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    Vol. XIV, N. 12 4 giugno 2010

    Padre Generale

    Udienza dal Papa. Il 29 maggio il Padre Generale ha partecipato, con circa mille tra gesuiti e loro simpatizzanti, all'udienza concessa da Benedetto XVI nella Sala Paolo VI alla diocesi di Macerata  e alla Compagnia di Gesù in occasione del quarto centenario della morte di Matteo Ricci. Nell'attesa dell'arrivo del Papa c'è stata circa un'ora di animazione con  canti e testimonianze. Tra gli altri è intervenuto anche il P. Nicolás con una testimonianza personale sulla sua esperienza in Asia, definendo Ricci come un uomo con una grande passione per il Vangelo, un genio che è entrato nella storia e ha lasciato in essa un segno. Ha poi sottolineato che Matteo Ricci è entrato in un mondo, quello cinese, ricco di cultura e ha operato in esso con flessibilità e creatività. Parlando alle circa ottomila persone presenti, il Papa ha auspicato che le celebrazioni in onore di Matteo Ricci siano uno stimolo a un rinnovato dialogo tra il Vangelo e la cultura cinese. Ed ha proseguito dicendo tra l'altro: "E' un caso singolare di felice sintesi fra l'annuncio del Vangelo e il dialogo con la cultura del popolo a cui lo si porta, un esempio di equilibrio tra chiarezza dottrinale e prudente azione pastorale. Non solo l'apprendimento profondo della lingua, ma anche l'assunzione dello stile di vita e degli usi delle classi colte cinesi, frutto di studio e di esercizio paziente e lungimirante, fecero sì che P. Ricci venisse accettato dai cinesi con rispetto e stima, non più come uno straniero, ma come il Maestro del grande Occidente... Le scelte da lui compiute non dipendevano da una strategia astratta di inculturazione della fede, ma dall'insieme degli eventi, degli incontri e delle esperienze che andava facendo, per cui ciò che ha potuto realizzare è stato grazie anche all'incontro con i cinesi; un incontro vissuto in molti modi, ma approfonditosi attraverso il rapporto con alcuni amici e discepoli, specie i quattro celebri convertiti, pilastri della nascente Chiesa cinese".

     


    Dalla Curia

    Dal 10 al 14 giugno si terrà presso la Curia Generalizia l'annuale incontro dei superiori maggiori dell'Assistenza dell'Europa Occidentale. E' un momento di scambio sulla situazione delle singole Province e sui problemi dell'Assistenza (finanze, organizzazione, ecc.). Ad una delle sessioni parteciperà anche il Padre Generale, con il quale si discuterà in particolare dei cambiamenti demografici nella Compagnia e del ruolo che avrà l'Europa in futuro. Un altro importante tema all'ordine del giorno è la preparazione e la discussione di un programma di spiritualità per i gesuiti d'Europa, come pure la nomina di un nuovo moderatore dell'Assistenza. 

     


    Dalle Province

    CINA: Nuovo Istituto a Shanghai

    L'11 maggio è stato inaugurato a Shanghai il Xu-Ricci Dialogue Institute della Fudan University. L'Istituto, che secondo il condirettore Padre Benoit Vermander S.J. è il primo intitolato, oltre che a Matteo Ricci, anche al suo più stretto amico e primo cattolico in Shanghai Paul Xu Guangqi, è integrato nella facoltà di filosofia. Il suo scopo è promuovere la ricerca accademica, l'insegnamento di tematiche religiose e la comparazione tra la Cina e le culture e le filosofie occidentali. Il giorno dell'inaugurazione si è svolto un colloquium al quale hanno partecipato circa 70 studiosi cinesi e di altri paesi, esperti di economia, filosofia e religione, che si sono confrontati sul dialogo religioso e le sfide che la Cina e le comunità devono affrontare oggi.  La stessa sera i partecipanti hanno assistito alla presentazione dell'edizione digitale del Grand Ricci, un dizionario enciclopedico cinese-francese.  Paul Xu Guangqi era un funzionario imperiale e uno studioso che collaborò con Padre Ricci nella traduzione di testi occidentali in cinese e di classici del confucianesimo in latino.

     

    KENYA: Il paese in crisi per i rifugiati somali

    La situazione di diverse migliaia di somali sradicati dai luoghi di origine è in costante deterioramento mano a mano che i pesanti combattimenti costringono altre migliaia di persone a fuggire per trovare rifugio soprattutto nel vicino Kenya. A quanto riferisce l'agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), le condizioni si vanno facendo sempre più precarie nei campi via via più affollati e carenti di risorse che sono sparsi sul territorio. Non pochi osservatori temono che a un certo punto il Kenya non sia più in grado di provvedere all'alimentazione di questo massiccio flusso in entrata di rifugiati bisognosi di tutto. Quest'anno si prevede l'arrivo in Kenya di migliaia di rifugiati, che molto probabilmente si riverseranno per la maggior parte nella città-campo di Dadaab, che già ospita tre campi per un totale di 270.000 rifugiati. Altri 64.000, per la metà provenienti dalla Somalia, hanno trovato accoglienza nel campo di Kakuma. "Si tratta di un onere gravissimo per questi paesi. Al loro arrivo nei campi dei rifugiati la maggior parte di loro sono confusi e traumatizzati, con ben poche speranze per il domani. I rifugiati dipendono quasi esclusivamente dal cibo e dai servizi forniti dalle agenzie umanitarie", spiega il JRS (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati) del Kenya. Il JRS ha in progetto di fornire nel 2010 servizi sanitari, sociali, comunitari, nonché educativi, a oltre 15.000 rifugiati, presenza del 50 per cento superiore all'anno precedente.

     

    INDIA: Ex-alunni in aiuto degli studenti africani

    Quattro ragazzi e sei ragazze dalla Tanzania, Rwanda e Burundi studieranno in alcune università indiane grazie all'aiuto della Jesuit Alumni Association of India. La decisione è stata presa dopo che il presidente dell'African Alumni Association, durante il Congresso Internazionale degli ex-alunni dei gesuiti di Bujumbura, in Burundi, lo scorso anno, ha sottolineato le difficoltà incontrate dagli studenti africani di ottenere una buona educazione a causa della mancanza di università adeguate. Naresh Kumar Gupta, segretario della Jesuit Alumni Association of India, ha detto che l'associazione chiederà ai collegi della Compagnia di sostenere gli studenti africani. In caso di bisogno l'associazione interverrà finanziariamente per coprire le spese relative alla retta, mentre gli studenti dovranno farsi carico di vitto e alloggio.

     

    ITALIA: Chino Chini verso la beatificazione

    Nel 2011 ricorrono i trecento anni dalla morte di Padre Eusebio Francesco Chini (1645-1711) e la causa di canonizzazione, avviata ufficialmente il 25 maggio 1971, quasi trent'anni fa, non è ancora entrata nella fase finale. Il vice-postulatore della causa  è Padre Domenico Calarco, Saveriano, attualmente uno dei più grandi storici e conoscitori del missionario trentino. In una dichiarazione fatta a Segno, paese natale di Chini, Padre Calarco si è detto ottimista sui prossimi sviluppi della vicenda, anche se  il compito che lo attende è gravoso e nello stesso tempo affascinante. "Oltre che studioso sono un devoto di Padre Chino e mai mi sarei aspettato questo incarico", ha confessato. Il 7 luglio 1988 la Santa Sede aveva concesso il nulla osta per aprire la causa di beatificazione che ha però subito vari ritardi. La documentazione dal Messico, insieme a quella di Trento curata dal comitato istituito dalla diocesi, era già completa nel 2002, ma solo nel 2006 è arrivata a Roma. L'ideale sarebbe arrivare ad una conclusione entro il 2011, anno dei trecento anni dalla morte. «Ma scadenze in questo campo non ce ne sono; siamo nelle mani del Signore», ha concluso Padre Calarco, annunciando che il prossimo anno il Padre Chino verrà commemorato nell'Annuario dei  gesuiti, pubblicato nelle principali lingue del mondo.

     

    SPAGNA: Corso di spiritualità ignaziana

    Il Centro di Spiritualità Cova Sant Ignasi dei gesuiti di Manresa (Spagna) ha in programma per il 2011 un corso dal titolo: Il carisma di Sant'Ignazio per il mondo d'oggi: un corso intensivo di spiritualità ignaziana. Durerà quattro settimane, dal 27 aprile al 4 giugno e sarà aperto a gesuiti e a laici e altri religiosi che si nutrono della spiritualità di Sant'Ignazio di Loyola e fanno parte della nostra "famiglia". Il corso viene così presentato: "Il carisma ignaziano può dare un valido contributo allo sviluppo della vita cristiana nei nostri giorni. Questo corso offre l'opportunità di studiare in profondità l'eredità di Sant'Ignazio sia come ispirazione per una genuina vita cristiana nella società e nella Chiesa contemporanea, sia come mezzo di formazione spirituale per individui e gruppi". Il metodo del corso: "Le lezioni si alterneranno allo studio personale e a un continuo dialogo per aiutare i partecipanti a integrare le loro differenti esperienze. E' parte importante del metodo vivere nel luogo stesso dove Sant'Ignazio ha speso una parte importante della sua vita (Manresa) e negli altri luoghi ignaziani (Monserrato, Loyola, Javier) in modo tale che lo studio diventi vivo e contestualizzato. La qualità dell'esperienza spirituale sarà l'ispirazione constante durante tutto il corso e ci saranno tempi appositi per la preghiera e la celebrazione eucaristica".  Per ulteriori informazioni: IgnatianCourse@covamanresa.cat, www.covamanresa.cat

     


    I 400 anni dalla morte di Matteo Ricci

    Taiwan: Il dialogo deve continuare. Matteo Ricci e la comunione e il dialogo tra la cultura cinese e la cultura occidentale, è stato il tema del discorso del cardinal Paul Shan, gesuita, vescovo emerito di Kao Hsiung (Taiwan), alla Conferenza internazionale svoltasi in maggio all'università cattolica Fu Jen di Taipei. Il cardinale ha sottolineato l'inestimabile contributo del confratello gesuita, perché "aprì la cortina di ferro della dinastia cinese Ming, diventando il ponte per lo scambio culturale tra Cina e Occidente e, allo stesso tempo, portò in Cina il Vangelo di Gesù Cristo, fondando così la Chiesa cinese... Spiegò la fede in Dio usando concetti cinesi e divenne testimone della fede con tutta la sua vita". Il cardinale ha aggiunto anche che Matteo Ricci ha anticipato di quattro secoli il Concilio Vaticano II, sottolineando i tre principi del dialogo interreligioso: rispetto reciproco, reciproca comprensione, sincera collaborazione. Il segreto del suo successo missionario sta nello studio diligente, nella conoscenza e nel rispetto della cultura cinese.

     

    Cina: L'"Anno di Matteo Ricci" a Shanghai. La diocesi di Shanghai ha dato inizio l'11 maggio scorso all' "Anno di Matteo Ricci", che durerà fino all'11 dicembre di quest'anno. Con un atto celebrato nel seminario di Sheshan, alla periferia della città, è iniziato "questo periodo speciale di grazia in cui la Chiesa chiede un impulso all'impegno evangelizzatore ai sacerdoti, religiosi e laici", ha detto il vescovo gesuita, monsignor Aloysius Jin Luxian, durante la cerimonia. L'evento "non è solo una commemorazione, ma ha anche un significato pratico per i cattolici su come possono portare avanti l'opera del gesuita italiano di adattare la fede alla cultura cinese". L'atto ufficiale di apertura è stato celebrato al termine di un pellegrinaggio diocesano al santuario mariano di Sheshan. Circa mille cattolici si sono riuniti nella basilica della Madonna per pregare per il rafforzamento nella sequela di Padre Matteo Ricci. Ha assistito all'evento anche il console generale d'Italia a Shanghai, Massimo Roscigno, che ha esortato a seguire l'esempio del missionario per forgiare l'"amicizia tra Cina e Italia". Roscigno ha anche indicato che se il sacerdote non avesse ricevuto l'aiuto del suo migliore amico cinese, Paolo Xu Guangqi (1562-1633), non avrebbe potuto completare i suoi scritti in cinese o tradurre i classici cinesi in latino. Molti cattolici in Cina sperano che anche questo amico, il primo cattolico di Shanghai, possa essere proclamato santo insieme a Padre Matteo Ricci.

     

    Cina: Speranze per la canonizzazione di Ricci e Xu. La Provincia cinese della Compagnia di Gesù nutre la speranza che Matteo Ricci e il suo discepolo Paul Xu Guangqi possano essere canonizzati insieme. Questo sarebbe non solo in linea con la tendenza moderna di cooperazione tra sacerdoti e laici ma anche di stimolo per i giovani cinesi che potrebbero pensare ad una vocazione religiosa e forse anche ad entrare nella Compagnia di Gesù, ha affermato il P. Louis Gendron, Provinciale della Cina. "E' una cosa rara nella storia della Chiesa per un missionario straniero e il suo discepolo locale essere proclamati santi insieme", ha anche detto. La Provincia cinese ha iniziato a collaborare con la Santa Sede per la causa di canonizzazione di Padre Ricci agli inizi di maggio. La diocesi di Macerata, sua città natale, in gennaio ha ripreso in mano la causa di cui nel 1985 era terminata la fase iniziale. La diocesi di Shanghai, luogo di nascita di Xu (1562-1633) intende dare l'avvio al suo processo di canonizzazione e ha invitato i fedeli a pregare per il suo felice esito. 

     


    Novità su SJWEB

    Sotto "Jesuit Voices" c'è un podcast con P. Bill Oulvey, un gesuita della Provincia del Missouri (USA), che ha trascorso gli ultimi quattro anni in Curia Generalizia come segretario dell'Assistenza degli Stati Uniti.