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    Vol. XIV, N. 3 5 febbraio 2010

    Padre Generale

    Visita a Gallarate e Milano. Il 22 e il 23 gennaio in Padre Generale ha visitato Gallarate, nel Nord-Italia, dove si trovano alcune opere apostoliche della Compagnia e una grande infermeria per i nostri Padri e Fratelli anziani e malati. Si è poi trasferito a Milano, dove ha partecipato al Convegno organizzato dalla Fondazione Culturale San Fedele insieme alla Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, sul tema: Dell'Amicizia, Matteo Ricci: Oriente e Occidente in dialogo. Padre Nicolás ha svolto il tema: Matteo Ricci: l'amicizia come stile missionario. Il discorso, molto ampio e articolato, definisce Matteo Ricci una pietra miliare nel processo di inculturazione del Vangelo. "Matteo Ricci fu certamente il primo ponte culturale tra Oriente e Occidente, un'esperienza di annuncio e di incontro, che è giunta al cuore di questo paese e ne ha segnato la storia". Viene poi descritta l'originalità e l'attualità di questa esperienza, sottolineando che il metodo del Ricci "fu recepito e fatto proprio anche da ambienti autorevoli della Chiesa. Suona ancora oggi straordinaria una raccomandazione di Propaganda Fide del 1659 ai suoi missionari. Quella che poi divenne l'attuale Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, fondata a Roma nel 1622, consiglia loro di non costringere, nell'evangelizzare, le persone a cambiare i propri costumi, nella misura in cui questi non si oppongono alla moralità e alla religione... Matteo Ricci in Cina, come del resto Roberto de Nobili  (1577-1656) in India, svilupparono una metodologia di evangelizzazione che si è dimostrata capace di trasmettere il messaggio cristiano nel linguaggio di culture così lontane da quella europea".


    Dopo aver spiegato il concetto di missione, il Padre Generale affronta più direttamente il tema dell'amicizia. Partendo dagli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio e dal famoso trattato dello stesso Ricci  su questo argomento, P. Nicolás prosegue: "L'amicizia è dunque lo stile, la maniera di guardare e abitare il mondo, che modella, cambia, rinnova il mondo stesso. Matteo Ricci comprende che è al Confucianesimo più antico che deve fare riferimento, se vuole riuscire a comunicare il Vangelo in un contesto così lontano nello spazio e nello stile, quale quello del Paese di Mezzo. Divenendo innanzitutto amico, egli stesso cambia, cresce, diventa  in maniera più consapevole servitore di quel Cristo, che è l'Amico di ogni uomo, l'Amico che si è incarnato nella vita di ogni uomo. Anche Matteo Ricci è stato modellato dall'incontro con i cinesi".

     

    L'ultima parte del discorso è dedicato a l'inculturazione in via di compimento, per una teologia sino-cristiana; vi leggiamo tra l'altro: "Per quanto riguarda il modo di evangelizzare di Matteo Ricci, non ci rimangono testimonianze esplicite di una sua predicazione o di un suo insegnamento pubblico. La via che egli ha preferito è stata piuttosto quella dell'incontro, del colloquio amichevole, del rapporto personale con l'altro, cercando soprattutto di coglierlo attraverso la sua cultura, cioè il suo modo proprio di vedere il mondo. Su quest'ultimo punto, è interessante chiarire in che modo Ricci abbia aperto la strada (ma molto in questo senso deve essere ancora fatto !) alla rilettura del Vangelo in cinese.  Non si è trattato semplicemente di tradurre un testo, ma di riesprimere il Vangelo attraverso le categorie simboliche di questa millenaria cultura". E conclude: 

    "Grazie a Matteo Ricci, si iniziò a intravvedere l'era dei credenti cinesi: ossia cristiani che, leggendo il Vangelo con i «loro» occhi e dentro la loro cultura, comunicano a noi quello che con i «nostri» non potremmo intuire. La comprensione sempre più approfondita del messaggio evangelico è, certamente, un arricchimento per tutti, ma lo è anzitutto per lo stesso missionario, che viene a sua volta evangelizzato". (N.B. il testo completo di questo discorso, in italiano, lo si può trovare sul sito: www.sjweb.info).

     

    Visita nello Sri Lanka e Pakistan.  Il 4 febbraio il Padre Generale è partito per una visita alla Provincia dello Sri Lanka (5-8 febbraio) e quindi a Lahore, in Pakistan (9-11 febbraio).  Ne riferiremo nel prossimo numero.

     


    Dalle Province

    CAMBOGIA: Costruire la nostra storia

    La Prefettura Apostolica di Battambang, guidata dal gesuita P. Enrique Figaredo, organizza ogni anno un incontro a cui partecipano i gruppi impegnati nel lavoro sociale, pastorale e di educazione nelle parrocchie allo scopo di scambiarsi esperienze e opinioni, meditare e pregare insieme e stabilire delle linee di azione. Ecco come sono andate le cose nell'incontro avvenuto alla fine del 2009: "Quest'anno l'incontro è stato particolare, innanzitutto perché era il decimo e perché il numero dei partecipanti ha superato il centinaio. Al primo incontro dieci anni fa eravamo circa 20 persone, e questo aumento delle presenze testimonia la crescita della nostra opera.  Ma è stata la maniera in cui abbiamo condiviso le nostre esperienze personali che ha reso l'incontro di quest'anno indimenticabile. L'obiettivo principale è stato costruire la nostra storia. Dopo alcune brevi introduzioni per i nuovi partecipanti, Jub, sacerdote da poco ma veterano tra i cambogiani disabili e rifugiati dove ha lavorato per 26 anni, ci ha raccontato la storia della sua vita, dedita a servire gli altri nella contemplazione di Dio. La condivisione delle nostre esperienze in piccoli gruppi di lavoro ha permesso di individuare ciò che abbiamo in comune, e che ci rende più forti e che deve continuare a caratterizzare la nostra vita e il nostro operato. Abbiamo individuato le scintille della presenza di Dio nella nostra opera quotidiana e ciò ci ha dato la spinta per continuare e fare progetti per i prossimi anni". 

     

    GUYANA: Cento anni di impegno missionario

    Era il novembre del 1907 quando il gesuita britannico Cuthbert Cary-Elwes diede il via ad una missione della Compagnia di Gesù a Lethem, cittadina della regione di Rupununi, in Guyana, al confine con il Brasile. All'apertura delle celebrazioni del centenario hanno partecipato più di 800 persone, in maggioranza amerindi provenienti dai territori interni del Paese, oltre ai vescovi di Georgetown, capitale della Guyana, e di Boa Vista, in Brasile.  Da parte della Compagnia di Gesù erano presenti il P. Dermot Preston, Superiore Regionale della Guyana,  il Padre Michael Holman, Provinciale della Gran Bretagna, da cui dipende giuridicamente la Guyana nella Compagnia di Gesù, il P. Joseph Sands per la Regione Amazzonica, e il Padre Antoine Kerhuel, Assistente Generale per l'Europa Occidentale, in rappresentanza del Padre Generale, e numerosi altri. "E' stato uno degli incontri con il maggior numero di popolazione indigena che abbia mai avuto luogo in Guyana.  Molti hanno affrontato un lungo viaggio per giungere a Lethem, alcuni percorrendo un tragitto a piedi per tre giorni e poi a bordo di camion per altri due su strade dissestate", ha detto il Padre Holman, che ha sottolineato come sia rimasto colpito dal gran numero dei bambini presenti. 

     

    HONDURAS: Per uno sviluppo umano giusto e solidale

    Il 6 gennaio i gesuiti dell'Honduras hanno pubblicato un manifesto nel quale hanno esaminato l'attuale situazione di crisi del Paese e citato i fattori che dovrebbero essere tenuti presenti per avviare un nuovo patto sociale: "Crediamo che il punto di partenza sia riconoscere che nessuno è esente da responsabilità, nessuno può incolpare gli altri e considerarsi possessore della verità...  Ogni persona e settore del paese deve andare incontro all'altro per iniziare un cammino che sia espressione di consensi condivisi.  In questo modo, l'ascolto dell'altro porterà ad una autentica conversione e cambiamento all'interno del cuore.  Senza una tale conversione qualsiasi accordo sarà un accordo a metà, che manterrà il conflitto tra Stato e società...".  Alla luce di una opzione preferenziale per i poveri che deve esprimersi in azioni concrete, tra i fattori elencati nel manifesto oltre alla conversione dei cuori si cita la necessità della creazione di un nuovo modello economico, l'istituzione di una commissione "della verità", che faccia luce sulle violenze e il mancato rispetto dei diritti umani, sulla lotta alla corruzione e alla violenza, e lo sviluppo di nuove politiche giovanili e di attenzione a chi vive in aree rurali ed emarginate. 

     

    INDIA: L'ex-presidente agli alunni dei gesuiti

    L'ex-presidente dell'India, Abdul Kalam, è intervenuto al XII Congresso degli ex-alunni dell'India del Sud tenutosi presso il St. Joseph's College a Tiruchirapalli. Da ex-alunno ha ricordato i tempi, dal 1951 al 1954, in cui lui stesso è stato studente e ha avuto parole di elogio per gli insegnanti che stimolano gli studenti ad acquisire una visione più vasta della realtà e dei valori umani. L'educazione, ha detto, deve creare persone complete, per le quali le religioni devono essere collegate tra loro attraverso la spiritualità.  La spiritualità è comune a tutte le fedi, e deve servire da collante per assicurare la pace, fattore vitale per riuscire a raggiungere  l'obiettivo di fare dell'India una nazione sviluppata entro il 2020. L'armonia religiosa, liberare il Paese dalla povertà, aumentare il numero degli insegnanti e creare nuove università che permettano ad un maggior numero di studenti di accedere all'educazione superiore sono i tre punti da sviluppare per arrivare a questo traguardo. In linea con il tema del congresso, "Verso una visione ecologica e di solidarietà umana", il dott. Kalam ha lanciato lo slogan "un miliardo di alberi per un miliardo di persone", incoraggiando gli studenti ad impegnarsi a piantare un albero per ciascuno e invitando gli insegnanti a mobilitarsi perché l'iniziativa si trasformi in un movimento per una nazione più ecocompatibile.

     

    INDIA: Centenario della rivista Doot

    Con una messa presieduta dal vescovo di Ahmedabad, Thomas Macwan, alla quale hanno partecipato oltre 3.000 persone, il 10 gennaio scorso si sono aperte le celebrazioni per il centenario del mensile Doot, il Messaggero del Sacro Cuore del Gujarat.  Alla celebrazione ha fatto seguito l'inaugurazione di una mostra sulla genesi e l'evoluzione della rivista, organizzata da Fratel Saul Abril, ex-direttore di Anand Press, la casa editrice dei gesuiti che pubblica Doot.  Sia mons. Macwan che il P. Francis Parmar, ex-rettore del St. Xavier's College di Ahmedabad, hanno sottolineato come Doot, seconda rivista più antica del Paese, nel corso di questi cento anni abbia contribuito alla crescita della vita spirituale ed intellettuale della popolazione del Gujarat, in particolare della comunità cattolica.  Agli intervenuti all'inaugurazione è stato anche presentato un documentario sulla storia della rivista, che ha risvegliato in molti sentimenti di nostalgia. Il programma delle celebrazioni prevede una lunga serie di eventi per tutto l'arco del 2010 fino al gennaio 2011.  Per ulteriori informazioni contattare: sjprashant@gmail.com

     

    PORTOGALLO: Nuova iniziativa dell'Apostolato della Preghiera

    Una preghiera quotidiana di circa dieci minuti in formato mp3 ispirata a uno dei due testi biblici della liturgia del giorno.  E' così che il Segretariato Nazionale dell'Apostolato della Preghiera del Portogallo dal 17 febbraio prossimo inaugura una nuova maniera per promuovere l'evangelizzazione e la preghiera personale.  "Passo a Rezar", scaricabile dal sito www.passo-a-rezar.net, intende mettere gratuitamente a disposizione degli utilizzatori di internet una proposta di preghiera-meditazione, in lingua portoghese, da ascoltare con qualunque apparecchio audio che supporti il formato mp3.  Il sistema è ispirato al sito www.pray-as-you-go.org, creato nel 2005 dai gesuiti inglesi che hanno generosamente messo a disposizione del Segretariato portoghese i contenuti disponibili nel loro sito.  Dopo la creazione di www.apostoladodaoracao.pt, che nel 2009 ha ricevuto oltre 37.000 visite, questa nuova iniziativa conferma l'impegno dell'Apostolato della Preghiera nel portare avanti la sua missione adattando alle nuove realtà comunicative la sua tradizione apostolica.

     


    I 400 anni dalla morte di Matteo Ricci

    ITALIA: Matteo Ricci verso la beatificazione. Domenica 24 gennaio a Macerata, città natale di P. Matteo Ricci, è ripreso ufficialmente il processo per la beatificazione del missionario italiano, già aperto nell'aprile del 1984. In questa occasione si è tenuta la prima sessione del tribunale diocesano ed è stata costituita la commissione storica che dovrà esaminare la vita e le opere del Ricci.  Tutta la documentazione raccolta passerà poi a Roma, alla Congregazione per le Cause dei Santi per gli ulteriori esami e per la decisione finale che spetterà comunque al Papa.

     

    CINA: "Siate come Matteo Ricci".  In occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Matteo Ricci, previsti per l'11 maggio 2010 a Pechino, il vescovo di Shanghai, Aloysius Jin Luxian, ha scritto una lettera alla comunità cattolica affinché impari dall'esempio del missionario gesuita. È questo, secondo l'agenzia cattolica Asianews, il contenuto del messaggio natalizio dal titolo Il canto di Li Matou, nome cinese del padre Ricci, che condusse in Cina un'intensa vita di preghiera nonostante il pesante lavoro quotidiano, e tradusse molte opere in cinese con la collaborazione di un altro missionario letterato cinese, Xu Guangqi. La fede in Dio, l'amore per la cultura cinese, il rispetto per insegnanti e amici: sono queste le qualità di Matteo Ricci che il vescovo invita i fedeli a seguire, richiamandoli a esaminare i propri atti ogni giorno e a studiare molto per rimanere al passo con il mondo che cambia, "senza perdere tempo davanti alla televisione o al computer". Nella lettera, il vescovo, sottolinea lo stile del missionario nei rapporti tra la Cina e l'Occidente, la sua amicizia con i cinesi ed elenca le opere scritte o tradotte da Matteo Ricci. E conclude con una frase emblematica del gesuita: "In Cina sii cinese, non permettere che i cinesi diventino come stranieri".

     

    Ricci sbarca di nuovo in Cina. Una grande  mostra itinerante dal titolo dal titolo Matteo Ricci, incontro di civiltà nella Cina dei Ming, concepita e promossa dalla Regione Marche, girerà in varie città della Cina continentale: a Pechino (6 febbraio-20 marzo), Shanghai (2 aprile-23 maggio), Nanchino (12 giugno-25 luglio) e probabilmente a Macao. L'esposizione esibisce circa 200 opere italiane e cinesi, da Raffaello a Tiziano, a Giulio Romano e Lorenzo Lotto, accanto a preziosi libri antichi, strumenti astronomici, orologi a polvere e raffinati vasi, piatti, monili, rotoli della dinastia Ming. "L'idea della mostra - commenta Filippo Mignini, direttore dell'Istituto Ricci di Macerata - è ripensare quell'incontro di 400 ani fa  per capire le ragioni del suo successo e a quali condizioni replicare quell'esperienza oggi". La Compagnia di Gesù aveva dettato nuove regole ai suoi missionari, prima di tutto studiare la lingua, leggere i classici cinesi, assimilare i costumi, "ma fu importante anche la qualità delle persone che attuarono quella strategia. Matteo Ricci veniva giudicato dai cinesi per la sapienza e il rigore della vita morale".

     


    Gesuitica

    Un gesuita inarrestabile.

    Marquette è un nome che s'incontra spesso nel Midwest degli Stati Uniti.  Si chiama così una città sul Lago Superiore, una contea, e un'università della Compagnia a Milwaukee. Jacques Marquette (1637-1675), era un gesuita francese. Arrivato nel Québec imparò la lingua degli indiani Uroni e sentì che gli Irochesi parlavano di un grande fiume che scorreva verso sud, il Mississippi.  Insieme a Louis Joliet partì a bordo di due canoe dai Grandi Laghi percorrendo il Mississippi verso sud e la foce del fiume Arkansas e poi verso il Lago Michigan. Fu il primo europeo a svernare nella zona dell'attuale Chicago ed è ricordato come uno dei grandi esploratori del Midwest. Un uomo di frontiera, morto a soli 37 anni sulle rive del Lago Michigan.