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    Vol. XV, N. 12 6 giugno 2011

    Padre Generale

     

    In questi giorni il Padre Generale con il suo Consiglio è riunito nella Casa di Esercizi di Galloro, non lontano da Roma, per gli Esercizi Spirituali annuali (29 maggio-5 giugno) a cui faranno seguito quattro giorni di "Tempo Forte" (6-9 giugno): giorni di intensa riflessione e preghiera che hanno luogo tre volte l'anno. I principali temi all'ordine del giorno questa volta sono: l'esame delle lettere ex-officio 2011 sull'apostolato giovanile; il tema dell'ecologia e il modo di procedere della Compagnia in questo campo; studiare il tema della ristrutturazione delle Province, secondo quanto richiesto dalla CG35; l'attuazione della ristrutturazione dei Segretariati secondo quanto annunciato alcuni mesi fa.


    Dalla Curia

     

    -  Dal 13 al 25 giugno si svolgerà presso la Curia Generalizia un Colloquio dei superiori maggiori di lingua spagnola nominati durante l'ultimo anno. Scopo dell'incontro è fare una riflessione di gruppo, con la partecipazione del Padre Generale, su importanti temi del governo delle Province, quali, ad esempio, il rendiconto di coscienza e l'accompagnamento personale, l'animazione comunitaria, l'inserimento nella realtà della Chiesa locale, la missione alle frontiere e la collaborazione interprovinciale e internazionale. Il colloquio serve anche a far conoscere ai nuovi superiori i diversi uffici e servizi della Curia Generalizia e per avere un contatto personale con i collaboratori del Padre Generale nel governo della Compagnia universale. Il colloquio ha sempre un carattere internazionale. A questo vi parteciperanno 10 superiori maggiori provenienti da America Latina, Spagna e Germania. Al termine i Provinciali visiteranno e celebreranno l'Eucaristia alle Camerette di S. Ignazio, come segno di impegno concreto con il carisma e la missione della Compagnia.

     

    -  Dal 14 al 21 giugno si svolgerà a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) il Terzo Incontro Panafricano dell'Apostolato della Preghiera e del Movimento Eucaristico Giovanile (M.E.G.), il settore giovanile dell'Apostolato della Preghiera. Il primo incontro ha avuto luogo a Lagos (Nigeria), nel 2002; il secondo a Dar Es Salaam (Tanzania), nel 2009. Questa volta vi prenderanno parte circa 25 delegati, inclusi gesuiti, religiose e collaboratori laici, di 15 nazioni africane, per discutere, nel corso di un'intera settimana, sul tema: Verso la ri-creazione dell'Apostolato della Preghiera e del  M.E.G. nella Chiesa dell'Africa, oggi. L'incontro sarà un'importante spinta alla promozione di questo tipo di spiritualità che aiuta milioni di persone nel mondo, e in particolare per il settore giovanile, molto vivo e diffuso in Africa.

    Durante la prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid (Spagna) il Movimento Eucaristico Giovanile godrà di un momento privilegiato in quello che è stato chiamato il "Festival dei Giovani". Il 17 agosto, infatti, condividerà, con tutti quelli che lo vorranno, la ricchezza e la gioia del suo programma di formazione per ragazzi e giovani, basato sull'Eucaristia e sulla spiritualità di S. Ignazio. Il Movimento è oggi attivo in 50 nazioni del mondo intero.


    Nomine

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - il Padre John Lee Hua Provinciale della Provincia di Cina. Padre John, fino ad ora delegato del P. Provinciale per la Cina continentale, è nato nel 1966, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1992 ed è stato ordinato sacerdote nel 2002.

     

    - il Padre Jeyaraj Veluswamy Provinciale di Calcutta (India). Il P. Jeyaraj, fino ad ora Maestro dei Novizi, è nato nel 1961, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.

     

    - il Padre Adelson Araújo dos Santos Superiore Regionale dell'Amazzonia (Brasile). P. Adelson Araújo, fino ad ora direttore spirituale del Filosofato interprovinciale di Belo Horizonte, è nato nel 1964, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997.


    Dalle Province

     

    BRASILE: Mendes de Almeida verso la beatificazione

    Inizierà in agosto per conto dell'arcidiocesi di Mariana, in Brasile, il processo per la causa di beatificazione del gesuita mons. Luciano Mendes de Almeida, morto il 27 agosto 2006. Lo ha annunciato ai vescovi riuniti per la 49° assemblea generale della Conferenza Episcopale del Brasile il presidente della stessa, mons. Geraldo Lyrio Rocha, chiedendo ai presuli di firmare la petizione per presentarla alla Santa Sede. Mons. Mendes de Almeida fu arcivescovo di Mariana per 18 anni, dal 1988 al 2006, e per due mandati consecutivi fu segretario e presidente della Conferenza Episcopale del Brasile. Molto amato dal popolo e dall'episcopato brasiliano, si fece conoscere soprattutto per il suo amore per i poveri e gli esclusi e per il suo impegno in favore dei diritti umani.

     

    FILIPPINE: Gesuita in favore delle miniere

    Sviluppare le miniere per contribuire al benessere della popolazione che non sarà più costretta ad emigrare per lavorare. E' la campagna portata avanti dal gesuita Padre Emeterio J. Barcelon, della Milamdec Microfinance Foundation Inc. e del Xavier University Ateneo de Cagayan, nelle Filippine, che sostiene che le miniere possono essere il mezzo per la salvezza economica del Paese. Il Padre Barcelon è favorevole alla miniera a cielo aperto nel Cotabato Meridionale e spiega: "Certamente dobbiamo aver cura di quanto Dio ci ha donato, ma essere contro le miniere è illogico. Le Filippine sono un paese ricco di minerali, tra cui l'oro. Lasciarli nascosti nelle montagne non è buono per nessuno, essi possono essere estratti per aiutare la gente a vivere una vita più decente". E riguardo ai gruppi internazionali che sono contrari alle miniere ha aggiunto: "Molti si oppongono alle miniere, ma parecchi dei materiali che usiamo giornalmente sono frutto del processo estrattivo e la politica di preservare i minerali per le future generazioni non ha senso quando ne abbiamo bisogno oggi per la generazione attuale".  

     

    INDIA: Un noviziato ecologico

    I Boschi Sacri in India sono delle aree boschive di diversa ampiezza generalmente protette dalle comunità per le quali hanno una significativa connotazione religiosa. All'interno di queste zone la caccia e la pesca sono tassativamente proibite. I Boschi Sacri sono aree importanti dal punto di vista ecologico perché costituiscono delle riserve di biodiversità. Mentre in alcune regioni dell'India come l'Himachal Pradesh vi sono oltre 5.000 boschi di questo tipo, nello stato del Meghalaya se ne contano soltanto una cinquantina, e sopravvivono con difficoltà. E' in questo contesto che tra i gesuiti è nata l'idea di convertire il noviziato di Shillong, la capitale del Meghalaya, in un Bosco Sacro allo scopo di conservare la biodiversità che possiede. La proprietà della Compagnia è poco più di 32 ettari, con uno strapiombo di mille metri su un lato e una zona a prati su quello opposto. L'area è ricca di alberi di pino e sholas, la vegetazione locale, ed è percorsa da un ruscello che l'attraversa fino al fondo. I gesuiti Yan e Richard Jarain si sono trovati d'accordo nel promuovere con passione questo progetto e un gruppo di 22 novizi si è impegnato a costruire dei sentieri nella pineta. Con l'aiuto del personale del Dipartimento Forestale sono state messe a dimora numerose piante e alberi autoctoni, mentre i novizi hanno deciso di formare un gruppo per sviluppare un piano d'azione per quest'anno.

     

    INDIA: Gesuiti per combattere la corruzione

    "Viviamo in una società dove i mali sociali e la corruzione sono all'ordine del giorno, dobbiamo combatterla e i gesuiti possono svolgere un ruolo efficace". Con queste parole il giudice della Corte Suprema dell'India Cyriac Joseph, nel corso di un incontro per le celebrazioni del giubileo d'oro della Provincia del Kerala, ha chiesto ai gesuiti di assumere un ruolo guida per diffondere la consapevolezza nella lotta contro i mali che affliggono il paese. Il giudice, formato nelle scuole dei gesuiti, ha lodato il contributo dato dalla Compagnia all'educazione dei giovani e l'impegno per un insegnamento di qualità ai poveri. "Io stesso ho beneficiato dell'educazione della Compagnia: i gesuiti mi hanno guidato e accompagnato nella crescita della mia fede. Sono migliaia le persone che hanno beneficiato del sostegno dei gesuiti, della loro visione e missione per la Chiesa", ha detto il giudice. Alla cerimonia era presente anche l'arcivescovo Maria Callist Soosapakiam di Trivandrum che ha ringraziato i gesuiti per la fondazione di scuole nelle aree costiere e per il loro impegno nel portare avanti studi volti ad individuare i problemi delle aree più povere del Kerala. Ha poi sottolineato come grazie ai gesuiti le comunità dei pescatori del Kerala abbiano potuto crescere sotto il profilo sociale, educativo e spirituale.

     

    MESSICO: 300 anni dalla morte del P. Chini

    Fino al 30 di giugno presso la Biblioteca "Francisco Xavier Clavijero" dell'Università Iberoamericana (UIA) di Città del Messico è possibile visitare la mostra "Missionario di mente audace, spirito indomabile e cuore avventuroso". La mostra, organizzata dall'Università Iberoamericana, intende celebrare i 300 anni della morte del Padre Eusebio Francisco Chini. In mostra oltre 100 documenti tra manoscritti, lettere, libri, mappe e oggetti, di proprietà degli archivi della Provincia messicana della Compagnia di Gesù, dell'Università Iberoamericana, di singoli individui e dei governi degli Stati di Sonora e Bassa California che li hanno gentilmente prestati per l'occasione. Padre Chini (o Kino secondo un'altra grafia), conosciuto anche come il Padre della Pimería Alta, regione compresa oggi tra lo Stato di Sonora e l'Arizona del Sud, è considerato uno dei più importanti evangelizzatori della Compagnia di Gesù in America. Nel 1975 una statua in suo onore è stata collocata nel Campidoglio di Washington nel National Statuary Hall, il pantheon nazionale dei Grandi d'America.

     

    ROMA: Efficacia della Missione cinese della Compagnia

    Nel corso di una serie di conferenze sul tema "Conversione. Un cambiare Dio?  Esperienze e riflessioni sul dialogo interreligioso" organizzate recentemente dall'Istituto di Studi Interdisciplinari su Religioni e Culture della Pontificia Università Gregoriana, il Padre Klaus Schatz, professore della Hochschule für Philosophie-Theologie di Sankt Georgen a Frankfurt, nella sua prolusione ha dichiarato che le strategie usate dai missionari gesuiti in Cina rivelano una efficiente e notevole maniera di diffondere il messaggio evangelico. Padre Schatz, riferendosi all'esempio di Matteo Ricci, ha esaminato la strategia missionaria messa in campo dal gesuita, iniziata contattando i dignitari di governo e che riuscì a fargli guadagnare la fiducia dell'imperatore e della sua corte, interpreti ufficiali della religione nel paese. Per entrare in contatto con i leaders religiosi e culturali della Cina Ricci e gli altri missionari utilizzarono le scienze e le tecnologie occidentali dell'epoca, come l'astronomia. Non solo, la novità che presentarono, ha sottolineato Padre Schatz, era che nel cristianesimo ognuno poteva avere una relazione diretta e immediata con Dio, concetto raro nella Cina di quel tempo, che pensava che l'imperatore fosse l'unico che potesse offrire sacrifici all'altissimo.

     

    UGANDA: Competenze artigianali per rifugiati

    Nel contesto di un'iniziativa per aiutare i rifugiati urbani a conseguire una maggiore autosufficienza, il JRS (Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati) ha dato il via, nella capitale ugandese di Kampala, a un nuovo corso di formazione dei rifugiati nella produzione di prodotti artigianali. Al primo ciclo ha partecipato un gruppo pilota di cinque rifugiati, che hanno imparato a realizzare orecchini, collane, braccialetti, ciondoli, cinture, cartoline, borse, oltre ad acquisire competenze nel campo del ricamo, utilizzando materiali locali di facile reperimento, come carta, perle di legno e fibre vegetali. "È stata per noi un'occasione preziosa: anziché regalarci un pesce, ci hanno insegnato a pescare dandoci semplicemente una lenza. Ora sono pronta per la pesca", dice Anastase, una rifugiata rwandese che ha partecipato al corso. Il corso di artigianato ed è stato introdotto in seguito a una valutazione svolta nel 2010 che ha visto i rifugiati esprimere un desiderio in tal senso. "Come rifugiati, abbiamo bisogno di una formazione che possiamo mettere a frutto nell'attuale situazione. Imparare a produrre articoli di artigianato è quanto di meglio per noi", ha detto un rifugiato. Il programma comprende anche corsi di catering, per parrucchieri, e di sartoria.

     


    Gesuitica

     

    Conversione di un criminale nazista. Nel 1947, il nazista Rudolf Hoess, ex comandante del campo di concentramento di Auschwitz (da non confondere con Rudolf Hess, vice di Hitler), si trovava in isolamento a Cracovia, in attesa dell'esecuzione per i suoi crimini di guerra. Quando sentì le campane del locale Carmelo, si ricordò della fede che aveva abbracciato da bambino e che da tempo aveva rigettato. Chiese un sacerdote che parlasse tedesco. Il Provinciale dei gesuiti locali,  P. Ladislav Lohn, si recò al convento di Suor Faustina e chiese alle suore di pregare ardentemente mentre lui si recava ad ascoltare la confessione del prigioniero. Alla fine Hoess si riconciliò con la Chiesa e ricevette la Comunione. In seguito scrisse a sua moglie e ai suoi cinque figli, espresse dolore per i suoi crimini e chiese il perdono dei polacchi. Fu giustiziato il 16 aprile 1947.