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    Vol. XIX, No 20 4 dicembre 2015

    DALLE PROVINCE

     

    FILIPPINE: Celebrazione dei 25 anni di una casa internazionale di formazione

    Quest'anno si celebra il venticinquesimo anniversario della fondazione dell'Arrupe International Residence (AIR) di Manila, casa di formazione per scolastici della Compagnia nell'area Asia Pacifico. Scaturita dall'esigenza di una casa di formazione comune per questa zona dell'Asia, essa iniziò come casa per gli studenti di filosofia e teologia e per un paio di studenti che avevano appena terminato il noviziato; e tale è rimasta la composizione della comunità dell'AIR fino al 2012, anno in cui il programma di formazione è stato spostato in Indonesia. Collocato all'interno dell'Ateneo de Manila University, la storia dell'AIR è segnata dal sangue dei suoi due "martiri": Richard (Richie) Fernando, S.J., un gesuita in formazione della Provincia delle Filippine, morto in seguito all'esplosione di una granata, mentre tentava di trattenere uno studente agitato in Cambogia; e il P. Anchanikal T. Thomas, S.J., dell'India, ucciso per il suo impegno nella lotta per una giusta riforma fondiaria. Al momento, l'AIR ospita 49 gesuiti provenienti da 18 Province, Regioni e Missioni all'interno dei confini della Conferenza dei gesuiti dell'Asia Pacifico (JCAP), e oltre.

     

    GUYANA: riapertura della chiesa di Georgetown

    I cattolici della Guyana non vedono l'ora di assistere alla riapertura della storica chiesa del Sacro Cuore di Georgetown. E, mentre i gesuiti del luogo vedono la ricostruzione della chiesa come un segno di ciò che può accadere quando le persone uniscono le loro forze per un fine comune, essi sono anche entusiasti per gli ulteriori sviluppi della comunità cattolica in Guyana. Inizialmente gestita dai gesuiti, la chiesa del Sacro Cuore, costruita 155 anni fa in legno, è stata devastata da un incendio originato da una scintilla delle luci natalizie nel presepe sull'altare, il giorno di Natale del 2004. Oltre alla chiesa, furono completamente distrutte anche la canonica e la sala parrocchiale, insieme alla scuola pubblica del Sacro Cuore, dove erano custoditi cimeli unici che datavano fin dagli anni '30. Dopo quasi 11 anni, la chiesa riprenderà le sue attività il 6 dicembre 2015.

     

    JCAP: In preparazione del Magis dell'Asia Pacifico

    Il primo evento del Magis per la Conferenza dei gesuiti dell'Asia Pacifico (JCAP) comincerà il 26 dicembre 2015. Giovani provenienti da sette Province e Regioni della Conferenza convergeranno a Yogyakarta per un seminario di nove giorni. Organizzato dall'équipe del Ministero della Gioventù del JCAP, di recente formazione, e strutturato sul modello del programma di formazione del Magis, che i gesuiti in Indonesia hanno adottato per la formazione dei giovani dal 2008, il Magis del JCAP sarà di aiuto nell'incoraggiare la formazione Magis ignaziana in Asia Pacifico. I partecipanti sono personaggi chiave, scelti in base alle loro capacità di dare inizio e sviluppare la formazione del Magis nei loro rispettivi Paesi. I test del Magis a cui si sottoporranno li prepareranno alla Giornata Mondiale della Gioventù e Magis 2016 in Polonia, a luglio. Il programma del Magis del JCAP è diviso in due parti: incontro ignaziano ed esperimenti. Durante le sessioni dell'incontro ignaziano, i partecipanti verranno iniziati alla formazione del Magis e alle modalità di gestione di un programma, incluse lezioni di Spiritualità Ignaziana, e ai modi per reclutare, gestire e accompagnare i giovani nella formazione del Magis. A questo seguono tre giorni di esperimenti ignaziani su due temi: immersione socioculturale e pellegrinaggio.

     

    JCU: "Possiamo accogliere i rifugiati mantenendo allo stesso tempo la nostra sicurezza"

    La Conferenza dei gesuiti del Canada e degli Stati Uniti sta chiedendo ai membri del Congresso di opporsi ai tentativi di sospensione del programma statunitense per il ricollocamento dei rifugiati, o di restrizione del finanziamento per i rifugiati siriani e facenti parte di altri gruppi. La Conferenza si è unita ad altre 80 agenzie umanitarie, incluso il Servizio dei gesuiti per i rifugiati (JRS) degli Stati Uniti, nel firmare una lettera indirizzata ai rappresentanti del Congresso, in cui si faceva notare che gli Stati Uniti sono "un Paese accogliente con una società differenziata, e che il programma per il ricollocamento deve continuare a essere coerente con questa linea". La lettera è stata scritta dopo l'annuncio che un certo numero di governatori americani aveva intenzione di interrompere, negli Stati da loro rappresentati, il ricollocamento di rifugiati siriani, e che alcuni membri del Congresso avevano introdotto leggi per interrompere del tutto il ricollocamento dei rifugiati.

     

    KENYA: Papa Francesco in visita alla "Chiesa danzante dell'Africa"

    Durante il suo ultimo viaggio apostolico, Papa Francesco ha visitato tre Stati africani: Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Nel tipico stile africano, il Papa è stato accolto ad ogni tappa della visita con canti e danze. È stata una bella occasione, per il Papa e per molti del suo seguito, di saggiare per la prima volta la ricchezza delle culture africane. Durante la visita in Kenya, il Santo Padre ha fatto visita alla parrocchia dei gesuiti Saint Joseph the Worker (San Giuseppe lavoratore) a Kangemi, uno dei quartieri più poveri della capitale Nairobi. Il Padre Paschal Mwijage, S.J., è il parroco di Kangemi.

     

    KENYA: Estratto dal discorso di Sua Santità Papa Francesco a Kangemi

    Venerdì, 27 novembre 2015

    Grazie per avermi accolto nel vostro quartiere. Grazie all' Arcivescovo mons. [Martin] Kivuva e a Padre Paschal per le loro affettuose parole. In realtà, mi sento a casa mia, condividendo questi momenti con fratelli e sorelle che, non mi vergogno di dirlo, hanno un posto speciale nella mia vita e nelle mie scelte. Sono qui perché voglio che sappiate che le vostre gioie e le vostre speranze, le vostre angosce e i vostri dolori non mi sono indifferenti. Conosco le difficoltà che incontrate giorno per giorno! Come potrei non denunciare le ingiustizie che voi subite?

    Ma prima di tutto vorrei soffermarmi su un aspetto, che il linguaggio dell'esclusione non riesce a riconoscere o sembra ignorare. Mi riferisco alla saggezza dei quartieri popolari. Una saggezza che scaturisce da "un'ostinata resistenza di ciò che è autentico" (Enc. Laudato Si', 112), da valori evangelici che la società del benessere, intorpidita dal consumo sfrenato, sembrerebbe aver dimenticato. Voi "siete in grado di tessere legami di appartenenza e di convivenza che trasformano l'affollamento in un'esperienza comunitaria, in cui si infrangono le pareti dell'io e si superano le barriere dell'egoismo" (ibid. 149).

     

    SJES: Risposta delle comunità di fede agli obiettivi globali

    Lo scorso settembre, la Compagnia di Gesù ha preso parte, tramite il suo Segretariato per la giustizia sociale e l'ecologia (SJES), a due incontri, nel corso dei quali si sono esplorate modalità in cui le comunità di fede e le istituzioni religiose possono rispondere agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), attualmente meglio conosciuti come Obiettivi globali. Il direttore del SJES, Patxi Álvarez de los Mozos, S.J., ha preso parte al Meeting di Bristol sulle Fedi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che ha visto leader religiosi e rappresentanti delle Nazioni Unite riuniti a Bristol (Regno Unito) nei giorni 7-10 settembre 2015 per dibattere sul sostegno da accordare agli Obiettivi globali. Da questo incontro sono nati gli Impegni di Bristol, che vengono presentati nella pubblicazione intitolata Faith in the Future, come una serie di piani d'azione di 24 gruppi di fede e organizzazioni a sfondo religioso, fondati su una comune serie decennale di piani e di impegni, compresi quelli della Compagnia di Gesù. Per saperne di più...