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    Vol. XXI, No. 02 6 febbraio 2017

    NOMINE

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - il P. Juan Antonio Guerrero Alves (ESP) suo Delegato per le Case e le Opere Interprovinciali di Roma. Nato nel 1959, il Padre Guerrero Alves è entrato nella Compagnia nel 1979 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato Provinciale della Provincia di Castiglia dal 2008 al 2014. Nel 2014, si è trasferito nell'allora Regione di Mozambico (l'attuale Provincia di Zimbabwe-Mozambico) dove, fino a questa nuova nomina ha lavorato prima come Assistente Economo della Regione e più recentemente come Direttore dei progetti della Compagnia in Mozambico e Direttore della scuola S. Ignazio di Loyola. Il Padre Guerrero Alves sostituisce il P. Arturo Sosa (VEN) in qualità di Delegato.

     

    - il P. Agbonkhianmeghe Orobator (AOR) Presidente della Conferenza dei gesuiti di Africa e Madagascar (JESAM). Nato nel 1967, il Padre Orobator è entrato nella Compagnia nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. È stato Provinciale della Provincia dell'Africa Orientale (AOR) dal 2009 al 2014. Al momento, è il preside dell'Università dell'Hekima College, la scuola di teologia della Compagnia a Nairobi, in Kenya. Sostituisce il P. Michael Lewis (SAF) in qualità di Presidente della Conferenza.

     

    - il P. Franck Janin (BML) Presidente della Conferenza dei gesuiti d'Europa (CEP). Nato nel 1958, il Padre Janin è entrato nella Compagnia nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Fino a questa nomina, è stato Provinciale della Provincia del Belgio meridionale e del Lussemburgo, incarico che gli è stato affidato nel 2011. Sostituisce il P. John Dardis (HIB) in qualità di Presidente della Conferenza.

     

    - il P. Roberto Jaramillo Bernal (COL) Presidente della Conferenza dei gesuiti dell'America Latina (CPAL). Nato nel 1963, il Padre Jaramillo è entrato nella Compagnia nel 1981 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Il Padre Jaramillo è l'attuale Superiore dei gesuiti della Regione amazzonica brasiliana, oltre che Delegato del Presidente della Conferenza per il settore sociale. Sostituisce il Padre Jorge Cela (ANT) in qualità di Presidente della Conferenza. 

     


    DA ROMA

     

    Il Programma di Leadership Ignaziana arriva a Roma

    Il terzo modulo del Programma di Leadership Ignaziana, organizzato dalla Conferenza dei gesuiti d'Europa (CEP), si è tenuto a Santa Severa, nei pressi di Roma. I partecipanti hanno potuto incontrare il Superiore Generale della Compagnia di Gesù, comprendersi e concordare in questa visione comune che risale a S. Ignazio. Le tematiche hanno spaziato dalla Pianificazione Strategica, con la visione, la missione e i valori, al Discernimento Comune e ai tre stadi del discernimento, alle Logiche dell'Azione delle organizzazioni e alla rivisitazione del Profilo Universale della Leadership, e a tanto altro ancora. Ma la focalizzazione, come sempre, è stata sul procedimento. I partecipanti hanno avuto l'opportunità di condividere la loro esperienza nelle diverse opere e di esprimere apertamente le loro preoccupazioni agli altri partecipanti per crescere come persone e come istituzioni. 

     


    DALLE PROVINCE

     

    GRAN BRETAGNA: Il Heythrop College e l'Apostolato intellettuale

    Il consiglio di amministrazione dei gesuiti ha redatto una dichiarazione sull'attuale situazione del Heythrop College, che dice che la scuola chiuderà formalmente il suo rapporto con l'Università di Londra alla fine dell'anno accademico 2017-2018. Un estratto della dichiarazione dice: "Il consiglio di amministrazione riconosce con gratitudine il lavoro zelante svolto dal personale, in alcuni casi per molti anni, che ha consentito al Heythrop College di realizzare tutto ciò che è stato fatto in seguito al trasferimento a Londra nel 1970. Riconosciamo anche, con tristezza, quanto le carriere e le risorse economiche del personale (accademico, amministrativo e ausiliario) siano colpite dalla decisione di chiudere. I gesuiti della Provincia inglese sono impegnati in una ristrutturazione del loro apostolato intellettuale e hanno dato l'avvio a una nuova fase di ampie consultazioni nel Paese e all'estero per agevolare l'identificazione e lo sviluppo di modi nuovi e creativi di mettersi al servizio della Chiesa e della più ampia società della Gran Bretagna ora e in futuro." Per maggiori informazioni (in inglese)...

     

    MALESIA: Collaborazione per una migliore comprensione tra musulmani e cristiani

    Dieci gesuiti delle Conferenze dell'Asia Pacifico (JCAP) e dell'Asia Meridionale (JCSA) collaboreranno a un progetto di ricerca che mira a individuare modi di promuovere una migliore comprensione e un miglior dialogo tra musulmani e cristiani in Asia. Il progetto è stato elaborato in un incontro dei "gesuiti tra i musulmani in Asia" (JAMIA) che si è tenuto a Kuala Lumpur, in Malesia dal 26 al 30 dicembre 2016. Questa decisione è stata una risposta alla condivisione del P. George Pattery, S.J., Presidente della Conferenza dei gesuiti dell'Asia Meridionale (JCSA), su quanto accaduto nella 36ª Congregazione Generale e il sollecito a ricordarsi di far parte della missione di Dio, la Missio Dei, non la loro missione. La ricerca verrà condotta in due fasi. Nel 2017, verranno raccolti racconti da varie comunità mentre il 2018 sarà dedicato all'analisi e alla riflessione. I risultati verranno condivisi e discussi al prossimo incontro JAMIA, che si terrà in Bangladesh nel 2018. Si spera di pubblicare gli esiti in un libro nel 2019, in tempo per l'incontro dell'Asian Journey.

     

    STATI UNITI: Dichiarazione della Conferenza dei gesuiti del Canada e degli Stati Uniti sull'ordine esecutivo dell'amministrazione Trump su Immigrazione e Rifugiati

    In qualità di membri di un ordine religioso a livello mondiale che opera per formare uomini e donne di coscienza e compassione, denunciamo l'ordine esecutivo dell'amministrazione Trump che sospende ed esclude i rifugiati e mette al bando i cittadini di 7 Paesi come un affronto alla nostra missione e un attacco ai valori americani e cristiani.

    Noi gesuiti, tramite il nostro lavoro nelle scuole superiori, nelle università, nelle parrocchie e in ministeri caratteristici come il Servizio dei gesuiti per i rifugiati (JRS), abbiamo una lunga tradizione, di cui andiamo fieri, di accoglienza e di accompagnamento dei rifugiati, a prescindere dal culto che professano, all'inizio della loro nuova vita negli Stati Uniti. Continueremo il nostro lavoro, in difesa e in solidarietà verso tutti i figli di Dio, musulmani o cristiani.

    Il mondo è profondamente afflitto e molti dei nostri fratelli e sorelle sono legittimamente terrorizzati. La nostra identità cattolica e gesuita ci chiama ad accogliere lo straniero e ad avvicinarci a diverse culture e tradizioni religiose con apertura e comprensione. Non dobbiamo farci prendere dalla paura. Dobbiamo continuare a difendere i diritti umani e la libertà religiosa. Come dice Papa Francesco: "Non si può essere cristiani se non si vive da cristiani".

     

    STATI UNITI: Dichiarazione dei Provinciali di California e Oregon

    Cari fratelli e amici,

    Vi scriviamo per esprimere il nostro sconcerto per il modo in cui il confronto nazionale sull'immigrazione ha preso una svolta dura e rigidamente xenofoba sotto la nuova amministrazione. Non vi è dubbio che il recentissimo ordine esecutivo è assolutamente in contraddizione con un obbligo fondamentale della nostra tradizione giudeo-cristiana: "amate dunque il forestiero, poiché anche voi foste forestieri nel paese d'Egitto (Dt. 10, 19)" e "ero forestiero e mi avete ospitato (Mt. 25, 35)". Anche Papa Francesco è stato altrettanto chiaro: siamo chiamati "a vedere un raggio di speranza... negli occhi e nei cuori dei rifugiati e di coloro che sono stati sfollati forzatamente" e a metterci al servizio di migranti e rifugiati per quanto ci è possibile. Al contrario, l'ordine esecutivo del Presidente rimanda spietatamente un enorme numero di persone, perfino donne e bambini, agli orrori della guerra, della fame, della repressione di massa e perfino della morte.

    Siamo tornati di recente dalla 36ª Congregazione Generale che ha dichiarato "di fronte alle attitudini ostili nei confronti delle persone sfollate [inclusi rifugiati e migranti] la nostra fede invita la Compagnia di Gesù a promuovere ovunque una più generosa cultura dell'ospitalità".

    In qualità di membri di un ordine religioso a livello mondiale che opera per formare uomini e donne di coscienza e compassione, denunciamo inequivocabilmente l'ordine esecutivo dell'amministrazione Trump come un affronto alla nostra missione, un attacco ai valori americani e cristiani, e un rifiuto della nostra umanità. Nessuna zona ha beneficiato dei contributi dei migranti quanto la parte occidentale del Paese. Alziamo le nostre voci individualmente e collettivamente contro le politiche dure e disumane dell'attuale amministrazione, che non ci pensa due volte a costruire un muro e a sbattere la porta in faccia alle popolazioni più vulnerabili del mondo.

    In questi giorni difficili, rinnoviamo il nostro impegno a costruire ponti tra le persone di vedute politiche differenti, mentre ci schieriamo con fermezza a favore dei valori del Vangelo e dei nostri insegnamenti sociali cattolici.

    Devotamente Vostri in Cristo,

    Scott Santarosa, S.J. (Provinciale, Provincia dell'Oregon)

    Michael Weiler, S.J. (Provinciale, Provincia della California)

     

    TIMOR EST: Fornire ai paesani l'accesso all'acqua pulita

    Nei due anni trascorsi da quando sono stati creati, i Jesuit Social Services (JSS) di Timor Est si sono impegnati in numerosi progetti che mirano alla promozione dello sviluppo della comunità e al raggiungimento dell'autosostentamento dei poveri. L'acqua e i servizi igienici sono una delle quattro aree prioritarie e un progetto-chiave mira a fornire alle comunità l'accesso all'acqua pulita. I JSS hanno costruito pozzi in cinque aldeias (paesi) a Dili e nei dintorni. Queste zone soffrono di gravi carenze d'acqua durante la stagione secca, che va da aprile a novembre, e i JSS forniscono attualmente assistenza a 235 nuclei familiari a Hera, a 7 Km ad est da Dili, e a Kasait, a circa 13 Km ad ovest da Dili. "Il progetto dell'acqua pulita ha avuto inizio quando abbiamo scoperto che a Hera molti bambini in età scolare spingevano carretti pieni di contenitori d'acqua per il lungo viaggio di ritorno alle loro case", ha detto il P. Erik John Gerilla, S.J., Direttore Esecutivo dei JSS di Timor Est. Con l'intervento dei JSS, la gente di questi paesi si può concentrare sulle proprie fattorie senza preoccuparsi della fornitura d'acqua e i bambini non devono più fare lunghi percorsi a piedi per riportare l'acqua e ora hanno del tempo libero nel pomeriggio per delle attività ricreative.