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    Vol. XIV, N. 17 14 settembre 2010

    Padre Generale

    Le Lettere Annuali. In una lettera del 7 settembre ai Superiori Maggiori della Compagnia, il Padre Generale offre una sintesi delle lettere "ex-officio", cioè le lettere annuali che gli arrivano da tutte le Province su temi che egli stesso indica di anno in anno. Lo scorso anno aveva chiesto informazioni su due temi: la promozione delle vocazioni e la collaborazione con gli altri.

     

    Sul primo tema scrive: "Le lettere che ho ricevuto indicano che c'è stato uno sviluppo positivo nella Compagnia nel settore della promozione delle vocazioni. Forse il fatto più importante è che in molte Province e Regioni c'è un gesuita a tempo pieno come promotore delle vocazioni e ci sono gruppi, spesso formati da giovani gesuiti, laici e altri religiosi che lavorano insieme per incontrare e accompagnare i giovani nella ricerca della volontà di Dio nei loro confronti. Sono state aperte nuove case e preparati nuovi programmi per i candidati e sono stati pubblicati nuovi sussidi e c'è stato un uso più creativo delle risorse di internet. In molti luoghi la promozione delle vocazioni comporta anche un più profondo inserimento nella vita della Chiesa locale e una maggiore collaborazione con altri uomini di Chiesa, per esempio con altri religiosi e laici. Nelle nostre comunità si prega di più per le vocazioni". E sottolinea che tutte queste iniziative sembra che diano frutti. Quindi continua: "Di fronte all'aumento o alla diminuzione del numero, io credo che dobbiamo assumere due atteggiamenti: in primo luogo dobbiamo rimanere fiduciosi e sereni, sapendo che è il Signore della messe che chiama operai nei modi che lui vuole e che tiene nelle sue mani il futuro della Compagnia. In secondo luogo, e allo stesso tempo, dobbiamo impegnarci più a fondo a questo importante ministero che ci fa essere strumenti del Re Eterno in modo che a tutti e a ciascuno in particolare la sua chiamata possa uscire al di fuori per essere udita e accettata con gioia e generosità (cfr. Esercizi Spirituali, n. 95)".  Il P. Nicolás indica poi "alcune sfide e inviti all'azione che possono aiutarci a far meglio nella promozione delle vocazioni".

     

    Sul secondo tema, quello sulla collaborazione con gli altri, il Padre Generale scrive: "Ci sono molti sviluppi incoraggianti nel settore della collaborazione con gli altri. Molte Province e Regioni parlano di migliori relazioni con i nostri collaboratori e una generale e pacifica accettazione che questa collaborazione costituisce un valore importante per noi e per il rinnovamento della Chiesa in risposta al Vaticano II e non una misura che ha a che fare con la diminuzione del personale (...) Io credo che è essenziale per ciascun gesuita capire e accettare che la collaborazione non è uno sviluppo temporaneo e neppure recente. Uno sguardo realistico alla storia indica chiaramente che la collaborazione non è un fenomeno nuovo. Fin dai tempi del nostro Padre Ignazio, tutto ciò che  i gesuiti sono stati capaci di realizzare è dovuto al generoso e disinteressato impegno e aiuto di molta altra gente". E anche riguardo a questo secondo tema P. Nicolás segnala alcuni punto particolari e alcune riflessioni che possono essere utili. 

     

    Al termine della lettera il Padre Generale annuncia che la prossima Congregazione dei Procuratori, che verrà convocata ufficialmente a breve, si terrà in Africa nel luglio 2012. E' la prima volta che essa ha luogo fuori d'Europa.

     

    Lettera sul sacerdozio. Il 9 settembre scorso il Padre Generale ha scritto una lettera a tutta la Compagnia sulla conclusione dell'Anno Sacerdotale, chiuso il 18 giugno scorso da Benedetto XVI. Dopo aver ricordato il suo precedente invito ai gesuiti di "dedicare tempo alla preghiera, alla riflessione e alla conversazione sul sacerdozio nella Compagnia...per promuovere una più profonda comprensione e apprezzamento di un aspetto essenziale del nostro carisma come comunità religiosa sacerdotale", P. Nicolás ricorda brevemente le numerose iniziative di Province e Regioni a questo proposito, ringrazia individui e comunità, e poi continua: "E' chiaro, dalle risposte che mi sono state inviate, che non si può ridurre l'esperienza vissuta del sacerdozio nella Compagnia a una semplice formulazione teologica. Questa non è una sorpresa perché esercitiamo il nostro ministero sacerdotale in una tale varietà di culture e di situazioni, che influenza, come è naturale, la nostra prospettiva e il nostro pensiero. Ma questo è quello che è sempre avvenuto nella Compagnia. Perché la Chiesa ci ha inviato e continua ad inviarci alle frontiere; il sacerdozio nella Compagnia è stato sempre esercitato in modi diversi come risposta alla vasta gamma delle missioni che la Chiesa ha affidato alla Compagnia". E aggiunge: "Mentre non c'è un modo unico per vivere il sacerdozio nella Compagnia, ci sono però elementi comuni che ci uniscono come gesuiti e che possono essere considerati come uno stile distintivo nel modo di vivere il sacerdozio". E a questo proposito fa riferimento a S. Ignazio e ai suoi primi compagni. La lettera si sofferma quindi su come noi viviamo il nostro sacerdozio oggi e accenna  ai "peccati dei preti" a cui ha fatto riferimento il Papa nel discorso di chiusura dell'Anno Sacerdotale, richiamando la necessità di purificazione anche all'interno della Compagnia e di "promuovere la guarigione e la riconciliazione nelle situazioni in cui siamo coinvolti come gesuiti". Il Padre Generale conclude poi riferendosi ancora a S. Ignazio e ai primi compagni "che desiderarono intensamente di consacrarsi a Dio, di mettersi completamente nelle mani di Dio per essere trasformati in strumenti di Dio. Erano perfettamente coscienti della loro debolezza, e tuttavia hanno sperimentato con più forza di essere stati chiamati dall'Eterno Signore di tutte le cose per essere suoi compagni nella missione".

     


    Dalla Curia

    Dal 3 al 6 settembre il Padre Generale si è incontrato per tre giorni con il gruppo dei Consiglieri per l'Ecumenismo e le Relazioni Interreligiose (cfr. Bollettino n. 11 del 19 maggio). Si è discusso sugli attuali sviluppi in seno alla Chiesa cattolica delle relazioni con le altre comunità cristiane, con il Giudaismo, l'islam, il buddhismo, l'induismo e religioni indigene dell'Africa e delle Americhe. Un'attenzione particolare è stata rivolta al modo con cui la Compagnia di Gesù deve contribuire o partecipare a queste relazioni. Il gruppo, insieme con il Padre Generale, ha anche avuto interessanti incontri, separatamente, con i due Consigli Pontifici per l'ecumenismo e le relazioni interreligiose. I consiglieri continueranno a portare avanti la loro attuale missione in Asia, Africa, Europa e Americhe, ma si terranno reciprocamente informati sugli sviluppi nei loro rispettivi campi. Si incontreranno insieme con il Padre Generale una volta l'anno, ma nel frattempo terranno continuamente informato il Padre Generale sui temi importanti che riguardano le relazioni della Compagnia con i particolari gruppi religiosi di loro competenza.  

     


    Novità su SJWEB

    Un podcast (in francese) con il P. Mpay Kemboly, un gesuita della Provincia dell'Africa Centrale. Egli insegna Pensiero Africano e Filosofia Antica al nostro istituto di Kimwenza (Repubblica Democratica del Congo) ed è stato invitato dal P. Generale a partecipare al primo incontro dei Consiglieri per le relazioni interreligiose e l'ecumenismo, come esperto per le religioni tradizionali africane. Cliccare su "Jesuit Voices".