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    Vol. XV, n. 16 6 settembre 2011

    Padre Generale

     

    Visita in Spagna. Dall'8 all'11 settembre il Padre Generale farà una breve visita in Spagna: Bilbao, San Sebastian e Loyola. Motivo principale del viaggio, la celebrazione dei 125 anni dell'Università di Deusto. Il giorno dell'arrivo P. Nicolás visiterà la Curia Provinciale e Alboan, l'organizzazione non governativa per la cooperazione e lo sviluppo dei gesuiti della Provincia di Loyola, federata alla Red Xavier, che raggruppa varie organizzazioni dello stesso tipo dei gesuiti europei. Il 9 settembre sarà dedicato completamente all'Università di Deusto, prima a Bilbao con la celebrazione eucaristica e la lectio inauguralis per l'inaugurazione dell'anno accademico; e quindi all'altro "campus" della stessa Università a San Sebastian, dove si incontrerà anche con i collaboratori delle opere della Compagnia di Gesù della Provincia di Loyola. Ricordiamo che l'Università di Deusto, nei suoi 125 anni di vita, ha formato quasi centomila alunni che hanno oggi un ruolo rilevante nello sviluppo umano della società nazionale e internazionale. Il giorno seguente sarà a Loyola per incontrarsi con i gesuiti della stessa Provincia presso il Centro di Spiritualità. L'11 settembre farà ritorno a Roma.


    Dalla Curia

     

    Dal 1° al 3 settembre si sono riuniti a Roma i responsabili del Segretariato per le Relazioni Interreligiose e per l'Ecumenismo. Sono stati tre giorni di intenso lavoro insieme con il Padre Generale. Ciascuno dei responsabili ha presentato un rapporto sul suo settore di competenza: Il P. Milan Žust sulle comunità cristiane dell'Oriente e il P. Thomas Rausch su quelle dell'Occidente; il P. Xavier Albó sulle religioni indigene delle Americhe e il P. Mpay Kemboly sulle religioni tradizionali dell'Africa; il P. Noël Sheth sulle relazioni con l'induismo, mentre il P. Aloysius Pieris, assente fisicamente, ha presentato il suo rapporto sulle relazioni con il buddhismo tramite video-conferenza; il P. Jean-Pierre Sonnet sulle relazioni con il giudaismo e il P. Christian Troll su quelle con l'islam. Ci sono state anche una relazione di mons. Usma Gómez, del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, su "Pentecoste, Pentecostali e Pentecostalizzazione" e una del P. Thomas Rausch sulle relazioni ecumeniche e interreligiose in Cina. A ciascuna relazione è seguito un dibattito in cui sono stati esaminati gli ostacoli teorici e pratici nelle relazioni con ogni singolo gruppo religioso; si è parlato anche dell'inculturazione, della collaborazione con le diocesi e con altre congregazioni religiose. Al termine dell'incontro sono stati presentati al Padre Generale alcuni suggerimenti e proposte per il futuro.


    Nomine

     

    Papa Benedetto XVI ha nominato:

     

    - il Padre Gabino Uribarri Bilbao, decano della facoltà di Teologia della Pontificia Università di Comillas (Spagna), membro del Consiglio Scientifico dell'AVEPRO, l'"Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle università e facoltà ecclesiastiche".

     

    Il Padre Generale, con l'approvazione della Segreteria di Stato del Vaticano, ha nominato:

     

    - il P. Antonio Spadaro direttore della rivista La Civiltà Cattolica. Padre Spadaro, che prenderà il posto del P. Gianpaolo Salvini, è nato nel 1966, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.

     

    Il Padre Generale ha nominato:

     

    - il P. Xavier Jeyaraj, della Provincia di Calcutta (India), fino a ora Coordinatore dell'Apostolato Sociale della Conferenza dell'Asia Meridionale, assistente del Secretario per la Giustizia Sociale e l'Ecologia. Padre Jeyaraj si trasferirà alla Curia di Roma nel prossimo gennaio 2012 occupandosi della pianificazione degli impegni del Secretariato, in particolare della creazione delle reti ignaziane dell'advocacy (GIAN).

     


    Dalle Province

     

    ANGOLA: Il primo sacerdote gesuita

    Grande festa a Luanda, capitale dell'Angola, il 24 luglio scorso. Con grande partecipazione di popolo è stato ordinato sacerdote P. Pedro Pereira Tomás, il primo gesuita angolano ad essere ordinato sacerdote dopo il ristabilimento della Compagnia nel 1814. Questo fatto ha mobilitato letteralmente i mezzi di comunicazione, non solo la radio cattolica, ma anche uno dei due canali della  televisione nazionale. Parlando dell'ordinazione, il P. Mankubu Kasongo, S.J. scrive: "La celebrazione si è svolta in un clima di grande raccoglimento e nello stesso tempo di grande gioia. L'ingresso, la processione del P. Pedro con la Bibbia e il nkembo (il canto del Gloria) si sono svolti nella gioia, con canti, applausi e movimenti al ritmo di danza. E poi, l'offertorio, con le diverse comunità della parrocchia che hanno portato doni sia di prodotti moderni (sapone, cibo, ecc.), sia di prodotti tradizionali (piccoli mortai, strumenti musicali, ecc.). La preghiera delle litanie dei santi è stata cantata in un grande raccoglimento". Nei giorni seguenti la festa è continuata in occasione della prima messa nella sua città natale di Uige.

     

    ARGENTINA: La chiesa di S. Ignazio rinnovata

    Domenica 31 luglio, festa di S. Ignazio di Loyola, i fedeli e i devoti del Santo fondatore della Compagnia di Gesù che si recavano alla chiesa parrocchiale di Bolivar y Alsina, in Buenos Aires, per assistere alla messa vespertina, ebbero una felice sorpresa. Abituati da molti anni a vedere la chiesa più antica della metropoli ricoperta di impalcature e sostenuta da una enorme armatura per sostenere la sua facciata pericolante, e ultimamente anche ricoperta da ponteggi che ne occultavano la stessa facciata, quel giorno la storica chiesa brillava di un bianco splendore, senza tutte quelle impalcature che nascondevano le eleganti torri romaniche. L'attuale chiesa parrocchiale dedicata a S. Ignazio di Loyola, situata in quella che viene chiamata la Manzana de las Luces, in pieno centro storico di Buenos Aires, è la più antica della capitale argentina, edificata dal Fratello gesuita Juan Krauss, che ne cominciò la costruzione nel 1712, fu solennemente inaugurata nel 1722 e consacrata nel 1734. La chiesa fu affidata fin dall'inizio ai Padri della Compagnia di Gesù che la officiarono fino al 1852, ad esclusione del periodo delle due espulsioni che subirono. Dopo quella data passò definitivamente al clero secolare. Nello stesso luogo era esistita un'altra chiesa, sempre dedicata a S. Ignazio, la cui costruzione era terminata nel 1675.  

     

    GRAN BRETAGNA: L'Evangeliario di San Cuthbert alla British Library

    Serviranno a finanziare le scuole di Londra e Glasgow, la fondazione di una nuova scuola in Africa e il restauro della parrocchia di St. Peter a Stonyhurst i nove milioni di sterline ricavati dalla vendita dell'Evangeliario di San Cuthbert, considerato il libro integro più antico esistente in Europa. Il manoscritto, una traduzione latina del Vangelo di San Giovanni in formato tascabile, risalente al settimo secolo, fu rinvenuto nel 1104 nella tomba di S. Cuthbert dove con molta probabilità era stato posto una decina di anni dopo la morte del santo, avvenuta nel 687. Il manoscritto, di proprietà della Provincia Britannica della Compagnia di Gesù dal 1769, per diversi anni fu custodito nello Stonyhurst College, finché nel 1979 venne dato  in prestito alla British Library. La decisione di vendere il prezioso manoscritto è stata comunicata dal Padre Kevin Fox che ha commentato: "Abbiamo avuto il privilegio di possedere il libro per quasi duecentocinquanta anni. Adesso la Provincia ha deciso di venderlo per rispondere a nuove esigenze".  Ha poi aggiunto che la British Library renderà possibile a tutti la visione del manoscritto, sia direttamente che attraverso internet: "Sarà possibile ammirare il Vangelo insieme agli altri tesori della fede cristiana e dell'arte celtica e anglosassone".

     

    INDONESIA: Studenti operatori di pace

    Un gruppo di giovani cattolici, protestanti e musulmani di Yogyakarta, in seguito a un seminario di studi dello scorso luglio, si sono sentiti ispirati ad essere operatori di pace. E così hanno organizzato delle attività per promuovere il dialogo e la mutua comprensione tra le differenti fedi: visite a istituzioni religiose, celebrazioni delle festività religiose di ciascuna religione, e così di seguito. Il gesuita P. Adrianus Suyadi, direttore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Indonesia, uno dei relatori al seminario di studi, ha parlato ai giovani sul ruolo delle religioni nella promozione della pace e dei valori religiosi che possono aiutare nella ricerca della pace e nel dialogo interreligioso. "Cristianesimo e islam - ha detto - hanno valori simili che possono diventare la base per il dialogo e la promozione della pace sensibilizzando le rispettive comunità sui valori universali presenti nelle varie religioni che possono aiutare nella costruzione della pace".    

     

    MACAO: Morto il "padre dei poveri"

    Padre Luis Ruiz Suarez, che ha dedicato l'intera sua vita ai poveri in Macau e nella Cina continentale, è morto il 26 luglio scorso all'età di 97 anni. E' stato il fondatore della Caritas Macau. Paul Pun Chi-meng, segretario generale della stessa Caritas, ha ricordato il suo assiduo servizio dicendo che "era un uomo pragmatico, che non ha mai predicato il Vangelo con le parole; ma io vedevo Gesù ogni volta che vedevo lui". Nato nel 1913 in Spagna, era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1930. La sua attività missionaria in Cina cominciò nel 1941. Interrotta dalla seconda guerra sino-giapponese, riprese alla fine della guerra nel 1945. Quando i comunisti presero il controllo della Cina nel 1949, fu imprigionato per breve tempo e poi espulso dal paese. Il suo Provinciale lo inviò a Macao, allora colonia portoghese, per lavorare con i rifugiati. In seguito fondò la Casa Ricci per i servizi sociali, sempre in Macao, divenuta poi la Caritas Macau, che cominciò ad operare negli anni Settanta, dando vita a cinque centri per anziani e per giovani uomini e donne malati di mente. Nel 1984 dette inizio al suo servizio con i lebbrosi nella vicina provincia cinese del Guangdong. Dieci anni dopo questo servizio si era talmente sviluppato che egli lo affidò alla diocesi. Aveva aiutato più di 8.000 malati di lebbra con i loro figli in circa 140 lebbrosari in varie parti della Cina. Nel 2006 P. Ruiz, già novantenne, aveva accettato l'invito del governo della provincia del Hunan per aprire un centro per la cura dei malati di HIV/AIDS.

     

    MAGIS : « Nel servizio l'incontro con Cristo »

    Nei giorni che hanno preceduto le Giornate della Gioventù in Spagna, lo scorso agosto, si è anche tenuto a Loyola, città natale di S. Ignazio, un raduno internazionale organizzato dal Magis (il comitato coordinatore delle iniziative dei giovani di ispirazione ignaziana, organizzato dalla Compagnia di Gesù di Spagna e Portogallo insieme ad altre congregazioni religiose. Vedi: www.magis2011.org). Il motto scelto era "Con Cristo nel cuore del mondo". Vi hanno preso parte ragazzi e ragazze provenienti da cinquanta nazioni dei cinque continenti. Per tre giorni hanno partecipato a gruppi di lavoro, assemblee, tempi di riflessione e di preghiera, affrontando, in un contesto multietnico e multiculturale, questioni religiose e sociali nell'ottica di costruire un mondo più giusto e fraterno nello spirito del Vangelo. La celebrazione conclusiva, domenica 7 agosto, è stata davanti alla basilica di S. Ignazio, a Loyola, con la partecipazione del P. Nicolás, superiore generale della Compagnia di Gesù. Nel corso dell'omelia, commentando il Vangelo del giorno, il Padre Generale ha sottolineato tra l'altro  che "se quello che ci preoccupa è il nostro benessere, il nostro successo, affonderemo sicuramente. Se invece ciò che ci preoccupa è il servizio e la sofferenza degli altri, proprio dove si trova Cristo, allora potremo camminare tranquilli sulle onde del mare". Nella settimana seguente, in attesa delle Giornate Mondiali della Gioventù, i giovani, divisi in un centinaio di gruppi, si sono impegnati in campi di lavoro in un centinaio di località della Spagna, Portogallo, Francia e Marocco.

     

    SIRIA: a Damasco per esorcizzare la paura

    Nel Foyer dei gesuiti, nel cuore di Damasco, lo psicodramma comincia ogni domenica con una scena alla quale prendono parte sei dei cinquanta partecipanti. Si mettono in mezzo alla stanza e discutono a voce alta su di un tema per avviare poi il dibattito. Questa volta hanno preso come tema la paura di professare liberamente la propria fede religiosa. Siriani di tutte le confessioni religiose, appartenenti soprattutto al ceto medio, sostenitori o avversari di Bashar al-Assad, si riuniscono ogni settimana dall'inizio della contestazione contro il regime per esorcizzare un sentimento che hanno in comune: la paura. "Il paradosso è che in Siria tutti hanno paura. Perché il regime usa la violenza e la repressione? Perché ha paura di perdere il potere. E le persone che manifestano, credete che non abbiano paura? Hanno molta paura, ma scendono ugualmente in piazza", assicura la psicanalista Rafah Nached, co-ispiratrice del progetto. La Siria è un paese multiconfessionale: i sunniti sono numericamente superiori, più degli alauiti che sono al potere, e dei cristiani. "La popolazione - dice Mayssan, una partecipante drusa - è cosciente dei rischi degli scontri religiosi. Tu puoi presumere in anticipo che ci saranno delle ritorsioni ma non è una cosa automatica. Il movimento di contestazione è pacifico e si rifiuta di lasciarsi trascinare nella violenza settaria. Io invece temo un intervento straniero, che porterebbe alla divisione del nostro paese, come è successo nella ex-Jugoslavia". A questo punto Zeina, una cristiana, interviene timidamente: "Io penso che l'opposizione sia divisa tra persone istruite e consapevoli della posta in gioco e persone  più religiose ma meno istruite".

    I presenti ascoltano con attenzione. All'improvviso, Alaa, un cristiano, racconta la sua esperienza recente. "Avevo dei pregiudizi contro i musulmani a causa della mia educazione, perché la mia famiglia mi aveva sempre ripetuto di non frequentarli. All'inizio stavo dalla parte del regime; poi, dopo tutti questi morti, sono sceso in piazza anch'io". Parla molto rapidamente come se avesse bisogno di estirpare qualcosa dal suo corpo: "Quando ho preso parte alla manifestazione a Douma, alla periferia di Damasco - prosegue il giovane che avrà sì e no vent'anni - queste persone, che ci hanno sempre descritto come gentaglia, mi hanno nascosto quando ero inseguito dalla polizia e temevo di essere catturato". Fine della scena. Un minuto di silenzio per concentrarsi, poi ogni partecipante potrà parlare a turno. Per il Padre Rami Elias, psicanalista e responsabile della residenza dei gesuiti che ospita la riunione, "non si tratta di fare politica, ma di creare uno spazio in cui ognuno possa parlare della paura che sente per condividerla e canalizzarla di modo che non si trasformi in violenza". (L'Orient-Le-Jour, Beirut).

     

    SLOVACCHIA: Sessanta anni di episcopato del cardinal Korec

    Il 24 agosto il cardinale Ján Chryzostom Korec, gesuita, vescovo emerito di Nitra, in Slovacchia, ha celebrato 60 di episcopato. In una sua lettera personale il Papa Benedetto XVI gli ha espresso la propria gioia per questo anniversario definendolo "giorno memorabile". Ricorda quindi "il suo ministero episcopale, svolto in modo esemplare durante tanti anni", lodando la fedeltà del porporato. Ján Korec venne consacrato vescovo in clandestinità a soli 27 anni mentre infuriava la persecuzione comunista. Era il vescovo più giovane del mondo. Lavorò in fabbrica per nove anni, svolgendo la sua missione di sacerdote e di vescovo senza essere scoperto da nessuno. E' il fratello di tutti. Arrestato nel 1960 rimase in prigione per dodici anni. L'esperienza più dura è stato l'isolamento. Era accusato di tradimento della patria. Tra le accuse quella della sua fedeltà al Papa. Un'accusa che riteneva un onore. Uscito di prigione gravemente ammalato, continuò a lavorare per guadagnarsi da vivere. Giovanni Paolo II lo creò cardinale nel 1991. Il cardinale Korec, che oggi ha 84 anni, è apprezzato e stimato da tutti per la sua coerenza e per la testimonianza della sua vita. Ma lui afferma: "Non mi attribuisco grandi meriti. Più gli anni passano, più vedo chiaro che tutto ciò che ha importanza appartiene alla grazia, cioè a Dio".

     

    SPAGNA: Il carisma ignaziano per il mondo d'oggi

    Come quest'anno, un Corso Internazionale di Immersione nella Spiritualità Ignaziana si terrà presso il centro spirituale Cova de Sant Ignasi di Manresa (Spagna) dal 27 aprile al 4 giugno 2012. "Il carisma ignaziano - si legge nel programma -  ha un prezioso contributo da offrire alla vita cristiana contemporanea. Il corso offre l'opportunità di studiare in profondità l'eredità di Ignazio di Loyola, sia come fonte di ispirazione per un'autentica vita cristiana nella società e nella Chiesa attuale, sia come mezzo per la formazione spirituale di individui e gruppi. Si inizia esaminando l'esperienza personale di Ignazio, il pellegrino, un'esperienza che fa luce su come le persone giungono a crescere nella vita cristiana.  Poi, dopo un ritiro ignaziano individuale guidato di otto giorni ci avvicineremo agli Esercizi Spirituali da una prospettiva mistagogica e pedagogica. Una panoramica dell'opera di Ignazio culminerà nello studio della Formula dell'Istituto e delle Costituzioni della Compagnia di Gesù. Il corso terminerà con alcune sessioni sulla teologia e la spiritualità scaturite dalla vita e dagli insegnamenti di Ignazio, e con l'analisi dei vari progetti per una vita cristiana che continuano ad emergere dalla spiritualità ignaziana".  In contemporanea con le lezioni si svolgerà lo studio personale e il dialogo continuo per aiutare i partecipanti ad integrare le loro diverse esperienze.  Per ulteriori informazioni: jsugranyes@covamanresa.cat o: www.covamanresa.cat

     

    USA: Incontro di gesuiti africani e americani

    Sponsorizzato dalla Conferenza dei gesuiti degli Stati Uniti si è tenuto, nel maggio scorso, presso la Loyola University di Baltimora, l'incontro dei gesuiti africani che studiano negli Stati Uniti e Canada. 37 i gesuiti africani presenti sui 60 che si trovano attualmente negli Stati Uniti per motivi di studio o lavoro, e rappresentavano  sette Province e Regioni africane della Compagnia e 16 diverse nazioni. Erano presenti cinque gesuiti americani, tra cui il Presidente della Conferenza Tom Smolich. L'incontro, al quale ha partecipato anche Padre Michael Lewis, presidente del JESAM (la Conferenza dei gesuiti dell'Africa e Madagascar), è servito per esaminare le strategie con cui le Province americane e quelle africane possono collaborare insieme. Scambi tra gli Stati Uniti e l'Africa in tema di impegno apostolico e di esperienze di Terz'Anno in Africa per i gesuiti americani, sono state alcune delle proposte esaminate. I gesuiti africani hanno condiviso con i confratelli americani le sfide che la Compagnia deve affrontare in Africa: le opportunità formative, le tensioni politiche ed etniche; le emergenze sanitarie (in particolare l'AIDS e la malaria), e i problemi ambientali ed ecologici che il continente si trova a fronteggiare oggi. Il precedente incontro si era tenuto nel 2006 a Washington.


    Novità su SJWEB

     

    - Due nuove serie di diapositive: una sulla visita del Padre Generale alle due Province del Canada, dal 22 al 29 luglio; l'altra sulla sua partecipazione al Magis 2011 in Spagna, dal 7 all'8 agosto. Cliccare su: "sjweb Media".

     

    - Nella sezione ad usum nostrorum, tra i "documenti", è stato inserito il messaggio del Padre Generale ai Fratelli gesuiti dell'America Latina e dei Caraibi in occasione del loro primo seminario, svoltosi a San Paolo del Brasile dal 16 al 29 luglio scorso.