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    Vol. XVII, No. 24 05 novembre 2013

    Padre Generale

     

    Anno della Fede. In data 31 ottobre il Padre Generale ha scritto una lettera a tutta la Compagnia. "L'Anno della Fede - dice - inaugurato da Benedetto XVI nel 50° anniversario del Concilio Vaticano II, si concluderà il 24 novembre, festa di Cristo Re. Nel corso di quest'anno i cristiani di tutto il mondo hanno avuto l'opportunità di riflettere su questo grande dono che guida il popolo di Dio nel suo pellegrinaggio. La Compagnia di Gesù ha accettato l'invito a unirsi a tutta la Chiesa per vedere come proclamare e dare testimonianza alla nostra fede nella pluralità e varietà delle situazioni in cui i gesuiti servono la missione di Cristo. Le lettere ex officio di quest'anno, scritte dai gesuiti e da alcuni collaboratori laici, sono state una ricca miniera di riflessione per me e per i miei Consiglieri mentre procediamo nel nostro impegno per la missione che la Compagnia di Gesù porta avanti nella Chiesa e nel mondo". Dopo aver ringraziato "per la luce della fede che ci guida nella nostra ricerca dell'incontro con Dio", il Padre Generale si sofferma sul tema della "fede come esperienza del popolo in cammino", sottolineando le grandi sfide dell'umanità di oggi, le tensioni e quella "che potremmo chiamare una debolezza interiore". Quindi evidenzia tre dimensioni della vita di fede: 1. La fede come dono; 2. La fede come via di accesso alla vita; 3. La fede e la missione. E conclude: "Desidero mettere in evidenza la generale espressione di gratitudine di tutti noi per la grande libertà spirituale che ci ispira Papa Francesco con le sue parole e i suoi gesti. La sua enciclica Lumen Fidei può essere di grande aiuto per illuminare la riflessione già cominciata in questo anno. Preghiamo con il Santo Padre perché la nostra fede diventi più profonda e che la gioia che dà ai nostri cuori possa essere comunicata a tutti coloro che incontriamo nei nostri ministeri". 

     


    Dalla Curia

     

    Incontro di studiosi gesuiti e laici per assistere il Padre Generale nell'apostolato intellettuale. Quando la Congregazione Generale 35ma trattò il tema dell'apostolato intellettuale nella Compagnia chiese "un rafforzamento e un rinnovamento di questo apostolato inteso come mezzo privilegiato con cui la Compagnia può fornire l'importante contributo intellettuale che la Chiesa si aspetta da noi" (Decr. 3, n. 39/3). Come passo in questa direzione il Padre Generale ha invitato un gruppo di studiosi, gesuiti e collaboratori laici, a partecipare a un incontro di tre giorni insieme a lui. Il primo gruppo si è incontrato dal 31 ottobre al 2 novembre; il secondo gruppo si incontrerà dal 12 al 14 dicembre prossimo. Nel primo gruppo erano presenti: i Padri Xavier Arockiasamy (MDU), Matthew Carnes (CFN), Eric Charmetant (GAL), Ludovic Lado Tonlieu (AOC), Arturo Reynoso Bolaños (MEX), Enrique Gimenez-Rico (CAS), il dottor  Yanuar Nugroho, indonesiano, e la dottoressa Gerlinde Verbist, belga. Per la Curia  erano presenti il P. Antoine Kerhuel, Consigliere Generale e Assistente Regionale, il P. Gerald Blaszczak, Segretario per il Servizio della Fede, e il P. Michael Garanzini, Segretario per l'Educazione Superiore. Il Padre Generale spera che le discussioni e le raccomandazioni dei due gruppi guideranno e arricchiranno le sue decisioni e aiuteranno lui e il suo Consiglio nell'impegno di rinnovare e rafforzare l'apostolato intellettuale della Compagnia.

     

    Incontro dei Soci dell'Assistenza dell'Europa Centrale e Orientale. Dal 4 al 9 novembre è in corso a Roma, presso la Curia Generalizia, l'incontro dei Soci dei Provinciali dell'Assistenza dell'ECO (Europa Centrale ed Orientale). L'ultimo incontro risale al 2009. I Segretari e l'Assistente hanno preparato un programma aggiornato alle nuove esigenze. Ci sarà un'adeguata introduzione al nuovo Practica Quaedam (versione 2013); ci saranno informazioni su nuove (e vecchie) prescrizioni del diritto canonico; e inoltre interessanti incontri con la comunità della Curia, con P. Marc Rotsaert, superiore della Pontificia Università Gregoriana e per lungo tempo Provinciale e Presidente della CEP (la Conferenza dei Provinciali d'Europa), con P. Federico Lombardi, che risponderà a tutte le domande dei Soci, una visita alle tombe dei Generali presso la chiesa del Gesù, e infine una messa alle Camerette di Sant'Ignazio. Questi incontri sono sempre anche una buona occasione di formazione nel nostro modo di procedere e - come si spera - un buon aiuto per la missione dei P. Provinciali per lo svolgimento dei loro lavori.

     


    Dalle Province

     

    AFRICA: Perché credere nell'Africa

    Parlando al  "Pope Paul VI Memorial Lecture 2013" a Londra, P. Agbonkhianmeghe E.  Orobator S.J., Provinciale della Provincia dell'Africa Orientale, ha affrontato il tema: A billion reasons to believe in Africa (un miliardo di ragioni per credere nell'Africa), sviluppando lo slogan pubblicitario della Coca Cola e utilizzandolo per esplorare i segni di speranza che emergono dal continente. "Il futuro del cristianesimo si fonda sull'Africa", ha dichiarato ai presenti al Greenwood Theatre, riferendosi alla descrizione del continente come "polmone" della Chiesa fatta dal Papa emerito Benedetto XVI. "Ma la religione non può essere considerata universalmente come una forza del bene" in Africa, ha continuato, citando il massacro del Westgate Mall a Nairobi come esempio di estremismo religioso. Tuttavia, P. Orobator ha sottolineato che le religioni tradizionali in Africa agiscono come "un baluardo contro l'estremismo". Nella sua conferenza ha fatto spesso riferimento all'enciclica Populorum Progressio ("lo sviluppo dei popoli") del 1967, nella quale il Papa Paolo VI dichiarò che l'economia mondiale dovrebbe servire l'umanità e non soltanto pochi individui. L'ha utilizzata come base per quattro principi da lui definiti necessari per sostenere l'atteggiamento dell'occidente relativo allo sviluppo e all'aiuto all'Africa: solidarietà, sussidiarietà, reciprocità e relazionalità. Pur riconoscendo che la descrizione dell'Africa fatta dalla Coca Cola aveva uno scopo commerciale, ha anche elogiato la Compagnia per il suo impegno nel promuovere un'immagine più positiva del continente rispetto ai comuni stereotipi.

     

    ASIA-PACIFICO: Costruire case per i poveri

    Mary Joy Conquilla, laureanda della Xavier University (Filippine), non aveva mai pensato di poter costruire una casa per farne un dono, come ha fatto recentemente in un programma di formazione concepito per incoraggiare gli studenti ad applicare la pedagogia ignaziana nella vita quotidiana. "Non ho mai pensato che nella mia vita avrei fatto cose come mescolare il cemento, pitturare e tagliare barre di acciaio, costruire muri e tutte quelle altre cose che servono a una famiglia e di cui non sapevo granché. L'esperienza della costruzione è stata per me un'ottima esperienza. Ero come se fossi un'altra persona che faceva quei lavori pesanti per la famiglia Casungcad e il mio desiderio era di vederla vivere in maniera confortevole. Non è stato facile, il mio corpo si lamentava ma la mia volontà era così forte che non ho mai rinunciato", ha dichiarato. Mary Joy è stata uno dei 33 studenti e sette professori di nove istituzioni della Compagnia che hanno partecipato al Service Learning Programme (SLP), che contemplava come attività di servizio principale un progetto di costruzione di alloggi.  "Amore per i poveri", il tema di quest'anno del SLP, era stato scelto per ricordare il 40° anniversario di "Men for others", il discorso di Padre Pedro Arrupe sullo scopo dell'educazione per i gesuiti. SLP è un'iniziativa dell'Associazione dei Collegi e Università dell'Asia-Pacifico della Compagnia (AJCU-AP) ospitata quest'anno dall'Ateneo de Naga University (Filippine). Per saperne di più sull'Associazione (AJCU-AP): www.ajcu-eao.org 

     

    GERMANIA: La storia dei gesuiti tedeschi

    Si è concluso con successo un grande progetto di lunga durata: dopo oltre 10 anni di lavoro e ricerche il P. Klaus Schatz, S.J., professore a St. Georgen (Francoforte) e storico della Chiesa, ha presentato la storia completa dei gesuiti tedeschi dal 1814 al 1983. I cinque volumi, ognuno di oltre 400 pagine, coprono tutti gli aspetti principali dell'Ordine nelle aree di lingua tedesca e nelle zone di missione purché appartenenti a una Provincia tedesca. Un indice dettagliato consente una rapida localizzazione e una buona panoramica dei nomi, case e opere. L'opera,  collegata al lavoro sulla storia dell'Ordine di Duhr, è pubblicata da Aschendorf e può essere ordinata a Inigo Medien di Monaco, www.inigomedien.org.

     

    ITALIA: "Dominus Vobiscum"

    Giovedì 24 ottobre nella Basilica di San Marco, a Venezia, si è svolta la straordinaria rappresentazione, in prima assoluta, di una liturgia dei gesuiti in Cina del 1700, proposta dall'Università Ca'Foscari e ideata dalla professoressa Elisabetta Brusa, con il titolo Dominus Vobiscum. L'evento, che ha portato in scena circa 50 persone, in massima parte studenti dell'ateneo impegnati nelle attività teatrali dell'Università e degli studenti cinesi del Consorzio dei Conservatori del Veneto, ha riproposto il metodo utilizzato dai gesuiti, mediatori culturali ante litteram, nell'evangelizzazione della Cina. Il primo impatto con la cultura occidentale, per generazioni di cinesi, è stato il rituale della liturgia cattolica, opportunamente preparata, per un'assemblea di fedeli o aspiranti tali del lontano Oriente, dai missionari della Compagnia di Gesù. La rappresentazione  è stata proposta nell'ambito del Convegno del Patriarcato di Venezia su Le chiese tra culto e cultura, dedicato all'incontro di culture e religioni nella Chiesa contemporanea. Il progetto ha ripercorso, grazie ad alcune "Lettere Edificanti", inviate a suo tempo dai gesuiti della Cina in Europa, il metodo utilizzato nel 1700 dai missionari per entrare in contatto con un mondo totalmente diverso da quello occidentale. Affascinati dalla profondità e dall'eleganza della cultura cinese, i gesuiti, con grande rispetto, riuscirono a coniugare il Vangelo con la realtà che li ospitava. La musica è un tipico esempio del loro modo di procedere.

     

    PERU': Matteo Ricci ad Ayacucho

    Il 7 ottobre la casa Matteo Ricci S.J. di Huamanga, Ayacucho, ha celebrato tre anni di vita. La casa è un centro culturale nato per riunire i diversi settori della società ayacuchana, "uno spazio di dialogo e incontro tra la diversità culturale e la responsabilità sociale con formazione umana e cristiana". Fornisce strumenti che permettono un miglior sviluppo personale e collettivo dei giovani di Ayacucho, mettendo a loro disposizione ambienti di lavoro, la biblioteca del Centro Loyola, un auditorium e una sala computers e sviluppando inoltre diverse attività come incontri di preghiera, laboratori artistici, conferenze, mostre d'arte e giornate di cinema il venerdì. "I principi che ci guidano sono la giustizia, la libertà, l'equità e l'impegno preferenziale per i poveri e gli esclusi. Le nostre linee di azione sono la formazione cristiana, culturale, accademica e radicata nella regione". La Casa Matteo Ricci S.J. è un'opera della Piattaforma Apostolica di Ayachuco della Compagnia di Gesù.

     

    ROMA: Alberto Hurtado alla Gregoriana

    "Il lascito di Sant'Alberto Hurtado e la sua proiezione nella società universale" è stato il tema di un seminario tenuto in ottobre a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, promosso dalla Pontifica Commissione per l'America Latina, in collaborazione con l'Ambasciata del Cile e la stessa Università Gregoriana. Si è voluto ricordare l'eminente figura di questo gesuita cileno a otto anni dalla sua canonizzazione avvenuta nel 2005. La fama di Padre Hurtado, nato nel 1901 e scomparso a soli 51 anni, è ormai diffusa in tutto il mondo per avere dedicato la sua vita all'apostolato, alla formazione dei giovani e all'aiuto dei più bisognosi, dei poveri, degli anziani, degli indifesi. "La sua azione sociale - è stato detto - si è ispirata ai concetti cristiani della dignità dell'uomo, auspicando una società che promuova uno sviluppo umano basato sui principi della giustizia, della carità e dell'equità. In un'epoca di relativismi, il Padre Hurtado considerava il bene comune e la giustizia come ideali sui quali dovevano organizzarsi la società e tutte le strutture che la sostengono: la famiglia, lo Stato, l'economia, le associazioni aziendali e sindacali, la Chiesa". Il suo nome resta ancora oggi legato all'Hogar de Cristo, struttura di accoglienza per gli emarginati, di cui è stato il fondatore.

     

    SPAGNA: Dottorato al P. Rupnik

    Il 18 ottobre scorso l'Universidad Francisco de Vitoria (Madrid) ha celebrato il solenne atto di investitura del Padre Marko Rupnik S.J. come dottore honoris causa "per la sua ampia e brillante carriera di artista, professore e scrittore che lo rendono una persona impegnata nella propria vocazione, che sa unire nelle sue opere arte, fede e cultura mostrando con chiarezza, nel dialogo, i  misteri della vita spirituale dell'uomo che si riflette particolarmente nelle sue icone". Con questo dottorato l'università ha voluto riconoscere non solo un'opera molto vasta e presente in più di cento chiese e cappelle di tutti i continenti, ma anche l'insegnamento, la capacità di mostrare un cammino ed insegnare un metodo. Il "padrino" è stato José Ángel Agejas Esteban, della Facoltà delle Comunicazioni, che è stato incaricato di leggere la laudatio. José Ángel Agejas ha spiegato che "a Rupnik da piccolo piaceva il colore. Nel villaggio natale della sua Slovenia, dove suo papà era agricoltore, apprese l'arte della vita: il rispetto per la materia e la chiamata di Dio a collaborare nella trasformazione spirituale del mondo. Egli ci invita, con la sua arte e i suoi libri, a contemplare il Mistero. La plasticità dei suoi mosaici provoca l'esperienza di accostarci allo Spirito. In essi incontriamo un dialogo orante tra la forza espressiva del colore, la materia e l'ispirazione della tradizione orientale. I suoi mosaici trasfigurano un luogo fisico in uno spazio liturgico, nell'espressione del volto del Risuscitato, che con la sua redenzione ha fatto nuove tutte le cose". 

     


    Gesuitica

     

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