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    Vol. XV, n. 14 6 luglio 2011

    Dalle Province

     

    AFRICA: Films dei giovani contro l'AIDS

    L'anno passato l'AJAN (la Rete dei Gesuiti Africani contro l'AIDS) aveva lanciato un concorso sul tema: "Film di giovani per la vita e per l'amore contro l'AIDS", aperto agli studenti delle scuole dei gesuiti del continente africano. Grazie a questa competizione l'AJAN voleva offrire ai giovani di questi centri educativi la possibilità di capire e di descrivere ciò che questa pandemia significa nella loro vita e in quella dei loro amici, delle loro famiglie, delle loro comunità. Era anche l'occasione per informare altri giovani del continente sulla necessità di proteggersi contro l'infezione dell'AIDS e di sostenere quelli che ne sono più direttamente colpiti. Erano arrivate 55 composizioni provenienti da nove paesi. La giuria, che è stata impressionata per l'alta qualità delle opere arrivate, ha premiato venti autori. Le storie dei vincitori diventeranno presto dei cortometraggi realizzati dalla Loyola Productions, dei gesuiti di Lusaka (Zambia). Il personale della AJAN House di Nairobi (Kenya) ha già tradotto in inglese i testi che erano in francese. Comunque, quando gli sceneggiati saranno pronti per la produzione, si pensa di realizzarne la metà in inglese e la metà in francese, mentre le versioni finali saranno tutte doppiate o con sottotitoli in inglese, francese e portoghese.

     

    BRASILE: Convegno dei Fratelli

    Dal 16 al 29 luglio si terrà, presso il centro pastorale di Santa Fe a San Paolo del Brasile, il primo seminario per i Fratelli Coadiutori dell'America Latina e dei Caraibi, organizzato dalla Commissione Nazionale dei Fratelli gesuiti del Brasile, con l'appoggio dei Provinciali del Brasile e della CPAL (la Conferenza dei Provinciali dell'America Latina). Vi penderanno parte circa 80 Fratelli di tutto il continente latino-americano e sarà centrato sull'identità della vocazione del Fratello nel corpo sacerdotale della Compagnia di Gesù. L'incontro fa riferimento all'ultimo seminario nazionale dei Fratelli del Brasile, svoltosi a Salvador di Bahia nel gennaio 2009, che aveva espresso "la necessità di una maggiore organizzazione, di un interscambio di esperienze e di un intenso periodo di convivenza tra i Fratelli latino-americani". "L'obiettivo generale - precisa il P. Orlando Torres, Consigliere del Padre Generale per la formazione - è di offrire uno spazio latino-americano per condividere le esperienze e i sogni  e discutere le nuove proposte per la formazione dei Fratelli nella Compagnia in riferimento alla missione in America Latina, tenendo conto, nello stesso tempo, dell'universalità della nostra vocazione e missione, facendo seguito anche all'invito del Padre Generale in occasione dell'Anno Sacerdotale, di riflettere sulla vita dei Fratelli nel corpo sacerdotale della Compagnia". E nella lettera di convocazione da parte della Commissione Nazionale dei Fratelli leggiamo: "La tematica del seminario sarà una riflessione sulle motivazioni della nostra vocazione e sulla opzione di consacrati che abbiamo fatto. La tematica si suddivide in tre parti: 1) il contesto storico (P. Victor Codina); 2) il contesto teologico (P. João Batista Libanio); 3) il contesto apostolico (P. Ernesto Cavassa). Al termine dei giorni di studio e di riflessione ci sarà un triduo spirituale accompagnato dallo stesso P. Orlando Torres".


    CAMBOGIA: ecologia e artigianato

    Da 15 anni Chum Som On lavora a Banteay Prieb, una struttura di formazione per disabili di tutto il paese gestita dai gesuiti alla periferia di Phnom Penh. E' lui che ha iniziato il programma di artigianato di Banteay Prieb, che offre un corso di due anni di scultura in legno ed ora anche in pietra. La produzione comprende molti oggetti scolpiti, dai piccoli portachiavi alle grandi statue religiose per diverse parrocchie. Il legno è molto importante per Som On. Lui è abituato a lavorare con il legno di thnung, rosso e a grana fine. La durezza di questi alberi della foresta è molto apprezzata perché permette ottime sculture. Tuttavia queste specie stanno diventando sempre più difficili da trovare a causa dell'aumentato sfruttamento e del taglio e disboscamento estensivo che sta avvenendo in Cambogia. In alternativa ora Som On si sta concentrando sull'uso di un altro gruppo di alberi, originari della Papua Nuova, i cui semi sono facili da trovare, il legname è buono e resistente all'acqua. Così sta pensando di continuare la raccolta dei semi e allo stesso tempo esortare a seminarli tutti quelli che conosce, in particolare nelle istituzioni della Compagnia di Gesù in Cambogia, in modo da avere in futuro la fornitura del legno per i suoi allievi.

     

    CANADA: "Aiutateci a preservare la nostra lingua"

    Quando i gesuiti del Canada hanno ricordato i loro primi passi in Nord America 400 anni fa e il benvenuto ricevuto dal popolo Mi'kmaq, i Mi'kmaq hanno chiesto loro un favore. "Forse è giunto il tempo per i Mi'kmaq di chiedere il vostro aiuto per preservare la nostra lingua", ha detto il Grande Keptin Antle Denny ai 300 gesuiti canadesi e al centinaio di ospiti riuniti il 22 maggio scorso per commemorare l'arrivo a Port Royal nel 1611 di due gesuiti in quella che è oggi la Nuova Scozia. Denny ha detto che il 70% degli aborigeni Mi'kmaq oggi parla inglese e pochissimi giovani sono a loro agio con la propria lingua nativa. Linguisti esperti hanno informato Denny che tra 20 anni la lingua dei Mi'kmaq sarà estinta. "Vogliamo essere con loro nello spirito", ha detto Padre Jim Webb, Provinciale del Canada inglese. "Saremo lieti di cooperare", ma è difficile dire quali passi concreti possono intraprendere oggi i gesuiti per aiutare a preservare la lingua dei Mi'kmaq. Comunque ha osservato che lavorare sulle lingue ha fatto parte della storia dei gesuiti in Canada. In Canada centrale i gesuiti tradussero alcuni racconti dall'Ojibwa in inglese e la Bibbia dall'inglese in Ojibwa.  E un missionario canadese in Nepal tradusse la liturgia in nepalese.

     

    CILE: Un tetto per il mio paese

    Un techo para mi país (un tetto per il mio Paese) è un'opera sociale nata in Cile nel 1997 dall'intuizione di un gruppo di studenti universitari sostenuti dal gesuita P. Felice Berríos e intenzionati a denunciare la condizione di estrema povertà in cui vivono milioni di persone in situazioni precarie. Gli sforzi dell'organizzazione si orientano in primo luogo a soddisfare il bisogno di una casa tramite la fornitura di alloggi di emergenza prefabbricati in legno costruiti su pilastri elevati dal suolo, che proteggono la casa dall'umidità e dalle inondazioni. In questo modo la costruzione è pronta in due giorni e aiuta a stabilire i primi vincoli di fiducia tra le famiglie, i leaders delle comunità e l'organizzazione. Il passo seguente è cercare di diminuire il livello di vulnerabilità ed esclusione sociale delle persone in situazione di estremo disagio attraverso programmi di formazione al lavoro, programmi sanitari, sostegno giuridico e progetti di microcredito. Le riunioni periodiche con le comunità e le istituzioni coinvolte nel progetto aiutano a esaminare le problematiche della comunità per cercare di venirvi incontro. E' questa la terza tappa del progetto, che coinvolge numerosi professionisti. Un techo para mi país in circa 14 anni si è estesa dal Cile ad altri 19 paesi dell'America Latina e dei Caraibi.

     

    PORTOGALLO: Anno Europeo del Volontariato

    Il 2011 è l'Anno Europeo delle attività di Volontariato, considerato da Bruxelles «una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia». Scopo di questa iniziativa è incoraggiare e sostenere il mondo del volontariato in particolare attraverso lo scambio di esperienze e di buone pratiche. Con questo spirito le sei ONG (Organizzazioni Non-Governative dei gesuiti europei) della Rete Xavier (Fondazione MAGIS, le Fondazioni spagnole Alboan ed Entreculturas, le organizzazioni portoghesi Leigos e Fundaçao Gonçalo da Silveira e la procura tedesca Jesuitenmission) hanno promosso a Lisbona a fine maggio un seminario sul volontariato. Durante il seminario si sono in particolare analizzate le tematiche relative alla formazione dei formatori di volontari da inviare all'estero e i criteri di selezione dei volontari stessi. Circa la formazione, le sei ONG sono d'accordo su un principio: il volontario è un uomo o una donna che sente di essere chiamato/a al servizio e non al singolo progetto. In altre parole, sposa un modo di vivere, non un'iniziativa o le cause di un singolo paese.

     

    SPAGNA: Congresso sulla storia della Compagnia

    Analizzare la storia della Compagnia di Gesù dal XVI al XVIII secolo.  E' stato questo il tema del congresso: I gesuiti. Religione, politica ed educazione (XVI-XVIII), tenutosi dal 20 al 22 giugno a Madrid, presso l'Università di Comillas, e al quale hanno partecipato un centinaio di esperti internazionali. Organizzato dalla Pontificia Università di Comillas insieme all'Università Autonoma di Madrid e Re Juan Carlos, al il governo regionale di Madrid e al Ministero della Scienza e Innovazione, il congresso mirava a favorire la conoscenza e la diffusione dell'opera svolta dalla Compagnia di Gesù nel periodo che va dalla sua fondazione fino al XVIII secolo, compresi gli anni della soppressione. I partecipanti provenivano da 60 università, centri di ricerca e istituti accademici di Europa, America e Giappone e hanno presentato circa un centinaio di testi tra relazioni e comunicazioni. Nei suoi circa 500 anni di vita la Compagnia di Gesù ha suscitato sentimenti opposti ed appassionati. Il fascino esercitato dal suo fondatore, l'efficacia delle azioni dei suoi membri, la sua universalità unita al suo metodo pedagogico, e l'influenza avuta nei governi di monarchie e Chiesa sono i motivi che spiegano l'interesse che ancora oggi suscita. I lavori si sono incentrati sull'opera dei gesuiti nelle corti europee, la letteratura e il teatro dei gesuiti, la posizione della Compagnia tra obbedienza e discrepanza, la diffusione del suo modello religioso in America e Asia, il suo modello educativo, l'espulsione e la sua ideologia religiosa.

     

    TIMOR ORIENTALE: I gesuiti e l'educazione

    La Compagnia di Gesù ha diretto il Colégio de São José (CSJ), su richiesta del vescovo di Dili, dal 1993. Fin dall'inizio il CSJ è sempre stata una scuola della diocesi. Il contratto di dieci anni tra i gesuiti e la diocesi è scaduto nel 2003 e nell'agosto 2010 la diocesi ha espresso il desiderio di riprendere la diretta responsabilità della scuola alla fine del 2011. Il CSJ manterrà il suo nome attuale e continuerà come scuola diocesana attraverso la St Paul Foundation, l'ente responsabile dell'educazione nella diocesi di Dili. "La Compagnia è orgogliosa e grata - scrive il P. Mark Raper, superiore regionale pro-tempore della Regione di Timor Orientale e presidente della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia-Pacifico - per il suo lungo impegno nel Colégio de São José e per i numerosi insegnanti, genitori  e alunni che restano nostri amici e che hanno contribuito in modo significativo al bene del paese e della comunità. Abbiamo costruito, e adesso restituiamo un'importante istituzione attraverso la quale la Chiesa può continuare il suo servizio alla popolazione di Dili. Durante la guerra il CSJ è stata una delle poche istituzioni che è rimasta in funzione ed è stata fonte di stabilità sociale per la città e per il paese (...). La Compagnia continua il suo impegno nel campo dell'educazione e sta attualmente esplorando come rendere un effettivo contributo a tutto il paese, e in particolare ai più poveri".


    Gesuitica

     

    Sono io. Quando i gesuiti francesi introdussero il Vangelo in Canada le loro storie arrivavano in Europa attraverso dei rapporti chiamati Relazioni. Nel 1642 i confratelli in Francia appresero della cattura, tortura e riduzione in schiavitù di Isaac Jogues per mano dei mohicani irochesi. Non sapevano che alcuni amici calvinisti olandesi di Manhatten lo avevano convinto a scappare e lo trasportarono fino ad una spiaggia bretone. Vestito di stracci, nascondendo le mani mutilate, bruciate e con diverse dita mancanti - mangiate dagli irochesi - Isaac si diresse verso il collegio dei gesuiti di Rennes. Quando il rettore apprese che questo barbone era stato in Canada, gli chiese: "Conoscevate Padre Jogues?" "Molto Bene", fu la risposta. "Lo hanno ucciso?" "No, Padre, è vivo e libero. Sono io!". Fu un momento di intensa commozione, ma un anno dopo egli era di nuovo tra gli irochesi, pronto ad affrontare il martirio (AMDG Express).


    Novità su SJWEB

     

    Un podcast, in francese, con il Padre Anicet N'Teba (nato nella Repubblica Democratica del Congo nel 1965). La giovinezza del P. Anicet è stata segnata dalla presenza dei missionari gesuiti e dal desiderio di diventare missionario lui stesso. Laureato in Storia della Chiesa, il Padre Generale lo ha invitato a collaborare con il nuovo Istituto Storico della Compagnia per l'Africa e il Madagascar, a Nairobi, pur rimanendo professore all'Istituto di Teologia della Compagnia di Gesù di Abidjan, in Costa d'Avorio, che riprenderà presto i suoi corsi dopo le violenze della recente guerra civile. Clicca su: "Jesuit Voices".