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    Vol. XIX, No. 18 9 novembre 2015

    PADRE GENERALE

     

    Addis Abeba, Etiopia

    2 novembre 2015

    Il Padre Generale, Adolfo Nicolás, accompagnato dal P. Fratern Masawe, Assistente dell'Africa, e dal P. Douglas Marcouiller, Assistente di Canada e Stati Uniti, è arrivato ad Addis Abeba (Etiopia) lunedì 2 novembre. Ad accoglierlo vi erano il Provinciale, il P. Joseph Afulo, i PP. Odomaro Mubangizi e Fidelis Udahemuka, e i membri della comunità dei gesuiti di Notre Dame. Dopo un breve riposo, il P. Generale ha presieduto la messa per gli ultimi voti del P. Odomaro Mubangizi, S.J., a cui hanno partecipato i membri della Comunità di Vita Cristiana, le Suore missionarie della Carità, e altri religiosi e amici.

    Nell'omelia, il P. Generale ha affrontato tre punti principali. Il primo punto riguardava la chiamata di Dio a coloro che trasmettono la sua parola. Ha spiegato che Gesù ha bisogno di collaboratori che diffondano il messaggio di Dio; ciò significa che il messaggero non ha mai un messaggio personale. Ed è così, secondo il P. Generale, che il Papa presenta se stesso. "Lui non vuole trasmettere un messaggio personale. Se così fosse, parlerebbe della grandezza del sacerdozio, e di tutte le cose che preti e seminaristi sembrano dire. Parla di servizio e dice che il pastore deve essere simile alle sue pecore; deve stare loro vicino e accompagnarle nel quotidiano. Questo è quello che speriamo tutti per noi stessi: essere dei buoni pastori. Il lavoro è molto impegnativo, perciò richiede il nostro pieno coinvolgimento."

    Il secondo punto riguardava il "mistero della chiamata". Il modo in cui Dio ci chiama è un mistero e il modo in cui percepiamo questa chiamata è altrettanto misterioso. "Dobbiamo rispettare il mistero, di cui gli ultimi voti sono l'ultimo gradino; è il momento in cui un professo si vota alla castità e all'obbedienza davanti a tutti noi. Dio ha vie davvero misteriose. Anche quando facciamo un accurato discernimento, ci sono alcune cose che non riusciamo a spiegare; e per questo abbiamo bisogno di quello che in Asia chiamano il terzo occhio. Vorrei tanto che tutti i nostri formatori avessero il terzo occhio, perché è grazie a quello che si riesce a vedere il cuore di una persona. Quando ricevo le informazioni per gli ultimi voti dei nostri compagni, e vi leggo solo aspetti esteriori di una persona, come ad esempio che va a messa tutti i giorni, rimango perplesso perché questo non mi dice niente. Conosco persone che vanno a messa tutti i giorni e che non sanno perdonare. Preghiamo perché tutti noi possiamo avere questo 'terzo occhio'".

    L'ultimo punto riguardava le beatitudini. Il P. Generale ha spiegato che il contenuto delle beatitudini richiede introspezione. "Le beatitudini sono uno dei messaggi che richiede totale devozione, una totale fiducia in Dio, e introspezione. Nel Buddhismo si tenta di demolire il pensiero logico; nel demolire il nostro modo di pensare iniziamo a pensare spontaneamente come Dio. Pensiamo che sia naturale reagire come le beatitudini. Questa è la chiamata, non ho alcun dubbio in proposito. Le beatitudini dovrebbero venire dal cuore per giungere a una tale introspezione che non può che renderci poveri, umili e misericordiosi, oltre che "affamati" di giustizia sociale. Questo è il messaggio di tutte le encicliche del Papa. Oggi preghiamo perché, non solo il P. Odomaro ma tutti noi qui presenti, possiamo diventare testimoni di questo Vangelo del cuore, un Vangelo che ci cambierà. Come è scritto nella Bibbia, la parola di Dio è dolce sulla bocca ma amara nello stomaco, perché opera un cambiamento in noi". Il P. Generale ha concluso la messa chiedendo agli astanti di pregare perché questo si avveri per tutti noi e perché "il nostro fratello Odomaro diventi anche il nostro testimone".

    Dopo la messa, il P. Generale ha benedetto le fondamenta della futura sala principale del Centro Galilea per i ritiri spirituali.

     

    Addis Abeba, Etiopia

    3 novembre 2015

    Il Padre Generale, accompagnato dai PP. Fratern Masawe, Douglas Marcouiller, Joseph Afulo, Odomaro Mubangizi e Atakelt Tesfay, ha visitato la città di Bahar Dar, dove si trova la scuola dei gesuiti Abay Mado Catholic Academy. Abba Groum Tesfaye e il Vescovo Lisane-Christos Matheos hanno ricevuto gli ospiti all'aeroporto e poi li hanno portati a fare un breve giro turistico della città. Hanno visitato il complesso edilizio della chiesa ortodossa St. Giorgis in cui si trova la residenza del P. Pedro Paez. Hanno anche avuto la possibilità di visitare la più che quattrocentenaria residenza. In seguito, hanno preso la macchina per recarsi alla Abay Mado School, dove sono stati accolti da tutti gli alunni, che hanno fatto a gara per stringere la mano al P. Generale e agli altri ospiti. Dopo il caloroso benvenuto, hanno fatto un rapido giro del complesso edilizio della scuola, prima di visitare alcune classi. Il P. Generale ha poi avuto un colloquio più approfondito con il direttore, Abba Groum Tesfaye, sul futuro della scuola. Dopo l'incontro, gli ospiti hanno raggiunto gli allievi per una foto di gruppo. Insieme al Vescovo di Bahar Dar, sua eminenza Lisane-Christos Matheos, gli ospiti hanno potuto condividere il pranzo con gli insegnanti e una rappresentanza dei genitori.

    Nei loro interventi, il P. Groum e il Vescovo Lisane-Christos Matheos hanno delineato una breve storia della fondazione della scuola. Il P. Atakelt Tesfay, ex direttore della scuola, ha ricevuto un regalo da parte della scuola. Alla fine della visita, il P. Generale ha incoraggiato i presenti a diventare come giraffe, perché le giraffe hanno un grande cuore. "Le giraffe hanno un punto di vista privilegiato. Ho letto tanti libri sulla leadership, e in ognuno di essi c'è scritto che un leader deve avere un ideale, ma anche l'abilità di condividerlo con i suoi collaboratori. Questo stesso discorso si applica anche al direttore di una scuola e di chiunque voglia diventare un leader. Perciò facciamo come le giraffe".

    Il Padre Generale ha poi benedetto le fondamenta della futura residenza dei gesuiti. Le parole conclusive e la preghiera sono state espresse dal Vescovo Lisane-Christos Matheos che, insieme ad Abba Groum, ha riaccompagnato gli ospiti all'aeroporto. Poco dopo l'arrivo, il P. Generale e il gruppo che era con lui hanno celebrato la messa, presieduta dal P. Masawe, presso la residenza dei gesuiti di Addis Abeba, e poi hanno cenato.

    La mattina successiva, il 4 novembre, il P. Generale e il suo gruppo sono partiti per Wau, in Sudan del Sud.

     


    DALLE PROVINCE


     

    INDIA: Garantire la dignità e i diritti degli emarginati

    Building Lok Manch (Forum popolare) è un'iniziativa dei Centri sociali dei gesuiti in India, mirata a garantire, a livello nazionale, dignità e diritti agli emarginati. Si tratta di una consociazione di 100 organizzazioni (50 gesuite e 50 laiche) che si prefiggono di potenziare l'accesso alle tutele previste dalle leggi nazionali come la Legge sulla sicurezza alimentare e dai programmi riguardanti l'acqua, i servizi sanitari e l'igiene pubblica. Vi saranno interessate 300.000 famiglie, per le quali avranno competenza circa 5.500 leader locali di 13 stati (in India, 15 province gesuite). Nei giorni 18-21 settembre si sono riuniti a Mumbai tutti i Coordinatori dell'Azione sociale per discutere i dettagli dell'iniziativa, con il risultato di una maggiore chiarezza di vedute e l'individuazione di tutta una serie di modalità e mezzi per la migliore attuazione del Building Lok Manch.

     

    CAMBOGIA: Risposta dei gesuiti alla Laudato si'

    Dopo la pubblicazione della Laudato si' a maggio e la risposta della Conferenza dei gesuiti dell'Asia Pacifico a luglio, i gesuiti della Cambogia si sono riuniti per riflettere sull'enciclica del Santo Padre e per ideare una risposta alla sua chiamata nel loro lavoro. Hanno notato che "la lettera del Papa si rivolge in maniera toccante a noi e alla nostra realtà quotidiana. Lo scorso anno, la Cambogia si è classificata prima al mondo per la deforestazione tra il 2001 e il 2014, con effetti risentiti maggiormente dai più poveri...". L'incontro ha condotto alla promessa di "impegnarci, come singoli e come comunità, a rispondere alla chiamata del Papa tramite cambiamenti nel nostro stile di vita e nel nostro modo di operare qui in Cambogia. Ci impegniamo anche ad accompagnare e aiutare le comunità povere, che subiscono maggiormente gli effetti del cambiamento climatico, specialmente i gruppi indigeni, come le popolazioni Kuy. Questo lavoro potrà non essere possibile per tutti noi, ma daremo sicuramente un sostegno e un incoraggiamento a coloro che vi riusciranno".

     

    ROMA: Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia

    Dal 16 al 20 novembre si terrà un incontro internazionale a Loyola (Spagna) dal titolo "Networking for Justice". Vi si riuniranno i principali gruppi del Global Ignatian Advocacy Network (GIAN), i delegati per la Giustizia Sociale di tutte le Conferenze della Compagnia di Gesù, i rappresentanti dello Xavier Network e di altre reti a livello mondiale della Compagnia. L' incontro è organizzato dal Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia della Compagnia di Gesù e fa parte di un'opera più ampia di promozione della rete a livello mondiale quale mezzo di incentivazione della giustizia sociale. L'obiettivo dell'incontro del "Networking for Justice" è valutare fino a che punto il lavoro in rete nella Compagnia di Gesù abbia contribuito al compimento della sua missione di lotta per la giustizia. Ha lo scopo di individuare e comunicare le più importanti conclusioni acquisite, e di proporre misure concrete per un ulteriore miglioramento di questo lavoro. Il sito Networking for justice è stato messo in rete recentemente per poter fornire continui aggiornamenti sull'incontro. Un corso online intensivo di informazione sarà disponibile prima, durante e dopo quest'importante incontro. A questo scopo, chi fosse interessato alla rete della Compagnia di Gesù a livello mondiale può anche iscriversi alla newsletter, in modo da poter essere costantemente aggiornato sull'argomento. Per maggiori informazioni, è attualmente disponibile anche un video di presentazione.

     

     

    HONDURAS: Premio Internazionale Rafto a un gesuita honduregno

    Il 1 novembre, il P. Ismael Moreno Coto, meglio noto come Padre Melo, un attivista radiofonico a favore dei diritti umani, ha ricevuto il Premio Rafto 2015 a Bergenn, in Norvegia. Il premio viene assegnato come riconoscimento dell'utilizzo dei media in difesa della libertà di espressione e dei diritti fondamentali dell'uomo in Honduras. Padre Melo è un impavido portavoce che si adopera senza sosta per la ricerca e l'informazione delle cause della violenza e degli abusi commessi su gruppi vulnerabili della società. È a capo di due importanti organizzazioni per i diritti umani nella città di El Progreso in Honduras, vale a dire Radio Progreso e Equipo de Reflexión, Investigación y Comunicación. Ha anche fondato l'edizione honduregna della rivista regionale Envío e la rivista honduregna A Mecate Corto, che si occupano entrambe dell'analisi dei problemi sociali locali.

     

    GOA: Monumento commemorativo in ricordo del primo gesuita lituano a Goa

    Il primo lituano che sia mai arrivato in India non vi è giunto in volo o per strada, ma ha coraggiosamente affrontato un viaggio in mare di cinque mesi per trascorrerne solo un paio a Goa. Si trattava, in realtà, di un sacerdote gesuita che è sbarcato a Goa il 22 agosto 1625, dopo aver percorso 9.091,2 Km dalla sua terra natale. Dopo quasi 400 anni, è stata eretta una stele commemorativa in ricordo di Andrius Rudamina, S.J. nel giardino della Se Cathedral nella vecchia Goa alla presenza dell'ambasciatore lituano in India. In contraccambio, un monumento al Mahatma Gandhi e al suo più stretto collaboratore Herman Kallenbach, di origine lituana, è stato inaugurato di recente in Lituania. Sebbene Rudamina sia rimasto a Goa soltanto per qualche mese, era conosciuto come uomo caritatevole e profondamente devoto, che si era messo al servizio dei malati e degli anziani.

     


    GESUITICA


     

    Negli ultimi due anni è nata in alcuni membri della famiglia Ignaziana una forte preoccupazione per il fatto che molti giovani vengono attratti da un violento fondamentalismo che rende perversa la fede religiosa.

    Tra i giovani vi è un profondo desiderio di votarsi a una causa, spesso in un contesto culturale nel quale è radicata la mancanza di speranza, la disperazione e l'edonismo. Papa Francesco ha lanciato una sfida ai giovani perché non perdano la speranza, dicendo che la cosa più triste è vedere un giovane che, come capita, ormai non ha più speranza.

    Un aspetto principale della formula dei voti dei gesuiti, e di alcuni membri della famiglia Ignaziana, è la "cura dei giovani". È basato sulla visione del Principio e Fondamento degli Esercizi: siamo stati creati per lodare, adorare e servire Cristo Nostro Signore. È espressa nella chiamata alla missione e al servizio della Chiamata di Cristo Re, ed esaltata nella contemplazione, quando riusciamo a vedere tutte le cose come provenienti dal Padre e a Lui restituite tramite l'opera di Cristo nel mondo.

    Nella nostra ricerca di nuove vie per condividere l'ispirazione e l'incoraggiamento dell'amore di Dio all'opera nel mondo, offriamo questa preghiera ai gesuiti e alle famiglie Ignaziane di tutto il mondo.

     

    Dio di ogni grazia,

    tu hai messo nel cuore della nostra vocazione

    una cura speciale per i giovani.

    Donaci, ti preghiamo, cuori e menti

    che riescano a comprendere i bisogni

    dei ragazzi e delle ragazze di oggi.

    Ispiraci con il tuo amore e la tua grazia

    perché possiamo condividere con gli altri questa ispirazione.

    Rendici segni della tua speranza e della tua gioia,

    che tu desideri tanto condividere con tutti gli uomini.

    Fa' che sappiamo incoraggiare i giovani

    a camminare nel sentiero della pace, della giustizia e del servizio

    senza violenza e senza odio,

    perché possano essere a loro volta

    fonte di ispirazione e di speranza per gli altri.

     

    Amen.

     

    Preghiera proposta a tutta la famiglia Ignaziana da alcuni suoi membri (Suor Gill Goulding, C.J., John O'Brien, S.J., Edmund Lo, S.J., e Matthew Charlesworth, S.J.) al Regis College, Toronto, ON; Canada.