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    Vol. XVIII, No. 20 22 settembre 2014

    DALLA CURIA


    Incontro dei Presidenti delle Conferenze. Dal 15 al 18 settembre il Padre Generale ha incontrato a Roma i Presidenti delle Conferenze dei Provinciali per aiutarli ad approfondire il senso del carattere universale della Compagnia, avere una migliore conoscenza delle priorità della Compagnia nel mondo e per lavorare insieme per un ulteriore sviluppo della collaborazione regionale e globale (CG 34, decreto 21, n. 25). I Padri Timothy P. Kesicki (JCU) e George Pattery (JCS) si sono uniti al gruppo in sostituzione dei Padri Thomas H. Smolich e S. Edward Mudavassery che hanno terminato quest'anno il loro servizio. Tra gli argomenti all'ordine del giorno c'erano l'apostolato intellettuale, la ristrutturazione del governo della Compagnia al servizio della missione, la formazione intellettuale dei gesuiti, il voto di castità e la protezione dei minori.


    DALLE PROVINCE

     

    AFRICA: Un libro di teologia sull'Aids

    La pubblicazione di un libro di teologia dedicato all'Aids in Africa è il nuovo progetto al quale sta lavorando l'AJAN, il network dei gesuiti africani contro l'Aids. L'uscita del volume, intitolato: Le attuali prospettive cristiane sul virus dell'Hiv/Aids in Africa: una riflessione teologica, le crisi della salute pubblica e la trasformazione sociale, è prevista nel 2015. Dall'inizio della pandemia, più di 30 anni fa, molti teologi cristiani hanno condiviso le loro riflessioni sull'argomento e numerosi documenti sono stati pubblicati dai vescovi cattolici africani per guidare i fedeli, ma fino ad ora è mancata un'analisi teologica esaustiva in una prospettiva africana. Un vuoto che il nuovo volume si propone di colmare, avvalendosi dei contributi di esperti in vari rami della teologia. Ogni contributo partirà dall'assunto che l'Aids non è solo un problema sanitario, ma si inserisce nel contesto di uno sviluppo umano integrale e di giustizia sociale che richiede una risposta globale. In questa prospettiva, i contributi saranno quindi interdisciplinari ed elaborati sulla base delle informazioni contestualizzate fornite dalla scienza, dalle ricerche sulla pace, da studi giuridici e sui diritti dell'uomo, dalla biomedicina e dalla filosofia. Il tutto senza perdere di vista il tema centrale della teologia. L'opera vuole offrire una metodologia e degli strumenti che potranno essere utili per future riflessioni teologiche su altre nuove pandemie ed epidemie.

     

    AUSTRALIA: Il pianeta è la nostra casa

    Non vi è nessuna istituzione così vecchia da non avere più nulla da imparare, e la Chiesa cattolica deve impegnarsi a imparare come cambiare i suoi comportamenti in relazione alle questioni ecologiche. Lo ha affermato il P. José Mesa, Segretario per l'educazione primaria e secondaria presso la Curia di Roma e uno dei principali relatori al recente Colloquio JCAP di Sydney. Con il titolo "Il pianeta è la nostra casa", il Colloquio ha riunito delegati provenienti da nove paesi per discutere il ruolo che le scuole della Compagnia di Gesù possono avere nella riconciliazione con il creato. "Nel passato abbiamo considerato l'ambiente naturale come materia prima per le nostre comodità, ma ora dobbiamo vedere noi stessi come parte del mondo naturale", ha dichiarato P. Mesa. P. Pedro Walpole, gesuita ambientalista, ha dichiarato che la riconciliazione con il creato inizia con la semplificazione della propria vita, l'accettazione delle imperfezioni e la decisione di lasciare che le cose si ricompongano. Le implicazioni pratiche della pressione ambientale e il suo ruolo nell'educazione sono stati sottolineati dal P. Benny Juliawan, S.J., coordinatore della Migration Network della Jesuit Global Ignatian Advocacy Network. Egli ha dichiarato che il progresso è una delle forze trainanti della distruzione del nostro pianeta, e che le scuole della Compagnia sono in parte responsabili per inculcare queste spinte ai nostri studenti. Ciò crea un conflitto tra l'ideale di imprenditorialità e il concetto gesuita di uomini e donne per gli altri, e sfida le scuole a favorire un corpo studentesco che vede il servizio agli altri come più appagante della realizzazione materiale.

     

    GUYANA: Festival del cinema

    L'edizione 2014 del Loyola Documentary Film Festival ha lodato l'opera dei registi di documentari in Guyana. Il Festival era stato organizzato dalla TV cattolica della Guyana, un'opera dei gesuiti di questo paese, e si è svolto con il sostegno del Ministero della Guyana per la cultura, la gioventù e lo sport. "Il Loyola Documentary Film Festival intende promuovere e creare consapevolezza tra le persone su questioni socio-economiche e culturali che ci riguardano come nazione", ha dichiarato Padre Justin Prabhu S.J., direttore della TV cattolica della Guyana. Obiettivo del Festival è documentare i problemi di sussistenza che colpiscono i poveri delle zone rurali e urbane di tutto il paese ed evidenziare le situazioni che influenzano la sopravvivenza e i diritti umani della popolazione. La Guyana è l'unico paese di lingua anglofona del continente sudamericano. I gesuiti vi giunsero per la prima volta nel 1857. Oggi il loro lavoro comprende l'apostolato pastorale nelle aree remote come Pakaraimas e Rupununi come anche nella capitale Georgetown, oltre alla formazione degli adulti, la catechesi e l'evangelizzazione.

     

    INDIA: La prima università dei gesuiti

    Si chiama Jesuit Xavier University (Xu) ed è la prima università dei gesuiti in India, inaugurata nel luglio scorso a Bhubaneswar, nello Stato di Orissa. Il nuovo ateneo vuole essere un centro nel quale si uniscono insieme eccellenza accademica e promozione dei valori etici. La Jesuit Xavier University è la prima università digitale dell'India, la prima università cattolica dello Stato di Orissa e la quarta nel Paese. Sarà un centro innovativo di ricerca. Nel discorso di benvenuto Padre Paul Fernandes S.J., ha definito la Xu un «dono di Dio per noi. Lo riceviamo con gratitudine e ci impegniamo per la sua costituzione e la sua crescita. Speriamo che questa università continui a essere ispirata agli ideali della Compagnia di Gesù, vale a dire essere progettuale, innovativa, orientata alla ricerca e aperta a tutti. Ci auguriamo che essa dia un contributo non solo all'amministrazione ma a tutti i campi dello sviluppo umano, che contribuisca alla costruzione di una nuova società, trasformando il volto del mondo». Caratteristica unica della Jesuit Xavier University è che circa il 50 per cento dei posti è riservato agli studenti residenti nello Stato di Orissa. «Questa università - ha detto monsignor John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar - sarà una madre amorevole per dare alla luce futuri filosofi, grandi scienziati, eminenti pensatori e statisti eccezionali per il nostro Paese e per il mondo».

     

    INGHILTERRA: Studente vince un premio

    Un giovane musicista di talento del Mount St Mary's College diretto dai gesuiti nel Derbyshire, ha vinto, nella categoria junior, il prestigioso premio BBC Proms Inspire Young Composer of the Year. La composizione vincitrice, del diciassettenne Harry Castle, sarà eseguita da musicisti professionisti alla stagione concertistica della BBC di quest'anno. Sarà anche trasmessa dalla BBC su Radio 3.  Quest'anno il concorso BBC Proms Inspire Young Composer of the Year ha attirato centinaia di concorrenti, giovani compositori tra i 12 e i 18 anni di età. Il concorso è nato nel 1978 ed è rinomato perchè permette la scoperta di nuovi talenti. Harry ha dichiarato: "Sono estremamente felice di esser stato scelto come uno dei vincitori di quest'anno. Ho sempre tenuto in grande considerazione coloro che hanno vinto il concorso negli anni passati e mi sembra incredibile che ora io sia uno di loro!  Sono molto entusiasta delle opportunità che offre il concorso e non vedo l'ora di ascoltare l'esecuzione del mio pezzo". Lucy Kitchener, responsabile delle classi di musica al Mount St. Mary's College, ha definito il premio un risultato eccezionale. In qualità di vincitore della categoria junior di quest'anno Harry sarà anche invitato a comporre un brano per l'Orchestra Aurora, un ensemble professionale da camera con sede a Londra.

     

    ROMA: Centro S. Pietro Favre

    Il Consiglio Direttivo della Pontificia Università Gregoriana di Roma ha accolto la proposta del P. Jaime Emilio González Magaña, S.J. di cambiare il nome del CIFS (Centro per la Formazione dei Formatori al Sacerdozio e alla Vita Consacrata) in Centro "San Pietro Favre". "Pietro Favre - spiega P. González Magaña, fino all'agosto scorso direttore del Centro - fu il primo compagno di Ignazio di Loyola ed è l'esempio più chiaro di un sacerdote che si lascia formare. Ignazio di Loyola si impegnò per ben quattro anni nell'accompagnamento diligente e ravvicinato del suo amico e compagno di stanza. Insieme, all'inizio del 1534, realizzarono gli Esercizi Spirituali nelle vicinanze di Saint Jacques (Parigi). Da allora, Favre penetrò come nessun altro nella conoscenza interna di questo metodo di conversazione tra il Creatore e la creatura, con un dono speciale nel condividere questa conoscenza con il prossimo". Dal 1° settembre, il nuovo direttore del Centro è P. Stanislaw Morgalla, S.J.

     

    SPAGNA: Il Cammino Ignaziano

    Il 31 luglio, in occasione della festività di Sant'Ignazio, è stato annunciato che il prossimo anno dal 31 luglio 2015 al 31 luglio 2016 si celebrerà il primo anno giubilare del Camino Ignaciano. E' stato anche annunciato che fra sei anni, dal 31 luglio 2021 al 31 luglio 2022, si terrà il secondo anno giubilare che coinciderà con la celebrazione del quinto centenario della conversione di Iñigo de Loyola e del suo pellegrinaggio a Manresa. La chiusura dei due anni giubilari coinciderà con la celebrazione della solennità di Sant'Ignazio. La tradizione del pellegrinaggio ai santuari di Loyola e Manresa, popolare fin dal XVII secolo dopo la canonizzazione di Sant'Ignazio e San Francesco Saverio, è cresciuta nel corso del XX secolo e l'inizio del XXI. Il Camino Ignaciano è nato con lo scopo di veicolare la pietà popolare attraverso una proposta di pellegrinaggio che ricordi l'itinerario percorso da Ignazio di Loyola nel 1522 (maggiori informazioni su www.caminoignaciano.org). Il lavoro di realizzazione di questo nuovo percorso, iniziato alla fine del 2010, ha portato alla creazione della Obra Apostólica Camino Ignaciano (OACI) della Compagnia di Gesù, costituitasi ufficialmente il 31 luglio scorso. La sua missione sarà mantenere vivo lo spirito ignaziano nei quasi 700 km. di percorso che uniscono il santuario di Loyola con quello della Cova di Manresa.

     

    TAIWAN: Omaggio a Giuseppe Castiglione

    L'anno cinese del cavallo è iniziato ufficialmente lo scorso 31 gennaio accendendo di fatto i riflettori su un altro gesuita italiano: Fratel Giuseppe Castiglione (1688-1766), famoso per i suoi dipinti di cavalli imperiali. Castiglione giunse in Cina nel 1715 come missionario ma fu trattenuto a corte dall'imperatore Kangxi per il suo talento nella pittura e in seguito gli fu conferito il titolo postumo di "Viceministro". Nonostante l'elevata posizione di cui godeva a corte, egli rimase un uomo semplice ed umile che non trascurò mai la sua vocazione missionaria. La sua opera più nota è un rotolo lungo 7,7 metri raffigurante ben 100 cavalli considerato uno dei capolavori dell'arte cinese. La maggior parte della sua produzione artistica si può ammirare al National Palace Museum di Taipei. Secondo l'agenzia AsiaNews, il Museo ha digitalizzato il suo celebre dipinto "100 cavalli" utilizzando sei proiettori ad alta risoluzione per creare un'animazione che circonda gli spettatori. La mostra è stata inaugurata alla presenza di rappresentanti delle varie delegazioni straniere. Un altro evento significativo per commemorare la figura di Giuseppe Castiglione è la produzione di un film-documentario su di lui ad opera del Kuangchi Program Service (KPS) di Taipei in collaborazione con la Jangsu TV di Nanchino, la terza rete televisiva cinese per importanza (Vedi il nostro Bollettino n.12, 20 maggio 2014).