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    Vol. XIV, N. 8 22 aprile 2010

    Dalla Curia

    - La morte del cardinale Tomáš Špidlík. La sera del 16 aprile il cardinale Tomáš Špidlík è tornato alla casa del Padre. Era da tempo malato. Nato a Boskovice, in Moravia, nel 1919, era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1940 e ha compiuto gli studi di filosofia e teologia in diverse università europee. Nel 1949 è stato ordinato sacerdote e nel 1958 ha emesso i suoi voti solenni. Dal 1954 ha insegnato teologia spirituale patristica e orientale al Pontificio Istituto Orientale, alla Pontificia Università Gregoriana e in varie altre università. Per più di trent'anni è stato padre spirituale al Pontificio Collegio Nepomuceno di Roma. Dal 1975 al 1989 è stato vice gerente della Provincia di Bohemia nella diaspora. Nel 1984 è stato nominato consultore della Congregazione delle Cause dei Santi e nel 1994 consultore della Congregazione per le Chiese Orientali. Dal 1992 viveva e lavorava al Centro Aletti, un centro della Compagnia di Gesù per lo studio della tradizione dell'oriente cristiano in relazione ai problemi del mondo contemporaneo. Nell'ottobre 2003 venne creato cardinale per i suoi meriti di studio e di servizio al dialogo ecumenico. Numerosi i riconoscimenti culturali anche di altre istituzioni e numerosissimi i suoi scritti tradotti in molte lingue. Nei suoi studi si è occupato prevalentemente della spiritualità delle Chiese orientali. Per saperne di più, consultare: www.centroaletti.com/ita/persone/01.htm oppure www.lipaonline.org/autori/ai057.htm Per l'inglese: www.centroaletti.com/ing/persone/01.htm o www.lipaonline.org/writer/ae057.htm

     

    - Conferenza degli Istituti di educazione superiore. L'Università Iberoamericana di Città del Messico ospiterà dal 22 al 24 aprile la Conferenza dei gesuiti e i loro colleghi che operano negli istituti di educazione superiore che la Compagnia di Gesù gestisce in tutto il mondo. Vi parteciperà il Padre Adolfo Nicolás, Preposito Generale della Compagnia, come pure l'arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Ambedue parleranno ai partecipanti durante l'incontro. La Conferenza, che avrà per titolo La rete dell'Educazione Superiore della Compagnia di Gesù  per il mondo globalizzato: formare il futuro per un mondo umano, giusto e sostenibile, esaminerà come migliorare l'educazione superiore della Compagnia in tutto il mondo per offrire un servizio migliore agli studenti, alla società e alla Chiesa.  Si parlerà di cattolicesimo, identità e missione dei gesuiti, teologia e cultura, ecologia e povertà.  Uno degli scopi è quello di definire una rete globale per continuare ad affrontare insieme le sfide future attraverso internet. Dopo le altre due tenutesi nel 1985 e nel 2001 questa sarà la terza Conferenza internazionale in cui il personale impegnato nell'educazione superiore della Compagnia in tutto il mondo si incontrerà con il Padre Generale allo scopo di migliorare il contenuto e la qualità dell'educazione superiore dei gesuiti e per lavorare meglio in sinergia.

     

    -  Raduno del Segretariato Sociale. Dal 26 al 30 aprile i Coordinatori di Assistenza/Conferenza dell'Apostolato Sociale si riuniranno per il loro consueto incontro annuale con i leader delle reti che hanno cominciato a prendere forma. I primi tre giorni, lavoreranno separatamente, mentre gli ultimi due giorni, procederanno in maniera congiunta, per potere arrivare alla definizione di un piano di lavoro comune per l'anno 2010-2011.

     


    Nomine

    - Il Padre Generale ha nominato il P. Jeyaraj Rasiah nuovo Provinciale della Provincia dello Sri Lanka. P. Jeyaraj è nato nel 1958, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1977 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Attualmente era direttore dell'EAPI (East Asian Pastoral Institute) di Manila, nelle Filippine.

     


    Dalle Province

    AFGHANISTAN:  I gesuiti restano

    Gli indiani sono stati il bersaglio dei recenti attacchi sferrati nel centro di Kabul e dopo il sanguinoso attentato del 26 febbraio scorso, costato la vita a 16 persone tra cui 7 indiani, si è discusso molto, anche all'interno della Compagnia di Gesù, se sia il caso di rimanere in Afghanistan.  Il governo indiano ha chiuso diversi programmi che aveva iniziato nel Paese e molti uomini d'affari indiani ed organizzazioni non governative hanno lasciato Kabul.  Ma i gesuiti e i loro collaboratori, che sono il maggior gruppo cattolico presente in Afghanistan, hanno deciso di restare e anche di espandere i loro programmi in nuove aree.  "Sono convinto che lo spirito del Signore fortifica e guida i nostri uomini in questa difficile missione", ha dichiarato il Padre Edward Mudavassery, responsabile degli oltre 4.000 gesuiti che operano nell'Asia Meridionale e quindi anche di quelli presenti  in Afghanistan, con i quali si mantiene in costante contatto. "I gesuiti sono perfettamente consapevoli del clima di incertezza che si vive nel Paese, ma nessuno di loro è lì perché vi è costretto; tutti hanno scelto volontariamente di dare una mano per migliorare la situazione", ha aggiunto. Il Padre Kalapura, impegnato insieme ad altri confratelli nella zona di Herat, ha detto che la sua zona è abbastanza tranquilla e "non abbiamo subito minacce per ora, ma in Afghanistan - ha concluso -  può accadere di tutto in ogni momento".

     

    BOLIVIA: Missioni della Compagnia di Gesù nel Chiquitos

    Dopo 300 anni le Missioni dei Gesuiti nella provincia del Chiquitos, in Bolivia, sono le uniche ancora conservate ed aperte al culto in Sud America, luoghi di preghiera ma fondamentali ancora oggi alla diffusione e alla difesa della religione in questo Paese. La struttura delle missioni è quasi sempre uguale: una grande piazza quadrata con una croce al centro, su un lato la chiesa con la casa dei Padri, il cimitero e gli edifici pubblici, sugli altri lati i magazzini e le abitazioni degli indigeni. In origine le Missioni Chiquitos erano gli insediamenti missionari principali della Compagnia di Gesù nel Nuovo Mondo. La loro funzione principale era di dare vita ad insediamenti di indiani convertiti in cui gli indios, oltre agli elementi della fede cattolica, apprendessero anche i principi della vita sociale e civile, imparassero la musica, l'arte, la pittura, l'intaglio. Costruite tra il 1691 e il 1760, nel 1991 le Missioni della Bolivia sono state dichiarate "Patrimonio Culturale dell'Umanità" dall'UNESCO. L'architettura delle chiese è barocca, con espressioni della creatività indigena, ed ha come punti importanti i dipinti murali, le sculture in legno, colonne imponenti, bellissimi dipinti e altari dorati. Queste chiese, restaurate negli anni '60 sono state in grado di riconquistare la loro bellezza. Oltre a recuperare le strutture murarie, sono stati recuperati anche oltre 5.000 brani musicali, che sono diventati la più grande collezione di musica barocca indigena del Sud America. In queste chiese, tra l'altro si svolge il Festival di Musica Barocca del Rinascimento in America, considerato il più importante del continente.

     

    COLOMBIA: Mostra sulle Riduzioni del Paraguay

    Una mostra per ricordare le famose "Riduzioni", le comunità indigene costituite dai gesuiti in America Latina nel 1600-1700, è stata inaugurata all'inizio di aprile a Bogotà, in Colombia, presso l'università Javeriana, in occasione delle celebrazioni del bicentenario. Las Reducciones del Paraguay, racconta l'agenzia Fides, è un'esposizione che si è resa possibile grazie alla collaborazione del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione della Colombia, e da altre associazioni e istituzioni, compresa l'ambasciata del Paraguay. Le "Riduzioni" in Paraguay sono comunità cristiane nate dal desiderio dei missionari e degli indigeni di vivere il cristianesimo integralmente creando anche un nuovo modello sociale, politico e produttivo. Grazie alla mostra è facile comprendere come le persone vivevano nelle "Riduzioni" ed è possibile recuperare parte della memoria storica del Paese.

     

    HAITI: Istanze locali nei programmi di ricostruzione

    I gesuiti di Haiti hanno dato vita ad un comitato per la riflessione e l'azione (CRAN), composto da gesuiti e membri della società civile, allo scopo di lavorare insieme su base permanente per affiancare il popolo haitiano, i governanti e la comunità internazionale nella ricostruzione post-terremoto.  Secondo le stime della Banca Mondiale e delle Nazioni Uniti il terremoto ha causato un totale di 7,8 miliardi di dollari di danni e si calcola che per la ricostruzione ci vorranno almeno 11,5 miliardi di dollari. Il comitato ha pubblicato un documento Strategic Goals and Actions for the Reconstruction of Haiti che è stato presentato alla riunione dei benefattori a New York. Duplice l'obiettivo del comitato: 1) accompagnare il popolo haitiano e convincere chi ha il potere di decidere a intraprendere, nell'opera di ricostruzione, azioni che siano veramente a favore della popolazione;  2) offrire al popolo e alla società civile uno spazio aperto per incontri, scambi e riflessioni affinché tutti possano partecipare efficacemente alla ricostruzione  attraverso lo sviluppo e la messa in pratica di un nuovo orientamento sociale per Haiti.

     

    ITALIA: I gesuiti e l'astronomia

     "I gesuiti e l'astronomia" è stato l'oggetto della ventisettesima edizione de "I gesuiti e la storia" che si è svolta a Roma dal 14 al 17 aprile presso l'Istituto Massimo, diretto dai gesuiti. Si è trattato di un convegno internazionale a cui hanno partecipano i collegi dei gesuiti di Roma, Milano, Napoli, Messina, Palermo, Torino, Malaga, Siviglia, Barcellona, Danzica, Scutari (Albania), Malta. I relatori sono stati i ragazzi stessi, preparati dai loro professori. Quest'anno il numero complessivo dei partecipanti è stato più di cinquanta. Il convegno è nato per iniziativa di Padre Patti, per le scuole italiane. Da alcuni anni si è esteso ad altre scuole europee, ed ora la lingua del convegno è l'inglese. I gesuiti sono da sempre impegnati nel dialogo tra cultura e religione. Fulcro essenziale di questo dialogo è la storia. La relazione introduttiva del convegno è stata tenuta dal gesuita astronomo Guy Consolmagno, membro della Specola Vaticana, curatore della collezione dei meteoriti del Vaticano e docente all'Università dell'Arizona, a Tucson. Per questa occasione, presso l'Istituto sono stati esposti per la prima volta due globi (uno celeste e uno terrestre) del '600, costruiti nel 1671 per Papa Clemente X Altieri dal monaco Carlo Benci e poi venduti al Principe Camillo Massimo e conservati nella villa di sua proprietà. Sono stati appena restaurati e saranno ufficialmente presentati al pubblico della città di Roma e agli studiosi nel prossimo autunno.

     

    TOGO: Il Centre Espérance Loyola

    Il  CEL, Centre Espérance Loyola ("Centro della Speranza Loyola") è un'opera sociale della Compagnia di Gesù in Togo, fondata e diretta dai gesuiti della Provincia dell'Africa Occidentale con il sostegno dell'AJAN, la rete dei gesuiti africani per la lotta contro l'AIDS. La missione del CEL è di accompagnare e rafforzare la capacità della popolazione della regione per rispondere alla pandemia che colpisce l'Africa. La chiave del lavoro del Centro è la prevenzione tra i giovani e le famiglie attraverso la sensibilizzazione, l'educazione alla vita e all'amore, con la possibilità di fare periodicamente dei test di controllo. Le persone sieropositive e le loro famiglie ricevono un aiuto spirituale, psicologico, alimentare ed educativo. I loro diritti sono difesi attraverso l'assistenza legale per combattere la discriminazione e la segregazione. Tutto questo è sostenuto dalla ricerca e dalla formazione di coloro che sono addetti a questo servizio.

     


    I 400 anni dalla morte di Matteo Ricci

    Matteo Ricci innovatore. Le innovazioni apportate da Matteo Ricci in Cina possono essere distinte e raggruppate sotto tre diverse categorie: la prima, fondamentale e incomparabile innovazione è l'apertura stessa della Cina sul mondo; la seconda categoria è quella delle innovazioni scientifico-tecnologiche; la terza quella delle innovazioni filosofiche, religiose, letterarie ed artistiche. In termini di efficacia e durata, la prima ha costituito di per sé un evento dalla portata incalcolabile e tale da giustificare, da sola, la perenne gratitudine della Cina al suo Li Madou. La seconda categoria di innovazioni ha prodotto anch'essa effetti durevoli benché diversi. La terza categoria, che fa riferimento diretto alla cultura profonda di un popolo, al suo sentimento della vita e alle sue rappresentazioni affettive del mondo, è quella che, pur avendo avuto un certo impatto immediato nella trasmissione di una diversa civiltà, ha incontrato le maggiori resistenze e prodotto i più scarsi risultati (Newsletter del Comitato Promotore per le celebrazioni del Ricci).

     

    La Mostra del Ricci a Shanghai. Il 2 aprile allo Shanghai Museum di Shanghai si è aperta la mostra su: Matteo Ricci: incontro di civiltà nella Cina dei Ming, nell'ambito delle celebrazioni per il IV centenario di Padre Matteo Ricci e curata dal prof. Filippo Mignini dell'Istituto per le relazioni con l'Oriente di Macerata. "L'accoglienza ricevuta in Cina già in occasione della mostra di Pechino, dimostra  che la figura di Padre Matteo Ricci appartiene al mondo e che il suo messaggio di pace è ancora oggi di grandissima attualità", ha affermato il presidente della Regione Giammario Spacca durante la cerimonia cui hanno partecipato autorità e rappresentanti del governo cinese. Ed ha continuato: "Grazie proprio alla sua lezione in tema di diplomazia, siamo riusciti a stabilire un solido rapporto di amicizia tra le Marche e la Cina, potenza economica mondiale in grande crescita e mercato strategico per le nostre imprese. La serie di mostre che stiamo realizzando in Cina ci offre anche l'opportunità di presentare un vetrina delle eccellenze marchigiane e di avviare e rafforzare relazioni economiche tra le nostre imprese e quelle cinesi. L'evento di Shanghai assume proprio in questo senso un rilievo ancora più significativo" (Newsletter del Comitato Promotore per le celebrazioni del Ricci).

     


    Gesuitica

    Il gesuita che tenne la bocca chiusa

    Sono molti i gesuiti che vengono ricordati per la loro loquacità.  Eppure ce n'è uno che dovrebbe essere ricordato per aver tenuto la bocca chiusa.  Anthony Kohlmann, un gesuita tedesco, da tempo residente negli USA, fu coinvolto ai primi del 1800 in una causa legale che fece scalpore.  Si era occupato della restituzione dei beni oggetto di un furto da parte di un ladro. Il derubato si rivolse al tribunale per costringere il religioso a dire il nome del ladro. Ma il gesuita si rifiutò adducendo il segreto della confessione. Gli fu riconosciuto il diritto a mantenere il segreto e il principio del "privilegio del confessionale" fu più tardi sancito per legge, come derivazione del primo emendamento alla Costituzione che afferma la libertà di religione.

     


    Novità su SJWEB

    Un podcast (in lingua inglese) con il Padre Agbonkhianmeghe Orobator, Provinciale dell'Africa Orientale, si può trovare sul nostro sito. Egli parla del futuro della Provincia con il 70% dei suoi membri ancora in formazione, della visita del P. Genererale mesi fa alla sua Provincia e dell'incontro appena concluso a Roma dei Provinciali dell'Africa (JESAM). Per ascoltarlo: www.sjweb.info, cliccando sul "Jesuit voices".