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    Vol. XVII, No. 25 15 novembre 2013

    Padre Generale

     

    Commemorazione del secondo centenario

    della Ricostituzione della Compagnia

     

    Cari fratelli e amici nel Signore,

     

                   Quasi due anni fa, il 1 gennaio 2012, scrissi a tutti i Superiori Maggiori chiedendo loro di avviare la preparazione per la commemorazione, nel 2014, del secondo centenario della Ricostituzione della Compagnia di Gesù. Con questa lettera desidero invitare ogni gesuita, tutti i nostri collaboratori, ogni comunità, opera apostolica, Regione e Provincia della Compagnia a commemorare il 200° anniversario della Ricostituzione della Compagnia nel 2014 con gratitudine umile e sincera al Signore, con il desiderio di imparare dalla nostra storia, e come occasione di rinnovamento spirituale e apostolico.

     

                   Il 2014 sarà un anno importante per lo studio della nostra storia come Compagnia. In molte  parti del mondo sono stati programmati studi approfonditi, pubblicazioni, incontri e conferenze accademiche per promuovere una più profonda conoscenza e comprensione delle complesse realtà della Soppressione e Ricostituzione della Compagnia:  gli eventi, le cause, gli importanti protagonisti e le conseguenze. Sono grato per tutto il lavoro fatto, e mi auguro che quest'importante opera di ricerca storica e di studio continuerà anche dopo il 2014. Come tutti sappiamo, la memoria e l'identità sono profondamente legate tra loro. Quanto più ricordiamo la nostra storia e la conosciamo più a fondo, tanto meglio comprendiamo noi stessi e la nostra identità come corpo apostolico nella Chiesa.

     

                   Allo stesso tempo, chiedo che nel corso del 2014 lo studio storico sia approfondito nella preghiera personale e comunitaria, nella riflessione e nel discernimento. Credo che il modo migliore per entrare spiritualmente in questo anno speciale - il 200° anniversario della Bolla papale Sollicitudo omnium ecclesiarum, di Papa Pio VII del 7 Agosto 1814 - è di chiedere la grazia che propone Sant'Ignazio nella Contemplatio ad amorem: chiedere al Signore "una conoscenza interna di tanto bene ricevuto, perché riconoscendolo interamente io possa in tutto amare e servire sua Divina Maestà in tutte le cose" (Es. Sp. 233). In altre parole, non vogliamo che la nostra attenzione sia focalizzata unicamente sul passato. Desideriamo capire e apprezzare meglio il nostro passato in modo da poter procedere nel futuro con "rinnovato impulso e fervore" (GC35, Decreto 1) per la nostra vita e missione oggi.

     

                   Vorrei ora proporre alcuni possibili temi per la preghiera, il discernimento e la riflessione per il prossimo anno.

     

    • 1. Fedeltà creativa: Che cosa significa per noi oggi che la Compagnia, che fuori dell'impero russo durante la Soppressione perse tutto, fu in grado di ricominciare senza risorse? Inoltre, cosa potremmo imparare dai tentativi della Compagnia ricostituita di essere fedele all'eredità ignaziana in circostanze fortemente cambiate?
    • 2. Amore per il nostro Istituto:Secondo un'importante lettera dal titolo: Sull'amore per la Compagnia e il nostro istituto (1830) scritta da una delle figure più significative della Compagnia ricostituita, il P. Generale Jan Roothaan, una tentazione di alcuni gesuiti della neo-ricostituita Compagnia era di amarla, potremmo dire, in un modo esterno o superficiale: di considerare come ricchezze l'avere molte istituzioni; l'onore di essere stimati dagli altri; l'orgoglio di essere di nuovo potenti e influenti. Invece P. Roothaan ha cercato di promuovere l'amore per la realtà interiore della Compagnia: il suo Istituto, il suo spirito e i suoi valori, il suo modo di procedere radicato negli Esercizi Spirituali. Quale è per noi oggi il significato di questa chiamata a focalizzarci soprattutto sulla conoscenza e sull'amore del nostro Istituto?
    • 3. Amicizia Fraterna: Un'altra importante figura di quel periodo è stato S. Giuseppe Pignatelli, che durante i difficili momenti dell'espulsione e senza una fissa dimora mantenne uniti, rafforzò e incoraggiò i suoi confratelli. Anche durante la soppressione continuò a mantenere la comunicazione, l'amicizia e la speranza tra gli ex-compagni. La testimonianza di coloro che si preoccuparono dei confratelli durante il tempo della crisi, cosa ci dice oggi che siamo chiamati dalla CG35 a vivere la "comunità come missione"?
    • 4. Missione universale: Una delle caratteristiche della Compagnia ricostituita fu il notevole spirito e attività missionaria. Durante il generalato di P. Roothaan, il 19% dei 5.209 membri della Compagnia operavano al di fuori della Provincia nella quale erano entrati. Le origini di molte Province dell'Asia, Africa, America e Australia risalgono a quel periodo della Compagnia ricostituita. Quale potrebbe essere per noi oggi il significato di questo forte senso della missione universale nella Compagnia nuovamente ricostituita?
    • 5. Fede nella Provvidenza: I nostri antenati nella Compagnia vissero durante tempi travagliati: la Soppressione; la precaria sopravvivenza della Compagnia nell'impero russo; il riconoscimento in vari luoghi della Compagnia fino alla sua universale Ricostituzione nel 1814; i fragili e difficili inizi della Compagnia ricostituita.Cosa possiamo imparare dalla paziente sopportazione, fortezza d'animo, fede e fiducia nella Provvidenza Dio e nella presenza dello Spirito dei nostri fratelli durante quel tumultuoso periodo?

     

                   Desidero confermare ciò che chiedevo per l'anno 2014 nella mia lettera precedente: cioè che la nostra commemorazione della Ricostituzione - che ufficialmente comincia il 3 gennaio 2014, festa del Santissimo Nome di Gesù, e termina il 27 settembre, anniversario della conferma della Compagnia nel 1540 - eviti ogni apparenza di trionfalismo oppure orgoglio. Tuttavia, anche se in modi semplici e modesti, mi auguro che ogni comunità, Regione e Provincia della Compagnia si sforzi di commemorare questo anniversario in modo memorabile come pure significativo, sia personalmente che comunitariamente.

     

                   Guardando a questa pietra miliare nella nostra storia, rendiamo umilmente grazie a Dio perché la nostra minima Compagnia continua ad esistere anche oggi: che nella Compagnia possiamo continuare a trovare una via a Dio nella spiritualità di S. Ignazio; che possiamo continuare a crescere con il sostegno e lo stimolo dei nostri fratelli nella comunità; che possiamo ancora sperimentare il privilegio e la gioia di servire la Chiesa e il mondo, specialmente nei più bisognosi, attraverso i nostri ministeri.  Prego affinché la nostra riconoscente commemorazione di questo 200° anniversario della Ricostituzione della Compagnia possa essere benedetto da una più profonda appropriazione del nostro stile di vita e un più creativo, generoso e gioioso impegno a offrire la nostra vita al servizio della maggior gloria di Dio.

     

    Sinceramente nel Signore

           Adolfo Nicolás, S.J.

                                                                                                          Preposito Generale

    Roma, 14 novembre 2013

    Festa di S. Giuseppe Pignatelli

     

    (Originale: inglese)