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    Vol. XV, n. 15 20 luglio 2011

    Padre Generale

     

    Viaggio in Canada. Il 22 maggio scorso un folto e rappresentativo gruppo di gesuiti delle due Province del Canada si è recato a Port Royal, luogo dello sbarco dei primi due gesuiti in terra canadese il 22 maggio 1611, i Padri Pierre Biard e Ennemond Massé. In quell'occasione è stato decretato un anno di ringraziamento e rinnovamento fino al 12 maggio 2012. I novizi gesuiti di Montréal hanno rievocato lo sbarco di Biard-Massé e poi si è tenuta l'inaugurazione ufficiale di una mostra allestita con materiale dei nuovi archivi dei gesuiti del Canada, riuniti di Montreal, per illustrare con manufatti preziosi e rari, libri e documenti, le principali opere realizzate dalle due Province dal 1611 ad oggi. Tuttavia l'evento principale per commemorare i 400 anni di presenza dei gesuiti in Canada sarà il congresso organizzato a Midland, nell'Ontario, presso il Santuario dei Martiri, dalla Provincia anglofona che si terrà dal 27 al 31 luglio e che vedrà riuniti oltre 200 persone, di cui 197 gesuiti e 43 collaboratori e benefattori del Canada di lingua inglese, una decina di gesuiti e collaboratori del Canada di lingua francese e alcuni gesuiti ungheresi che lavorano con la loro comunità nazionale a Toronto.

    E' in questa cornice che si inserisce il viaggio del Padre Generale che parteciperà ai primi due giorni del Congresso sul tema: Le relazioni dei Gesuiti 1611-2011: memoria e rinnovamento, senza calcolare i costi. Per il Padre Nicolás sarà anche l'occasione per incontrarsi con le autorità civili e religiose, per partecipare a un servizio di riconciliazione presso il Santuario dei Martiri, a un pellegrinaggio con gli altri gesuiti e amici e per visitare Santa Maria degli Uroni, il villaggio ricostruito sullo stile delle antiche abitazioni degli indigeni. Nell'ultimo giorno della sua permanenza a Midland è prevista anche un'intervista con domande e risposte presentate in precedenza.

    Approfittando del Congresso, tuttavia, il Padre Generale visiterà anche alcune opere delle due Province dei gesuiti canadesi. Arriverà infatti il 22 luglio a Montreal, dove lo stesso giorno parteciperà a un incontro con i gesuiti sul tema: Identità e Missione: tre gesuiti introdurranno la riflessione, dopo la quale il Padre Generale esprimerà le sue impressioni. Il 23, oltre ad alcune visite alle opere dei gesuiti, ci sarà uno scambio con un gruppo di gesuiti e collaboratori laici sul tema: Missione e Collaborazione. Il 24 luglio, dopo una visita alla nostra infermeria di Richelieu, sarà dedicato a Québec dove l'avvenimento principale sarà l'incontro con i gesuiti, collaboratori e professori della Facoltà di Teologia di Laval con un dibattito sul tema: La ricerca spirituale e la ricerca del senso nei nostri ambienti. Il 25 luglio, dopo la colazione con l'arcivescovo e una visita ad altre opere dei gesuiti e alla vecchia città, partirà per Toronto dove visiterà i numerosi centri di attività della Compagnia e incontrerà i confratelli e i loro collaboratori laici. Il giorno seguente sarà a Guelph, per visitare  le opere dei gesuiti in questa città: residenza, Ignatius Jesuit Centre, parrocchia del Rosario, ecc. Il giorno 27, dopo essersi incontrato con l'arcivescovo della città e aver visitato la nostra infermeria, partirà per Midland. In ognuna delle tappe principali è in programma un incontro con le autorità religiose del luogo. Il rientro a Roma è previsto per il 30 luglio mattina. 

     

    Viaggio in Spagna. Il 6 e 7 agosto il Padre Generale sarà a Loyola in occasione delle Giornate Mondiali della Gioventù. Qui incontrerà il Magis, il comitato coordinatore delle iniziative dei giovani di ispirazione ignaziana. Il 7 presiederà una celebrazione eucaristica per i giovani davanti alla basilica di S. Ignazio a Loyola.


    Nomine

     

    - Il Papa Benedetto XVI ha nominato il Padre Jean-Claude Hollerich arcivescovo di Luxembourg. P. Jean Claude è nato nel 1958 a Differdange (Granducato di Lussemburgo), è entrato nel 1981 nella Compagnia di Gesù ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Fino ad ora era Vice-Rettore della Sophia University di Tokyo (Giappone).

     

    - Il Padre Generale ha nominato il Padre Gerald R. Blaszczak, della Provincia di New York, Segretario per il Servizio della Fede. Suo compito, come scrive il Provinciale di New York, è quello di "consigliere del Padre Generale e del suo Consiglio su temi importanti riguardanti la Compagnia e la Chiesa oggi. Sarà il coordinatore dell'Ufficio per il Dialogo Interreligioso e dovrà promuovere il dialogo e la riflessione sulle relazioni tra la fede e la cultura contemporanea, come pure tra la Chiesa e la società, nel contesto dei nostri ordinamenti più tradizionali". Padre Gerald, attualmente cappellano presso l'Università di Fairfield, è nato nel 1949, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.


    Dalle Province

     

    CIAD: Le relazioni con il Sud Sudan e la Libia

    Il CEFOD ("Centro di Studi e di Formazione per lo Sviluppo"), diretto dai gesuiti a N'Djamena, capitale del Ciad, è una piattaforma di riflessione critica, dialogo e scambio di opinioni  che supera le divisioni etniche, politiche e religiose. Scopo del Centro è promuovere la formazione e la partecipazione dei cittadini al fine di costruire una società pacifica, democratica e sviluppata (www.cefod.org). In un'intervista con la ONG dei gesuiti spagnoli Entreculturas, il gesuita Padre Antoine Bérilengar, direttore del CEFOD, spiega l'attuale situazione politica nel paese, e come questa sia legata all'indipendenza del Sud Sudan, alla situazione in Libia e alle rivolte nei paesi arabi. "La situazione di questi due paesi - dice il Padre Bérilengar - ha ripercussioni quotidiane e dirette sul futuro del Ciad. Nel Sud Sudan si è svolto da pochissimo un referendum che ha portato all'indipendenza del territorio dopo decenni di conflitti e di confronti con il Sudan del Nord. Tuttavia, il governo del Ciad non ha riconosciuto ufficialmente il nuovo stato perché ha paura (...). Ci sono molte somiglianze tra il Sud Sudan e il Sud del Ciad: in entrambi ci sono cristiani, c'è petrolio e ambedue hanno sofferto il peso della guerra. E così si pensa che i ciadiani del Sud possano di riflesso sentirsi ispirati dai sudanesi del Sud per chiedere  l'indipendenza (...). La rivoluzione dei paesi arabi è un'altra questione". 

     

    CINA: Libro nuovo, amicizia antica

    I discendenti di due gesuiti italiani missionari in Cina e di un funzionario imperiale cinese hanno pubblicato congiuntamente un libro sui loro antenati e l'amicizia che li ha legati più di 400 anni fa. Il libro, The Stories of Our Ancestors (La storia dei nostri antenati), apparso a Shanghai il 19 giugno, è la traduzione cinese di Un Libro a sei Mani scritto in italiano da Paolo Sabbatini, Luigi Ricci e Xu Chengxi. Gli antenati dei tre autori: Padre Sabatino de Ursis (1575-1620), Padre Matteo Ricci (1552-1610) e Paul Xu Guangqi (1562-1633) oltre quattrocento anni fa erano grandi amici. I due missionari e Xu collaborarono nella ricerca astronomica nella corte imperiale durante la dinastia Ming. Si occuparono anche della traduzione in cinese degli Elementi di Euclide. Xu fu il primo cinese di Shanghai convertito al cattolicesimo. Il libro narra la storia dei tre uomini, sottolinea la loro amicizia e rivela qualcosa delle generazioni successive delle tre famiglie. Testimonia anche i legami culturali di lunga data tra la Cina e l'Italia. Xu Chengxi, Paolo Sabbatini e Luigi Ricci hanno scritto il libro per celebrare il 400° anniversario della morte di Matto Ricci a Pechino ed esso arriva un anno dopo l'apertura del processo per la beatificazione di Xu Guangqi e Padre Ricci da parte della diocesi di Shanghai.

     

    EUROPA: L'"Alleanza Europea per la Domenica"

    E' stata lanciata ufficialmente, a Bruxelles, l'Alleanza Europea per la Domenica, una rete di organizzazioni "ad hoc", di sindacati, comunità religiose e associazioni della società civile impegnate nel diffondere la percezione della sincronizzazione del tempo libero come valore fondamentale per le società europee. L'iniziativa ha tra i suoi sostenitori anche il Jesuit European Office (OCIPE). Durante la conferenza stampa di presentazione, il 20 giugno scorso, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo, sono stati illustrati i punti principali della campagna per il riposo domenicale, aspetti che includono l'equilibrio tra vita professionale e familiare, l'importanza del fine settimana per la vita comunitaria, il rispetto del volontariato, la necessità di un tempo adeguato di riposo per il benessere dei lavoratori. Nel contesto della revisione della "Direttiva europea in materia di orario di lavoro", l'Alleanza pone l'accento sull'importanza di un tempo di riposo comune non solo come aspetto della tradizione europea, ma come fattore importante di coesione sociale, per un'Europa comunitaria autenticamente consapevole delle esigenze dei propri cittadini. All'Alleanza aderisce anche la COMECE (Commissione degli Episcopati della Comunità Europea).

     

    INDONESIA: 40 anni di musica liturgica

    Un libro intitolato Il timone della musica liturgica è stato pubblicato in queste settimane in Indonesia per celebrare i primi 40 anni di vita del Pusat Musik Liturgi, il Centro Indonesiano di Musica Liturgica, diretto dai gesuiti a Yogyakarta. La messa commemorativa è stata celebrata dall'arcivescovo di Semarang, mons. Johannes Pujasumarta e dal Provinciale della Provincia indonesiana della Compagnia di Gesù, il P.  Riyo Mursanto. Il logo dell'iniziativa è una nave "che sta ancora navigando nel grande oceano dell'arcipelago indonesiano per cercare di trasmettere la musica liturgica", dice il  Padre Karl Edmund Prier, Direttore del Centro, all'agenzia AsiaNews. L'arcivescovo ha ringraziato calorosamente il Centro per aver inserito nella musica liturgica strumenti tipici indonesiani. Il Centro promuove, tra l'altro, un revival di folklore tradizionale, modernizza testi e canzoni locali e propone l'utilizzo di strumenti tipici come il tataganing (un tamburo stretto e sottile) e il garantung (un tipo di xilofono).

     

    MESSICO: Incontro dei coordinatori della comunicazione

    Si terrà dal 1 al 6 agosto prossimo a Guadalajara, in Messico, il V Incontro dei Coordinatori Provinciali per la Comunicazione dell'America Latina e Caraibi. Cinque gli obiettivi principali: 1. Analizzare l'attuazione degli impegni presi durante il IV incontro di due anni fa; 2. Informarsi sui nuovi progetti di comunicazione delle varie Province; 3. Riflettere su come rispondere dal punto di vista comunicativo al PAC (Progetto Apostolico Comune); 4. Esaminare i social network, i loro vantaggi e i loro rischi; 5. Organizzare il futuro della comunicazione interprovinciale in America Latina. Questo V incontro fa parte di un lungo cammino iniziato negli anni '70. Dal 1979 i gesuiti comunicatori hanno chiesto sistematicamente alle Province l'attuazione di un progetto di formazione in comunicazione sociale. Quando fu fondata la CPAL (1999), il suo Presidente, P. Francisco Ivern, chiese che fosse sviluppato un progetto in tal senso. Nel IV incontro dei Coordinatori tenutosi due anni fa a Bogotá (2009)  questo progetto fu inserito nel documento Disponer la vida para la Misión  (Disporre la vita per la Missione, CPAL, 2009, pp. 67-100). Allo stesso tempo fu elaborato un Progetto di Comunicazione Comune (Proyecto Com Com), molto più teorico, che illustrava quale tipo di comunicazione si desiderava e che fu utile per programmare e prendere in esame la comunicazione durante il IV Incontro di Bogotà del 2009. In quell'occasione si pose l'accento sull'utilità di avere delle commissioni provinciali per la comunicazione sulla scia della positiva esperienza del Messico; cominciarono così ad apparire delle commissioni in diverse Province. Allo stesso tempo furono scelte tre opzioni con le loro linee di azione: formazione per la comunicazione, comunicazione per la fede e la giustizia e migliorare la nostra comunicazione. Nel V Incontro si esaminerà come procede l'applicazione di queste tre opzioni.

     

    NEPAL: La nuova Missione di Tipling

    Nell'edizione del 20 giugno del nostro Bollettino avevamo parlato della nuova missione di Tipling, nel Nepal Settentrionale, al confine con la Cina. Ecco come uno dei gesuiti descrive l'inizio delle attività: "Poco dopo l'arrivo, alcuni di noi hanno pensato a rendere la casa vivibile mentre altri sono andati a cercare qualcosa da mangiare. A sera la notizia del nostro arrivo si era già diffusa e sono cominciati a giungere i visitatori. Quello stesso pomeriggio Jiju ha iniziato il suo ministero pastorale pregando per un bambino malato. Poiché in cucina la situazione era ancora provvisoria, abbiamo ricevuto numerosi inviti a pranzo per i giorni seguenti, esperienza che ci ha fatto toccare con mano la leggendaria ospitalità Tamang. Il giorno dopo, sabato, abbiamo celebrato la liturgia della domenica, alla quale hanno assistito circa 30 persone.Tutto si è svolto in una buia e fredda stanza di proprietà di un parrocchiano di Baniyatar. Poiché anche con trenta persone la stanza era insufficiente, abbiamo deciso di celebrare la messa del sabato in una casa più grande. Adesso la messa la celebriamo in una casa dove partecipano circa 60 persone. La nostra messa serale giornaliera è frequentata da circa 30 fedeli, metà dei quali non sono cattolici ma cercano consolazione spirituale attraverso le nostre preghiere. Abbiamo iniziato le benedizioni serali delle case. Una volta terminate le benedizioni speriamo di iniziare i corsi di catechismo per bambini, adulti e anziani. Nel frattempo abbiamo celebrato il battesimo di un bambino a Lapdung e cinque a Thulogaon di piccoli i cui genitori sono già cattolici praticanti. Il giorno successivo al nostro arrivo siamo stati accolti calorosamente nella scuola dai capi dei villaggi e dagli insegnanti governativi (...). La calorosa ospitalità, l'entusiasmo dei bambini per lo studio, la fede semplice della gente che ci ferma per strada chiedendoci di pregare per loro, ci fa sentire che siamo là dove vogliamo essere e che stiamo facendo ciò che i nostri cuori hanno sempre desiderato fare".

     

    SIERRA LEONE: Il primo missionario

    Il 25 luglio 1605, festa di San Giacomo apostolo, sbarca a Pogamo, in Sierra Leone, Padre Balthazar Barreira, il primo missionario dell'Africa Occidentale, un gesuita che ha fortemente segnato la storia e ha indubbiamente determinato il corso degli eventi. Barreira giunge dal Portogallo dopo un'esperienza nel Regno del Congo, con un mandato reale. Il Preposito Generale della Compagnia di Gesù lo assegna all'arcipelago di Capo Verde. Con lui ci sono altri tre compagni con l'incarico di organizzare un collegio e di prendersi cura degli abitanti di quelle terre. Quando uno del gruppo viene meno, P. Barreira decide di effettuare un'esplorazione della costa e ne visita gli insediamenti, giungendo infine nella Sierra Leone dove si ferma per tre anni. In queste terre, descritte fin dall'antichità dagli esploratori fenici, trova i brillanti eredi dei conquistatori Mani (un popolo guerriero, proveniente dall'Impero del Mali), che lo accolgono con entusiasmo e si rendono particolarmente disponibili a seguirlo nella religione cristiana. In brevissimo tempo, diversi re, familiari e autorità di queste comunità si fanno battezzare. Così, per questi popoli della costa dell'Oceano Atlantico, inizia un'epoca di vita felice e di influsso cristiano particolarmente intenso. Padre Barreira, con le sue relazioni annualmente inviate ai superiori, racconta e diffonde le voci della meravigliosa trasformazione di quei regni africani in comunità cristiane, aperte e dinamiche.

     

    SPAGNA: La Compagnia di Gesù e le GMG

    "Da quando nel  luglio del 2008 il Papa Benedetto XVI annunciò a Sydney che le Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) del 2011 si sarebbero tenute a Madrid, la Compagnia di Gesù in Spagna si è attivata per studiare quale sarebbe stato il modo migliore per contribuirvi pastoralmente mettendosi allo stesso tempo a disposizione dell'arcidiocesi di Madrid". E' il Padre Abel Toraño che parla, e che riassume così il contributo dato dai gesuiti spagnoli all'organizzazione dell'evento:  "La messa a disposizione di quattro chiese per la catechesi, la cessione di cinque spazi per l'accoglienza dei pellegrini e l'offerta di una serie di attività da inserire nel programma delle Giornate". Tra le attività troviamo la mostra sulle Riduzioni del Paraguay  (si veda la notizia seguente); i seminari sulla missione dello studente universitario cristiano e le preghiere ignaziane, una proposta della Pontificia Università di Comillas in collaborazione con UNIJES (le università dei gesuiti di Spagna); e la terza edizione del Festival del cinema Iñigo (TIFF: www.tiffestival.org) , promosso dalla Conferenza dei Provinciali d'Europa della Compagnia di Gesù. Tutte queste attività sono coordinate dal MAGIS 2011 (www.magis2011.org), un'esperienza pastorale ignaziana per giovani di tutto il mondo nei giorni che precedono le GMG e organizzata dalla Compagnia di Gesù di Spagna e Portogallo insieme ad altre congregazioni religiose e gruppi di laici di spiritualità ignaziana.

     

    SPAGNA: Le Riduzioni in mostra

    In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che avrà luogo a Madrid nel prossimo agosto, dal 26 luglio al 9 settembre la parrocchia di San Francesco Borgia, nella capitale spagnola, ospiterà la mostra "Le Riduzioni gesuitiche del Paraguay: un'avventura affascinante che dura nel tempo". Due le inaugurazioni ufficiali, la prima nel giorno della festa di S. Ignazio, il 31 luglio, e la seconda il 15 agosto. Sale, chiostri e corridoi degli edifici della parrocchia, per 1.200 metri quadrati in tutto, verranno occupati con pannelli, fotografie e modelli che illustreranno l'avventura delle Riduzioni che la Compagnia aveva fondato nel Paraguay.


    Gesuitica

     

    Ignazio e la caccia alle streghe. False accuse e voci maliziose affollano la storia della Compagnia fin dai tempi di Sant'Ignazio. Egli rispose ad una caccia alle streghe affrontandola di petto. Per via del suo interesse sulla vita interiore dell'individuo, fu variamente accusato di essere immorale, eretico, seguace di Erasmo di Rotterdam, luterano, o uno degli Alumbrados, che sostenevano di aver ricevuto una luce personale da Dio. L'Inquisizione spagnola lo tenne prigioniero 42 giorni ad Alcalá e 22 a Salamanca. Le stesse calunnie lo seguirono a Roma, così Ignazio chiese al Papa un'indagine formale su tutte le accuse contro di lui, e una sentenza giudiziaria. Quando i giudici lo dichiararono formalmente innocente, chiese che fossero cancellati i nomi dei suoi accusatori, ma aveva in mano parecchie copie autentiche della sentenza, da utilizzare ogni volta che l'opera di Dio fosse minacciata dalla calunnia.


    Avviso

     

    Il prossimo numero del SERVIZIO DIGITALE uscirà nel mese di settembre.