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    Vol. XVII, No. 28 17 dicembre 2013

    Dalla Curia

     

    Pietro Fabro è Santo

     

    Pietro Fabro (o Favre) è stato proclamato santo oggi, 17 dicembre. Papa Francesco ha canonizzato  uno dei primi compagni di Sant'Ignazio, estendendone il culto alla Chiesa universale. Si tratta di una canonizzazione cosiddetta "equipollente", secondo la quale il Papa, di sua autorità, estende alla Chiesa universale il culto e la celebrazione liturgica di un santo, una volta verificate certe condizioni già precisate dal Papa Benedetto XIV (1675-1758).Questa prassi è stata utilizzata dallo stesso Papa Francesco per la canonizzazione della beata Angela da Foligno il 9 ottobre scorso, e dai suoi predecessori Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, Giovanni XXIII e altri.

     

    La canonizzazione del beato Pietro Fabro riveste un significato particolare perché è un modello di spiritualità e di vita sacerdotale dell'attuale Pontefice e al tempo stesso uno dei riferimenti importanti per comprendere il suo stile di governo. Vissuto sul crinale di un'epoca che vide minata l'unità della Chiesa - come ha scritto la giornalista Stefania Falasca - Fabro, rimanendo sostanzialmente estraneo alle dispute dottrinali, indirizzò il suo apostolato alla riforma della Chiesa divenendo un precursore dell'ecumenismo. E quanto il suo esempio sia radicato nell'orizzonte pastorale di Papa Francesco lo si avverte nel sintetico ritratto che egli ne ha fatto nell'intervista rilasciata a La Civiltà Cattolica, in data ...rilevando alcuni aspetti essenziali della sua figura: «Il dialogo con tutti, anche i più lontani e gli avversari, la pietà semplice, una certa ingenuità forse, la disponibilità immediata, il suo attento discernimento interiore, il fatto di essere uomo di grandi e forti decisioni e insieme capace di essere così dolce, dolce».

     

    La fisionomia del  Fabro è quella di un contemplativo in azione, di un uomo attratto da Cristo, appassionato alla causa dei fratelli, sperimentato nel discernere gli spiriti, dedito al ministero sacerdotale con pazienza e mitezza, donando se stesso senza sperare alcuna ricompensa umana. Fabro incontra Dio in tutte le cose e in tutti gli ambienti, anche i più freddi e ostili. Nel suo Memoriale, che è uno dei documenti principali della spiritualità degli inizi della Compagnia di Gesù, la sua vita è concepita come cammino, un viaggio nelle diverse regioni d'Europa sull'esempio di Cristo: itinerante per obbedienza, sempre attento a compiere la volontà di Dio e non la propria.

     

                Questi stessi aspetti sono espressi anche in una lettera del Padre Generale della Compagnia di Gesù, P. Adolfo Nicolás in una lettera a tutta la Compagnia che porta la stessa data.