenti asilo. Tutti i paesi europei dovrebbero sostenersi reciprocamente ed essere solidali tra loro a questo riguardo per  condividere la responsabilità dei problemi riguardanti i richiedenti asilo e gli immigrati.

     

    Porre fine alla detenzione dei richiedenti asilo; migliorare le condizioni degli immigrati in detenzione

    - Ci opponiamo alla detenzione dei richiedenti asilo. Ci sono delle alternative alla detenzione, che alcuni governi hanno applicato con buoni risultati.

    - Ai bambini, che siano emigrati o richiedenti asilo, dovrebbe essere garantita una  migliore protezione. Inoltre, bisognerebbe assicurare loro il diritto a un'istruzione di qualità.

    - Le condizioni di detenzione degli immigrati sono spesso subumane. Anche se ci rendiamo conto che i governi nazionali e i loro sistemi di protezione sociale sono sotto pressione, le condizioni umane basilari e l'attenzione ai bisogni spirituali sono moralmente obbligatorie.

     

    Non impegnarsi in discorsi politici estremisti

    Siamo preoccupati per il modo in cui i politici di diversi schieramenti si stanno facendo influenzare da esponenti di estrema destra. Quando la ricerca di voti e la corsa verso le elezioni si fa più pressante, i discorsi politici rischiano di essere in balia di forme estremiste di populismo. Ci rivolgiamo ai politici per assicurarci che tali estremismi non dettino il tono dei loro dibattiti. L'Europa del XX secolo ha dimostrato la tragicità di ciò che accade quando i gruppi estremisti hanno la possibilità di stabilire i programmi e di prenderne il controllo. Sollecitiamo con urgenza tutti i governanti dei paesi da cui provengono i migranti perché si adoperino per la pace e la giustizia delle loro nazioni in modo che i loro cittadini possano trovare una dimora sicura per le loro famiglie.

     

    Sostenere coloro che stanno dando il loro aiuto per migliorare la situazione

    Incoraggiamo gli sforzi coraggiosi di tante Conferenze Episcopali, gruppi ecclesiali e Organizzazioni Non-Governative (ONG) dell'Europa che fanno del servizio pratico a rifugiati e migranti, e dell'advocacy a loro favore, una priorità. Come gesuiti, ringraziamo soprattutto il JRS (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati), il SJM (Servizio dei Gesuiti per i Migranti) e altre organizzazioni della Compagnia per tutto il lavoro che fanno con impegno e professionalità. Come rappresentanti della Compagnia di Gesù in Europa e Medio Oriente e in Africa e Madagascar, rinnoviamo la nostra dedizione al servizio degli emarginati e dei più poveri tra i poveri nei nostri paesi e affidiamo i migranti alle preghiere dei credenti, e alle attenzioni e alla sollecitudine di tutte le persone di buona volontà.

     

    Nota: I Provinciali della Compagnia di Gesù dell'Europa e Medio Oriente hanno approvato questa dichiarazione durante il loro incontro annuale, che si è tenuto a Roma dal 17 al 23 ottobre 2013. I Provinciali dell'Africa e Madagascar hanno dato la loro approvazione elettronicamente.

     

    Conferenza dei Provinciali Europei

    Dichiarazione sulla Siria

     

    Roma, venerdì 25 ottobre 2013

     

    Noi, Provinciali gesuiti, in qualità di Superiori Maggiori della Compagnia di Gesù in Europa e Medio Oriente, accogliamo con favore la recente dichiarazione del Santo Padre sulla Siria. Con tutta la sua forza ha sensibilizzato l'opinione internazionale sulla tragedia siriana e chiesto "a tutte le parti coinvolte nel conflitto di ascoltare la voce della loro coscienza e di non chiudersi soltanto nei propri interessi" (Papa Francesco, Angelus, 1 settembre 2013). Insieme a lui noi affermiamo che "il risultato dell'uso della violenza non è mai stata la pace" ma che l'unica via verso la pace è la cultura dell'incontro e del dialogo.  

     

    Passi verso la pace

    Pertanto ci rallegriamo per la cessata minaccia degli attacchi aeri contro la Siria e incoraggiamo l'avvio del processo che mira alla distruzione di tutte le armi chimiche presenti sul suolo siriano. Accogliamo con favore l'avvio dei negoziati per una conferenza di pace sulla Siria e sollecitiamo un rapido, coraggioso e risoluto proseguimento del processo di pace. Chiediamo a tutte le parti in conflitto come anche alla comunità internazionale:

    - di cercare con urgenza un cessate il fuoco garantito da un'autorità internazionale;

    - di stabilire una road-map per preparare un incontro di tutte le parti in conflitto;

    - di convocare una conferenza di pace che raggiunga un accordo comune a salvaguardia della vita del popolo siriano.

     

    Mobilitazione sociale e civile

    Allo stesso tempo, chiediamo anche la mobilitazione di tutte le agenzie sociali e civili per aiutare il popolo siriano ad affrontare una delle più grandi tragedie umanitarie dei nostri tempi. La cura dei rifugiati, sia all'interno che fuori del paese (circa un quarto della popolazione), il bisogno di cibo, medicine e assistenza sanitaria, la liberazione dei detenuti e degli ostaggi e la riapertura delle scuole continuano ad essere le necessità più impellenti.

     

    Interessi in gioco

    Vogliamo inoltre richiamare l'attenzione sulla necessità di riconoscere e identificare i veri interessi in gioco, sia a livello locale che regionale o internazionale, che, purtroppo, non sempre sono in sintonia con quelli del popolo siriano. In particolare, chiediamo di riflettere sulle conseguenze della produzione e vendita di armi; chiediamo di fermare la fornitura e la vendita di armi a tutte le parti in conflitto.

     

    Discernimento  necessario

    Insieme alla più vasta comunità internazionale vorremmo anche sollecitare il rifiuto di qualsiasi forma di sostegno, sia diplomatico che militare, a qualunque partito che sostiene apertamente forme di violenza, fanatismo o estremismo. Il rispetto per la dignità delle persone e dei diritti umani deve costituire il criterio e il principale punto di riferimento per qualsiasi aiuto materiale.

     

    Comunità cristiane in Siria

    Infine, vogliamo segnalare in particolare i maltrattamenti e la persecuzione delle comunità cristiane che vivono all'interno del paese. Presenti in Siria fin dall'inizio dell'era cristiana, queste comunità costituiscono un elemento inscindibile del suo tessuto sociale e della sua ricchezza culturale e contribuiscono attivamente al suo sviluppo. Soluzioni che sostengono l'esilio o l'eliminazione di queste comunità sono inaccettabili. Intendiamo incoraggiare queste comunità cristiane e assicurare che possono svolgere un ruolo prezioso nelle loro comunità tramite la fedele testimonianza del Vangelo: un Vangelo che chiede pace, giustizia, perdono, comprensione e riconciliazione.